Sei Nazioni 2020: l’emozione di Danilo Fischetti al primo cap
Le parole del pilone delle Zebre dopo aver debuttato con la maglia dell'Italia nella sfida di Cardiff. Le sue emozioni e i pensieri di una carriera in rampa di lancio
Sebastiano Pessina ph.
Al di la del risultato, gli ultimi 33 minuti della sfida di sabato tra Galles e Italia rappresentano un momento storico per Danilo Fischetti. Il pilone in forza alle Zebre è infatti riuscito ad esordire con la maglia azzurra, dopo che l’annullamento del match contro la Nuova Zelanda ai Mondiali gli aveva beffardamente fatto rinviare l’appuntamento. Nato a Genzano di Roma il 26 gennaio 1998, Fischetti aveva già fatto tutta la trafila nelle giovanili azzurre, disputando i Mondiali U20 nel 2017 e 2018, quindi era stato convocato per il tour autunnale degli Azzurri in America, senza però debuttare con l’Italia che il 3 novembre 2018 uscì sconfitta a Chicago contro l’Irlanda.
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Dopo essersi distinto ad alti livelli a Calvisano, da questa stagione è passato alle Zebre dove ha potuto mettersi largamente in mostra tra Pro14 e Challenge Cup, meritandosi la fiducia di Franco Smith e la possibilità di esordire nel 6 Nazioni.
Queste le sue parole dopo aver conquistato il primo cap in Nazionale maggiore: “Ho assaporato il primo raduno Azzurro a Chicago nel Test Match contro l’Irlanda poi sono andato vicino all’esordio contro la Nuova Zelanda al Mondiale e sabato scorso finalmente sono riuscito a coronare il sogno che avevo da bambino. E’ stata una emozione grandissima entrare al Principality Stadium e sentire il calore del pubblico sin dall’inizio. Certo, non è andata come volevamo: è stato un mix di emozioni e amarezza. Ci servirà da lezione per le prossime partite”.
Un’attesa, quella del prepartita, condivisa con i familiari: “Il giorno prima ho sentito al telefono la mia famiglia. E’ stato bello sentire il loro sostegno, soprattutto quello di mio padre: tende sempre a tranquillizzarmi, a consigliarmi dove possibile. Ha giocato anche lui a rugby, anche se non per molto tempo, ma riesce sempre a trovare le parole giuste per me”.
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Sull’ambiente Azzurro: “Ho trovato davvero un bel gruppo qui. Nonostante non fossimo insieme da tanto, c’è stato subito un grande affiatamento tra compagni e staff. Abbiamo tanta voglia di lavorare e imparare. L’esordio non è stato positivo, lo sappiamo bene. Ci sono comunque delle cose da salvare da cui possiamo ripartire e su cui possiamo lavorare”.
Con la maglia dell’Italrugby ha ritrovato alcuni compagni con cui ha raggiunto importanti traguardi con la Nazionale Italiana Under 20: “Essere entrati tra le prime otto squadre al mondo è stato un bel risultato. Ho ritrovato qui Riccioni, Licata, Zilocchi, Cannone con cui ho condiviso quelle emozioni. Personalmente il percorso di formazione che ho seguito in Accademia a Roma prima e poi nell’Accademia Nazionale – passando poi per l’Under 20 – mi ha aiutato molto nella mia crescita. E ritrovare qui alcuni giocatori che erano presenti con me in quella rosa, con tanti altri giovani prospetti interessanti, sta a significare che il lavoro svolto alla base è grande”.
Chiusura sul TOP12, altro tassello fondamentale nella sua formazione rugbistica: “Credo che sia una palestra importante per i rugbisti del futuro. Ho vinto anche il premio di MVP del campionato una stagione, un riconoscimento a livello personale importante arrivato dopo tanto lavoro insieme al mio club” ha concluso Fischetti.
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