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	<title>Rugby Championship</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby’s Greatest Rivalry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per Mark Reason la rivalità tra All Blacks e Springboks ha restituito al rugby un significato che la Coppa del Mondo non riesce più a garantire</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/il-rugby-championship-e-piu-importante-del-mondiale-la-provocazione-di-un-editorialista-neozelandese/">Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La provocazione: “Questa serie è molto più importante del Mondiale”. La rivalità tra Sudafrica e Nuova Zelanda è tornata al centro della scena e, secondo il columnist di <em>Stuff</em> Mark Reason, lo ha fatto nel momento in cui il rugby aveva più bisogno di ritrovare la propria anima.</p>
<p>La sua è una provocazione evidente, ma costruita attorno a una riflessione precisa: la serie tra Springboks e All Blacks sarebbe addirittura più importante della Rugby World Cup 2027. “Questa serie è molto più grande della Rugby World Cup perché è grande in un modo che quella competizione non potrà mai essere. Ha un&#8217;anima. Ha una narrazione. E ogni partita ha dramma e significato”, scrive Reason.</p>
<p>Un giudizio netto, che nasce anche dal confronto con il prossimo Mondiale in Australia, che il giornalista neozelandese considera ormai una competizione incapace di produrre lo stesso livello di tensione e interesse.</p>
<h3>Il problema del sorteggio del Mondiale 2027</h3>
<p>Nel mirino di Reason c&#8217;è soprattutto la struttura del Mondiale 2027 e, in particolare, il sorteggio effettuato con largo anticipo. Secondo il columnist, il rischio è quello di arrivare a una fase a eliminazione diretta nella quale Nuova Zelanda e Sudafrica possano incontrarsi già ai quarti di finale, mentre nella fase a gironi gli All Blacks dovranno affrontare avversarie come Hong Kong China e Cile.</p>
<p>Reason definisce il torneo una competizione “costruita” e critica duramente la scelta di effettuare il sorteggio 18 mesi prima dell&#8217;inizio della manifestazione. Il confronto con la serie attuale, per lui, è impietoso: le prime due sfide tra All Blacks e Springboks lo hanno coinvolto molto più di quanto abbia fatto qualsiasi recente appuntamento mondiale.</p>
<h3>All Blacks e Springboks, due modi diversi di interpretare il rugby</h3>
<p>A convincere Reason è soprattutto ciò che le due squadre stanno mettendo in campo. Da una parte gli All Blacks, capaci di cercare gli spazi, muovere rapidamente il pallone e sfruttare la qualità del passaggio per creare continuità offensiva. Dall&#8217;altra gli Springboks, che rispondono con la loro caratteristica principale: la forza fisica.</p>
<p>Nel primo Test la Nuova Zelanda ha saputo mettere in difficoltà il Sudafrica, ma gli Springboks non hanno mai ceduto. Nel secondo, invece, il pack sudafricano ha messo sotto pressione la rimessa laterale degli All Blacks e ha trovato risposte importanti anche nel gioco aereo. È proprio questa contrapposizione, secondo Reason, a rendere la serie così affascinante: due squadre che si conoscono profondamente e che, partita dopo partita, devono modificare le proprie strategie.</p>
<h3>Quattro Test valgono più di un Mondiale?</h3>
<p>Il punto centrale dell&#8217;editoriale è proprio questo. Una serie di quattro partite permette alle due squadre di affrontarsi più volte, adattarsi, correggere gli errori e mettere alla prova la propria profondità. “È la bellezza e la profondità di una serie di quattro partite”, scrive Reason, contrapponendola a un Mondiale che, a suo giudizio, rischia di offrire poche sfide realmente significative alle grandi nazionali.</p>
<p>Per il columnist, la serie Sudafrica-Nuova Zelanda ha invece una vera narrazione sportiva: ogni partita modifica quella successiva, le scelte degli allenatori assumono un peso maggiore e i giocatori devono dimostrare di saper reagire alle soluzioni trovate dagli avversari.</p>
<h3>Le scelte di Dave Rennie aumentano la tensione</h3>
<p>Reason porta come esempio anche le decisioni che attendono il nuovo ct neozelandese Dave Rennie. Al centro della discussione c&#8217;è il ruolo di apertura e, soprattutto, la scelta tra Richie Mo&#8217;unga e Ruben Love. Nel primo Test Love era stato protetto dal sistema offensivo degli All Blacks, mentre nel secondo ha ricevuto molte più responsabilità.</p>
<p>Il giovane numero 10 ha mostrato qualità ma anche qualche difficoltà, tra intercetti, un calcio stoppato e alcuni problemi di posizionamento. Per Reason, proprio questa situazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti della serie: Rennie deve decidere se continuare a puntare su Love o affidarsi all&#8217;esperienza di Mo&#8217;unga. Anche la composizione del pack potrebbe cambiare, con Reason che ipotizza un maggiore impiego di giocatori freschi dopo le fatiche dei primi due Test.</p>
<h3>Mondiale vs Rugby&#8217;s Greatest Rivalry: “Non ci perderemmo questa partita per nulla al mondo”</h3>
<p>Il finale dell&#8217;editoriale torna sul concetto iniziale. Reason non nega l&#8217;importanza economica della Rugby World Cup, ma sostiene che il valore di una competizione non possa essere misurato soltanto attraverso il pubblico o gli introiti. La serie tra All Blacks e Springboks, invece, avrebbe recuperato qualcosa che il rugby internazionale rischiava di perdere: una rivalità capace di creare attesa, discussione e appartenenza.</p>
<p>E così, mentre il Mondiale 2027 appare ancora lontano, il terzo Test tra Nuova Zelanda e Sudafrica è già una partita da non perdere. “Non ce la perderemmo per nulla al mondo”, conclude Reason riferendosi al pubblico neozelandese che si prepara a seguire la sfida anche nel cuore della notte. Una provocazione, certo. Ma anche una domanda interessante: nel rugby moderno conta di più il torneo più grande o la rivalità più importante?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/il-rugby-championship-e-piu-importante-del-mondiale-la-provocazione-di-un-editorialista-neozelandese/">Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sudafrica-Nuova Zelanda, Mallett e Matfield contro Gardner: “Aveva idee preconcette sulla mischia degli Springboks”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[mallet]]></category>
		<category><![CDATA[matfield]]></category>
		<category><![CDATA[mischia]]></category>
		<category><![CDATA[springbok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ex ct azzurro e la leggenda sudafricana contestano la gestione dei primi cinque uomini da parte dell’arbitro australiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/sudafrica-nuova-zelanda-mallett-e-matfield-contro-gardner-aveva-idee-preconcette-sulla-mischia-degli-springboks/">Sudafrica-Nuova Zelanda, Mallett e Matfield contro Gardner: “Aveva idee preconcette sulla mischia degli Springboks”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mischia continua a essere uno dei principali temi di discussione dopo il secondo Test Sudafrica-Nuova Zelanda, vinto dagli Springboks 33-26 a Cape Town. Questa volta a mettere sotto esame l&#8217;operato dell&#8217;arbitro australiano Angus Gardner sono Nick Mallett, ex Commissario Tecnico dell&#8217;Italia e del Sudafrica, e Victor Matfield, leggenda degli Springboks, secondo i quali il direttore di gara sarebbe arrivato alla partita con idee già formate sul comportamento della prima linea sudafricana.</p>
<p>La questione nasce anche dalle polemiche della vigilia. Dopo il primo Test, il neozelandese Dave Rennie aveva accusato gli Springboks di “camminare” in mischia, mentre Rassie Erasmus aveva respinto con forza l&#8217;accusa. Il tema è quindi rimasto centrale anche a Cape Town, dove Gardner ha dedicato particolare attenzione alla posizione delle prime linee durante la preparazione delle mischie.</p>
<h3>Sudafrica-Nuova Zelanda, Mallett: “Sono al 100% con Rassie”</h3>
<p>Mallett ha difeso apertamente Erasmus e la tecnica utilizzata dagli Springboks. Secondo l&#8217;ex ct azzurro, il pilone sinistro sudafricano Ox Nche parte in posizione corretta e, quando il tighthead avversario arretra sotto la pressione, è inevitabile che il giocatore debba seguirne il movimento.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/rassie-erasmus-la-nuova-interpretazione-della-maul-sta-funzionando-per-tutte-le-squadre/" target="_blank" rel="noopener">Rassie Erasmus: “La nuova interpretazione della maul sta funzionando per tutte le squadre”</a></p>
<p>“Sono al 100% con Rassie su questo”, ha spiegato Mallett, sottolineando come la prima linea sudafricana abbia una superiorità consolidata nel fondamentale. A suo giudizio, il problema nasce dal modo in cui viene interpretato il movimento del loosehead: se il giocatore parte con spalle e anche parallele alla linea di touche e poi spinge in avanti, non può semplicemente rimanere fermo mentre l&#8217;avversario arretra.</p>
<p>Mallett ha inoltre sostenuto che Gardner, nella sua gestione della partita, avrebbe cercato soprattutto di evitare di dover prendere decisioni difficili sulle mischie. Una posizione che si inserisce nel dibattito già aperto dopo il primo Test: a Cape Town la Nuova Zelanda ha infatti concesso soltanto due penalità complessive, mentre il Sudafrica ne ha ricevute quattro.</p>
<h3>Matfield: “Il referee era stato preparato prima della partita”</h3>
<p>Ancora più diretto è stato Victor Matfield, che ha collegato le conversazioni avute da Gardner con le prime linee sudafricane alla possibilità che lo staff neozelandese avesse discusso il tema con l&#8217;arbitro prima del match.</p>
<p>“Quello è un arbitro che è stato istruito prima della partita”, ha detto l&#8217;ex seconda linea, riferendosi a una delle sequenze mostrate durante il programma televisivo. Matfield ha ricordato inoltre che, secondo le nuove regole sugli incontri pre-partita con gli arbitri, i due allenatori devono essere presenti contemporaneamente: Erasmus e Rennie avevano confermato di non aver avuto quel confronto prima del secondo Test.</p>
<p>Secondo Matfield, però, il modo in cui Gardner si è rivolto ripetutamente alla prima linea sudafricana dimostrerebbe che il tema della mischia era comunque stato evidenziato al direttore di gara.</p>
<h3>Le immagini di Nche e Marx</h3>
<p>Uno degli episodi analizzati riguarda proprio l&#8217;ingresso in campo di Ox Nche e Malcolm Marx, entrati nel primo tempo al posto di Gerhard Steenekamp e Deon Fourie. Prima della prima mischia nella quale i due sono stati coinvolti, Gardner si è fermato a parlare con entrambi, invitandoli a mantenere la posizione e a non spostarsi.</p>
<p>“Facce nuove, tallone a terra, pazienza sul comando. Non fate passi di lato, rimanete quadrati”, sono state le indicazioni dell&#8217;arbitro riportate dal programma che ha analizzato le immagini. Mallett ha contestato la necessità di una simile attenzione nei confronti di due giocatori con un&#8217;esperienza internazionale enorme.</p>
<p>“Stiamo parlando probabilmente del pilone sinistro e del tallonatore più esperti al mondo”, ha osservato l&#8217;ex allenatore, ricordando anche il riconoscimento di World Rugby Player of the Year ricevuto da Marx.</p>
<h3>Il confronto diretto con Malcolm Marx</h3>
<p>Un secondo episodio ha riguardato ancora Marx. Gardner ha fermato la preparazione della mischia per richiamare il tallonatore sul posizionamento del piede; quando il giocatore ha cercato di spiegare la propria posizione, l&#8217;arbitro gli ha intimato di non spostarlo.</p>
<p>Per Matfield, anche questa sequenza rappresentava un&#8217;ulteriore conferma dell&#8217;attenzione specifica riservata alla prima linea sudafricana. “C&#8217;era sicuramente un focus”, ha commentato.</p>
<p>Il tema, comunque, non è destinato a chiudersi con il secondo Test. La sfida tra Springboks e All Blacks proseguirà a Johannesburg e la mischia sarà ancora una volta uno dei duelli tecnici più attesi, soprattutto dopo che il Sudafrica ha ottenuto un&#8217;importante svolta nel momento in cui Nche e Marx sono entrati in campo. In quella fase, gli Springboks hanno conquistato due vantaggi consecutivi in mischia, contribuendo all&#8217;azione che ha portato alla meta di Siya Kolisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/sudafrica-nuova-zelanda-mallett-e-matfield-contro-gardner-aveva-idee-preconcette-sulla-mischia-degli-springboks/">Sudafrica-Nuova Zelanda, Mallett e Matfield contro Gardner: “Aveva idee preconcette sulla mischia degli Springboks”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Wallabies e la nuova identità: l’Australia è pronta per sfidare le migliori?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/09/01/wallabies-e-la-nuova-identita-laustralia-e-pronta-per-sfidare-le-migliori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 08:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro vittorie consecutive hanno rilanciato i Wallabies, ma il gioco australiano è sempre più affidato agli avanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/wallabies-e-la-nuova-identita-laustralia-e-pronta-per-sfidare-le-migliori/">Wallabies e la nuova identità: l’Australia è pronta per sfidare le migliori?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Wallabies sono in crescita. Quattro vittorie consecutive, una striscia che l’Australia non riusciva a mettere insieme dal 2021, hanno dato fiducia alla squadra di Les Kiss, ma a poco più di un anno dalla Rugby World Cup 2027, che si giocherà proprio in casa, iniziano a emergere interrogativi sulla direzione che sta prendendo la squadra.</p>
<p>Dopo sette Test disputati nel 2026, l’Australia sembra infatti aver assunto un&#8217;identità diversa da quella tradizionalmente associata ai Wallabies. Il gioco è sempre più fisico, diretto e orientato sugli avanti, con caratteristiche che ricordano per certi versi quelle degli Springboks. La domanda, però, è se questo sistema possa funzionare allo stesso modo quando dall&#8217;altra parte ci saranno le migliori squadre del mondo.</p>
<h3>Il 73% delle mete arriva dagli avanti</h3>
<p>I numeri raccontano piuttosto chiaramente questa trasformazione. Delle 34 mete realizzate dai Wallabies nel 2026, ben 25 sono arrivate dagli avanti: il 73% del totale. Anche nella vittoria per 27-21 contro l&#8217;Argentina a Jujuy, tre delle quattro mete australiane sono state segnate da giocatori del pacchetto.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/08/31/ardie-savea-sempre-piu-negli-annali-storico-record-raggiunto/" target="_blank" rel="noopener">Ardie Savea sempre più negli annali: storico record raggiunto</a></p>
<p>Gli avanti sono inoltre i principali portatori di palla. Contro i Pumas, Rob Valetini ha portato avanti ben 17 palloni e Tom Hooper 14, mentre i tre giocatori immediatamente successivi nella classifica sono stati ancora degli avanti. Il primo trequarti è stato Hunter Paisami, con nove palloni portati.</p>
<p>Il confronto con gli All Blacks è significativo: i quattro migliori ball-carrier neozelandesi nella sconfitta per 33-26 contro il Sudafrica erano tutti trequarti, con Quinn Tupaea a 14 carries, Will Jordan e Jordie Barrett a 13 e Leroy Carter a 12. Anche tre delle quattro mete della Nuova Zelanda sono state segnate da giocatori dei trequarti.</p>
<h3>Wallabies: il problema degli spazi per i trequarti</h3>
<p>Finora il sistema ha funzionato, anche grazie a un pacchetto di mischia che si sta dimostrando particolarmente efficace. Il lavoro dello scrum coach John Ulugia e del tecnico della rimessa laterale Tom Donnelly ha dato solidità al set-piece australiano, ma resta da capire se gli stessi meccanismi potranno produrre gli stessi risultati contro Springboks e All Blacks.</p>
<p>È qui che Les Kiss dovrà intervenire. L&#8217;allenatore australiano aveva indicato la difesa come una delle priorità iniziali del proprio lavoro dopo il passaggio di consegne con Joe Schmidt, e dopo tre partite la sensazione è che anche l&#8217;attacco sia ancora in fase di costruzione. Lo stesso Kiss ha definito la prestazione contro l&#8217;Argentina “clunky”, ovvero poco fluida.</p>
<h3>Henry e Jorgensen, quanto spazio resta ai trequarti?</h3>
<p>Uno dei segnali più evidenti riguarda proprio il coinvolgimento dei trequarti. Nel primo Test disputato in Argentina Isaac Henry ha avuto pochissimi palloni a disposizione, mentre anche le ali sono state coinvolte molto meno rispetto agli avanti.</p>
<p>Il dato riguarda anche Max Jorgensen, considerato uno dei talenti più interessanti del rugby australiano. Un sistema nel quale il possesso viene gestito prevalentemente attraverso il pacchetto rischia inevitabilmente di limitare l&#8217;impatto dei giocatori più esplosivi della linea arretrata, soprattutto quando il livello degli avversari salirà.</p>
<h3>Wallabies, Kiss deve costruire una rosa profonda</h3>
<p>Un altro tema importante per il nuovo allenatore è la profondità. Kiss ha spiegato di voler costruire una squadra abbastanza competitiva da poter contare, idealmente, su due giocatori affidabili per ogni posizione. In realtà, secondo l&#8217;analisi australiana, in alcuni ruoli servirà ancora più profondità, soprattutto in prima linea, in seconda linea, in mediana e all&#8217;apertura.</p>
<p>La situazione della mediana è particolarmente indicativa. Quando Ryan Lonergan è uscito nel secondo tempo contro l&#8217;Argentina, il rendimento dei Wallabies è calato sensibilmente. Tate McDermott non ha ancora ritrovato la sua forma migliore dopo il lungo stop per l&#8217;infortunio al tendine del ginocchio e Kiss potrebbe quindi valutare di dare una seconda presenza internazionale a Kalani Thomas.</p>
<h3>Gordon davanti a tutti all’apertura</h3>
<p>Anche al numero 10 la gerarchia sembra abbastanza chiara. Carter Gordon ha mostrato di essere il principale playmaker della squadra, mentre Ben Donaldson e Declan Meredith devono ancora dimostrare di poter rappresentare alternative altrettanto affidabili.</p>
<p>Per Kiss, però, non mancano i segnali positivi. Josh Canham sta beneficiando delle maggiori responsabilità ricevute nel 2026, Jeremy Williams si sta confermando un elemento energico in seconda linea e il reparto dei flanker offre diverse possibilità. Anche sulle ali le opzioni non mancano, sebbene nessuno dei giocatori disponibili sembri, al momento, avere caratteristiche tali da entrare in una ipotetica selezione mondiale.</p>
<h3>Wallabies: il prossimo test può chiarire il progetto di Kiss</h3>
<p>La seconda sfida contro l&#8217;Argentina potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante nel percorso verso il Mondiale del prossimo anno. Non soltanto per il risultato, ma anche perché potrebbe aiutare Kiss a definire ulteriormente le proprie idee soprattutto nella composizione del reparto dei centri.</p>
<p>I Wallabies sono in crescita e i risultati lo dimostrano. Ma con la Rugby World Cup 2027 sempre più vicina, la questione non sarà soltanto continuare a vincere: sarà capire quale Australia vuole presentarsi al Mondiale di casa e se l&#8217;attuale rugby fatto di fisicità e dominio degli avanti sarà sufficiente anche contro le migliori nazionali del pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/09/01/wallabies-e-la-nuova-identita-laustralia-e-pronta-per-sfidare-le-migliori/">Wallabies e la nuova identità: l’Australia è pronta per sfidare le migliori?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks-Sudafrica, cambia la squadra arbitrale: Gardner dirige a Città del Capo, Amashukeli spostato al terzo Test</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/08/27/all-blacks-sudafrica-cambia-la-squadra-arbitrale-gardner-dirige-a-citta-del-capo-amashukeli-spostato-al-terzo-test/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 15:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[amashukeli]]></category>
		<category><![CDATA[gardner]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby’s Greatest Rivalry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>World Rugby modifica le designazioni per le prossime due sfide della Rugby’s Greatest Rivalry: il georgiano, inizialmente previsto nel secondo match, non ha recuperato dalla malattia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/27/all-blacks-sudafrica-cambia-la-squadra-arbitrale-gardner-dirige-a-citta-del-capo-amashukeli-spostato-al-terzo-test/">All Blacks-Sudafrica, cambia la squadra arbitrale: Gardner dirige a Città del Capo, Amashukeli spostato al terzo Test</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiano le designazioni arbitrali per i prossimi due incontri della Rugby’s Greatest Rivalry tra Sudafrica e Nuova Zelanda. World Rugby ha infatti annunciato una modifica alla squadra degli ufficiali di gara dopo che Nika Amashukeli, inizialmente designato come arbitro del secondo Test a Città del Capo, non ha recuperato in tempo dalla malattia.</p>
<p>Al suo posto, per la sfida in programma sabato 29 agosto al DHL Stadium, arbitrerà l’australiano Angus Gardner. Il cambio avrà conseguenze anche sulla designazione del terzo Test della serie, in programma il 5 settembre a Johannesburg.</p>
<h3>Sudafrica-Nuova Zelanda, Angus Gardner al posto di Nika Amashukeli nel secondo Test</h3>
<p>Gardner era stato inizialmente scelto da World Rugby per dirigere il terzo incontro della serie, quello in programma al FNB Stadium di Johannesburg. L’indisponibilità di Amashukeli per il match di Città del Capo ha però portato a una revisione delle designazioni.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/27/il-dubbio-su-erasmus-della-carta-stampata-neozelandese-si-e-rinchiuso-nel-suo-guscio/" target="_blank" rel="noopener">Il dubbio su Erasmus della carta stampata neozelandese: “Si è rinchiuso nel suo guscio?”</a></p>
<p>Sarà dunque l’arbitro australiano a dirigere il secondo confronto tra Springboks e All Blacks, mentre Amashukeli, una volta recuperato, è stato spostato alla direzione del terzo Test. Il georgiano avrebbe dovuto essere l’uomo al centro del campo già questo fine settimana. Il cambio non riguarda però soltanto il direttore di gara, visto che l’intera squadra arbitrale è stata ritoccata.</p>
<h3>Sam Grove-White entra nella squadra arbitrale a Città del Capo</h3>
<p>Con Gardner promosso da assistente ad arbitro principale, World Rugby ha inserito lo scozzese Sam Grove-White nella squadra arbitrale del secondo Test come assistente. Accanto a lui ci sarà l’inglese Karl Dickson, mentre l’australiano Brett Cronan sarà il TMO. Il francese Eric Gauzins ricoprirà invece il ruolo di Foul Play Review Officer.</p>
<p>La nuova composizione della squadra arbitrale per la partita del DHL Stadium è quindi:</p>
<p><strong>Sudafrica-Nuova Zelanda, secondo Test – 29 agosto 2026</strong></p>
<ul>
<li><strong>Arbitro:</strong> Angus Gardner (Australia)</li>
<li><strong>Assistenti:</strong> Karl Dickson (Inghilterra), Sam Grove-White (Scozia)</li>
<li><strong>TMO:</strong> Brett Cronan (Australia)</li>
<li><strong>FPRO:</strong> Eric Gauzins (Francia)</li>
</ul>
<h3>Sudafrica-Nuova Zelanda, Amashukeli passa al terzo Test di Johannesburg</h3>
<p>Il georgiano Nika Amashukeli, dopo il mancato recupero dalla malattia che gli ha impedito di dirigere il secondo incontro, sarà invece l’arbitro principale del terzo Test in programma sabato 5 settembre al FNB Stadium di Johannesburg. Gardner tornerà quindi nel ruolo di assistente arbitrale e sarà affiancato dall’inglese Christophe Ridley. Eric Gauzins passerà al TMO, mentre Brett Cronan sarà il Foul Play Review Officer.</p>
<p><strong>Sudafrica-Nuova Zelanda, terzo Test – 5 settembre 2026</strong></p>
<ul>
<li><strong>Arbitro:</strong> Nika Amashukeli (Georgia)</li>
<li><strong>Assistenti:</strong> Angus Gardner (Australia), Christophe Ridley (Inghilterra)</li>
<li><strong>TMO:</strong> Eric Gauzins (Francia)</li>
<li><strong>FPRO:</strong> Brett Cronan (Australia)</li>
</ul>
<p>Le modifiche riguardano quindi direttamente entrambe le prossime sfide della serie: Gardner, previsto inizialmente per Johannesburg, arbitrerà prima a Città del Capo al posto di Amashukeli, che prenderà invece il suo posto una settimana più tardi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/27/all-blacks-sudafrica-cambia-la-squadra-arbitrale-gardner-dirige-a-citta-del-capo-amashukeli-spostato-al-terzo-test/">All Blacks-Sudafrica, cambia la squadra arbitrale: Gardner dirige a Città del Capo, Amashukeli spostato al terzo Test</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Erasmus scioglie la riserva in terza linea: il capitano guiderà gli Springboks nella seconda sfida con gli All Blacks</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/08/25/erasmus-scioglie-la-riserva-in-terza-linea-il-capitano-guidera-gli-springboks-anche-nella-seconda-sfida-con-gli-all-blacks/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 14:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Kolisi]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il numero 6 ha superato il test in allenamento e partirà titolare a Città del Capo: il Sudafrica schiererà la squadra più esperta della sua storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/erasmus-scioglie-la-riserva-in-terza-linea-il-capitano-guidera-gli-springboks-anche-nella-seconda-sfida-con-gli-all-blacks/">Erasmus scioglie la riserva in terza linea: il capitano guiderà gli Springboks nella seconda sfida con gli All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta è fatta: Siya Kolisi sarà titolare e capitano del Sudafrica nel secondo Test della Rugby’s Greatest Rivalry Series contro gli All Blacks, in programma sabato a Città del Capo. Rassie Erasmus, infatti, ha sciolto il dubbio che aveva accompagnato l&#8217;annuncio iniziale della formazione. Kolisi, inizialmente indicato in ballottaggio con Paul de Villiers per la maglia numero 6 in attesa di ulteriori verifiche sulla sua condizione fisica, ha partecipato all&#8217;allenamento di lunedì e ha ricevuto il via libera del ct. De Villiers, che aveva invece iniziato dal primo minuto il Test dell&#8217;Ellis Park, esce così dai 23.</p>
<h3>Sudafrica: Kolisi dal primo minuto con gli All Blacks, de Villiers fuori dai 23</h3>
<p>Il ritorno di Kolisi rappresenta una notizia importante per gli Springboks dopo la sconfitta per 33-16 subita nel primo confronto della serie. Il capitano era stato costretto a saltare la gara di Johannesburg e il suo posto nel XV era stato preso proprio da Paul de Villiers.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/24/rugbys-greatest-rivalry-la-formazione-del-sudafrica-per-il-secondo-duello-con-gli-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener">Rugby’s Greatest Rivalry: la formazione del Sudafrica per il secondo duello con gli All Blacks</a></p>
<p>Ora Erasmus ha scelto l&#8217;esperienza del suo capitano per una sfida già molto delicata nell&#8217;economia della serie. La presenza di Kolisi completa il trio di terza linea insieme a Pieter-Steph du Toit e Jasper Wiese, come previsto dalla formazione originariamente annunciata dalla federazione sudafricana nel caso in cui il numero 6 avesse superato il test di idoneità.</p>
<h3>Gli Springboks si presentano con il XV più esperto di sempre</h3>
<p>Con Kolisi in campo, gli Springboks raggiungeranno anche un traguardo statistico significativo: il XV che affronterà la Nuova Zelanda avrà complessivamente 1.012 presenze in Test match, diventando la squadra più esperta mai schierata dal Sudafrica.</p>
<p>Un dato che si accompagna a un&#8217;altra importante ricorrenza individuale: Pieter-Steph du Toit è pronto a raggiungere le 100 presenze con gli Springboks, diventando l&#8217;undicesimo giocatore nella storia della nazionale sudafricana a tagliare questo traguardo. Anche Ox Nche è atteso alla sua 50ª presenza. Possibile cambio anche per Cheslin Kolbe.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/rugbys-greatest-rivalry-dove-e-quando-si-vede-in-streaming-la-seconda-partita-tra-sudafrica-e-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener">Rugby’s Greatest Rivalry: dove e quando si vede in streaming la seconda partita tra Sudafrica e All Blacks</a></p>
<p>Quella relativa a Kolisi potrebbe però non essere l&#8217;unica modifica rispetto al XV comunicato inizialmente. Erasmus ha spiegato che anche Cheslin Kolbe, alle prese nei giorni scorsi con alcuni acciacchi al bicipite femorale e alla caviglia, sta dando segnali positivi. Il ct ha dichiarato che l&#8217;ala &#8220;sembra stare bene&#8221;, lasciando quindi aperta la possibilità di un ulteriore cambiamento nella formazione titolare prima della sfida di sabato.</p>
<p>Per il resto, la struttura della squadra resta quella già annunciata e di cui avevamo parlato qui su OnRugby: dopo il pesante ko dell&#8217;Ellis Park, Erasmus ha scelto di affidarsi in larga parte alla continuità e all&#8217;esperienza. Kolisi ha ora definitivamente vinto il suo personale ballottaggio con de Villiers. E sabato sarà di nuovo lui a guidare gli Springboks nella rincorsa al pareggio nella serie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/erasmus-scioglie-la-riserva-in-terza-linea-il-capitano-guidera-gli-springboks-anche-nella-seconda-sfida-con-gli-all-blacks/">Erasmus scioglie la riserva in terza linea: il capitano guiderà gli Springboks nella seconda sfida con gli All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>L’ex ct azzurro avverte gli Springboks per la seconda sfida con gli All Blacks: &#8220;Prima di tutto ritrovare la fiducia&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/08/25/lex-ct-azzurro-avverte-gli-springboks-per-la-seconda-sfida-con-gli-all-blacks-prima-di-tutto-ritrovare-la-fiducia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:22:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Mallett]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nick Mallett guarda alla rivincita con gli All Blacks a Città del Capo e teme soprattutto la risposta mentale del Sudafrica dopo il pesante ko dell’Ellis Park</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/lex-ct-azzurro-avverte-gli-springboks-per-la-seconda-sfida-con-gli-all-blacks-prima-di-tutto-ritrovare-la-fiducia/">L’ex ct azzurro avverte gli Springboks per la seconda sfida con gli All Blacks: &#8220;Prima di tutto ritrovare la fiducia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il 16-33 incassato all’Ellis Park, il Sudafrica ha bisogno soprattutto di ritrovare fiducia. Ne è convinto Nick Mallett, ex commissario tecnico dell’Italia e degli Springboks, che ha analizzato la sconfitta nella prima sfida della Rugby’s Greatest Rivalry Series soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze psicologiche della prestazione contro gli All Blacks.</p>
<p>Il Sudafrica ha avuto diversi momenti di predominio fisico a Johannesburg, senza però riuscire a trasformare con continuità la pressione in punti. Gli errori individuali, le occasioni non concretizzate e alcuni problemi disciplinari hanno invece permesso alla Nuova Zelanda di essere molto più cinica, chiudendo la partita con cinque mete contro una e conquistando anche la vetta del World Rugby Ranking.</p>
<h3>Sudafrica: Nick Mallett teme un calo di fiducia degli Springboks</h3>
<p>Per Mallett, il punto centrale in vista del secondo Test di sabato a Città del Capo è il modo in cui gli Springboks reagiranno mentalmente alla sconfitta. &#8220;Le partite vengono vinte da squadre che hanno fiducia, da squadre che sentono di poter entrare in campo e fare il proprio lavoro&#8221;, ha dichiarato l&#8217;ex ct azzurro sul podcast <em>Talking Boks</em>. &#8220;Sono un po&#8217; preoccupato per la fiducia della squadra Springbok dopo quella prestazione, perché quando domini fisicamente in quel modo e non riesci a mettere punti sul tabellone è incredibilmente frustrante&#8221;.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/rugbys-greatest-rivalry-dove-e-quando-si-vede-in-streaming-la-seconda-partita-tra-sudafrica-e-all-blacks/" target="_blank" rel="noopener">Rugby’s Greatest Rivalry: dove e quando si vede in streaming la seconda partita tra Sudafrica e All Blacks</a></p>
<p>Il ragionamento dell&#8217;allenatore sudafricano parte proprio da uno degli aspetti più evidenti della gara dell&#8217;Ellis Park: gli Springboks hanno creato pressione e sono entrati più volte nei 22 metri avversari, ma hanno raccolto troppo poco rispetto alla quantità di territorio conquistato. Gli All Blacks, al contrario, hanno sfruttato le loro opportunità con grande efficacia.</p>
<h3>Sudafrica: &#8220;Non voglio vedere una prestazione nervosa&#8221;</h3>
<p>La serie è però ancora lunga e il Sudafrica ha immediatamente l&#8217;occasione di rimettersi in carreggiata. Per Mallett, il lavoro della settimana dovrà quindi servire a resettare quanto accaduto a Johannesburg e a presentarsi al secondo appuntamento con un piano chiaro.</p>
<p>&#8220;Quello che sarà importante questa settimana è rimettere a posto la mentalità della squadra&#8221;, ha spiegato. L&#8217;obiettivo, secondo l&#8217;ex allenatore degli Azzurri, dovrà essere quello di far capire al gruppo che la sconfitta non rappresenta la fine della serie e che gli Springboks hanno ancora l&#8217;opportunità di costruirsi una posizione favorevole, individuando tattiche e giocatori capaci di riportarli sulla strada giusta.</p>
<p>La risposta peggiore, per Mallett, sarebbe affrontare la sfida di Città del Capo con paura o incertezza: &#8220;Non voglio vedere una prestazione nervosa degli Springboks&#8221;. Un concetto che si inserisce anche nelle parole pronunciate dopo la partita da Rassie Erasmus.</p>
<p>Il ct, infatti, ha ricordato altri momenti difficili superati dalla sua squadra, dal primo Test perso contro i British &amp; Irish Lions nel 2021 fino alla sconfitta inaugurale contro la Nuova Zelanda nel Mondiale del 2019, sottolineando però che ora, per vincere la serie, il Sudafrica dovrà conquistare le tre partite rimanenti.</p>
<h3>Sudafrica-All Blacks: la rivincita a Città del Capo per rientrare nella serie</h3>
<p>Il secondo Test si giocherà sabato 29 agosto a Città del Capo, con gli All Blacks avanti dopo il successo dell&#8217;Ellis Park. Dave Rennie stesso, nonostante il 33-16 finale, ha definito la prima sfida un vero braccio di ferro e si è detto consapevole della possibile reazione sudafricana.</p>
<p>Gli Springboks hanno già annunciato la formazione per la rivincita, tornando anche alla consuetudine di comunicare il XV con largo anticipo. La squadra sarà guidata da Pieter-Steph du Toit e presenterà diversi cambiamenti rispetto al primo confronto.</p>
<p>Per Nick Mallett, tuttavia, prima ancora delle scelte tattiche o degli uomini impiegati, la priorità resta una: il Sudafrica dovrà ritrovare la convinzione di poter imporre il proprio gioco. Perché dopo aver dominato alcuni momenti del primo Test senza riuscire a trasformarli in punti, contro gli All Blacks non basterà nuovamente vincere lo scontro fisico. Servirà farlo con lucidità e, soprattutto, senza lasciare che la frustrazione dell&#8217;Ellis Park si trasformi in insicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/25/lex-ct-azzurro-avverte-gli-springboks-per-la-seconda-sfida-con-gli-all-blacks-prima-di-tutto-ritrovare-la-fiducia/">L’ex ct azzurro avverte gli Springboks per la seconda sfida con gli All Blacks: &#8220;Prima di tutto ritrovare la fiducia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sudafrica-All Blacks: World Rugby ufficializza gli arbitri della Greatest Rivalry Series</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/08/04/sudafrica-all-blacks-world-rugby-ufficializza-gli-arbitri-della-greatest-rivalry-series/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 14:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Designati i direttori di gara per i quattro Test tra Springboks e Nuova Zelanda: due inglesi nel panel, debutto con Matt Carley a Johannesburg</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/04/sudafrica-all-blacks-world-rugby-ufficializza-gli-arbitri-della-greatest-rivalry-series/">Sudafrica-All Blacks: World Rugby ufficializza gli arbitri della Greatest Rivalry Series</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>World Rugby ha reso note le designazioni arbitrali per la Greatest Rivalry Series, la storica serie di quattro Test tra Sudafrica e Nuova Zelanda che prenderà il via il 22 agosto a Johannesburg. A dirigere le sfide saranno Matt Carley, Nika Amashukeli, Angus Gardner e Karl Dickson, con due direttori di gara inglesi inseriti nel panel.</p>
<h3>Sudafrica-All Blacks: Matt Carley arbitrerà il primo Test a Johannesburg</h3>
<p>Sarà l&#8217;inglese Matt Carley a dirigere il primo confronto tra Springboks e All Blacks, in programma il 22 agosto all&#8217;Ellis Park di Johannesburg. Il suo curriculum nei precedenti tra le due nazionali sorride al Sudafrica: le tre sfide arbitrate da Carley si sono infatti concluse con altrettante vittorie degli Springboks, compreso il netto 35-7 di Twickenham disputato nel 2023 alla vigilia della Rugby World Cup.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong> </em><a href="https://www.onrugby.it/2026/08/02/test-match-estivi-calendario-e-programma-del-rugbys-greatest-rivalry-e-degli-altri-incontri-internazionali/" target="_blank" rel="noopener">Test Match estivi: calendario e programma della Rugby’s Greatest Rivalry e degli altri incontri internazionali</a></p>
<h3>Sudafrica-All Blacks: Amashukeli, Gardner e Dickson completano il panel</h3>
<p>Per il secondo Test, previsto il 29 agosto al DHL Stadium di Città del Capo, World Rugby ha scelto il georgiano Nika Amashukeli, uno dei direttori di gara emergenti del panorama internazionale. Anche il suo precedente più recente tra le due squadre è favorevole al Sudafrica: nel 2025 arbitrò infatti il successo record degli Springboks per 43-10 a Wellington.</p>
<p>La terza sfida della serie, in programma il 5 settembre al FNB Stadium di Johannesburg, sarà affidata all&#8217;australiano Angus Gardner. Nei precedenti con lui in campo, il bilancio è invece favorevole agli All Blacks, che conducono 2 vittorie a 1.</p>
<p>Il quarto e ultimo Test, che si giocherà il 13 settembre a Baltimora, negli Stati Uniti, sarà diretto dall&#8217;inglese Karl Dickson. L&#8217;unico precedente tra Sudafrica e Nuova Zelanda con Dickson come arbitro risale al Rugby Championship della scorsa stagione, quando gli All Blacks si imposero 24-17 all&#8217;Eden Park.</p>
<h3>Sudafrica-All Blacks: le designazioni aprono la finestra internazionale</h3>
<p>La presenza di Matt Carley e Karl Dickson rappresenta una delle particolarità delle designazioni. Entrambi, infatti, facevano parte della squadra arbitrale della finale della Coppa del Mondo 2023, vinta dal Sudafrica contro la Nuova Zelanda per 12-11: Carley ricopriva il ruolo di assistente, così come Dickson.</p>
<p>La nomina degli arbitri inaugura anche il programma della finestra internazionale di agosto-ottobre. Il primo incontro del periodo sarà Giappone-Australia, in programma l&#8217;8 agosto a Osaka e diretto dall&#8217;irlandese Eoghan Cross, mentre l&#8217;ultima partita sarà il secondo Bledisloe Cup tra Australia e Nuova Zelanda, il 17 ottobre a Sydney, con l&#8217;inglese Luke Pearce designato come arbitro centrale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/04/sudafrica-all-blacks-world-rugby-ufficializza-gli-arbitri-della-greatest-rivalry-series/">Sudafrica-All Blacks: World Rugby ufficializza gli arbitri della Greatest Rivalry Series</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;ex ct azzurro sugli All Blacks: &#8220;Serviranno degli eroi (almeno 8) per battere il Sudafrica&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/08/04/lex-ct-azzurro-sugli-all-blacks-serviranno-degli-eroi-almeno-8-per-battere-il-sudafrica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 12:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Kirwan]]></category>
		<category><![CDATA[rennie]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La leggenda All Blacks analizza la serie contro gli Springboks: decisiva la battaglia tra i pacchetti di mischia, ma sorprendere la squadra di Rassie Erasmus sarà sempre più difficile</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/04/lex-ct-azzurro-sugli-all-blacks-serviranno-degli-eroi-almeno-8-per-battere-il-sudafrica/">L&#8217;ex ct azzurro sugli All Blacks: &#8220;Serviranno degli eroi (almeno 8) per battere il Sudafrica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida più attesa della stagione internazionale è ormai alle porte e, in Nuova Zelanda, cresce l&#8217;attesa per il via della Rugby&#8217;s Greatest Rivalry Series. Jhon Kirwan, già allenatore dell&#8217;Italia, analizza il terreno del tour che vedrà gli All Blacks affrontare gli Springboks in una storica serie di quattro Test, tre dei quali in Sudafrica prima dell&#8217;epilogo negli Stati Uniti all&#8217;M&amp;T Bank Stadium di Baltimora.</p>
<p>A tracciare le possibili chiavi della serie è stato Sir John Kirwan, campione del mondo con gli All Blacks nel 1987 e una delle figure più rappresentative della storia del rugby neozelandese. Secondo l&#8217;ex ala, la squadra guidata da Dave Rennie ha le qualità per imporsi nella serie, ma soltanto se il pacchetto di mischia riuscirà a giocare a un livello eccezionale.</p>
<h3>Kirwan, All Blacks: &#8220;Per vincere serviranno degli eroi&#8221;</h3>
<p>Intervenuto al podcast <em>Rugby Rivals</em>, l&#8217;ex ct degli azzurri si è detto fiducioso sulle possibilità degli All Blacks, pur sottolineando quanto sarà difficile affrontare una squadra come il Sudafrica sul proprio terreno.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/04/sudafrica-all-blacks-critiche-alla-rugbys-greatest-rivalry-ce-una-partita-di-troppo-per-motivi-diversi-dal-rugby/" target="_blank" rel="noopener">Sudafrica-All Blacks, critiche alla Rugby’s Greatest Rivalry: “C’è una partita di troppo per motivi diversi dal rugby”</a></p>
<p>L&#8217;ex internazionale ritiene che la differenza la farà soprattutto il rendimento degli otto uomini del pacchetto, chiamati a reggere l&#8217;urto della mischia e del gioco fisico degli Springboks. &#8220;Se vinceremo la serie, gli avanti dovranno essere degli eroi, tutti e otto&#8221;, ha spiegato Kirwan. Per la leggenda neozelandese, infatti, gli Springboks restano il punto di riferimento mondiale nelle fasi statiche e nel lavoro del pacchetto.</p>
<h3>Kirwan, All Blacks: la mischia sarà il vero banco di prova</h3>
<p>Secondo Kirwan, la Nuova Zelanda non potrà permettersi di andare in difficoltà in mischia se vuole tornare a vincere una serie in Sudafrica, impresa riuscita per l&#8217;ultima volta nel 2022 sotto la guida di Ian Foster. L&#8217;ex All Black ritiene che il confronto tra i pacchetti sarà determinante per l&#8217;esito della serie.</p>
<p>&#8220;Quando giochi in Sudafrica sai perfettamente cosa ti aspetta&#8221;, ha spiegato. &#8220;Negli ultimi anni gli Springboks hanno fissato gli standard dal punto di vista della mischia e del lavoro degli avanti. Dovremo almeno eguagliarli e avere una mischia estremamente solida.&#8221; Kirwan è convinto che senza un equilibrio nelle fasi statiche gli All Blacks difficilmente potranno imporsi nell&#8217;arco dei quattro incontri.</p>
<h3>Kirwan, All Blacks: &#8220;Gli Springboks conoscono già il nostro modo di giocare&#8221;</h3>
<p>L&#8217;ex campione del mondo non crede invece che Dave Rennie possa sorprendere particolarmente il Sudafrica dal punto di vista tattico. Le tre vittorie ottenute nella Southern Series del Nations Championship contro Francia, Italia e Irlanda hanno già mostrato quale identità vogliano costruire i nuovi All Blacks, rendendo complicato nascondere nuove soluzioni.</p>
<p>Kirwan si aspetta qualche variazione tattica, ma non una rivoluzione. &#8220;La nostra identità sta andando nella direzione giusta&#8221;, ha spiegato. &#8220;Ci sarà sicuramente qualcosa di preparato per sorprendere gli avversari, ma a questo livello è sempre più difficile nascondere aspetti del proprio gioco.&#8221;</p>
<h3>Kirwan sugli All Blacks, il ricordo della storica impresa del 1996</h3>
<p>L&#8217;avvio della Rugby&#8217;s Greatest Rivalry Series riporta inevitabilmente alla memoria la storica tournée del 1996, quando gli All Blacks guidati da Sean Fitzpatrick conquistarono per la prima volta una serie in Sudafrica vincendo 2-1.</p>
<p>Quell&#8217;impresa rappresentò un momento storico per il rugby neozelandese: fino ad allora la Nuova Zelanda aveva fallito tutti i precedenti tentativi di aggiudicarsi una serie nel Paese degli Springboks, dal 1928 fino al 1976. Lo stesso Kirwan ha più volte indicato quel successo come uno dei risultati più importanti nella storia degli All Blacks, persino superiore, per valore simbolico, alla vittoria della Coppa del Mondo del 1987.</p>
<p>Ora, trent&#8217;anni dopo, la Nuova Zelanda proverà a scrivere un nuovo capitolo di quella rivalità. Per riuscirci, secondo Sir John Kirwan, non basteranno qualità tecniche o idee tattiche: servirà una prestazione straordinaria dell&#8217;intero pacchetto di mischia, chiamato a diventare il vero protagonista della serie contro i campioni del mondo in carica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/04/lex-ct-azzurro-sugli-all-blacks-serviranno-degli-eroi-almeno-8-per-battere-il-sudafrica/">L&#8217;ex ct azzurro sugli All Blacks: &#8220;Serviranno degli eroi (almeno 8) per battere il Sudafrica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, Steve Hansen: “Gli arbitri stanno premiando il rugby d’attacco. È la direzione giusta”</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/07/28/all-blacks-steve-hansen-gli-arbitri-stanno-premiando-il-rugby-dattacco-e-la-direzione-giusta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Zivillica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[steve hansen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ex commissario tecnico degli All Blacks elogia il gioco espresso nel Nations Championship e guarda con entusiasmo alla grande sfida tra Nuova Zelanda e Sudafrica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/28/all-blacks-steve-hansen-gli-arbitri-stanno-premiando-il-rugby-dattacco-e-la-direzione-giusta/">All Blacks, Steve Hansen: “Gli arbitri stanno premiando il rugby d’attacco. È la direzione giusta”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p3">Secondo Steve Hansen, il rugby internazionale sta vivendo una fase di cambiamento che rende il gioco più spettacolare. L’ex commissario tecnico degli All Blacks, campione del mondo nel 2015, ha individuato uno dei motivi principali nella diversa interpretazione arbitrale vista durante il Nations Championship, che a suo avviso sta favorendo le squadre intenzionate ad attaccare.</p>
<p class="p3">Intervenuto al podcast <span class="s1"><i>Rugby Unity</i></span>, Hansen ha spiegato come le partite dell’ultimo mese abbiano mostrato un rugby più dinamico e orientato alla ricerca della meta. &#8220;Quello che abbiamo visto è l’atteggiamento delle squadre, che vogliono attaccare e utilizzare il pallone in modi diversi. Questo ha entusiasmato il pubblico&#8221;.</p>
<p class="p3">Secondo il tecnico neozelandese, la Nuova Zelanda continua ad avere un’identità offensiva molto chiara, ma non è l’unica. Anche Giappone, Australia e Francia stanno proponendo un rugby più ambizioso, senza affidarsi esclusivamente al gioco al piede.</p>
<p><em><strong>Leggi anche: </strong></em><a href="https://www.onrugby.it/2026/07/27/all-blacks-scelta-la-squadra-per-il-tour-in-terra-springboks-tre-esordienti-nei-44-convocati-per-sfidare-il-sudafrica/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks, scelta la squadra per il tour in terra Springboks: tre esordienti nei 44 convocati per sfidare il Sudafrica</a></p>
<h3><span class="s1"><b>Steve Hansen: “Meno interventi di arbitri e TMO, meglio è”</b></span></h3>
<p class="p3">Per Hansen, però, oltre all’evoluzione tattica delle squadre c’è un altro elemento che sta incidendo sullo spettacolo: il modo in cui vengono dirette le partite. &#8220;Forse c’è stato un piccolo cambiamento nell’atteggiamento degli arbitri: premiare il rugby d’attacco. Per me è così che dovrebbe essere sempre. Vogliamo vedere mete e vogliamo che il protagonista sia il gioco&#8221;.</p>
<p class="p3">L’ex ct degli All Blacks ha aggiunto che, a suo giudizio, sarebbe auspicabile anche una minore incidenza delle interruzioni. &#8220;Meno coinvolgimento possibile dell’uomo con il fischietto, del TMO e di tutti gli altri, meglio è&#8221;.</p>
<h3><span class="s1"><b>Arbitri e rugby offensivo, per Hansen non c&#8217;è nessuna direttiva ufficiale di World Rugby</b></span></h3>
<p class="p3">Alla domanda se dietro questa evoluzione ci fosse una precisa indicazione di World Rugby, Hansen ha però invitato alla prudenza. Secondo lui è improbabile che sia stata emanata una direttiva formale per modificare il metro arbitrale.</p>
<p><em><strong>Leggi anche:</strong></em> <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/24/all-blacks-dopo-il-nations-championship-si-pensa-al-tour-in-sudafrica/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks: dopo il Nations Championship, si pensa al tour in Sudafrica</a></p>
<p class="p4">&#8220;Non credo ci sia stata una direttiva. Potrebbe esserci stato un confronto tra allenatori e arbitri, come succedeva in passato, ma non penso che qualcuno abbia semplicemente imposto un cambiamento dall’alto&#8221;. Per Hansen, quindi, l’attuale tendenza sarebbe il risultato di una maggiore sintonia tra chi allena e chi dirige le gare, piuttosto che di una modifica regolamentare.</p>
<h3><span class="s1"><b>All Blacks, grande attesa per il tour in Sudafrica</b></span></h3>
<p class="p3">Le dichiarazioni arrivano alla vigilia del <span class="s1">Rugby’s Greatest Rivalry Tour</span>, la lunga tournée che vedrà gli All Blacks affrontare quattro franchigie sudafricane e una serie di quattro Test contro gli Springboks.</p>
<p class="p3">La Nuova Zelanda si presenterà all’appuntamento dopo aver chiuso imbattuta la finestra di luglio, battendo Francia, Italia e Irlanda nel Nations Championship. Anche il Sudafrica arriva da tre successi consecutivi contro Inghilterra, Scozia e Galles, alimentando l’attesa per una serie che metterà di fronte le due nazionali di riferimento dell’emisfero australe.</p>
<p class="p3">Secondo Hansen, entrambe hanno mostrato nelle ultime settimane la volontà di proporre un rugby offensivo pur mantenendo caratteristiche molto diverse tra loro, un aspetto che rende il confronto ancora più interessante.</p>
<h3><span class="s1"><b>Attacco spettacolare, ma i fondamentali restano decisivi</b></span></h3>
<p class="p3">Nel corso del podcast è intervenuto anche l’ex ct dell’Australia Ewen McKenzie, che ha analizzato alcuni dati emersi dal Nations Championship.</p>
<p class="p3">Secondo McKenzie, il numero medio di calci tattici è diminuito rispetto alla scorsa stagione, segnale di un rugby più orientato al possesso. Tuttavia, ha sottolineato come il gioco aereo continui a rappresentare un’arma fondamentale, soprattutto per il Sudafrica, che riesce ancora a recuperare oltre la metà dei palloni calciati.</p>
<p class="p3">L’ex tecnico dei Wallabies ha inoltre evidenziato il ritorno del maul come arma offensiva decisiva. Le statistiche raccolte durante il torneo mostrano infatti come le squadre vincenti utilizzino questa soluzione con molta più frequenza rispetto a quelle sconfitte, soprattutto quando riescono a stabilirsi nei 22 metri avversari.</p>
<p class="p3">Pur in un rugby sempre più spettacolare e ricco di linee di corsa, il dominio delle fasi statiche e la capacità di capitalizzare le occasioni nella metà campo offensiva continuano quindi a fare la differenza ai massimi livelli.</p>
<p><em><strong>Simone Zivillica</strong></em></p>
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		<title>Sudafrica: Rassie Erasmus aggiunge e divide i suoi convocati per Argentina e All Blacks</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo innesto porta il gruppo Springboks a 44 giocatori, che poi si divideranno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/28/sudafrica-rassie-erasmus-aggiunge-e-divide-i-suoi-convocati-per-argentina-e-all-blacks/">Sudafrica: Rassie Erasmus aggiunge e divide i suoi convocati per Argentina e All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Terminata la prima fase del Nations Championship, il 2026 non vedrà lo svolgimento del classico torneo Rugby Championship tra le quattro nazionali più forti dell&#8217;emisfero Sud. Ma le squadre australi regaleranno comunque un grande spettacolo.</p>
<p>Questo perché tra agosto e settembre hanno previsto molti test match tra di loro, tra i quali i più entusiasmanti saranno quelli della cosiddetta &#8220;Greatest Rivalry series&#8221;, ovvero il tour degli All Blacks in Sudafrica a sfidare gli Springboks, padroni di casa e campioni del Mondo.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/27/all-blacks-scelta-la-squadra-per-il-tour-in-terra-springboks-tre-esordienti-nei-44-convocati-per-sfidare-il-sudafrica/">All Blacks, scelta la squadra per il tour in terra Springboks: tre esordienti nei 44 convocati per sfidare il Sudafrica</a></p>
<p>Per prepararsi ai ben quattro test match previsti contro l&#8217;iconica squadra della Nuova Zelanda, il Sudafrica di coach Rassie Erasmus ha già da alcuni giorni iniziato a lavorare con un gruppo di ben 43 giocatori. Questo perché, prima della Greatest Rivalry series, gli Springboks hanno organizzato anche una trasferta in Argentina per affrontare i Pumas sabato 8 agosto.</p>
<p>Di fronte a così grandi impegni, che seguono alle tre partite del Nations Championship, coach Erasmus ha preso due mosse. La prima quella di rinforzare i convocati con un nuovo innesto: il 27enne pilone Ntuthko Mchunu, con in totale quattro caps con la maglia degli Springboks.</p>
<p>La seconda, quella di dividere prossimamente il gruppo: Erasmus annuncerà entro la fine della settimana la lista dei convocati per la trasferta in Argentina per il Test match a Buenos Aires dell&#8217;8 agosto. Questa parte della squadra, composta da giocatori e staff, partirà per l&#8217;Argentina sabato.</p>
<p>I giocatori rimanenti si concentreranno sulle partite contro la Nuova Zelanda, con l&#8217;attesissima serie di Test Match contro gli All Blacks che inizierà sabato 22 agosto. Di seguito tutti i 44 convocati del Sudafrica di Rassie Erasmus per preparare l&#8217;incontro con l&#8217;Argentina e la serie con gli All Blacks</p>
<h3>Sudafrica: il gruppo completo dei convocati di Rassie Erasmus per Argentina e All Blacks</h3>
<p><strong>Piloni</strong>: Thomas du Toit (Hollywoodbets Sharks), Wilco Louw (DHL Stormers), Ntuthuko Mchunu (DHL Stormers), Ox Nche (Hollywoodbets Sharks), Zachary Porthen (DHL Stormers), Carlu Sadie (Bordeaux Begles), Gerhard Steenekamp (Vodacom Bulls), Boan Venter (Fidelity Securedrive Lions).</p>
<p><strong>Tallonatori</strong>: Johan Grobbelaar (Vodacom Bulls), Malcolm Marx (Kubota Spears).</p>
<p><strong>Seconde linee</strong>: Lood de Jager (Wild Knights), Eben Etzebeth (Hollywoodbets Sharks), Ruan Nortje (Kubota Spears).</p>
<p><strong>Terze linee</strong>: Paul de Villiers, Ben-Jason Dixon (both DHL Stormers), Cameron Hanekom (Vodacom Bulls), Siya Kolisi (DHL Stormers), Elrigh Louw (Vodacom Bulls), Jasper Wiese (Urayasu D-Rocks).</p>
<p><strong>Utility forwards</strong>: Pieter-Steph du Toit (Toyota Verblitz), Franco Mostert (Honda Heat), Vincent Tshituka (Hollywoodbets Sharks), Marco van Staden, Jan-Hendrik Wessels, Cobus Wiese (all Vodacom Bulls).</p>
<p><strong>Mediani di mischia</strong>: Herschel Jantjies (Bayonne), Cobus Reinach (DHL Stormers), Morne van den Berg ( Lions), Grant Williams (Kobe Steelers).</p>
<p><strong>Mediani di apertura</strong>: Manie Libbok (Kintetsu Liners), Sacha Feinberg-Mngomezulu (DHL Stormers), Vusi Moyo (Hollywoodbets Sharks), Handre Pollard (Vodacom Bulls).</p>
<p><strong>Centri</strong>: Damian de Allende (Wild Knights), Andre Esterhuizen (Hollywoodbets Sharks), Jesse Kriel (Canon Eagles).</p>
<p><strong>Ali/estremi</strong>: Kurt-Lee Arendse (Mitsubishi Dynaboars), Aphelele Fassi (Toshiba), Ethan Hooker (Hollywoodbets Sharks), Quan Horn (Fidelity Securedrive Lions), Cheslin Kolbe (DHL Stormers), Canan Moodie (Vodacom Bulls), Edwill van der Merwe (Hollywoodbets Sharks), Damian Willemse (DHL Stormers).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/28/sudafrica-rassie-erasmus-aggiunge-e-divide-i-suoi-convocati-per-argentina-e-all-blacks/">Sudafrica: Rassie Erasmus aggiunge e divide i suoi convocati per Argentina e All Blacks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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