Sei Nazioni 2018: l’Irlanda è strepitosa e passa in Inghilterra

La banda di Schmidt domina a Twickenham e si prende il Grande Slam. Tre mete per parte sotto i fiocchi di neve

ph. Reuters/Andrew Boyers

Sotto il nevischio di Twickenham, Inghilterra ed Irlanda si affrontano in quello che, stando ai pronostici di inizio torneo, avrebbe dovuto essere il grande spareggio per il titolo. Le due sconfitte filate degli inglesi, invece, hanno tolto la banda di Eddie Jones dalla corsa al Sei Nazioni, e vincere la sfida odierna diventa incredibilmente importante per i padroni di casa, ma solamente per evitare una clamorosa quinta piazza finale. Sull’altro fronte, però, la superba Irlanda di Joe Schmidt, già detentrice dell’edizione 2018 della competizione, dopo la vittoria sulla Scozia, va a caccia del Grande Slam ed è in una condizione psicofisica eccezionale.

Un benessere, quello dei verdi, che si manifesta in tutto il suo splendore nei primi 25 minuti dell’incontro, con l’Irlanda che mette subito in chiaro le proprie intenzioni bellicose. Dopo solo 6 giri d’orologio dal fischio d’inizio del match, gli ospiti stappano il punteggio: Sexton cambia improvvisamente lo spartito dell’attacco verde, calcia un pallone alto estremamente insidioso, conteso, vicino alla linea di meta, da Watson e Kearney. L’estremo inglese non riesce nel controllo dell’ovale, che schizza via, diventando disponibile per l’accorrente Ringrose, Il centro di Leinster ha strada libera e timbra la prima meta dell’incontro. Il numero 10 ospite trasforma e porta così i suoi sul 7-0.

Vantaggio esterno che si dilata una dozzina di minuti dopo, quando l’Irlanda esegue un’azione sublime, ricamata dal duo Furlong (stratosferico)-Aki, e concretizzata dal solidissimo Stander, che schiaccia l’ovale alla base del palo, e colloca la selezione di Dublino a quota 12, prima che Sexton converta per il 14-0.

L’Inghilterra, messa letteralmente spalle al muro, reagisce in modo veemente, chiudendo gli avversari dentro i propri 22 metri e costringendoli ad una lunga serie di falli professionali, per evitare la marcatura pesante. Sull’ennesimo penalty, causato da O’Mahony, l’arbitro Jackson decide di estrarre il giallo nei confronti del terza linea di Munster. Situazione contingente che sembrerebbe poter mutare l’inerzia della sfida, ma gli inglesi vanificano l’assedio con un pessimo lancio di Hartley, che permette agli ospiti di risalire il campo senza subire punti.

Appena dopo la mezzora di gioco, Farrell, unico faro locale nel corso della prima frazione, prova ad accendere la luce, inventandosi un grubber sontuoso alle spalle di Earls, che manda in meta Elliot Daly. Una marcatura che pare rivitalizzare i ragazzi di Jones, ma la difesa verde è semplicemente invalicabile, e rimbalza prontamente tutte le iniziative inglesi. Sul proscenio della gara, poi, già oltre il minuto 40, vi sale prepotentemente il solito Stockdale, che pennella un calcio per se stesso sopra la testa di Brown, brucia in velocità il 15 degli Harlequins (dentro al posto dell’infortunato Watson) e sigla una segnatura pesante da urlo. Carbery (subentrato temporalmente per un  Sexton con problemi al naso) trasforma, manda i suoi sul 21-5 e chiude, di fatto, la contesa.

Leggi anche: Cinque momenti decisivi per il trionfo dell’Irlanda;

Nel secondo tempo l’Inghilterra prova immediatamente il forcing a ritmo sostenuto, ma abbattere il muro difensivo costruito dallo staff di Schmidt si rivela impresa impossibile, con i primi punti della ripresa marcati, su piazzato, da Murray, per il 24-5. A quindici dalla fine Brown pennella un’assistenza superba per Daly, che addolcisce un minimo il punteggio in chiave locale (10-24 per gli ospiti), e “sulla sirena” May si prende la soddisfazione della marcatura pesante, vana, però, ai fini della partita, che termina sul 24-15 per un’Irlanda che vince il grande slam.

Inghilterra: 15 Anthony Watson, 14 Jonny May, 13 Jonathan Joseph, 12 Ben Te’o, 11 Elliot Daly, 10 Owen Farrell, 9 Richard Wigglesworth, 8 Sam Simmonds, 7 James Haskell, 6 Chris Robshaw, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Dylan Hartley (c), 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Jamie George, 17 Joe Marler, 18 Dan Cole, 19 Joe Launchbury, 20 Don Armand, 21 Danny Care, 22 George Ford, 23 Mike Brown;

Marcatori Inghilterra

Mete: Daly (32′, 65′), May (80′)
Trasformazioni:
Calci di punizione:

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Dan Leavy, 6 Peter O’Mahony, 5 Iain Henderson, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
Replacements: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Andrew Porter, 19 Devin Toner, 20 Jordi Murphy, 21 Kieran Marmion, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour;

Marcatori Francia

Mete: Ringrose (6′), Stander (23′), Stockdale (40′)
Trasformazioni: Sexton (7′,23′), Carbery (40′)
Calci di punizione: Murray (60′)

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