Sei Nazioni 2018: Eddie Jones porta la guerra di parole su un altro livello

Nella conferenza stampa di annuncio della formazione inglese, l’head coach ha fatto alcune dichiarazioni forti

ph. Sebastiano Pessina

Alzare la pressione. La partita di sabato a Twickenham fra le due squadre a punteggio pieno di questo Sei Nazioni 2018 è di per sé un incontro di importanza capitale, con annesso tutto l’affascinante peso della Storia ovale che le sfide fra Galles e Inghilterra si portano dietro. Ma l’head coach degli inglesi Eddie Jones ha evidentemente puntato ad alzare ulteriormente il livello con alcune dichiarazioni forti alla stampa, durante l’incontro con i giornalisti per l’annuncio della formazione.

Jones ritiene evidentemente che far crescere la tensione in vista dell’incontro possa essere di maggior beneficio alla propria squadra, che finora ha sempre dimostrato più di ogni altra cosa una incredibile ed incrollabile solidità mentale.

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Ieri, nel corso della conferenza stampa, Jones ha prima parlato dell’apertura del Galles, Rhys Patchell, che ha rubato l’occhio di molti alla sua prima presenza da titolare al Sei Nazioni: “Patchell non ha giocato molto rugby internazionale. E’ giovane, è inesperto, ed è la loro terza scelta a numero 10. Ha il compito di portare all’esterno il pallone e sarà un duro compito per lui.”

 

“Dovrà trovare dei compagni che vogliano aiutarlo, perché sta per essere messo sotto una bella pressione. Ogni volta che Patchell alzerà lo sguardo, vedrà JJ (Jonathan Joseph, ndr) nel suo campo visivo. Non è un gran bel vedere.”

Eddie Jones non si è soffermato solamente, però, sul giovane e, a suo dire, inesperto Patchell, ma si è anche scagliato contro il comportamento tenuto da un monumento della palla ovale come Alun Wyn Jones in occasione dell’unica meta segnata dalla Scozia lo scorso week-end.

Il capitano del Galles aveva richiesto a Pascal Gauzere, arbitro del match, di rivedere l’azione con l’aiuto del TMO, cosa che poi il fischietto francese ha fatto, prima di confermare la marcatura.

“Ho pensato che fosse completamente oltre le righe – ha detto Eddie Jones – Quando ha provato a fermare l’arbitro dal consentire la trasformazione, non possiamo avere questo genere di comportamenti nel gioco. Spero davvero che World Rugby non permette questo genere di cose. Ho parlato a World Rugby a proposito di ciò, me ne preoccupo molto perché dobbiamo rispettare l’integrità degli arbitri.”

Mettere pressione su Alun Wyn Jones e sul suo comportamento come capitano può sembrare una buona idea, dato che il seconda linea gallese non è sempre stato perfetto nel suo ruolo, soprattutto per quanto riguarda il decision making in diversi momenti della partita, ma la sparata dell’head coach dell’Inghilterra non ha trovato molte sponde favorevoli: il Guardian elenca una serie di precedenti episodi dove Jones ha affermato o si è comportato in maniera opposta a quanto dichiarato, mentre il Telegraph pubblica un pezzo di Jonathan Kaplan, ex fischietto internazionale, dal titolo “Trovo la dichiarazione di Eddie Jones a dir poco parziale, se non del tutto sbagliata”.

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