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	<title>Rugby Championship</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[piardi]]></category>
		<category><![CDATA[springboks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rassie Erasmus cambia quasi completamente la formazione dopo la serie con gli All Blacks. Wiese verso il 50esimo cap</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/">Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rassie Erasmus cambia quasi completamente il Sudafrica per il test contro l’Australia. Dopo il 43-28 con cui gli Springboks hanno chiuso la Rugby’s Greatest Rivalry contro gli All Blacks, conquistando la serie per 3-1, il ct ha annunciato una formazione con 13 novità nel XV titolare per la partita di Perth.</p>
<p>Gli unici confermati dal primo minuto rispetto alla sfida di Baltimora sono Eben Etzebeth ed Ethan Hooker. La grande novità riguarda però la fascia di capitano, affidata per la prima volta ad Andre Esterhuizen, che diventerà il 68esimo giocatore a guidare il Sudafrica in un test match. Dalla panchina Jasper Wiese raggiungerà invece quota 50 presenze internazionali.</p>
<h3>Sudafrica, Esterhuizen capitano contro l’Australia</h3>
<p>Erasmus ha scelto Esterhuizen come capitano di una squadra profondamente rinnovata, premiando anche il ruolo sempre più importante assunto dal giocatore all’interno del gruppo, con la sua interpretazione di hybrid player moderno e impattante che giochi da terza linea o al centro dei trequarti. Questa volta, il 32enne partirà da primo centro al fianco di Canan Moodie.</p>
<p>&#8220;Ha già fatto il capitano agli Sharks e ha dato tantissimo alla nostra squadra, dentro e fuori dal campo, sia da centro sia nella terza linea. Merita pienamente questa opportunità&#8221;, ha spiegato Erasmus. Il ct considera la scelta anche un altro passo nell’allargamento del gruppo di leader degli Springboks, dopo aver affidato negli ultimi anni la fascia a diversi giocatori.</p>
<p>Non sarà invece della partita Pieter-Steph du Toit e Damian de Allende, entrambi liberati dal raduno. Erasmus ha spiegato che la decisione era stata programmata e nasce dalla volontà di concedere loro una pausa dopo il pesante carico di lavoro accumulato negli ultimi mesi.</p>
<h3>Pollard torna all’apertura, nuova prima linea per gli Springboks</h3>
<p>Tra i ritorni più importanti c’è quello di Handre Pollard, recuperato dal problema fisico che lo aveva tenuto fuori durante la Rugby’s Greatest Rivalry. Il numero 10 formerà una nuova coppia di mediani con Herschel Jantjies.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/australia-jordan-petaia-torna-nei-wallabies-dopo-il-detour-in-nfl-i-34-convocati-per-il-sudafrica/" target="_blank" rel="noopener">Australia, Jordan Petaia torna nei Wallabies dopo il detour in NFL: i 34 convocati per il Sudafrica</a></p>
<p>Cambia completamente anche la prima linea. Jan-Hendrik Wessels e Zachary Porthen saranno i due piloni, con Johan Grobbelaar al tallonaggio. In seconda Etzebeth, uno dei due soli confermati dalla vittoria di Baltimora, farà coppia con Franco Mostert.</p>
<p>La terza linea, invece, sarà composta da Paul de Villiers ed Elrigh Louw come flanker e Marco van Staden schierato numero 8. Dietro, oltre alla coppia Esterhuizen-Moodie, Erasmus ha scelto un triangolo allargato formato da Ethan Hooker ed Edwill van der Merwe alle ali e Aphelele Fassi estremo.</p>
<h3>Wiese verso il 50esimo cap dalla panchina</h3>
<p>La partita avrà un significato particolare anche per Jasper Wiese. Il numero 8 partirà tra le riserve e, entrando in campo, raggiungerà la 50esima presenza con gli Springboks. Erasmus ha optato per una panchina 5+3. Malcolm Marx, Ox Nche e Wilco Louw formeranno la prima linea di riserva, mentre Lood de Jager coprirà la seconda e Wiese completerà le alternative tra gli avanti. I tre trequarti saranno Morne van den Berg, Sacha Feinberg-Mngomezulu e Quan Horn.</p>
<p>Complessivamente sono soltanto nove i giocatori presenti nei 23 che avevano preso parte anche all’ultima partita della serie contro la Nuova Zelanda. Erasmus ha però sottolineato come tutti abbiano lavorato con continuità negli ultimi mesi e abbiano avuto spazio nella prima parte del Nations Championship, nella Rugby’s Greatest Rivalry o in entrambe.</p>
<h3>Erasmus: &#8220;L’Australia rappresenta una minaccia completamente diversa&#8221;</h3>
<p>Il turnover non significa che il Sudafrica stia sottovalutando l’appuntamento di Perth. Erasmus ha spiegato che le combinazioni scelte rispondono anche alle caratteristiche dei Wallabies, considerati un avversario molto differente rispetto agli All Blacks.</p>
<p>&#8220;L’Australia rappresenta una minaccia completamente diversa dalla Nuova Zelanda per il modo in cui gioca, quindi crediamo che queste combinazioni siano le più adatte alla sfida che affronteremo&#8221;, ha dichiarato il ct.</p>
<p>Gli Springboks troveranno inoltre una squadra che, come ricordato dallo stesso Erasmus, ha vinto quattro delle ultime cinque partite e pareggiato l’altra contro l’Argentina. Il tecnico ha richiamato anche la fisicità degli avanti e la pericolosità della linea arretrata australiana, oltre al vantaggio di poter giocare davanti al pubblico di casa.</p>
<h3>Andrea Piardi al fishcietto di Australia-Sudafrica</h3>
<p>A dirigere la sfida dell’Optus Stadium sarà Andrea Piardi, designato da World Rugby come arbitro di Australia-Sudafrica. Un altro appuntamento di grande prestigio per il fischietto bresciano, ormai stabilmente inserito nel panel internazionale di prima fascia: Piardi è stato il primo italiano a dirigere una partita del Sei Nazioni maschile e ha arbitrato anche un test match dei British &amp; Irish Lions durante l’ultimo tour.</p>
<p>A Perth sarà affiancato dagli assistenti neozelandesi Ben O’Keeffe e James Doleman, mentre al TMO ci sarà un altro italiano, Matteo Liperini. Il Foul Play Review Officer sarà invece il neozelandese Richard Kelly.</p>
<h3>La formazione del Sudafrica per la sfida contro l’Australia</h3>
<p><strong>Sudafrica:</strong> 15 Aphelele Fassi, 14 Edwill van der Merwe, 13 Canan Moodie, 12 Andre Esterhuizen (capitano), 11 Ethan Hooker, 10 Handre Pollard, 9 Herschel Jantjies, 8 Marco van Staden, 7 Elrigh Louw, 6 Paul de Villiers, 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Zachary Porthen, 2 Johan Grobbelaar, 1 Jan-Hendrik Wessels.</p>
<p><strong>A disposizione:</strong> 16 Malcolm Marx, 17 Ox Nche, 18 Wilco Louw, 19 Lood de Jager, 20 Jasper Wiese, 21 Morne van den Berg, 22 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 23 Quan Horn.</p>
<p><strong>Australia-Sudafrica:</strong> domenica 27 settembre, Optus Stadium di Perth. Calcio d’inizio alle <strong>17.45 locali (11.45 in Italia)</strong>. Arbitro l’italiano <strong>Andrea Piardi</strong>, assistito dai neozelandesi Ben O’Keeffe e James Doleman con al TMO un altro italiano: Matteo Liperini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/22/sudafrica-rivoluzione-per-laustralia-13-cambi-ed-esterhuizen-capitano-al-fischietto-andrea-piardi/">Sudafrica, rivoluzione per l’Australia: 13 cambi ed Esterhuizen capitano. Al fischietto Andrea Piardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 15:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[alòl blacks]]></category>
		<category><![CDATA[arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento]]></category>
		<category><![CDATA[sprigboks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’analisi di Rugby365 sulle aree di contatto nella serie vinta 3-1 dal Sudafrica e sulle indicazioni date agli arbitri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/">All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La battaglia tra Springboks e All Blacks nella Rugby&#8217;s Greatest Rivalry non si è giocata soltanto sul piano fisico. A serie conclusa, con il Sudafrica vincitore per 3-1 dopo il 43-28 di Baltimora, Rugby365 ha analizzato alcuni degli aspetti tecnici più discussi dei quattro test, concentrandosi soprattutto sul comportamento della Nuova Zelanda al breakdown e nella difesa della maul.</p>
<p>L&#8217;analisi di Jan de Koning parte dalle accuse formulate prima della serie dallo staff sudafricano e le mette a confronto con le spiegazioni di Tappe Henning, Head of Match Officials dello United Rugby Championship. Il punto centrale riguarda i metodi utilizzati dagli All Blacks per contenere la pressione del pacchetto sudafricano e, soprattutto, il limite tra interventi consentiti e azioni illegali.</p>
<h3>Le accuse degli Springboks agli All Blacks</h3>
<p>A sollevare il problema prima ancora dell&#8217;inizio dei test era stato Felix Jones. L&#8217;assistente allenatore degli Springboks aveva spiegato che lo staff aveva raccolto indicazioni da Stormers, Sharks e Bulls, le franchigie sudafricane che avevano affrontato gli All Blacks durante la prima parte del tour.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a></p>
<p>Secondo Jones, una delle principali criticità riguardava il breakdown. La Nuova Zelanda sarebbe entrata in alcune situazioni con la spalla chiusa e senza effettuare correttamente il movimento necessario per legarsi all&#8217;avversario, intervenendo inoltre da angolazioni laterali. Rugby365 descrive la dinamica come un utilizzo della spalla per effettuare il clearout al posto di un ingresso regolare nel punto d&#8217;incontro.</p>
<h3>Breakdown, cosa controllano gli arbitri</h3>
<p>Henning ha spiegato a Rugby365 che il tackle e il breakdown rappresentano una delle aree più complesse da arbitrare, con gli ufficiali di gara che possono essere chiamati a valutare circa 220 situazioni di placcaggio durante una singola partita. Uno degli elementi fondamentali riguarda l&#8217;angolo con cui un giocatore entra nel breakdown.</p>
<p>Chi arriva per effettuare una pulizia o contendere il pallone deve farlo attraverso il proprio &#8220;gate&#8221;, quindi dalla propria parte del punto d&#8217;incontro. &#8220;La regola stabilisce che un giocatore deve arrivare dritto&#8221;, ha spiegato Henning a Rugby365.</p>
<p>Tra gli indicatori osservati dagli arbitri c&#8217;è anche il punto del primo contatto. Un ingresso laterale, definito da Henning come un angolo a &#8220;U-turn&#8221;, può permettere di eliminare un difensore aggirando le regole previste per il breakdown. Il contatto iniziale dovrebbe avvenire sulla spalla o sul corpo: un intervento direttamente sui fianchi rappresenta invece un segnale utile per identificare un possibile ingresso irregolare.</p>
<h3>Anche la difesa della maul sotto osservazione</h3>
<p>L&#8217;altra grande area contestata è stata la maul avanzante degli Springboks. Jones aveva sottolineato come le squadre sudafricane avessero riscontrato interventi neozelandesi basati sul tirare o trascinare lateralmente gli avversari, invece di contrastare frontalmente la spinta. Henning ha chiarito a Rugby365 che fermare l&#8217;avanzamento attraverso una spinta frontale e regolare è perfettamente consentito.</p>
<p>Diverso è il caso di un difensore che si stacca per agire sui singoli giocatori della maul o finisce dalla parte avversaria rivolto verso la propria linea di meta o lateralmente: &#8220;Un giocatore che finisce oltre il pallone, dalla parte dell&#8217;opposizione e rivolto verso la propria linea di meta o di lato, sta agendo fuori dalle regole&#8221;. Gli arbitri osservano quindi anche eventuali prese sulle maglie o sugli arti effettuate da posizioni laterali o arretrate. Rimuovere in questo modo uno dei giocatori che sostiene la struttura può consentire alla difesa di disarticolare la maul senza affrontarne direttamente la spinta.</p>
<h3>Gli All Blacks vincono la battaglia dei turnover, ma soffrono nel gioco stretto</h3>
<p>L&#8217;aspetto interessante dell&#8217;analisi è che i numeri complessivi al breakdown non descrivono una Nuova Zelanda in difficoltà. Gli All Blacks hanno infatti conquistato 30 turnover nell&#8217;arco della serie contro i 25 del Sudafrica, mostrando inoltre grande pericolosità quando hanno potuto trasformare i palloni recuperati in situazioni di gioco aperto.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-dove-devono-migliorare-per-raggiungere-gli-springboks-secondo-la-stampa-neozelandese/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: dove devono migliorare per raggiungere gli Springboks, secondo la stampa neozelandese</a></p>
<p>I problemi sono emersi soprattutto quando gli Springboks sono riusciti a comprimere la partita e a spostarla sulle fasi statiche. La Nuova Zelanda aveva cominciato la serie vincendo 33-16 a Johannesburg, ma con il passare delle settimane il Sudafrica è riuscito a portare sempre più il confronto sul terreno preferito dal proprio pacchetto.</p>
<h3>La rolling maul diventa un&#8217;arma per il Sudafrica</h3>
<p>Secondo Rugby365, uno dei principali problemi tecnici degli All Blacks è stato non riuscire a impedire con sufficiente continuità il trasferimento del pallone dopo la touche. Una volta strutturata la maul sudafricana, la Nuova Zelanda si è ritrovata spesso costretta a difendere arretrando e sotto forte pressione. È proprio in quelle situazioni che gli Springboks hanno costruito parte del proprio vantaggio, ottenendo penalità e mettendo sotto pressione la disciplina neozelandese. Nel corso della serie il Sudafrica è riuscito a trasformare questa superiorità anche in un penalty try e in diversi cartellini gialli.</p>
<p>L&#8217;analisi di Rugby365 non riduce quindi il 3-1 finale alle sole decisioni arbitrali o alle contestazioni sulla legalità degli interventi neozelandesi. Mostra piuttosto come il breakdown e soprattutto la maul siano diventati un terreno tattico decisivo: aree nelle quali gli Springboks sono riusciti progressivamente a esporre le difficoltà strutturali degli All Blacks e a spostare dalla propria parte l&#8217;equilibrio della serie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/21/all-blacks-sotto-accusa-le-tattiche-contro-gli-springboks-al-breakdown-erano-illegali/">All Blacks, sotto accusa le tattiche contro gli Springboks: &#8220;Al breakdown erano illegali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sudafrica, Nick Mallett punta su Jan-Hendrik Wessels: &#8220;Può diventare un&#8217;arma dalla panchina&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/14/sudafrica-nick-mallett-punta-su-jan-hendrik-wessels-puo-diventare-unarma-dalla-panchina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Mallett]]></category>
		<category><![CDATA[marx]]></category>
		<category><![CDATA[wessels]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ex commissario tecnico degli Springboks individua nel tallonatore una possibile alternativa a Malcolm Marx e si aspetta numerosi cambi contro l’Australia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/sudafrica-nick-mallett-punta-su-jan-hendrik-wessels-puo-diventare-unarma-dalla-panchina/">Sudafrica, Nick Mallett punta su Jan-Hendrik Wessels: &#8220;Può diventare un&#8217;arma dalla panchina&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’ex commissario tecnico degli Springboks Nick Mallett, Rassie Erasmus per affrontare l&#8217;Australia potrebbe affidarsi a una formazione profondamente rinnovata, ma tra i giocatori da prendere in considerazione c’è anche Jan-Hendrik Wessels, tallonatore 25enne, estremamente versatile, entrato dalla panchina nel primo test della serie del 22 agosto. Successivamente Deon Fourie e Gerhard Steenekamp sono stati utilizzati rispettivamente come alternativa a Malcolm Marx e Ox Nché, ma secondo Mallett Wessels potrebbe rappresentare una soluzione particolarmente interessante proprio come riserva del tallonatore titolare.</p>
<h3>Nick Mallet: &#8220;È il più vicino a Malcolm Marx&#8221;</h3>
<p>Mallett, intervenuto al podcast Talking Boks, ha espresso qualche perplessità sul fatto che il Sudafrica non abbia investito maggiormente nello sviluppo di Wessels come tallonatore: &#8220;Non sono sicuro del motivo per cui abbiano smesso di investire tempo in Jan-Hendrik. Per me è quello più vicino a Marx&#8221;.</p>
<p>L’ex tecnico degli Springboks ne ha sottolineato soprattutto le caratteristiche fisiche e atletiche: &#8220;È un ragazzo grande e forte, deve essere vicino ai 120 chili. È molto veloce, lancia bene&#8221;. Secondo Mallett, proprio queste qualità potrebbero permettergli di diventare una valida alternativa a Marx se il lavoro sul suo ruolo venisse ulteriormente approfondito.</p>
<h3>Sudafrica: Wessels e il possibile ruolo nel Bomb Squad</h3>
<p>Il punto centrale dell&#8217;analisi di Mallett riguarda infatti la possibilità di sviluppare Wessels come tallonatore a tutti gli effetti, sfruttandone velocità e potenza nella seconda parte delle partite. &#8220;Penso che, se ci investissero davvero del tempo, potrebbe in qualche modo emulare un po&#8217; di ciò che fa Marx. È molto veloce e potrebbe imparare a diventare un ottimo giocatore nel breakdown&#8221;, ha spiegato l’ex ct.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/australia-jordan-petaia-torna-nei-wallabies-dopo-il-detour-in-nfl-i-34-convocati-per-il-sudafrica/" target="_blank" rel="noopener">Australia, Jordan Petaia torna nei Wallabies dopo il detour in NFL: i 34 convocati per il Sudafrica</a></p>
<p>Mallett vede quindi in Wessels un potenziale elemento del cosiddetto Bomb Squad, la panchina attraverso la quale il Sudafrica cerca di aumentare ulteriormente la propria intensità nel finale delle partite. &#8220;Se si concentrasse sull&#8217;essere un tallonatore, sarebbe un ottimo giocatore da Bomb Squad e ci aiuterebbe a dominare gli ultimi 30 minuti&#8221;, ha aggiunto.</p>
<h3>Diverse alternative già utilizzate dagli Springboks</h3>
<p>Negli ultimi mesi il Sudafrica ha comunque già sperimentato diverse soluzioni alle spalle di Marx. Mallett ha ricordato l&#8217;utilizzo frequente di Johan Grobbelaar e il ritorno nel gruppo di Deon Fourie, mentre André-Hugo Venter ha raccolto una o due presenze a livello internazionale.</p>
<p>La concorrenza nel ruolo è quindi ampia, ma per l’ex commissario tecnico Wessels possiede caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante. La sfida di Perth potrebbe rappresentare proprio un&#8217;occasione per testare ulteriormente le alternative a disposizione di Erasmus, soprattutto dopo il pesante carico di lavoro accumulato dai titolari nella serie contro la Nuova Zelanda.</p>
<h3>Nick Mallett: &#8220;La trasferta australiana potrebbe essere troppo&#8221;</h3>
<p>Secondo Mallett, infatti, il Sudafrica potrebbe presentarsi in Australia con un volto molto diverso rispetto alla squadra che ha battuto gli All Blacks a Baltimora. &#8220;Mi aspetterei parecchi cambiamenti, forse nove o dieci&#8221;, ha dichiarato, sottolineando come diversi giocatori abbiano ricevuto numerosi colpi durante le quattro partite della Rugby’s Greatest Rivalry.</p>
<p>Tra i giocatori che potrebbero tornare a disposizione ci sono Handré Pollard e Franco Mostert, entrambi reduci da un infortunio. Mallett ha inoltre indicato come possibili protagonisti Aphelele Fassi, Paul de Villiers e Ntuthuko Mchunu, mentre alcuni dei titolari utilizzati con maggiore continuità potrebbero avere bisogno di una pausa.</p>
<p>Il carico fisico accumulato nella serie contro gli All Blacks potrebbe quindi portare Erasmus a una rotazione molto ampia. &#8220;I ragazzi hanno davvero preso dei colpi in questa Greatest Rivalry e li hanno superati, ma quella trasferta in Australia potrebbe essere troppo per alcuni di loro&#8221;, ha spiegato Mallett.</p>
<p>L’ex ct ha ipotizzato uno scenario simile a quello già visto contro l&#8217;Argentina, con una squadra composta in larga parte da giocatori di secondo livello rispetto alle prime scelte. &#8220;Potrebbe essere una sorta di squadra come quella vista contro l&#8217;Argentina, praticamente con i nostri giocatori di riserva&#8221;, ha concluso Mallett, ricordando anche le numerose alternative a disposizione di Erasmus.</p>
<h3>De Villiers tra le alternative da valutare</h3>
<p>Tra i giocatori citati c&#8217;è anche Paul de Villiers, che secondo Nick Mallett aveva fatto molto bene prima di perdere spazio dopo il ritorno di Siya Kolisi e la necessità di trovare un profilo differente come Cameron Hanekom. Anche in questo caso, la rotazione potrebbe offrire una nuova opportunità.</p>
<p>Il messaggio dell&#8217;ex commissario tecnico è quindi chiaro: dopo quattro test ad altissima intensità contro la Nuova Zelanda, il Sudafrica ha la possibilità di sperimentare e dare spazio alle proprie seconde linee. E proprio in questo contesto Jan-Hendrik Wessels potrebbe avere l&#8217;occasione per dimostrare di poter diventare una nuova arma del Bomb Squad sudafricano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/sudafrica-nick-mallett-punta-su-jan-hendrik-wessels-puo-diventare-unarma-dalla-panchina/">Sudafrica, Nick Mallett punta su Jan-Hendrik Wessels: &#8220;Può diventare un&#8217;arma dalla panchina&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks: dove devono migliorare per raggiungere gli Springboks, secondo la stampa neozelandese</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-dove-devono-migliorare-per-raggiungere-gli-springboks-secondo-la-stampa-neozelandese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[blackadder]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Rennie]]></category>
		<category><![CDATA[stuff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’analisi di Stuff dopo il 3-1 degli Springboks: possesso, disciplina, gioco aereo e mischia restano i nodi per Dave Rennie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-dove-devono-migliorare-per-raggiungere-gli-springboks-secondo-la-stampa-neozelandese/">All Blacks: dove devono migliorare per raggiungere gli Springboks, secondo la stampa neozelandese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una vittoria e tre sconfitte. È questo il bilancio degli All Blacks nella serie contro il Sudafrica, conclusa con il netto 43-28 di Baltimora che ha consegnato agli Springboks il successo per 3-1. Secondo l’analisi pubblicata da Stuff, la Nuova Zelanda ha mostrato segnali incoraggianti sotto la nuova gestione di Dave Rennie, ma a un anno dalla Rugby World Cup 2027 rimangono ancora molte domande aperte.</p>
<p>Il dato che preoccupa maggiormente, però, è la progressione mostrata dal Sudafrica nell&#8217;arco delle quattro partite. Gli Springboks sono passati dalla meta segnata a Ellis Park alle tre di Cape Town, poi alle quattro di Soweto e infine alle sei di Baltimora. Nell&#8217;ultimo test la potenza del pacchetto sudafricano è stata accompagnata da un gioco offensivo sempre più efficace, con sei line break arrivati dalla prima fase e nove offload.</p>
<h3>Gli Springboks hanno aggiunto nuove armi al loro gioco</h3>
<p>Dopo la partita Rassie Erasmus ha comunque ridimensionato il divario tra le due squadre: &#8220;Apprezziamo il fatto di aver vinto, ma non pensiamo assolutamente che il margine tra le due squadre sia così grande&#8221;. Secondo Stuff, alcuni momenti della serie hanno effettivamente confermato le parole del tecnico sudafricano, ma l&#8217;ultimo test ha mostrato che gli Springboks avevano ancora una marcia in più.</p>
<p>L&#8217;attacco rappresenta uno degli elementi sui quali la Nuova Zelanda può costruire, ma la capacità di arrivare in posizione utile per segnare è progressivamente diminuita nel corso della serie. Gli All Blacks sono entrati nove volte nei 22 metri avversari nelle prime due partite, mentre sono scesi a sette nelle ultime due. A Baltimora, al contrario, il Sudafrica è riuscito a entrarci 13 volte.</p>
<p>Una volta arrivata nella zona di attacco, però, la Nuova Zelanda ha dimostrato una buona efficienza, trasformando in meta il 57% delle proprie incursioni nei 22 metri sia nel terzo sia nel quarto test. Il problema, quindi, non è stato soltanto cosa fare una volta arrivati vicino alla linea di meta, ma trovare il modo di arrivarci più spesso.</p>
<h3>Il gioco aereo resta un problema per la Nuova Zelanda</h3>
<p>Un altro elemento sul quale Dave Rennie dovrà lavorare è la ricezione dei calci. Lo stesso tecnico neozelandese ha ammesso dopo il test di Baltimora che gli All Blacks erano stati nuovamente &#8220;sotto molta pressione&#8221; nel gioco aereo, un problema che ha accompagnato la squadra durante tutta la serie.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a></p>
<p>I numeri confermano la difficoltà: il Sudafrica ha recuperato 22 dei propri calci durante le quattro partite, mentre la Nuova Zelanda si è fermata a 14. Gli All Blacks devono quindi migliorare il posizionamento, la competizione sul pallone e soprattutto la capacità di assicurarsi il possesso dopo il duello aereo.</p>
<h3>All Blacks: quattro tight five diversi e nessuna combinazione definitiva</h3>
<p>La situazione della prima linea e della seconda linea non ha aiutato Rennie a trovare una soluzione stabile. Il tecnico ha schierato una combinazione diversa dei primi cinque uomini di mischia in ognuno dei quattro test, una scelta che gli ha permesso di raccogliere informazioni sui singoli giocatori ma che, tra infortuni e decisioni di selezione, non ha mai consentito a un quintetto titolare di disputare insieme una seconda partita.</p>
<p>Il risultato è che la Nuova Zelanda termina la serie con più informazioni, ma senza una risposta definitiva sulla combinazione migliore per sistemare soprattutto i problemi in mischia. Gli All Blacks hanno concesso cinque penalità in mischia a Ellis Park, una a Cape Town e due a Baltimora. Nessuna delle combinazioni utilizzate ha però fornito una risposta altrettanto convincente contemporaneamente in mischia e touche.</p>
<h3>Ethan Blackadder lancia un segnale a Dave Rennie</h3>
<p>Tra gli elementi individuali emersi dall&#8217;ultimo test c&#8217;è Ethan Blackadder. Il terza linea ha avuto un ruolo particolarmente importante a Baltimora, in una partita nella quale gli All Blacks hanno faticato a contenere la fisicità sudafricana. Rispetto a Luke Jacobson, assente per infortunio, Blackadder ha interpretato il ruolo in maniera leggermente diversa, offrendo una presenza importante sia nel gioco con il pallone sia nel lavoro senza possesso.</p>
<p>I numeri sono significativi: Blackadder ha effettuato 12 carries, battuto quattro difensori, servito due offload e segnato una meta. Ha inoltre totalizzato 34 interventi nei ruck e 12 cleanout, contro le medie di Jacobson di 24,6 arrivi nei ruck e sette cleanout ogni 80 minuti nelle prime tre partite. Il terza linea ha inoltre tentato sei jackal, più dei cinque effettuati complessivamente da Jacobson nelle sue tre presenze.</p>
<p>Nessuno dei due, però, è riuscito a trasformare questi tentativi in un turnover o in una penalità conquistata al breakdown: Blackadder ha quindi contestato più spesso il possesso senza riuscire a recuperarlo. Anche in difesa la sua prestazione non è stata perfetta. Ha effettuato 22 placcaggi, il dato più alto della partita, ma ne ha mancati sei, mentre il maggiore volume di gioco con palla del Sudafrica ha inevitabilmente aumentato il lavoro difensivo richiesto agli All Blacks.</p>
<h3>All Blacks: Dave Rennie ha bisogno di tempo, ma i progressi dovranno essere visibili</h3>
<p>La conclusione dell&#8217;analisi di Stuff è quindi sospesa tra pazienza e necessità di risultati. Rennie ha bisogno di tempo per trasformare le indicazioni raccolte durante la serie in una squadra più stabile: gli infortuni hanno complicato la costruzione delle combinazioni e ci sono stati abbastanza segnali positivi in attacco da giustificare la prosecuzione del percorso.</p>
<p>Allo stesso tempo, a un anno dalla Rugby World Cup, la pazienza dei tifosi dovrà essere accompagnata da segnali concreti di crescita. Le prossime partite dovranno mostrare una Nuova Zelanda capace di proteggere meglio il possesso, evitare penalità evitabili e creare più occasioni per il proprio attacco. Il Sudafrica ha dimostrato quanto rapidamente possa crescere una squadra già forte: la sfida di Rennie sarà fare in modo che gli All Blacks riescano a fare altrettanto.</p>
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		<title>Australia, Jordan Petaia torna nei Wallabies dopo il detour in NFL: i 34 convocati per il Sudafrica</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/14/australia-jordan-petaia-torna-nei-wallabies-dopo-il-detour-in-nfl-i-34-convocati-per-il-sudafrica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 08:22:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Les Kiss]]></category>
		<category><![CDATA[petaia]]></category>
		<category><![CDATA[springboks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trequarti rientra nel gruppo dopo l’ultima presenza ai Mondiali 2023. Prima convocazione ufficiale anche per Harry McLaughlin-Phillips</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/australia-jordan-petaia-torna-nei-wallabies-dopo-il-detour-in-nfl-i-34-convocati-per-il-sudafrica/">Australia, Jordan Petaia torna nei Wallabies dopo il detour in NFL: i 34 convocati per il Sudafrica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Jordan Petaia torna a far parte dei Wallabies. Il trequarti classe 2000 è stato inserito nel gruppo di 34 giocatori convocati dall’Australia per il prossimo test contro il Sudafrica, in programma domenica 27 settembre all’Optus Stadium di Perth. Per Petaia, Wallaby numero 930, si tratta della prima convocazione con la nazionale australiana dalla Rugby World Cup 2023. Il giocatore ha debuttato con la maglia dell’Australia a soli 19 anni proprio durante il Mondiale del 2019, segnando una meta contro l’Uruguay, e ha collezionato complessivamente 31 presenze internazionali.</p>
<h3>Dalla Francia, Giappone e USA fino al ritorno in Australia</h3>
<p>La convocazione rappresenta il ritorno di Petaia nel gruppo della nazionale dopo una fase della carriera trascorsa all’estero. Il versatile trequarti ha infatti giocato in Francia e in Giappone dalla conclusione della stagione 2024 di Super Rugby Pacific, dopo aver trascorso sette stagioni con i Queensland Reds. Petaia è uno dei tre volti nuovi rispetto al gruppo che ha conquistato nuovamente la Puma Trophy grazie al tour imbattuto in Argentina disputato all’inizio del mese.</p>
<p>Il ritorno di Jordan Petaia nel gruppo dei Wallabies arriva dopo una parentesi particolare nella carriera del trequarti australiano. A pochi mesi dal Lions Tour e dal Rugby Championship, Petaia aveva infatti deciso di lasciare il rugby per tentare la strada della NFL, attirato dalle prospettive offerte dal football americano e dai ricchi contratti del campionato statunitense.</p>
<p>Classe 2000, 190 centimetri per 102 kg, Petaia ha seguito l’International Player Pathway, il programma pensato per accompagnare gli atleti internazionali verso il football professionistico. Al termine del percorso aveva ricevuto un’offerta dai Kansas City Chiefs, ma aveva scelto i Los Angeles Chargers, con l’obiettivo di giocare nel ruolo di tight end. Una scelta che sembrava segnare una nuova fase della sua carriera e che rende ancora più significativo il suo ritorno nel gruppo dei Wallabies.</p>
<h3>Prima convocazione ufficiale per Harry McLaughlin-Phillips</h3>
<p>Tra le novità c’è anche Harry McLaughlin-Phillips, inserito per la prima volta ufficialmente nella squadra dei Wallabies. L’apertura del Western Force prende il posto di Carter Gordon, costretto a fermarsi dopo la frattura del perone rimediata nella partita contro l’Argentina a Mendoza.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a></p>
<p>Nato a Toowoomba e cresciuto a Gunnedah, McLaughlin-Phillips ha 22 anni e ha rappresentato l’Australia ai Mondiali Under 20 del 2023 e del 2024. Il mediano d’apertura ha inoltre collezionato più di 35 presenze con i Queensland Reds prima del trasferimento al Western Force.</p>
<h3>Australia: Zane Nonggorr rientra dopo l’infortunio</h3>
<p>Un altro ritorno riguarda Zane Nonggorr, nuovamente a disposizione dopo aver completato con successo il rientro in campo nell’esordio del Super Rugby AUS 2026 di sabato. Il pilone aveva riportato un lieve problema al polpaccio durante la tournée in Giappone.</p>
<p>Nonggorr prende il posto di Massimo De Lutiis, Wallaby numero 1000, che viene gestito dopo aver disputato da titolare tre dei primi quattro Test della sua carriera internazionale. Anche Filipo Daugunu sarà gestito a causa di un lieve problema al ginocchio.</p>
<h3>Les Kiss conferma il gruppo dei primi quattro Test</h3>
<p>Per il resto, la composizione della squadra rimane sostanzialmente quella utilizzata da Les Kiss nelle sue prime quattro partite alla guida dell’Australia. I Wallabies si ritroveranno a Perth venerdì, in vista del confronto con il Sudafrica di domenica 27 settembre.</p>
<p>Gli Springboks rappresentano il primo grande banco di prova contro una delle squadre più consolidate del rugby internazionale. Il Sudafrica arriva infatti all&#8217;appuntamento da campione del mondo in carica, dopo aver conquistato gli ultimi due titoli iridati.</p>
<h3>Australia, Les Kiss: &#8220;Il Sudafrica è il punto di riferimento&#8221;</h3>
<p>Il commissario tecnico Les Kiss ha sottolineato quanto il gruppo abbia imparato durante i primi quattro incontri della sua gestione, pur evidenziando la necessità di continuare a migliorare: &#8220;Abbiamo imparato qualcosa in più su noi stessi come gruppo nelle ultime quattro partite e sappiamo di avere ancora molto lavoro da fare per arrivare dove vogliamo&#8221;.</p>
<p>Il tecnico australiano ha poi indicato chiaramente il livello della prossima avversaria: &#8220;Il Sudafrica è da molto tempo la squadra di riferimento del rugby mondiale e siamo motivati dalla sfida di affrontarla nel nostro cortile di casa tra due settimane&#8221;.</p>
<h3>La formazione dell&#8217;Australia contro il Sudafrica</h3>
<p><strong>Avanti</strong></p>
<p>Allan Alaalatoa (#896, West Harbour Juniors, ACT Brumbies, 93)<br />
Angus Bell (#940, Hunters Hill Rugby Club, NSW Waratahs, 57)<br />
Charlie Cale (#976, Beecroft Junior Rugby Club, ACT Brumbies, 6)<br />
Josh Canham (#987, Harlequin Junior Rugby Club, Queensland Reds, 8)<br />
Tom Hooper (#964, Bathurst Bulldogs, Exeter Chiefs (UK), 24)<br />
Isaac Kailea (#975, Harlequin Junior Rugby Club, NSW Waratahs, 9)<br />
Fraser McReight (#937, Albany Creek Brumbies, Queensland Reds, 46)<br />
Josh Nasser (#979, Easts Rugby (Brisbane), Queensland Reds, 16)<br />
Zane Nonggorr (#966, Gold Coast Eagles, Queensland Reds, 20)<br />
Brandon Paenga-Amosa (#918, Southern Districts, Western Force, 30)<br />
Billy Pollard (#958, Lindfield Junior Rugby Club, ACT Brumbies, 24)<br />
Aidan Ross (#994, Bond University, Queensland Reds, 6)<br />
Lukhan Salakaia-Loto (#914, Randwick, Queensland Reds, 47)<br />
Lachlan Shaw (#996, University of Queensland, ACT Brumbies, 4)<br />
Carlo Tizzano (#982, University of Western Australia, Western Force, 16)<br />
Taniela Tupou (#917, Brothers Rugby (Brisbane), Racing 92 (France), 73)<br />
Rob Valetini (#929, Harlequin Junior Rugby Club, ACT Brumbies, 68)<br />
Jeremy Williams (#973, Wahroonga Tigers, Western Force, 32)<br />
Harry Wilson (c) (#933, Gunnedah Red Devils, Queensland Reds, 42)</p>
<p><strong>Trequarti</strong></p>
<p>Jock Campbell (#959, Inverell Highlanders, Queensland Reds, 6)<br />
Ben Donaldson (#962, Clovelly Eagles, Western Force, 25)<br />
Isaac Henry (#999, Kenmore Bears, Queensland Reds, 4)<br />
Len Ikitau (#944, Tuggeranong Vikings, ACT Brumbies, 54)<br />
Max Jorgensen (#984, Balmain Wolves, NSW Waratahs, 27)<br />
Ryan Lonergan (#993, Tuggeranong Vikings, ACT Brumbies, 12)<br />
Tate McDermott (#936, Flinders Rugby Club, Queensland Reds, 56)<br />
Harry McLaughlin-Phillips (uncapped, Gunnedah Red Devils, Western Force, 0)<br />
Declan Meredith (#997, Barron Trinity Bulls, ACT Brumbies, 3)<br />
Hunter Paisami (#932, Harlequin Junior Rugby Club, Queensland Reds, 38)<br />
Jordan Petaia (#930, Wests Bulldogs, Urayasu D-Rocks (Japan), 31)<br />
Harry Potter (#989, Moorabbin Rams, NSW Waratahs, 15)<br />
Joseph-Aukuso Suaalii (#988, The Kings School, NSW Waratahs, 23)<br />
Kalani Thomas (#995, Springfield Hawks, Queensland Reds, 2)<br />
Tom Wright (#939, Clovelly Eagles, ACT Brumbies, 50)</p>
<p>Non disponibili per la selezione: Josh Flook Langi Gleeson Carter Gordon Jake Gordon Dylan Pietsch Matt Philip Henry Robertson Pete Samu Blake Schoupp Will Skelton</p>
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		<title>All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Rennie]]></category>
		<category><![CDATA[neil barnes]]></category>
		<category><![CDATA[springbocks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico neozelandese critica alcune decisioni di Karl Dickson dopo il 43-28 di Baltimore, ma difende la crescita degli All Blacks nella serie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rugby’s Greatest Rivalry si è chiusa con il successo per 43-28 del Sudafrica a Baltimore e con la serie conquistata dagli Springboks per 3-1. Ma in casa All Blacks non sono mancate le recriminazioni, con il senior assistant coach Neil Barnes che nel dopo partita ha puntato il dito contro alcune decisioni dell’arbitro Karl Dickson.</p>
<p>Barnes, intervenuto a Newstalk ZB, ha riconosciuto la qualità della partita, ma ha sostenuto che gli Springboks abbiano beneficiato di diverse decisioni favorevoli. &#8220;Penso che sia stata una bella partita di rugby, a essere onesti&#8221;, ha detto. &#8220;Dobbiamo essere in grado di controllare la partita più a lungo, mantenendone la velocità, per affaticarli maggiormente&#8221;.</p>
<h3>All Blacks-Springboks: la questione dei calci di punizione</h3>
<p>Il punto centrale delle critiche di Barnes riguarda soprattutto i penalty concessi al Sudafrica, che secondo il tecnico hanno permesso agli Springboks di rallentare il ritmo e rientrare nella partita. &#8220;Ogni volta che continuano a ricevere calci di punizione per nulla e riescono a rallentare la partita, questo li riporta dentro la sfida&#8221;, ha affermato.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/13/richie-mounga-questo-sudafrica-e-piu-forte-anche-di-quello-che-ha-vinto-il-mondiale/" target="_blank" rel="noopener">Richie Mo’unga: “Questo Sudafrica è più forte anche di quello che ha vinto il Mondiale”</a></p>
<p>Barnes ha poi contestato in particolare due penalità fischiate contro la Nuova Zelanda nelle prime fasi del match per il cosiddetto &#8220;brake foot&#8221;. &#8220;Riceviamo due penalità all&#8217;inizio della partita per un brake foot, una cosa di cui nessuno si preoccupa davvero, ma sulla quale gli arbitri si stanno concentrando&#8221;, ha spiegato. Secondo il tecnico neozelandese, però, il problema è stato soprattutto nella coerenza dell&#8217;applicazione della regola: &#8220;Quando guardi il video, entrambe le squadre hanno fatto esattamente la stessa cosa nello stesso momento. Ci sono due penalità contro di noi&#8221;.</p>
<h3>All Blacks-Springboks: &#8220;Al momento stanno ricevendo il rub of the green&#8221;</h3>
<p>Da qui la conclusione di Barnes, secondo il quale il Sudafrica avrebbe beneficiato di una sorta di vantaggio nelle decisioni nei momenti chiave. &#8220;Alla fine c&#8217;è la percezione che siano loro la squadra dominante, ma in questo momento stanno ricevendo il rub of the green&#8221;, ha detto l&#8217;assistente degli All Blacks. Un&#8217;espressione che proviene originariamente dal golf: il &#8220;rub of the green&#8221; si verifica quando una pallina in movimento viene accidentalmente deviata o fermata da un agente esterno. Per regola, il giocatore non subisce penalità e deve giocare la pallina da dove si è fermata, che la deviazione lo abbia avvantaggiato o svantaggiato.</p>
<p>Barnes ha comunque evitato di attribuire la sconfitta esclusivamente all&#8217;arbitraggio. Il Sudafrica, a suo giudizio, è stato complessivamente migliore a Baltimore, ma alcune decisioni ravvicinate avrebbero contribuito ad allargare il divario nella parte decisiva della partita.</p>
<h3>All Blacks: &#8220;Siamo seriamente vicini agli Springboks&#8221;</h3>
<p>Nonostante la sconfitta e il 3-1 finale nella serie, Barnes ha una lettura positiva del percorso compiuto dalla Nuova Zelanda. &#8220;Più ci rifletto, più so che siamo seriamente vicini a loro&#8221;, ha dichiarato. &#8220;Probabilmente in questo momento non stiamo ricevendo il rub of the green o molta fortuna nei momenti decisivi&#8221;.</p>
<p>Il tecnico ha riconosciuto che a Baltimore gli Springboks siano stati la squadra migliore, ma ha indicato una fase precisa del match come possibile punto di svolta: &#8220;È chiaro che probabilmente sono stati la squadra migliore questa sera. Ma ci sono stati un paio di momenti, a circa 20 minuti dalla fine, in cui per due o tre volte consecutive siamo finiti dalla parte sbagliata di decisioni molto equilibrate, e questo ha permesso loro di allontanarsi un po&#8217; da noi&#8221;.</p>
<h3>La Nuova Zelanda guarda già avanti</h3>
<p>La serie ha chiuso un lungo periodo di lavoro per gli All Blacks, rimasti sei settimane in Sudafrica prima di trasferirsi negli Stati Uniti per l&#8217;ultimo Test. Per Barnes, nonostante il risultato finale, il gruppo ha compiuto passi avanti sotto la guida di Dave Rennie. &#8220;Sicuramente penso che siamo sulla strada giusta&#8221;, ha detto. &#8220;Dobbiamo perfezionare alcune cose. È stato un tour enorme e siamo piuttosto orgogliosi di ciò che abbiamo ottenuto lungo il percorso&#8221;.</p>
<p>Il tecnico ha sottolineato anche il valore dell&#8217;esperienza accumulata dal gruppo durante le quattro sfide contro gli Springboks: &#8220;Abbiamo imparato molto gli uni dagli altri e siamo cresciuti come squadra lungo tutto il percorso. Non si chiama una delle più grandi rivalità per niente&#8221;. Il verdetto della serie è quindi netto, ma Barnes vede ancora una distanza ridotta tra le due nazionali: &#8220;Stiamo giocando contro una delle migliori squadre al mondo, probabilmente una delle migliori di sempre, e in questo momento hanno il nostro numero. Ma non siamo lontani da loro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/14/all-blacks-il-secondo-di-rennie-neil-barnes-accusa-larbitro-di-aver-preso-scelte-che-hanno-favorito-gli-springboks/">All Blacks: il secondo di Rennie, Neil Barnes, accusa l’arbitro di aver preso scelte che hanno favorito gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby’s Greatest Rivalry, secondo due big ex All Blacks la serie è &#8220;più utile a noi che al Sudafrica&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/08/rugbys-greatest-rivalry-secondo-due-big-ex-all-blacks-la-serie-e-piu-utile-a-noi-che-al-sudafrica/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2026/09/08/rugbys-greatest-rivalry-secondo-due-big-ex-all-blacks-la-serie-e-piu-utile-a-noi-che-al-sudafrica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 14:48:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[muliaina weber]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby’s Greatest Rivalry]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=306955</guid>

					<description><![CDATA[<p>Brad Weber e Mils Muliaina guardano oltre il risultato della serie e sottolineano il valore dell'esperienza accumulata dalla nuova generazione neozelandese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/rugbys-greatest-rivalry-secondo-due-big-ex-all-blacks-la-serie-e-piu-utile-a-noi-che-al-sudafrica/">Rugby’s Greatest Rivalry, secondo due big ex All Blacks la serie è &#8220;più utile a noi che al Sudafrica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli All Blacks si presentano al quarto e ultimo Test della Rugby’s Greatest Rivalry con un bilancio sfavorevole di 2-1, ma secondo Brad Weber la serie potrebbe rivelarsi più importante per la crescita della Nuova Zelanda che per quella degli Springboks. L&#8217;ex mediano di mischia neozelandese, intervenuto a &#8220;The Breakdown&#8221;, ha sottolineato soprattutto il numero di giocatori che Dave Rennie ha potuto testare ad altissimo livello.</p>
<p>&#8220;Non pensate che questo tour sia stato così utile per noi? È stato molto più utile a noi che agli Springboks&#8221;, ha detto Weber. Il motivo, secondo l&#8217;ex All Black, è la possibilità concessa alla nuova generazione di confrontarsi con avversari di livello prima ancora dei quattro Test della serie: &#8220;Abbiamo potuto lanciare così tanti giocatori, contro le squadre dell&#8217;URC e poi anche alcuni ragazzi durante questo periodo di Test match&#8221;.</p>
<h3>Il Sudafrica ha già costruito la propria identità</h3>
<p>La differenza, secondo Weber, sta nel diverso momento dei due progetti. Il Sudafrica di Rassie Erasmus può contare su un gruppo costruito nel corso di molti anni, mentre la Nuova Zelanda sta ancora cercando di formare una nuova generazione capace di giocare insieme con la stessa continuità. &#8220;Ci vuole tempo. Se c&#8217;è qualcosa che hanno fatto i sudafricani, è ciò che abbiamo fatto noi nel 2011 e nel 2015&#8221;, ha spiegato Weber, riferendosi agli anni dei due Mondiali vinti dagli All Blacks.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/sudafrica-rassie-erasmus-vuole-conferme-a-baltimore-due-soli-cambi-per-affrontare-gli-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener">Sudafrica, Rassie Erasmus vuole conferme: a Baltimore due soli cambi per affrontare gli All Blacks</a></p>
<p>&#8220;È questo che hanno costruito i sudafricani. Ci è voluto molto tempo e ci vorrà tempo anche per noi per tornare a quel livello&#8221;. Per l&#8217;ex mediano, quindi, la strada è continuare a dare fiducia al nuovo progetto: &#8220;Dobbiamo continuare così, fidarci di Dave Rennie e del gruppo che costruirà intorno a lui&#8221;. Una prospettiva che guarda dunque oltre il risultato della Rugby’s Greatest Rivalry e alla necessità di trasformare le sconfitte contro gli Springboks in esperienza per il futuro.</p>
<h3>All Blacks, l&#8217;ex Muliaina: &#8220;Bisogna attraversare questo dolore&#8221;</h3>
<p>Anche Mils Muliaina, ex capitano e primo All Black a raggiungere le 100 presenze con la nazionale, ha posto l&#8217;accento sul processo di crescita della squadra. La sua lettura parte però soprattutto dal confronto con un Sudafrica che, grazie all&#8217;esperienza accumulata insieme, riesce a gestire le situazioni di maggiore pressione con una naturalezza che la Nuova Zelanda deve ancora ritrovare.</p>
<p>&#8220;Bisogna attraversare questo dolore&#8221;, ha detto Muliaina. E proprio le sconfitte e i momenti difficili della serie possono diventare parte del percorso della nuova squadra: &#8220;Quei ragazzi staranno soffrendo in questo momento; bisogna attraversare quel dolore&#8221;.</p>
<h3>Gli All Blacks devono vincere a Baltimora</h3>
<p>Il valore formativo della serie non cambia però la situazione attuale. Gli Springboks arrivano a Baltimora con il vantaggio per 2-1 e hanno bisogno di una vittoria per conquistare la prima edizione della Rugby’s Greatest Rivalry.</p>
<p>La Nuova Zelanda, invece, è obbligata a vincere il quarto Test per chiudere la serie sul 2-2. Per gli All Blacks sarà quindi l&#8217;ultima occasione per trasformare un confronto finora favorevole al Sudafrica in un risultato positivo, portandosi dietro un&#8217;esperienza che, secondo Weber e Muliaina, potrebbe avere un peso importante negli anni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/rugbys-greatest-rivalry-secondo-due-big-ex-all-blacks-la-serie-e-piu-utile-a-noi-che-al-sudafrica/">Rugby’s Greatest Rivalry, secondo due big ex All Blacks la serie è &#8220;più utile a noi che al Sudafrica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Wallabies, Carter Gordon fuori: l’Australia perde l’apertura prima del Sudafrica</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/08/wallabies-carter-gordon-fuori-laustralia-perde-lapertura-prima-del-sudafrica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[carter gordon]]></category>
		<category><![CDATA[Les Kiss]]></category>
		<category><![CDATA[lonergan]]></category>
		<category><![CDATA[the rugby championship]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La frattura alla gamba complica i piani di Les Kiss dopo il pareggio con l’Argentina, ma il nuovo corso dei Wallabies mostra segnali incoraggianti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/wallabies-carter-gordon-fuori-laustralia-perde-lapertura-prima-del-sudafrica/">Wallabies, Carter Gordon fuori: l’Australia perde l’apertura prima del Sudafrica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Australia dovrà fare a meno di Carter Gordon nel prossimo appuntamento contro il Sudafrica. L’apertura dei Reds ha riportato una frattura al perone nel finale del 28-28 contro l’Argentina a Mendoza ed è già rientrato in Australia per iniziare il percorso di riabilitazione.</p>
<p>Gordon era entrato dalla panchina e si è fatto male mentre portava il pallone sulla linea del vantaggio. Dopo aver raggiunto il pareggio, è stato immediatamente sostituito e, non essendoci più cambi a disposizione, Ryan Lonergan ha dovuto chiudere la partita da apertura. L’infortunio lo costringerà a saltare il test contro gli Springboks del 26 settembre a Perth e, molto probabilmente, anche la serie di Bledisloe Cup.</p>
<h3>Gordon out: un problema in un ruolo già delicato</h3>
<p>L’assenza di Gordon arriva in un momento importante per Les Kiss, che nelle sue prime quattro partite alla guida dei Wallabies è ancora imbattuto. Dopo il successo sull’Italia nell’ultimo test di Joe Schmidt, l’Australia ha battuto il Giappone, ha vinto in Argentina e ha poi pareggiato a Mendoza, portandosi al settimo posto del ranking mondiale davanti proprio ai Pumas.</p>
<p>Ora però il reparto dei trequarti deve essere ridisegnato in vista di un confronto completamente diverso contro i campioni del mondo. Tom Lynagh è una delle alternative, ma il giocatore dei Reds ha avuto pochissime occasioni nel 2026 dopo una serie di infortuni. Un’altra possibilità è Tane Edmed, mentre James O’Connor può offrire esperienza dopo il recente ritorno al Western Force.</p>
<h3>L’Australia lascia l’Argentina con più domande che risposte</h3>
<p>Il pareggio di Mendoza ha lasciato sensazioni contrastanti. I Wallabies sono riusciti a conquistare il loro primo successo in trasferta in Argentina grazie al risultato complessivo del tour e hanno mostrato una crescita evidente, ma hanno anche sprecato diverse occasioni per chiudere la partita, non riuscendo a sfruttare nemmeno la superiorità numerica negli ultimi minuti, quando l’Argentina aveva due giocatori fuori per cartellino.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/wallabies-e-la-nuova-identita-laustralia-e-pronta-per-sfidare-le-migliori/" target="_blank" rel="noopener">Wallabies e la nuova identità: l’Australia è pronta per sfidare le migliori?</a></p>
<p>L’Australia ha inoltre sofferto soprattutto nel gioco aereo e nella gestione dell’uscita dalla propria zona di difesa. Tom Wright, alla sua 50ª presenza con i Wallabies, è stato protagonista di due errori al piede che hanno contribuito a creare la pressione dalla quale sono arrivati due mete argentine. Anche nel finale, quando l’Australia aveva l’ultima possibilità offensiva, è stato Wright a commettere un in avanti.</p>
<h3>Lonergan: &#8220;Il nostro tetto si è alzato&#8221;</h3>
<p>Nonostante le difficoltà, Ryan Lonergan vede un&#8217;evoluzione importante nella squadra. Il mediano di mischia, costretto a trasformarsi in apertura nel finale per l’infortunio di Gordon, ha spiegato che il lavoro di Kiss sta ampliando le possibilità offensive dell’Australia. &#8220;Sappiamo che dobbiamo essere migliori di quanto siamo stati, ma possiamo vedere la crescita&#8221;, ha detto Lonergan.</p>
<p>&#8220;Joe ci ha dato una grande base da cui partire e ora, con la continuità nella squadra e i piccoli cambiamenti e aggiustamenti che Les ha portato nel nostro attacco, il tetto del nostro gioco offensivo si è alzato e sembra che abbiamo ancora più punti nelle nostre corde&#8221;. Il problema, secondo Lonergan, è trasformare questo potenziale in risultati concreti: &#8220;Ora si tratta di riuscire a concretizzarlo&#8221;. Ed è proprio questo il passaggio che l’Australia dovrà compiere contro il Sudafrica.</p>
<h3>Les Kiss: &#8220;Stiamo giocando contro la numero uno al mondo&#8221;</h3>
<p>Anche Les Kiss ha sottolineato quanto il tour in Argentina abbia fornito indicazioni preziose per le prossime selezioni. &#8220;Abbiamo ottenuto molte informazioni da queste quattro, cinque settimane&#8221;, ha spiegato il tecnico, aggiungendo che il materiale raccolto permetterà allo staff di restringere progressivamente le opzioni e definire la direzione da seguire.</p>
<p>L’allenatore ha però perfettamente chiaro il livello della prossima sfida: &#8220;Stiamo giocando contro la nazione numero uno al mondo. Noi siamo settimi o sesti? Quindi dobbiamo migliorare alcune cose&#8221;. Il riferimento è agli Springboks, che arriveranno a Perth con un gruppo abituato alle partite di altissima pressione e con una profondità che l’Australia sta ancora costruendo.</p>
<h3>Verso il Sudafrica, con un gruppo in crescita</h3>
<p>La sfida di Perth sarà quindi un test molto più severo per valutare quanto il nuovo corso dei Wallabies sia realmente progredito. Il pacchetto di mischia ha fornito buone garanzie durante la campagna in Argentina, mentre ora l’infortunio di Gordon costringe Kiss a trovare rapidamente una soluzione per la cabina di regia.</p>
<p>Il tecnico australiano, però, non sembra intenzionato a leggere il pareggio di Mendoza soltanto come un&#8217;occasione persa. &#8220;Era importante che questo gruppo sapesse che avremmo dato loro fiducia, li avremmo messi alla prova in molti modi diversi e ne raccoglieremo i frutti più avanti&#8221;, ha spiegato Kiss. Contro gli Springboks, però, servirà trasformare quanto imparato in Argentina in una prestazione molto più precisa: &#8220;I ragazzi saranno pronti alla battaglia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/wallabies-carter-gordon-fuori-laustralia-perde-lapertura-prima-del-sudafrica/">Wallabies, Carter Gordon fuori: l’Australia perde l’apertura prima del Sudafrica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, la squadra per il quarto test con il Sudafrica: Rennie cambia volto a Baltimora</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/08/all-blacks-la-squadra-per-il-quarto-test-con-il-sudafrica-rennie-cambia-volto-a-baltimora/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[ioane]]></category>
		<category><![CDATA[Mo'unga]]></category>
		<category><![CDATA[savea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei giocatori rientrano in Nuova Zelanda e tre sono fuori per infortunio: diverse novità attese per il capitolo finale della Rugby’s Greatest Rivalry</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/all-blacks-la-squadra-per-il-quarto-test-con-il-sudafrica-rennie-cambia-volto-a-baltimora/">All Blacks, la squadra per il quarto test con il Sudafrica: Rennie cambia volto a Baltimora</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli All Blacks arrivano a Baltimora con un gruppo di 36 giocatori per affrontare il quarto e ultimo test della Rugby’s Greatest Rivalry contro il Sudafrica. Dopo tre partite consecutive in terra sudafricana, Dave Rennie è pronto a modificare il proprio XV, sia per necessità sia per dare nuova energia a una squadra sottoposta a un ciclo particolarmente impegnativo.</p>
<p>La Nuova Zelanda è attualmente sotto 2-1 nella serie e avrà quindi un solo risultato utile per evitare la sconfitta nella prima edizione della Rugby’s Greatest Rivalry. Il match al M&amp;T Bank Stadium rappresenta l&#8217;ultima occasione per gli All Blacks di pareggiare il confronto e chiudere il tour con una vittoria.</p>
<h3>All Blacks: Savea, Tupaea e Jacobson fuori</h3>
<p>La principale novità riguarda le assenze. Ardie Savea, Quinn Tupaea e Luke Jacobson non saranno disponibili per la partita americana e sono già rientrati in Nuova Zelanda per ulteriori valutazioni. Il capitano Savea ha riportato una lussazione alla spalla, mentre Tupaea è alle prese con un problema al legamento collaterale mediale del ginocchio e Jacobson con un infortunio al tendine del gomito.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/sudafrica-rassie-erasmus-vuole-conferme-a-baltimore-due-soli-cambi-per-affrontare-gli-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener">Sudafrica, Rassie Erasmus vuole conferme: a Baltimore due soli cambi per affrontare gli All Blacks</a></p>
<p>Per tutti e tre, i tempi di recupero saranno stabiliti dopo ulteriori accertamenti al rientro. A loro si aggiungono altri sei giocatori che hanno lasciato il gruppo diretto negli Stati Uniti: Josh Jacomb, Cortez Ratima, Siale Lauaki, Saula Ma&#8217;u, Ofa Tu&#8217;ungafasi e Bradley Slater. Tutti, ad eccezione di Ratima, dovrebbero tornare a disposizione delle rispettive province per giocare in NPC, secondo necessità.</p>
<h3>Rennie pronto a cambiare diversi uomini</h3>
<p>La necessità di sostituire gli indisponibili si unisce alla volontà di introdurre un po&#8217; di freschezza dopo tre test giocati in rapida successione contro gli Springboks. Per questo motivo il quarto appuntamento potrebbe presentare un volto sensibilmente diverso rispetto alla squadra vista a Johannesburg. Tra i giocatori candidati a entrare nei 23 ci sono il pilone Pasilio Tosi, Ethan Blackadder in terza linea, Richie Mo&#8217;unga all&#8217;apertura, Rieko Ioane e Timoci Tavatavanawai nei trequarti, oltre alle ali Fehi Fineanganofo ed Emoni Narawa.</p>
<p>Si tratta di un gruppo che potrebbe modificare in maniera significativa gli equilibri della formazione. Sono inoltre attesi al rientro Josh Lord e Ethan de Groot, entrambi assenti negli ultimi due test in Sudafrica dopo aver riportato problemi alla testa nella partita inaugurale della serie.</p>
<h3>Richie Mo&#8217;unga tra le possibili novità</h3>
<p>Uno dei nomi più interessanti è quello di Richie Mo&#8217;unga. L&#8217;apertura potrebbe essere nuovamente coinvolto nel progetto dopo essere rimasto fuori nelle ultime sfide, in una partita nella quale gli All Blacks avranno bisogno anche di nuove soluzioni per provare a mettere in difficoltà una difesa sudafricana che ha deciso le ultime due partite.</p>
<p>La possibile presenza di Rieko Ioane, insieme a Timoci Tavatavanawai, Fineanganofo e Narawa, potrebbe inoltre portare ulteriore freschezza nel reparto dei trequarti. Rennie dovrà però trovare il giusto equilibrio tra cambi obbligati e necessità di mantenere una struttura competitiva contro gli Springboks.</p>
<h3>La serie si decide a Baltimora</h3>
<p>Il Sudafrica ha conquistato il vantaggio nella serie grazie alle vittorie degli ultimi due incontri, mentre la Nuova Zelanda aveva aperto la Rugby’s Greatest Rivalry imponendosi nel primo Test. A Baltimora, quindi, gli All Blacks dovranno vincere per evitare che il confronto si chiuda sul 3-1.</p>
<p>Il calcio d&#8217;inizio al M&amp;T Bank Stadium è fissato per le 9:00 di domenica mattina in Nuova Zelanda, corrispondenti alle 23:00 di sabato in Sudafrica e anche qui in Italia. Sarà l&#8217;ultimo capitolo di una serie che ha già regalato tre sfide ad altissima intensità e che ora si sposta negli Stati Uniti.</p>
<h3>La formazione degli All Blacks contro il Sudafrica</h3>
<p><em><strong>Avanti:</strong></em></p>
<p>Asafo Aumua<br />
Codie Taylor<br />
Samisoni Taukei&#8217;aho<br />
Ethan De Groot<br />
Tyrel Lomax<br />
Fletcher Newell<br />
Pasilio Tosi<br />
George Bower<br />
Xavier Numia<br />
Jamie Hannah<br />
Sam Darry<br />
Josh Lord<br />
Patrick Tuipulotu<br />
Fabian Holland<br />
Tupou Vaa&#8217;i<br />
Simon Parker<br />
Wallace Sititi<br />
Peter Lakai<br />
Ethan Blackadder<br />
Semisi Ta&#8217;eiloa</p>
<p><em><strong>Trequarti:</strong></em></p>
<p>Cam Roigard<br />
Kyle Preston<br />
Noah Hotham<br />
Beauden Barrett<br />
Ruben Love<br />
Richie Mo&#8217;unga<br />
Jordie Barrett<br />
Anton Lienert-Brown<br />
Timoci Tavatavanawai<br />
Fehi Fineanganofo<br />
Leroy Carter<br />
Emoni Narawa<br />
Rieko Ioane<br />
Josh Moorby<br />
Will Jordan<br />
Damian McKenzie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/all-blacks-la-squadra-per-il-quarto-test-con-il-sudafrica-rennie-cambia-volto-a-baltimora/">All Blacks, la squadra per il quarto test con il Sudafrica: Rennie cambia volto a Baltimora</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sudafrica, Rassie Erasmus vuole conferme: a Baltimore due soli cambi per affrontare gli All Blacks</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/08/sudafrica-rassie-erasmus-vuole-conferme-a-baltimore-due-soli-cambi-per-affrontare-gli-all-blacks/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 08:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Eben Etzebeth]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Kolbe]]></category>
		<category><![CDATA[the rugby championship]]></category>
		<category><![CDATA[willemse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Willemse prende il posto dell’infortunato Kolbe, mentre Morne van den Berg parte titolare nel quarto atto della Rugby’s Greatest Rivalry</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/sudafrica-rassie-erasmus-vuole-conferme-a-baltimore-due-soli-cambi-per-affrontare-gli-all-blacks/">Sudafrica, Rassie Erasmus vuole conferme: a Baltimore due soli cambi per affrontare gli All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rassie Erasmus ha scelto la continuità per il quarto e ultimo appuntamento della Rugby’s Greatest Rivalry del suo Sudafrica. Dopo aver vinto le ultime due sfide e portato il bilancio della serie sul 2-1, gli Springboks affronteranno gli All Blacks a Baltimore con una squadra che presenta soltanto due cambi rispetto al XV sceso in campo a Johannesburg. La prima modifica è obbligata: Damian Willemse torna titolare a estremo al posto dell&#8217;infortunato Cheslin Kolbe.</p>
<p>La seconda riguarda invece la mediana di mischia, con Morne van den Berg promosso dal ruolo di sostituto a quello di titolare, mentre Cobus Reinach scivola in panchina. La posta in palio è altissima. Una vittoria al M&amp;T Bank Stadium permetterebbe al Sudafrica di conquistare la serie e, contemporaneamente, di mettere le mani sul trofeo della prima edizione della Rugby’s Greatest Rivalry. Un successo della Nuova Zelanda, invece, riporterebbe tutto in equilibrio dopo la vittoria degli All Blacks nel match inaugurale.</p>
<h3>Erasmus punta su un gruppo ormai collaudato</h3>
<p>La scelta di non modificare ulteriormente il XV nasce dalla convinzione di Erasmus che la squadra abbia trovato un equilibrio nelle ultime due partite. &#8220;Sentiamo che la squadra è ben assestata e tutti i giocatori hanno svolto il proprio ruolo nelle ultime due partite, quindi riteniamo che confermare lo stesso gruppo e riportare Damian nel suo ruolo abituale sia la scelta giusta per la partita conclusiva della serie&#8221;, ha spiegato il ct.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/il-rugby-championship-e-piu-importante-del-mondiale-la-provocazione-di-un-editorialista-neozelandese/" target="_blank" rel="noopener">Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese</a></p>
<p>Erasmus si aspetta però una reazione importante da parte della Nuova Zelanda, reduce da due sconfitte consecutive dopo il successo di Christchurch. &#8220;Questi giocatori sanno esattamente cosa aspettarsi da una squadra degli All Blacks molto determinata, che darà tutto per pareggiare la serie&#8221;, ha aggiunto il tecnico sudafricano.</p>
<h3>Willemse torna, Van den Berg si prende la maglia numero 9</h3>
<p>Il ritorno di Willemse è legato esclusivamente alle condizioni fisiche. Il giocatore aveva iniziato i primi due Test della serie e, secondo Erasmus, avrebbe giocato anche a Johannesburg se non fosse stato fermato da un problema fisico. &#8220;È un giocatore di qualità e conosce molto bene i ragazzi che ha intorno, quindi dovrà semplicemente riprendere da dove aveva lasciato prima della scorsa settimana&#8221;, ha spiegato l&#8217;allenatore.</p>
<p>Diverso il discorso per Morne van den Berg, protagonista di un ingresso positivo nel secondo tempo del terzo Test. &#8220;Ha avuto un impatto fantastico quando è entrato in campo la scorsa settimana e merita l&#8217;opportunità di partire titolare&#8221;, ha detto Erasmus. La scelta comporta lo spostamento in panchina di Cobus Reinach, che garantirà però esperienza e qualità nella seconda parte della partita.</p>
<h3>Kolbe resta in Sudafrica: poi tutti verso l&#8217;Australia</h3>
<p>Cheslin Kolbe è uno dei sei giocatori che non hanno seguito il gruppo nella trasferta americana dopo l&#8217;infortunio rimediato al FNB Stadium: l&#8217;ala springbok ha rimediato una frattura alla mandibola che lo costringerà lontano dai campi per il tempo necessario alla guarigione. La squadra sudafricana, invece, dopo il Test di Baltimore non tornerà in patria: volerà direttamente in Australia in vista dell&#8217;unica sfida contro i Wallabies in programma all&#8217;Optus Stadium di Perth il 27 settembre.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F2634692530285217%2F&amp;show_text=true&amp;width=315&amp;t=0" width="315" height="591" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per gli Springboks sarà dunque l&#8217;ultimo atto di una serie disputata per tre settimane consecutive contro gli All Blacks. Erasmus si aspetta un&#8217;altra battaglia: &#8220;Abbiamo affrontato gli All Blacks per tre settimane consecutive e, proprio come noi, sono una squadra orgogliosa che la scorsa settimana ha dimostrato che non smetterà mai di lottare fino al fischio finale&#8221;.</p>
<p>Il ct ha quindi avvertito i suoi giocatori: &#8220;Non ci sono dubbi sulla grandezza della sfida che ci aspetta questo weekend. Siamo altrettanto determinati a chiudere la serie nel modo migliore e dare tutto per sollevare il trofeo&#8221;. Per riuscirci servirà, secondo Erasmus, una prestazione completa per tutti gli 80 minuti, sia in attacco sia in difesa.</p>
<h3>Sudafrica: Etzebeth verso un altro record</h3>
<p>Il Test di Baltimore avrà anche un significato storico per Eben Etzebeth. Il seconda linea degli Springboks scenderà in campo per la 146ª volta con la maglia del Sudafrica, estendendo ulteriormente il record di giocatore più presente nella storia della nazionale.</p>
<p>Anche il trio di terza linea formato da Siya Kolisi, Pieter-Steph du Toit e Jasper Wiese aggiornerà un primato. Con la nuova partenza da titolari, i tre arriveranno a 19 Test insieme dall&#8217;inizio, superando il precedente record di 17 appartenente a Francois Louw, Willem Alberts e Duane Vermeulen. Wiese, inoltre, si avvicina a un altro traguardo personale: dopo Baltimore gli basterà una sola presenza per entrare nel gruppo dei giocatori sudafricani arrivati a quota 50 Test.</p>
<h3>Prima volta a Baltimore e un precedente non proprio felice per Erasmus</h3>
<p>Quella contro gli All Blacks sarà la prima partita degli Springboks nella storia disputata a Baltimore. Più in generale, il Sudafrica ha giocato soltanto tre Test sul territorio statunitense: due vittorie contro gli USA, nel 1981 per 38-7 e nel 2001 per 43-10, e una sconfitta per 22-20 contro il Galles a Washington nel 2018. Quest&#8217;ultimo incontro ha un significato particolare per Erasmus, perché fu proprio il suo esordio alla guida del Sudafrica.</p>
<p class="title"><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/06/rugbys-greatest-rivalry-savea-e-non-solo-ecco-gli-all-blacks-che-non-andranno-a-baltimora/" target="_blank" rel="noopener">Rugby’s Greatest Rivalry, Savea e non solo: ecco gli All Blacks che non andranno a Baltimora</a></p>
<p>Da allora il tecnico ha costruito una delle epoche più vincenti della storia degli Springboks, ma ora si prepara a chiudere la prima Rugby’s Greatest Rivalry con l&#8217;obiettivo di aggiungere un altro trofeo al proprio palmarès. Il Sudafrica, inoltre, ha vinto sette degli ultimi nove confronti con la Nuova Zelanda a partire dall&#8217;agosto 2023. Un dato che spiega il momento favorevole degli Springboks, ma che non cancella la necessità di affrontare con la massima attenzione un All Blacks che, per pareggiare la serie, dovrà necessariamente vincere.</p>
<h3>Un XV con 927 caps e tanta esperienza</h3>
<p>La formazione scelta da Erasmus mette insieme 927 presenze internazionali complessive. Il dato è particolarmente significativo nel pacchetto di mischia, che da solo raccoglie 600 caps, mentre i trequarti arrivano a 327.</p>
<p>Anche la panchina porta con sé una notevole dose di esperienza, con ulteriori 277 caps. In media, i trequarti titolari hanno 47 presenze internazionali, gli avanti 75 e i giocatori di riserva 35. Numeri che raccontano bene la strategia di Erasmus: cambiare il minimo indispensabile e affidarsi a un gruppo estremamente esperto per il momento decisivo della serie.</p>
<h3>La formazione del Sudafrica contro gli All Blacks</h3>
<p>15 Damian Willemse (DHL Stormers) – 54 caps, 76 pts (8t, 9c, 4p, 2dg)<br />
14 Kurt-Lee Arendse (Mitsubishi Dynaboars) – 34 caps, 130 pts (26t)<br />
13 Jesse Kriel (Canon Eagles) – 93 caps, 125 pts (25t)<br />
12 Damian de Allende (Wild Knights) – 102 caps, 60 pts (12t)<br />
11 Ethan Hooker (Hollywoodbets Sharks) – 12 caps, 10 pts (2t)<br />
10 Sacha Feinberg-Mngomezulu (DHL Stormers) – 23 caps, 184 pts (9t, 47c, 15p)<br />
9 Morne van den Berg (10bet Lions) – 9 caps, 25 pts (5t)</p>
<p>8 Jasper Wiese (Urayasu D-Rocks) – 48 caps, 20 pts (4t)<br />
7 Pieter-Steph du Toit (Toyota Verblitz) – 101 caps, 70 pts (14t)<br />
6 Siya Kolisi (captain, DHL Stormers) – 106 caps, 75 pts (15t)<br />
5 Ruan Nortje (Kubota Spears) &#8211; 23 caps, 5 pts (1t)<br />
4 Eben Etzebeth (Hollywoodbets Sharks) – 145 caps, 45 pts (9t)<br />
3 Wilco Louw (DHL Stormers) – 34 caps, 10 pts (2t)<br />
2 Malcolm Marx (Kubota Spears) – 92 caps, 140 pts (28t)<br />
1 Ox Nche (Hollywoodbets Sharks) – 51 caps, 0 pts</p>
<p><em><strong>A disposizione:</strong></em></p>
<p>16 Deon Fourie (DHL Stormers) – 15 caps, 10 pts (2t)<br />
17 Gerhard Steenekamp (Vodacom Bulls) – 22 caps, 10 pts (2t)<br />
18 Thomas du Toit (Hollywoodbets Sharks) – 36 caps, 10 pts (2t)<br />
19 Lood de Jager (Wild Knights) – 76 caps, 25 pts (5t)<br />
20 Andre Esterhuizen (Hollywoodbets Sharks) – 34 caps, 30 pts (6t)<br />
21 Cameron Hanekom (Vodacom Bulls) – 5 caps, 5 pts (1t)<br />
22 Cobus Reinach (DHL Stormers) – 56 caps, 100 pts (20t)<br />
23 Manie Libbok (Kintetsu Liners) – 33 caps, 143 pts (2t, 47c, 13p)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/08/sudafrica-rassie-erasmus-vuole-conferme-a-baltimore-due-soli-cambi-per-affrontare-gli-all-blacks/">Sudafrica, Rassie Erasmus vuole conferme: a Baltimore due soli cambi per affrontare gli All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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