Cos’è successo fin qui nella terza giornata di Champions Cup

I momenti più significativi e i numeri più interessanti: tante vittorie esterne, le squadre già eliminate e due ali davvero imprendibili

tolosa 2018/2019 champions cup

Sofiane Guitoune e Francois Cros (Tolosa) festeggiano alla fine del match contro i Wasps (ph. Reuters)

La quarta giornata di Champions Cup ha già messo tanta carne al fuoco tra venerdì sera e sabato pomeriggio, con sette partite giocate sulle dieci in programma. E anche se non ci sono ancora verdetti definitivi, per alcune squadre il destino sembra già segnato in maniera incontrovertibile. Ripercorriamo i momenti più significativi attraverso Parole e numeri.

I risultati

Scarlets v Ulster 24-25
Edimburgo v Newcastle 31-13
Exeter v Gloucester 19-27
Tolone v Montpellier 38-28
Bath v Leinster 10-17
Lione v Glasgow Warriors 22-42
Wasps v Tolosa 16-24
Munster v Castres (domenica alle 14)
Saracens v Cardiff (domenica alle 14)
Racing 92 v Leicester (domenica alle 16:15)

Fattore esterno – Delle sette partite giocate, ben cinque sono state vinte dalla squadra in trasferta per un massiccio rovesciamento del fattore campo. Aveva cominciato Ulster in casa degli Scarlets, venerdì sera, e hanno continuato i Glasgow Warriors in casa del Lione, Gloucester a Exeter, Tolosa in casa dei Wasps e Leinster a Bath. Gli unici a salvarsi sono stati Edimburgo e Tolone, che resuscita temporaneamente battendo Montpellier.

Fuori… – Wasps, Bath, Lione e Scarlets possono definitivamente dire addio a qualunque ambizione di passaggio del turno. Se per Bath e Lione la questione sembrava parecchio complicata già al momento dei sorteggi, da Wasps e Scarlets ci si poteva attendere qualcosa di più. Entrambe le squadre invece sono rimaste a secco di vittorie dopo un intero girone, rispettivamente con soli 3 e 2 punti in classifica, e sono definitivamente crollate con le sconfitte casalinghe contro Tolosa e Ulster. La delusione più grande è rappresentata dai gallesi, semifinalisti lo scorso anno e incapaci di ripetere anche solo la qualificazione ai quarti.

…o quasi – Ancor più clamorosa sarebbe l’eliminazione precoce di Exeter, a cui l’Europa continua ad essere indigesta negli ultimi anni. I Chiefs hanno perso a sorpresa contro il Gloucester tra le proprie mura di casa e vedono molto da vicino la terza uscita di fila ai gironi: un’anomalia a tratti inspiegabile per una delle squadre più forti della Premiership e sulla carta tra le migliori d’Europa. La classifica un po’ più corta rispetto ad altri gironi potrebbe riservare ancora qualche chance, ma servirebbe un bottino pieno per agganciare il treno dei quarti.

139 – I metri corsi da Ollie Thorley, l’ala del Gloucester classe 1996 che è stata una spina nel fianco per la difesa di Exeter. Da quando è tornato dall’ultimo infortunio, coach Ackermann gli ha sempre dato fiducia, e vedendo il break con cui ha spaccato la difesa in occasione della meta di Willi Heinz non è difficile capire il perché.

60 – I metri corsi invece da Cheslin Kolbe per segnare una delle mete più belle del fine settimana. L’ala sudafricana sta emergendo sempre di più come uno dei giocatori più spettacolari del globo, per la velocità e la tecnica con cui corre ed elude gli avversari. In questo caso, accelera in maniera così eclatante da abbattere senza troppi complimenti il diretto avversario. Un po’ Shane Williams, un po’ Jonah Lomu (formato mini).

In piedi – Tolone ha dato segni di vita. Montpellier, al contrario, sembra agonizzante. Tra una settimana, in casa degli uomini di Vern Cotter, potrebbe di nuovo cambiare tutto, ma al Félix Mayol sono stati i rossoneri a rilanciarsi nella corsa alla qualificazione. I padroni di casa hanno dominato in lungo e in largo: 66% di possesso, 71% di territorio, 15 break, 39 difensori battuti e 684 metri corsi di squadra (con Montpellier costretto a tentare 238 placcaggi). Anche per questo, il bonus offensivo concesso nel finale agli ospiti può essere visto come una piccola beffa.

16 – Vincere di venti punti in trasferta concedendo 16 calci di punizione non è una cosa da tutti i giorni. Eppure i Warriors di Dave Rennie, nonostante una copiosa indisciplina, sono sempre rimasti avanti nel punteggio e in controllo della partita, segnando cinque mete e 42 punti ad una delle squadre più interessanti del Top 14. Sugli scudi, come spesso accade da diverso tempo a questa parte, George Horne (4 break, 4 difensori battuti, un assist e una meta).

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