Robben Island, gli squali e… una maglia di Capitan Parisse

Dall’isola che ha detenuto per tanti anni Nelson Mandela un evento di solidarietà

Riceviamo e pubblichiamo. La FIR parteciperà all’iniziativa con una maglia del capitano Sergio Parisse

 

Un uomo, 200 palloncini a elio, e una coraggiosa traversata sulle acque di un mare infestato da squali a scopo benefico: cosa non si farebbe per raccogliere fondi per una buona causa!

Per Matt Silver-Vallance, l’intrepido pilota dell’impresa Robben Island Balloon Run, la risposta si trova a 600 metri sul livello del mare, l’equivalente di un edificio di 50 piani; appeso a un grappolo di palloncini alla deriva, attraverserà l’Oceano, da Robben Island a Città del Capo in balia del vento.

Robben Island è un’isola sud-africana situata a dodici chilometri dalla costa, famosa per essere stata la prigione di Nelson Mandela.
Lo scopo di questa coraggiosa impresa, è raccogliere dieci milioni di Rand (circa 850 mila euro) per la costruzione dell’ospedale pediatrico da sempre sogno di Mandela, una causa che sta molto a cuore anche a Matt, paramedico volontario in Sud Africa, al Servizio del  Western Cape Ambulance nel 1999 / 2000.

L’Ospedale, attualmente in fase di progettazione e raccolta fondi, sorgerà a Parktown presso la Wits Medic School a Johannesburg e i lavori avranno inizio a novembre 2014.

“E’ un’impresa molto ambiziosa ma credo che sia fattibile. La storia di Robben Island ci ha insegnato che niente è troppo difficile fintanto che le persone collaborano, hanno un obbiettivo comune e sono determinate al successo.
Il Balloon Run rappresenta per me quel tipo di spirito e la realizzazione di un ospedale pediatrico sarebbe il sogno di tutti che si realizza” afferma l’ottimista Sibongiseni Mkhize, amministratore delegato del Museo di Robben Island.

Matt sarà una delle tredici persone al mondo a tentatore un cluster ballooning, termine tecnico conosciuto dagli amanti degli sport estremi, per descrivere un volo appeso a dei palloncini gonfiati a elio. In passato, non tutti i tentativi sono andati a buon fine, due persone hanno già perso la vita nel corso di un’impresa analoga.

Il Cluster ballooning avrà luogo nel mese di Aprile (1- 27 Aprile 2013). Non è possibile stabilire con precisione una data, in quanto essa dipenderà interamente dalle giuste condizioni atmosferiche che richiedono intensità del vento e direzione favorevole.
Lo svolgimento della manifestazione dipenderà quindi dalle informazioni fornite in tempo reale dal servizio meteorologico nazionale.
Statisticamente, Aprile risulta essere il mese più appropriato, con venti che soffiano dolcemente e costantemente da 230° a 310 °; queste condizioni permetteranno a Matt di “svolazzare” da Robben Island a  Città del Capo.

Non appena ci sarà la giusta condizione meteo, Matt verrà legato a una imbragatura da parapendio collegata ai palloncini; sia il decollo che l’atterraggio avverranno attraverso l’utilizzo di zavorre o nel peggiore dei casi facendo esplodere la “stravagante mongolfiera”.

Mike Howard, pilota della Emirates Airline, nonché detentore del Guinness World Record per  l’altitudine maggiore raggiunta, ben 19000 piedi di altezza (quasi 6000 m), in cluster ballooning, fungerà da direttore delle operazioni di volo.
Un’ampia ed attenta progettazione tecnica è stata portata a termine al fine di garantire una sicura performance; il team che assisterà Matt il giorno dell’impresa comprenderà una barca e un equipaggio ben addestrato che lo seguirà dal mare, dottori, oltre a dieci nuotatori in mare aperto che partiranno da Robben Island tre ore prima della traversata per raggiungerlo dopo l’atterraggio.

A sostegno di Matt, giocatori di rugby di tutto il mondo; Jean de Villiers, leader della squadra sudafricana, è stato il primo a credere nella causa, seguito ben presto dai capitani di Nuova Zelanda, Australia e dal nostro Sergio Parisse, donando la loro t-shirt in beneficenza.
Le maglie, verranno messe in palio per la lotteria, allo scopo di  raccogliere ulteriori fondi.
Questo gesto simbolico, non è altro che il seguito di quello avvenuto durante la Coppa del Mondo di rugby del ’95, un gesto di profonda solidarietà tra Nelson Mandela e l’allora capitano Francois Pienaar che ha fatto storia e da cui è stato tratto anche il film“Invictus”di Clint Eastwood con Matt Damon.

“Matt Silver-Vallance è pazzo” ha commentato sorridendo De Villieres, “è una fantastica iniziativa e per di più per una buona causa. Spero che andrà tutto bene, che riuscirà a raccogliere i fondi e che raggiunga la terraferma sano e salvo”.

Anche gli Azzurri del Rugby a sostegno dell’impresa, “Sarà divertente vederlo volare via a bordo dei palloncini della sua festa!” dice Parisse,”la Nazionale è lieta di supportare questa nobile causa, specialmente trattandosi di bambini”.

Matt è entusiasta del sostegno ricevuto, ringrazia fin da adesso il pubblico per il ruolo fondamentale nel successo di questa iniziativa, ma sottolinea quanto ancora ci sia da fare.
“In questo progetto, il pubblico di tutto il mondo è l’attore principale. Attraverso la loro sensibilità e grazie alla loro generosità, troveremo i fondi necessari alla realizzazione dell’ospedale. L’evento è solo il “mezzo” per fare andare questo denaro nella giusta direzione”,

Le donazioni possono essere fatte sul sito www.balloonrun.com.

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