Autore: Sebastiano Pessina

  • Longevity Weeks: sabato 10 ottobre protagonista il beach rugby

    Longevity Weeks: sabato 10 ottobre protagonista il beach rugby

    Nell’ambito della manifestazione Longevity Weeks, in corso di svolgimento nella suggestiva cornice di Porto Cervo, sabato 10 ottobre 2026 sarà protagonista il Beach Rugby.

    Sulla sabbia della Beach Arena della località sarda andrà inscena un appuntamento ad alta intensità che vedrà scendere sulla sabbia le stelle della disciplina.

    Un’evento, organizzato con formula a invito, che vedrà ai nastri di partenza squadre di assoluto livello del panorama rugbistico: oltre a formazioni di valore come Alghero, Bulldog Sassari e Olbia Rugby, il pubblico potrà ammirare le due protagoniste assolute dell’ultima finale del Trofeo Italiano Beach Rugby: il Padova Beach e la formazione laziale dei The Rockets, laureatasi Campione d’Italia dopo aver conquistato il titolo nazionale proprio nello scontro diretto con i veneti.

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    Il programma della mattinata prenderà il via alle ore 10:00 con le prime sfide sul campo e si concluderà intorno alle 12:30, lasciando poi spazio all’immancabile terzo tempo, momento di festa e condivisione che da sempre caratterizza la tradizione della palla ovale. L’accesso alla Beach Arena per assistere agli incontri sarà a ingresso totalmente gratuito.

  • European OnRugby Ranking: Tolosa in testa, il Benetton rosicchia una posizione. Crollo Exeter

    European OnRugby Ranking: Tolosa in testa, il Benetton rosicchia una posizione. Crollo Exeter

    Con l’inizio della nuova stagione torna l’appuntamento con lo European OnRugby Ranking, la classifica continentale di club che mostra gli andamenti delle squadre di URC, Top 14, PREM Rugby, Champions Cup e Challenge Cup.

    La classifica di inizio stagione vedeva un podio tutto francese, con Tolosa in testa, poco sopra Montpellier e Bordeaux. Al quarto posto Leinster, la migliore tra le squadre della URC, mentre tra le inglesi la miglior posizione era quella ricoperta dai Northampton Saints, quinti, davanti a Exeter Chiefs. 30esimo posto per il Benetton e 39esimo per le Zebre.

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    Dopo le gare del fine settimana, la classifica ha visto diversi cambiamenti. Non per quanto riguarda la vetta, sempre occupata da Tolosa, ma in primis per il podio. Alle spalle dei transalpini ci sono i Bulls, la migliore delle sudafricane e dello URC, complice anche la netta vittoria ottenuta sul campo delle Zebre. Al terzo posto Bath (precedentemente 15esimo). Al quarto posto salgono i Saracens, che guadagnano ben sei posizioni, mentre Leinster scende al quinto.

    Il resto della Top 10 è occupato, nell’ordine, da Northampton, Glasgow (che guadagna sei posizioni), Bordeaux, Pau (precedentemente al 24esimo posto) e Montpellier, che perde otto posizioni. Da sottolineare la crescita di Gloucester, che stravince in casa degli Exeter Chiefs 45-25. Gloucester guadagna 17 posizioni, mentre i Chiefs ne perdono 18. Fa ancora meglio Lyon, che si migliora di 18 posizioni. La sconfitta interna contro i Saracens costa invece 12 posizioni ai Leicester Tigers.

    Il pareggio ottenuto in casa e le contemporanee cadute, consente al Benetton di risalire di una posizione, dal 30esimo al 29esimo posto. Le Zebre, invece, restano 39esime, sempre davanti a Vannes e alle spalle di Newcastle.

    European OnRugby Ranking: il sistema di calcolo

    Il sistema di calcolo dello European OnRugby Ranking è basato sul meccanismo utilizzato da World Rugby prima della recente modifica apportata a partire dallo scorso 1 luglio. Ovvero considerando ancora il fattore campo. Questo perché, a differenza di alcuni match delle nazionali che talvolta si svolgono in campo neutro, le partite di club beneficiano ancora del fattore casalingo.

    Il calcolo dello European OnRugby Ranking comprende quindi i seguenti fattori:
    – il ranking iniziale delle squadre;
    – fattore campo (la squadra di casa viene conteggiata con 3 punti di ranking in più);
    – il risultato della partita: se una squadra vince di 16 o più punti, lo scambio di punteggi aumenta del 50%.

    Il sistema di base prevede uno scambio massimo di punti in un incontro pari a 2, che possono diventare 3 nel caso di vittoria di 16 o più punti.

    Le partite considerate sono quelle di URC, Top 14, PREM Rugby, Champions Cup e Challenge Cup. Non vengono considerate le partite tra le squadre nel ranking e quelle non presenti nel ranking.

    Sono inoltre previsti i seguenti bonus:
    – per le partite di Champions Cup (e NON di Challenge Cup), lo scambio di punti tra le due squadre viene raddoppiato (massimo 4 punti di scambio per vittoria semplice, 6 punti per ampia vittoria)
    – 1 punto di premio alla squadra vincitrice di ciascuna competizione considerata

    Per l’inizio della stagione 2026, sono previste le seguenti regole:
    – le due squadre peggio classificate nella classifica generale della stagione precedente di United Rugby Championship partono con i seguenti punteggi:
    1) squadra con più punti: – 0.33 punti rispetto alla stagione precedente
    2) squadra con meno punti: – 1.33 punti rispetto alla stagione precedente
    – per il Top 14:
    1) la squadra neopromossa in Top 14 parte con il punteggio della squadra retrocessa – 1.33 punti
    2) la squadra che ha partecipato ai playoff salvezza parte con il punteggio della stagione precendente – 0.33 punti
    – le due squadre peggio classificate nella classifica generale della stagione precedente di Premiership Rugby partono con i seguenti punteggi:
    1) squadra con più punti: – 0.33 punti rispetto alla stagione precedente
    2) squadra con meno punti: – 1.33 punti rispetto alla stagione precedente
    – dopo l’applicazione di queste correzioni alle neopromosse, i punteggi delle squadre vengono livellati dimezzando la loro distanza da quota 50 (ad es., una squadra a quota 40 partirà da 45, ed una a 60 partirà da 55).

    La distribuzione dei punti tolti ad inizio stagione consiste in una ripartizione equa sui campionati nazionali e URC dei 5 punti di bonus assegnati alle squadre vincitrici delle 5 competizioni, per mantenere l’equilibrio tra i vari campionati. Il livellamento di inizio stagione è effettuato per rimettere in gioco tutte le squadre, senza penalizzare troppo le neopromosse né favorire troppo chi si era ben comportato nella stagione precedente.

    European OnRugby Ranking: la classifica di inizio stagione

    1	Toulouse	53.82
    2	Montpellier	53.71
    3	Bordeaux	53.54
    4	Leinster	53.52
    5	Northampton Saints	52.45
    6	Exeter Chiefs	52.42
    7	Bulls	52.42
    8	Connacht	51.74
    9	Leicester Tigers	51.68
    10	Saracens	51.60
    11	La Rochelle	51.58
    12	Racing 92	51.44
    13	Glasgow Warriors	51.25
    14	Stade Francais	51.16
    15	Bath	51.09
    16	Stormers	50.33
    17	Harlequins	50.33
    18	Lions	50.24
    19	Clermont Auvergne	50.18
    20	Munster	50.15
    21	Sharks	49.96
    22	Toulon	49.83
    23	Bristol	49.75
    24	Pau	49.72
    25	Ulster	49.65
    26	Cardiff Blues	49.64
    27	Sale Sharks	49.46
    28	Ospreys	49.21
    29	Gloucester	48.94
    30	Benetton Treviso	48.88
    31	Edinburgh	48.80
    32	Castres	48.59
    33	Lyon	48.53
    34	Dragons	48.04
    35	Bayonne	47.55
    36	Perpignan	47.34
    37	Scarlets	47.03
    38	Newcastle	45.55
    39	Zebre	45.29
    40	Vannes	43.62
    

    European OnRugby Ranking: la classifica dopo le partite del fine settimana 25/26/27 settembre

    1	Toulouse	55,16	+1,34	0
    2	Bulls	53,30	+0,88	+5
    3	Bath	52,93	+1,84	+12
    4	Saracens	52,90	+1,31	+6
    5	Leinster	52,49	-1,03	-1
    6	Northampton Saints	52,46	+0,01	-1
    7	Glasgow Warriors	52,44	+1,19	+6
    8	Bordeaux	52,38	-1,16	-5
    9	Pau	52,07	+2,35	+15
    10	Montpellier	51,99	-1,71	-8
    11	Stormers	51,77	+1,44	+5
    12	Gloucester	51,41	+2,47	+17
    13	Stade Français	51,35	+0,19	+1
    14	Lions	51,27	+1,03	+4
    15	Lyon	51,20	+2,67	+18
    16	Bristol	51,02	+1,27	+7
    17	Sharks	50,90	+0,94	+4
    18	Bayonne	50,68	+3,13	+17
    19	Cardiff Blues	50,68	+1,04	+7
    20	La Rochelle	50,49	-1,09	-9
    21	Leicester Tigers	50,37	-1,31	-12
    22	Connacht	50,29	-1,44	-14
    23	Edinburgh	50,19	+1,38	+8
    24	Exeter Chiefs	49,95	-2,47	-18
    25	Clermont Auvergne	49,51	-0,67	-6
    26	Munster	48,96	-1,19	-6
    27	Racing 92	48,94	-2,50	-15
    28	Perpignan	48,85	+1,51	+8
    29	Benetton Treviso	48,50	-0,38	+1
    30	Harlequins	48,49	-1,84	-13
    31	Dragons	48,42	+0,38	+3
    32	Ospreys	48,27	-0,94	-4
    33	Ulster	48,26	-1,38	-8
    34	Sale Sharks	48,19	-1,27	-7
    35	Castres	47,94	-0,65	-3
    36	Toulon	47,64	-2,19	-14
    37	Scarlets	45,99	-1,04	0
    38	Newcastle	45,53	-0,01	0
    39	Zebre	44,41	-0,88	0
    40	Vannes	42,41	-1,21	0
    
  • Daniele Pacini: “Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici”

    Daniele Pacini: “Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici”

    Ferragosto è l’unica settimana in cui il rugby italiano si ferma davvero. Il Paese si divide tra spiaggia e montagna e anche la palla ovale nostrana si concede una brevissima sosta in un calendario che, ormai, satura quasi tutte le cinquantadue settimane dell’anno.

    Daniele Pacini, da cinque anni Direttore Tecnico della Federazione Italiana Rugby, lo sa bene: l’attività è un flusso ininterrotto. E anche nelle due settimane centrali di agosto, le uniche senza appuntamenti agonistici, l’attenzione è già tutta sulla stagione 2026/27, di fatto già iniziata.

    “Le ultime settimane di luglio sono un momento importante per le nostre Società. Si finisce la programmazione societaria, sono definiti i calendari da parte di FIR, si programmano attività, staff e risorse. Il nostro compito come Federazione è creare le condizioni affinché i Club possano programmare, crescere e perseguire i propri obiettivi all’interno di un sistema sostenibile e coerente con la direzione tecnica del rugby italiano”, spiega Pacini.

    Romano, tra i fondatori della Capitolina, club che festeggia il trentennale di attività a fine settembre, Pacini sottolinea: “Per la prima volta dalla pandemia siamo tornati, anche se in piccola misura, a crescere nel numero dei praticanti. Parliamo di circa l’uno per cento: non è un dato da celebrare, ma è un segnale importante in un Paese che vive un forte calo demografico ed un nuovo approccio generazionale all’agonismo e nel quale la competizione tra le diverse proposte sportive e di tempo libero è sempre più forte. La domanda che dobbiamo farci non è semplicemente quanti tesserati abbiamo, ma quante persone riusciamo ad avvicinare al rugby, quante rimangono e soprattutto quale esperienza trovano quando entrano in un Club”.

    Touch, Tag, e il beach rugby che continua a crescere grazie a un Trofeo Italiano Beach Rugby sempre più partecipato: secondo Pacini le forme di gioco alternative sono quelle con il margine di crescita più ampio nel movimento di base.

    “La nostra missione non è solo provare a vincere nel Sei Nazioni, la nostra missione è far giocare le persone a rugby. Non fraintendiamo (ride, ndr): l’attività internazionale è fondamentale per FIR, così come per l’intero ecosistema rugbistico. Ma dobbiamo interrogarci sul perché, oggi, la gente voglia giocare a rugby, e come voglia farlo. Sono stati portati decine di migliaia di bambine e bambine nei campi, se poi l’ambiente non è capace di accoglierli, formarli e farli sentire parte di una comunità, così come anche in passato hanno abbandonato così capiterà ancora, ma ne perderemo molti di più e molto prima. Per questo la qualità del Club è decisiva. La competenza degli educatori e delle educatrici, degli allenatori e delle allenatrici, la capacità di gestire le relazioni con le famiglie, la qualità dell’esperienza quotidiana e il senso di appartenenza sono elementi tecnici a tutti gli effetti. Un Club forte non è semplicemente un Club che vince. È un Club capace di attrarre persone, trattenerle, svilupparle e costruire intorno al rugby una comunità: tutti aspetti in cui, come FIR, siamo impegnati a garantire alle nostre Società strumenti concreti come il corso per Responsabili Sviluppo Club, il progetto formativo di comunità, il seminario per lo sviluppo delle skills di marketing”.

    Il movimento è però legato alle proprie tradizioni, ai propri ritmi, ai propri campionati.

    “Ed è sano che sia così: i nostri Club vogliono sfidarsi, competere tra loro, essere orgogliosi di partecipare alla vita del rugby italiano ogni giorno, ogni weekend. Il nostro compito è fare in modo che ciò avvenga in modo sostenibile economicamente per le Società e coerente con il progetto tecnico federale, a beneficio di tutto il rugby italiano. L’organizzazione dei campionati rispecchia, e rispecchierà sempre di più in futuro, questa visione: trasferte più brevi, meno spese, maggiori risorse da investire nello sviluppo del Club come polo di socialità. Non dobbiamo pensare che esista un solo modo di appartenere al rugby”.

    Ma questo non significa rinunciare alla tradizione dei campionati e alla centralità dei Club?

    “Al contrario. La competizione è parte dell’identità del nostro sport. I Club vogliono confrontarsi, costruire squadre, vincere partite, rappresentare il proprio territorio e sentirsi protagonisti del rugby italiano. Il punto è fare in modo che questa competizione sia sostenibile e che non diventi un ostacolo allo sviluppo delle Società. Ogni euro che un Club è costretto a spendere in trasferte o costi organizzativi è un euro che non può investire in allenatori, strutture, reclutamento, formazione o sviluppo ma il nostro Paese è lungo ed il rugby ha densità in pochi territori, ed i campionati Nazionali devono guardare a questo equilibrio tra competizione e costi. Da qui alcune delle scelte quali il blocco delle retrocessioni deciso all’inizio del 2025, l’aumento dei rimborsi chilometrici e una crescente attenzione alla dimensione territoriale dei campionati cercando di generare maggior densità.
    La sostenibilità non è un tema secondario rispetto al progetto tecnico: ne è una condizione. Se vogliamo Club più forti dobbiamo consentire loro di investire maggiormente sulle proprie competenze e sulle proprie infrastrutture, non semplicemente sulla gestione della stagione agonistica. Il Club è sicuramente un luogo di sport, ma anche un polo educativo e sociale del proprio territorio”.

    Ci spiega il recente dibattito sulla composizione dei campionati in particolare quello della Serie A Maschile?

    “In queste settimane ci sono state interpretazioni sulla composizione dei campionati, in particolare sulla Serie A. È utile allora distinguere due aspetti. Questa estate non è stata cambiata la formula del campionato. L’allargamento a dodici squadre dei gironi della Serie A Maschile era già previsto ed era stato annunciato da due stagioni.
    Da regolamento, inoltre, la Serie A Maschile è un campionato unico. Il cosiddetto girone meritocratico rappresenta un’articolazione dello stesso campionato basata sul merito sportivo. Le squadre che provengono dai gironi territoriali possono accedere alla fase finale e conquistare la promozione in Serie A Elite”.

    Le rinunce di alcune Società aventi diritto hanno però prodotto un ripensamento.

    “L’allargamento era stato richiesto anche da diversi Club per avere una stagione con più incontri. Quasi due anni dopo ci siamo trovati in una situazione in alcune Società aventi diritto hanno preferito rimanere nei gironi territoriali ed altre addirittura si sono sciolte in seguito a fallimenti o per ridimensionamenti sono partiti dalla serie C. Avremmo potuto modificare nuovamente l’impianto a pochi giorni dall’inizio della stagione, ma credo che uno dei problemi storici del nostro sistema sia stato proprio cambiare troppo frequentemente regole e programmazione.
    Per una Società programmare significa assumere allenatori, costruire rose, prendere impegni economici, organizzare trasferte e attività. Cambiare continuamente le condizioni significa rendere tutto questo più difficile. La stabilità delle regole è quindi una forma di rispetto verso i Club”.

    Da qui la scelta di procedere con dei ripescaggi.

    “FIR applica i regolamenti, è pleonastico dirlo ma non potrebbe essere diversamente. I regolamenti esistono proprio per non essere interpretabili: se c’è necessità di un ripescaggio, si sondano le aventi diritto secondo il ranking della stagione precedente. Ogni altra interpretazione mi fa sorridere.”

    Proprio le rinunce registrate nell’ultima estate rappresentano, secondo Pacini, un’indicazione importante.

    “Ci stanno dicendo che oggi, per molti Club, la sostenibilità pesa quanto l’ambizione sportiva. Non dobbiamo leggerlo necessariamente come un arretramento. Dobbiamo quindi reagire per riequilibrare il sistema. Il compito della Federazione è costruire campionati che mantengano valore competitivo ma che siano compatibili con le reali capacità economiche, organizzative e tecniche delle Società. Per questo stiamo lavorando sugli scenari futuri dei campionati. Non per cambiare continuamente formule, ma per costruire un sistema più sostenibile, leggibile e coerente, che premi chi investe sulle proprie competenze, sui propri tecnici, sui giovani e sulle infrastrutture. Il principio deve essere semplice: prima definiamo dove vogliamo portare il sistema, poi costruiamo competizioni coerenti con quella direzione”.

    È quindi in questa funzione che si colloca il ruolo affidato a Carlo Orlandi?

    “Il sistema è diventato troppo complesso per essere seguito in modo episodico. Abbiamo bisogno di un presidio quotidiano e di una relazione continua con i Club. Carlo conosce profondamente il rugby italiano, sia per la sua lunga esperienza tecnica sia per quella istituzionale maturata come consigliere federale. Il suo compito sarà contribuire a rendere più efficiente il rapporto tra area tecnica, competizioni e Società”.

    Se sul fronte maschile l’alto livello è delegato al Direttore Sportivo Ascione, lei si occupa invece dell’intero settore femminile. Come giudica la scomparsa di una realtà storica come Colorno?

    “La perdita di Colorno è importante per tutto il rugby femminile italiano. Ma una Federazione non può entrare nelle decisioni gestionali e societarie di un Club.
    Forum Iulii era la prima Società avente diritto dopo la finale persa contro Volvera e il suo ingresso rappresenta anche un’opportunità: porta il massimo campionato femminile in Friuli-Venezia Giulia, una Regione nella quale il rugby sta mostrando segnali interessanti di crescita”.

    Qual è invece la valutazione sulle atlete che hanno scelto di andare a giocare in Francia e Inghilterra?

    “Quando una giocatrice italiana sceglie di confrontarsi quotidianamente con contesti professionali o altamente competitivi, la FIR come per il sistema maschile non può intervenire in nessuna maniera. Il nostro obiettivo è sempre quello di far crescere le giocatrici italiane, indipendentemente dal luogo nel quale giocano. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a supportare la Serie A Elite italiana, perché è lì che devono poter emergere nuove giocatrici, trovare spazio, assumersi responsabilità e costruire il futuro della Nazionale”.

    Per Pacini il tema, ancora una volta, è quello dell’intero sistema.

    “Non esiste l’alto livello senza una base forte. Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici. E non esistono Club forti senza allenatori competenti, dirigenti capaci e ambienti nei quali le persone abbiano voglia di rimanere. La direzione che vogliamo dare al rugby italiano parte da qui.
    Più persone che giocano, Club più solidi, tecnici più competenti, competizioni sostenibili e percorsi di sviluppo chiari. Poi naturalmente vogliamo anche vincere. Ma vincere deve essere la conseguenza di un sistema che funziona, non l’unico criterio con cui giudicarlo”.

  • OnRugby Podcast: un tour estivo poco azzurro, e poi il Mondiale U20

    OnRugby Podcast: un tour estivo poco azzurro, e poi il Mondiale U20

    Il termine della prima tornata di incontri del Nations Championship porta con sé bilanci e riflessioni rispetto a tutto quello che è successo nelle gare giocate nell’Emisfero Sud (con la pendice dei match giocati dalle Fiji nel Regno Unito, ndr).

    Leggi anche, Nations Championship: chi può andare in finale? Qual è la situazione dell’Italia? Il punto dopo 3 giornate

    OnRugby Podcast: un tour estivo poco azzurro, e poi il Mondiale U20

    Ripercorrere quanto è successo nelle prime tre settimane di luglio. Dal bilancio generale, fra squadre rivelazione e squadre delusione, al focus su quanto raccolto e fatto vedere da un’Italia che è incappata in tre sconfitte. Le voci di Paolo Wilhelm, Michele Cassano e Francesco Palma vi condurranno in questo excursus che si allargherà anche al tema arbitrale, alla proiezione verso la maxi-sfida degli All Blacks al Sudafrica e a una possibile direzione verso la seconda e ultima parte del Nations Championship 2026, quella di novembre nell’Emisfero Nord.

    Last but not least, una fotografia sul Mondiale Under 20 2026, chiuso dall’Italia di Andrea Di Giandomenico al 10° posto: un torneo sempre interessante da ripercorrere per provare a capire anche quali azzurrini potranno nel futuro ricoprire un ruolo d’interesse sia in Serie A Elite sia per le Zebre e il Benetton Rugby sia per la nazionale maggiore. Buon ascolto!

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  • Nations Championship: il Sudafrica lascia il Galles a zero e si porta in testa alla classifica dell’Emisfero Sud

    Nations Championship: il Sudafrica lascia il Galles a zero e si porta in testa alla classifica dell’Emisfero Sud

    Un Sudafrica tutt’altro che impeccabile porta a casa una comoda e schiacciante vittoria sul Galles nel terzo match del Nations Championship. Grazie al successo per 43-0 con punto di bonus offensivo gli Springboks si portano al comando del girone dell’Emisfero Sud precedendo la Nuova Zelanda, sempre a 15 punti, grazie alla differenza punti fatti/subiti.

    Per il Galles volenteroso e disciplinato arriva invece una cocente sconfitta senza marcare nessun punto ma soprattutto senza mai creare una vera occasione da meta in tutti gli ottanta minuti di gioco.

    Il primo tempo è infatti di sola marca Springboks con il Galles che supera la linea dei 22 avversari una sola volta senza. I dragoni si salvano da un parziale più impietoso solo grazie a qualche imprecisione gestuale del Sudafrica che va al riposo in vantaggio per 19-0 grazie a tre mete, due delle quali trasformate dall’esordiente Moyo.

    Seconda frazione in cui la musica non cambia, con il Galles incapace di imbastire azioni d’attacco e i Campioni del Mondo che in scioltezza, nonostante altri palloni favorevoli sprecati, marcano altri 24 punti per il 43-0 finale.

    Sudafrica-Galles la cronaca

    Al Kings Park Stadium di Durban dopo quattro minuti di gioco il Sudafrica rompe subito gli indugi al primo ingresso nei 22 avversari con uno sfondamento per linee verticali di Jasper Wiese che va in meta sfruttando un placcaggio morbido della difesa gallese. Vusi Moyo, all’esordio con la maglia numero dieci dei Campioni del Mondo, non può sbagliare un calcio da posizione centrale e si va sul 7-0.

    Sudafrica dominante che si piazza costantemente nei 22 avversari e al minuto 14 guadagna una mischia sui 5 metri gallesi. Mischia avanzante, Cobus Reinach raccoglie il pallone e con una rapido scatto va per la seconda volta oltre la linea bianca alla destra dei pali. Moyo trasforma per il 14-0.

    Gallesi in grande difficoltà che non riescono ad impostare azioni offensive e si devono continuamente affidare al piede di Tomos Williams per cercare, senza riuscirci, di spostare il gioco nel campo avversario. Per loro fortuna il Sudafrica commette un paio errori gestuali vanificando due ottime occasioni di meta.

    A quattro minuti dal termine della prima frazione i dragoni entrano per la prima volta nei 22 avversari ma Rhys Carre, su passaggio impreciso di Tomos Williams fa cadere il pallone in avanti liberando gli Springboks da ogni pressione. E cosi, quando già è arrivato il suono della sirena, il Sudafrica trova la terza meta: Moyo dalla linea dei 5 metri calcia il pallone sul fronte opposto del campo dove Jaco Williams e Tomos Williams saltano per contendersi il pallone che però sfugge ad entrambi.  Jesse Kriel è il più lesto ad arrivare in sostegno del compagno a raccogliere il pallone marcando così per la terza volta. La trasformazione di Moyo da posizione angolata non centra i pali si va quindi al risposo sul 19-0.

    Secondo tempo che parte con la meta che vale il punto di bonus marcata da Jaco Williams dopo solo cinquanta secondi di gioco. Calcio dalla base del solito Tomos Williams, il Sudafrica vince la battaglia aerea e palla che arriva nella mani di  Jaco Williams che si invola in meta con una bella corsa lungo la linea dell’out destro. Moyo aggiunge due punti per il 26-0 parziale.

    Il Galles prova la reazione e al settimo minuto riesce a guadagnare tre punizioni consecutive nei 22 Springboks. Tutte vengono giocate alla mano ma l’impegno e l’orgoglio gallese non vengono premiati a causa di un tenuto che riconsegna la palla ai padroni di casa.

    Anche in questo secondo tempo i Campioni del Mondo continuano a comandare la partita mettendo un grande pressione fisica sugli avversari. Per loro fortuna continuano le imprecisioni con qualche pallone perso di troppo e occasioni che non si concretizzano. Clamoroso il pallone che cade su un drive avanzante.

    Ma la quinta meta arriva comunque al 63esimo con l’accelerazione di Herschel Jantjies che sfrutta un mal posizionamento della difesa gallese. Manie Libbok, non trasforma e il punteggio resta sul 31-0.

    Piove sul bagnato quando, a quindici dal termine, Ben Warren riceve un cartellino giallo (con conseguente revisione del bunker) per un placcaggio alto su Marco van Staden. Con il Galles in quattordici gli Springboks trovano subito la sesta marcatura con Kurt-Lee Arendse che finalizza un bel passaggio al largo di Manie Libbok. Lo stesso Libbok si incarica di trasformare ma ancora una volta è impreciso.

    Allo scadere c’è tempo per la meta di Paul de Villiers che finalizza una bella maul avanzante dopo una rimessa dai 5 avversari. Libbok  aggiunge 2 punti col piede per il 43-0 finale.

    Nations Championship 2026: formazioni e tabellino di Sudafrica-Galles

    Sudafrica: 15 Aphelele Fassi, 14 Jaco Williams, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Kurt-Lee Arendse, 10 Vusi Moyo, 9 Cobus Reinach, 8 Jasper Wiese, 7 Pieter-Steph du Toit (c), 6 Paul de Villiers, 5 Ruben van Heerden, 4 Cobus Wiese, 3 Carlu Sadie, 2 Malcolm Marx, 1 Gerhard Steenekamp.
    A disposizione: 16 Andre-Hugo Venter, 17 Jan-Hendrik Wessels, 18 Wilco Louw, 19 Ben-Jason Dixon, 20 Marco van Staden, 21 Herschel Jantjies, 22 Manie Libbok, 23 Damian Willemse.

    Marcatori Sudafrica
    Mete: Jasper Wiese (‘4) , Cobus Reinach (’14), Jesse Kriel (’40), Jaco Williams (,41), Herschel Jantjies (’63), Kurt-Lee Arendse (’68), Paul de Villiers (’79)
    Trasformazioni: Vusi Moyo (‘5, ’15, ’42), Manie Libbok (’80)
    Punizioni:

    Galles: 15 Blair Murray, 14 Louis Rees-Zammit, 13 Max Llewellyn, 12 Ben Thomas, 11 Josh Adams, 10 Dan Edwards, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 Jac Morgan, 6 Alex Mann, 5 Adam Beard, 4 Teddy Williams, 3 Dillon Lewis, 2 Dewi Lake (c), 1 Rhys Carre.
    A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Nicky Smith, 18 Ben Warren, 19 Freddie Thomas, 20 Tommy Reffell, 21 James Botham, 22 Reuben Morgan-Williams, 23 Joe Hawkins.

    Marcatori Galles
    Mete:
    Trasformazioni:
    Punizioni:

  • Junior World Championship: l’Italia paga indisciplina ed errori, la Nuova Zelanda vince nettamente

    Junior World Championship: l’Italia paga indisciplina ed errori, la Nuova Zelanda vince nettamente

    La terza giornata del Junior World Championship 2026 non sorride all’Italia, battuta 45-15 dalla Nuova Zelanda.

    Gli Azzurrini non sono riusciti a dare seguito a un avvio promettente, segnato dall’intercetto di Giacomo Falchetto che aveva portato in vantaggio la squadra allenata da Andrea Di Giandomenico dopo appena due minuti.

    Da quel momento, però, i Baby Blacks hanno reagito con grande autorevolezza, prendendo progressivamente il controllo della partita. La Nuova Zelanda ha saputo alzare ritmo e intensità, sfruttando con cinismo anche i tanti errori di handling commessi dagli Azzurrini.

    L’Italia ha provato a restare dentro la partita nella prima parte del match, ma con il passare dei minuti la pressione neozelandese ha fatto la differenza, ampliando il divario fino al 45-15 finale.

    In attesa delle partite del pomeriggio, l’Italia resta provvisoriamente seconda nella Pool B. La Nuova Zelanda chiude la fase a gironi a quota 15 punti, mentre gli Azzurrini sono fermi a 7. Alle loro spalle ci sono Scozia e Giappone, rispettivamente a 6 e 0 punti, prima dello scontro diretto in programma alle 13.30 all’AIA Arena di Kutaisi.

    Junior World Championship: la cronaca di Nuova Zelanda-Italia

    Partenza da sogno per l’Italia. Al 2’ i trequarti neozelandesi gestiscono male un possesso apparentemente semplice e Giacomo Falchetto ne approfitta: intercetto, corsa fino in meta e vantaggio immediato per gli Azzurrini. Andretti non trasforma, in ogni caso, l’Italia si porta sullo 0-5.

    La risposta dei Baby Blacks è immediata. I ball carrier neozelandesi lavorano bene un pallone nei ventidue metri italiani e gli Azzurrini sono costretti a contenere l’ondata. Le percussioni sono tutte avanzanti e Patrick Mauga arriva fino alla meta del possibile pareggio, ma il TMO richiama l’arbitro per un in avanti e la marcatura viene annullata.

    Le buone notizie, però, si fermano qui. Al 9’ l’arbitro mostra un cartellino giallo a Fardin per antigioco, poi la Nuova Zelanda continua a spingere nella metà campo azzurra e al 10’ trova il pareggio con Bradley Tocker. Il mediano d’apertura Cohen Norrie non trasforma: 5-5 dopo 11 minuti.

    I ragazzi allenati da Andrea Di Giandomenico provano a tornare avanti sfidando la difesa neozelandese con la forza degli avanti, ma al 17’ un’indecisione costa cara. Da un pallone vagante, perso malamente dall’attacco italiano, David Lewai si invola in mezzo ai pali e consegna a Norrie la più facile delle trasformazioni: Baby Blacks avanti 12-5.

    La reazione di capitan Casarin e compagni arriva poco dopo. Al 22’ gli Azzurrini conquistano una rimessa laterale nei ventidue metri avversari e la potenza di Enoch Opoku-Gyamfi permette all’Italia di riportarsi sotto con la meta del 12-10. Andretti non trasforma e i neozelandesi restano avanti di due punti.

    I Baby Blacks rispondono con la stessa arma pochi minuti più tardi: rimessa laterale, drive avanzante e meta di Josh Findlay. Norrie è preciso dalla piazzola e il punteggio sale sul 19-10.

    In questa fase la Nuova Zelanda sembra incontenibile, anche se l’Italia contribuisce con qualche errore di troppo. Da una contesa aerea persa in avanti, al 29’ i Baby Blacks recuperano il possesso e accelerano nello spazio con la corsa velenosa di Norrie, che trova il sostegno di Sinton per la meta trasformata del 26-10.

    Nel finale di primo tempo l’Italia cerca di rientrare nel punteggio, ma senza riuscire a concretizzare le occasioni costruite. Troppa indisciplina e una certa imprecisione nei gesti tecnici impediscono agli Azzurrini di terminare la prima frazione con un divario più contenuto.

    Secondo tempo: l’acuto di Luisato non basta, Baby Blacks avanti fino alla fine

    Il match riprende con l’Italia che opera i primi cambi e prova a risalire il campo, cercando di creare incertezze alla difesa neozelandese. Per 13 minuti il punteggio resta invariato, poi la Nuova Zelanda colpisce due volte in rapida successione.

    Prima arriva la meta di Lautasi Etuale, ben servito dai compagni di reparto, poi è il mediano d’apertura Cohen Norrie a trovare il varco giusto in una difesa italiana troppo disattenta. Logan Williams trasforma la seconda marcatura e il punteggio sale sul 38-10.

    L’inerzia della partita è ormai tutta dalla parte dei Baby Blacks, che al 62’ producono un nuovo affondo e oltrepassano ancora la linea di meta con il centro Siale Pahulu. Williams è ancora preciso dalla piazzola: Nuova Zelanda avanti 45-10.

    Gli Azzurrini però non mollano e, nonostante la forza dell’avversario, trovano la via della meta al 70’ con David Luisato, bravo a finalizzare in bandierina un attacco insistito nella metà campo neozelandese. Lo stesso trequarti ala dell’Italia poco dopo è vittima di un infortunio che lo obbliga a uscire dal campo.

    Negli ultimi minuti l’Italia è generosa,  tenta di realizzare un’altra marcatura, ma non riesce a costruire occasioni nitide per conquistare il bonus mete. I Baby Blacks amministrano così il vantaggio e chiudono la partita sul 45-15.

    Valerio Bardi

    Junior World Championship: formazioni e tabellino di Nuova Zelanda-Italia

    Nuova Zelanda U20: 15 Logan Williams, 14 Oliver Guerin, 13 David Lewai, 12 Siale Pahulu, 11 Lautasi Etuale, 10 Cohen Norrie, 9 Charlie Sinton (c), 8 Patrick Mauga, 7 Caleb Woodley (vc), 6 Bradley Tocker, 5 Jake Frost, 4 Max Fale, 3 Ethan Webber, 2 Josh Findlay, 1 Henry Stuart.

    A disposizione: 16 Xavier Leota, 17 James Moore, 18 Dane Johnston, 19 Finn McLeod, 20 Micah Fale, 21 Boston Krone, 22 Jimmy Taylor, 23 Kobe Brownlee.

    Mete: 10, Tocker, 17′ Lewai, 25′ Findley, 29′ Sinton, 53′ Etuale, 56′ Norrie, 62′ Pahulu
    Calci di trasformazione: 18′, 26′, 29′ Norrie, 57′, 63′ Williams
    Calci di punizione:

    Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Luca De Novellis, 13 Giacomo Falchetto, 12 Riccardo Casarin (C), 11 David Luisato, 10 Roberto Fasti, 9 Mattia Andretti, 8 Enoch Opoku-Gyamfi, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Carlo Antonio Bianchi, 5 Marco Spreafichi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini

    A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Emiliano Mastropasqua, 18 Erik Meroi, 19 Christian Germanò, 20 Antony Italo Miranda, 21 Davide Sette, 22 Nikolaj Varotto, 23 Edoardo Vitale

    Mete: 2′ Falchetto, 22′ Opoku-Gyamfi, 70′ Luisato
    Calci di trasformazione:
    Calci di punizione:

  • Nations Championship: il programma tv e streaming della seconda giornata

    Nations Championship: il programma tv e streaming della seconda giornata

    Nations Championship atto secondo: sabato 11 luglio grande scorpacciata di rugby con tutte le sei partite del torneo che saranno in diretta televisiva e streaming sui canali Sky. Ad aprire la giornata Nuova Zelanda-Italia, con calcio d’inizio alle ore 7:10, che verrà trasmessa anche in chiaro su TV8 (tasto 8 del digitale terrestre) e in diretta streaming  gratuita su TV8.it.

    Per gli abbonati Sky sono addirittura due i canali per vedere la sfida tra All Balcks e Azzurri  ovvero Sky Sport Uno (canale 201) e  Sky Sport Arena (canale 204) con l’opzione di vederla anche in mobilità sull’app Sky Go. In alternativa, per gli abbonati, è disponibile anche l’opzione NOW per la diretta streaming.

    A seguire sarà la volta di Australia-Francia (a partire dalle 9:40) e poi, per completare la mattinata, di Giappone-Irlanda (ore 12:10) trasmesse su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go così come tutte gli altri match di questa seconda giornata.

    Nel pomeriggio Fiji-Inghilterra (kick off alle 15:10) e Sudafrica-Scozia (ore 17:40) per poi chiedere in serata con Argentina- Galles che si sfideranno a partire dalle ore 21.10.

    Leggi anche: Italia, Tommaso Di Bartolomeo: “Giocare con gli All Blacks può spronarci ancora di più ad alzare gli standard”

    Nations Championship: il programma tv e streaming della seconda giornata

    Ore 7:10 Nuova Zelanda-Italia,  in diretta tv in abbonamento su Sky (Sky Sport Uno canale 201 e  Sky Sport Arena canale 204) su TV8 HD (canale 125), streaming su NOW e SkyGo, diretta tv in chiaro su TV8 (tasto 8 del telecomando) e diretta streaming gratuita su tv8.it

    Ore 09:40 Australia-Francia, in diretta su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go

    Ore 12:10 Giappone-Irlanda, in diretta su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go

    Ore 15:10 Fiji-Inghilterra , in diretta su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go

    Ore 17:40 Sudafrica-Scozia, in diretta su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go

    Ore 21:10 Argentina- Galles, in diretta su Sky Sport Arena (canale 204) e in streaming su NOW e Sky Go

    Leggi anche: calendario, risultati e classifica del Nations Championship

  • Video esilaranti: quando la linea di fondo miete due vittime in solo weekend

    Video esilaranti: quando la linea di fondo miete due vittime in solo weekend

    Lo scorso fine settimana oltre alle sfide della prima giornata del Nations Championship sono andate in scena anche le 6 partite  della Nations Cup. E la linea di pallone morto ha pensato bene di giocare un brutto scherzo sia agli Stati Uniti impegnati nella sfida con il Portogallo sia alle Fiji che hanno giocato con il Galles.

    Nel primo episodio, che si è poi rivelato ininfluente al fine del risultato finale visto che gli USA hanno comunque vinto, la maul degli statunitensi è stata così avanzante che il tallonatore ha perso la cognizione della propria posizione sul campo ed è andato a schiacciare la palla oltre la linea di fondo.

    Una vicenda diametralmente opposta quella andata in scena nel corso di Fiji-Galles. Al quinto del secondo tempo Joe Hawkins è protagonista di una calcio che scavalca la difesa isolana e rotola fino all’area di meta avversaria con Selestino Ravutaumada che arriva per primo sul pallone e lo segue mentre lentamente sembra rotolare oltre il fondo. In quel momento arriva quel volpone di Josh Adams che approfitta per tuffarsi in mezzo alla gambe dell’ala figiana e schiaccia in meta aumentando così il divario nel punteggio da +7 a +12 per il Galles (10-22).

    Due episodi, esilaranti per gli spettatori un po’ meno per i due protagonisti, che testimoniano, non solo come nello sport si debba prestare sempre la massima attenzione ma, quanto la lunghezza delle aree di meta (che per regolamento possono avere una dimensione dai 6 ai 22 metri) possa decidere una partita.

    Leggi anche: World Rugby Ranking: classifica stravolta dopo la prima giornata di Nations Championship e Nations Cup

    Stati Uniti-Portogallo: quando la maul è troppo avanzante

    Fiji-Galles e un linea di pallone morto che non arriva mai

  • Nations Championship: l’Irlanda batte di misura l’Australia dopo una battaglia spettacolare

    Nations Championship: l’Irlanda batte di misura l’Australia dopo una battaglia spettacolare

    l’Irlanda supera l’Australia per 33-31 e apre il proprio Nations Championship conquistando cinque punti (contro i due dei Wallabies). Una sfida spettacolare, condita da ben dieci mete (cinque per parte) e in bilico fino all’ultimo secondo. E’ infatti il piede di Donaldson, che non centra i pali a tempo scaduto a regalare la vittoria agli Irlandesi.

    Il primo tempo, che si  è chiuso sul 24-19 per i Wallabies è da cineteca ma anche da cardiopalma : 7 mete, un gioco dal ritmo forsennato con le due squadre che si sfidano a viso aperto usando pochissimo il gioco al piede. L’Australia perfetta in ogni fase di gioco a differenza dell’Irlanda che pecca per una difesa non precisa – tanti placcaggi sbagliati – e una touche che regala diversi palloni agli avversari.

    La seconda frazione dove la fa da padrone un gioco meno spavaldo e un po’ di inevitabile stanchezza, soprattutto tra wallabies che hanno speso tantissimo nei primi quaranta minuti, l’Irlanda cresce e prende confidenza col passare dei minuti risuendo alla fine a portare a conquistare una vittoria fondamentale.

    Primo tempo

    L’Australia parte in quarta e  va in meta al terzo minuto con la prima incursione nel territorio avversario grazie a Dylan Pietsch che dopo un’azione multifase schiaccia in meta dopo aver ricevuto una palla al largo. La trasformazione di Carter Gordon, da difficile posizione, non centra i pali e il punteggio resta sul 5-0 per i padroni di casa.

    L’Irlanda, che schiera undici titolari su quindici di Leinster, pareggia i conti al decimo minuto con Cian Prendergast che va oltre linea di potenza con una ripartenza da ruck sui 5 metri avversari. Sam Prendergast trasforma per il momentaneo 5-7 per i Verdi.

    Non passano nemmeno tre minuti e i Wallabies vanno di nuovo a bersaglio con Campbell che finalizza una bella azione corale che sorprende l’aggressiva difesa irlandese. Ancora una volta il però il piede di Grodon è impreciso e non arrivano i due punti aggiuntivi.

    Il primo quarto deve ancora concludersi quando gli ospiti usufruiscono di una punizione a favore sulla line dei cinque metri avversari. Palla a Josh van der Flier che di potenza sfonda li linea difensiva dell’Australia e appoggia la palla in meta. il calcio di Sam Predengrast, nonostante la posizione abbastanza centrale non esce alla sinistra dei pali.

    Al 23esimo Valentini crea un break sulla linea dei 10 irlandesi e in altri due passaggi l’Australia viene fermata a un metro dalla meta,  Josh Canham è veloce a raccogliere e andare ancora in meta.

    Al 26 intercetto a centro campo di Max Jorgensen che vola fino ai 22 e salta con  passaggio dall’alto il difensore irlandese dando la palla a Ryan Lonergan che vola in meta indisturbato regalando il punto di bonus offensivo ai Wallabiess. La trasformazione di Gordon fissa il parziale sul 24-12.

    Leggi anche: Nations Championship: l’Italia stecca la prima, il Giappone domina e vince all’esordio

    Sull’ultima azione della prima frazione gli ospiti  accorciano lo svantaggio con Jamison Gibson-Park che finalizza un’azione bellesiima. La manovra parte da una mischia sui 22 dell’Irlanda che dopo aver guadagno terreno con diverse fasi spostando il gioco da una parte all’alta del campo trova la fiammata giusta grazie a Ringrose che un bel pallone al lanciato Conan il quale con una finta  sprizza la difesa australiana e lancia Gibson-Park che dopo 20 metri di corsa appoggia il pallone in mezzo ai pali. La trasformazione di Sam Prendergast manda le squadre al riposo sul 24- 19 per i Wallabies.

    Secondo tempo

    Nella seconda frazione è l’Irlanda ad aprire le marcature con un Hugo Keenan che sfrutta un bell’assist di Sam Prendergast che poi trasforma il calcio portando gli uomini di Smith in vantaggio.

    L’australia si proietta immediatamente nella metà campo avversaria e dopo una lunga azione fatta di pick and go guadagna un fallo sulla linea dei cinque metri dei verdi. I Wallabies chiedono mischia, con l’Irlanda che cambia ben quattro avanti nel tentativo di difendere il vantaggio di punti appena acquisito. L’Asutralia costringe gli avversari a un fallo e Tate McDermott batte veloce per sé stesso e riesci a sorprendere la difesa irlandese andando in meta. lo Stesso Tate McDermott trasforma per il 31-26.

    Altro capovolgimento di fronte e sugli sviluppi di una touche Dan Sheehan si stacca da una maul avanzante e va a depositare in meta ma il direttore di gara, dopo una consultazione del TMO italiano, Matteo Liperini annulla la meta perché Ryan ha ostacolato il possibile placcaggio di Rob Valetini sull’autore della meta.

    Quando si entra nell’ultimo quarto, nonostante i cambi da una parte e dall’altra, il ritmo del match cala leggermente di intensità e arriva qualche inevitabile errore gestuale da entrambe le parti ma la partita rimane vivace e molto combattuta.

    A dieci minuti dal fischio finale i Wallabies guadagnano una punizone per un’ ostruzione nel gioco aereo ma, da posizione laterale,  Tate McDermott non riesce ad aggiungere quei tre punti che avrebbero lasciato l’Irlanda sotto break. E così i verdi risalgono il campo portandosi in zona rossa per cercare la meta che  potrebbe valere la vittoria. Alla fine della lunga azione arriva un richiamo per la difesa Wallabies per i continui fuorigioco, nonché un fallo a favore dell”Irlanda. I verdi decidono di giocare alla mano e guadagnano un altro fallo e un cartellino che lascia l?australi in 14.

    Ennesima giocata alla mano e con un pick and go veloce Thomas Clarkson va in meta. Il solito Prendergast non sbaglia la trasformazione e l’Irlanda si porta avanti di 2 quando mancano meno di 2 minuti alla sirena.

    L’australia prova la carta della disperazione: calcio di avvio recuperato e lunga azione alla mano per cerare un fallo che puntualmente arriva. I wallabies si affidano al piede di Ben Donaldson che, dai 1o metri sul lato destro del campo, prova la lunga pedata che però esce alla destra dei pali.

    Il Nations Championship dell’Irlanda si apre con vittoria per 33 a 31 su un’Australia che, pur non trovando la vittoria, ha dimostrato una solidità e una forma davvero notevoli.

    Nations Championship: formazioni e marcatori di Australia-Irlanda

    Australia: 15 Jock Campbell, 14 Max Jorgensen, 13 Joseph-Aukuso Suaalii, 12 Len Ikitau, 11 Dylan Pietsch, 10 Carter Gordon, 9 Ryan Lonergan, 8 Harry Wilson (captain), 7 Fraser McReight, 6 Rob Valetini, 5 Josh Canham, 4 Jeremy Williams, 3 Allan Alaalatoa, 2 Josh Nasser, 1 Angus Bell

    Sostituzioni: 16 Brandon Paenga-Amosa, 17 James Slipper, 18 Taniela Tupou, 19 Lachie Shaw, 20 Tom Hooper, 21 Tate McDermott, 22 Ben Donaldson, 23 Tom Wright

    Marcatori Australia

    Mete: Dylan Pietsch (‘3), Jock Campbell (’14), Josh Canham (’23), Ryan Lonergan (’26), Tate McDermott (’52)
    Trasformazioni: Carter Gordon (’24, ’27), Tate McDermott (’53)
    Calci di punizione:

    Irlanda: 15 Hugo Keenan, 14 Jimmy O’Bbrien, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 Jamie Osborne, 10 Sam Prendergast, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Cian Prendergast, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tadhg Furlong, 2 Dan Sheehan (captain), 1 Tom O’Toole.

    Sostituzioni: 16 Ronan Kelleher, 17 Jeremy Loughman, 18 Thomas Clarkson, 19 Tadhg Beirne, 20 Nick Timoney, 21 Craig Casey, 22 Ciaran Frawley, 23 Bundee Aki

    Marcatori Irlanda

    Mete: Cian Prendergast (’10), Josh van der Flier (’18), Jamison Gibson-Park (’41). Hugo Keenan (’46),Thomas Clarkson (’76)
    Trasformazioni: Sam Prendergast (’11, ‘ 42, ,47, 77),
    Calci di punizione:

  • Italia: Fabio Roselli non è più Commissario Tecnico della Nazionale Femminile

    Italia: Fabio Roselli non è più Commissario Tecnico della Nazionale Femminile

    Fabio Roselli non è più Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Femminile. Già coach di Italia Under 20 e Zebre, Roselli sarà momentaneamente sostituito dal suo assistente Plinio Sciamanna che guiderà il prossimo raduno delle Azzurre in programma a Parma dal sei all’undici luglio prossimo.

    La notizia è stata comunicata con una nota emessa dalla Federazione Italiana Rugby in seguito al Consiglio Federale svoltosi nella giornata di venerdì 3 luglio. Nota in cui, oltre al sostituto ad interim, viene specificato che la Direzione Tecnica, con il supporto di una Commissione dedicata, è stata incaricata di proporre un nuovo Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Femminile al Presidente Duodo.

    Fabio Roselli, nominato coach delle Azzurre a partire dal primo gennaio 2025, chiude la propria esperienza alla guida della nazione femminile con all’attivo quindici test match tra cui due edizioni del Sei Nazioni conclusi al quarto posto e una Rugby Word Cup, terminata nella fase a gironi dopo due sconfitte con Francia e Sudafrica e una vittoria sul Brasile.

    Di seguito il comunicato completo emesso dalla Federazione Italiana Rugby:

    Italia: Fabio Roselli non è più Commissario Tecnico della Nazionale Femminile

    La Federazione Italiana Rugby informa che Fabio Roselli non proseguirà nel ruolo di Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Femminile alla naturale scadenza del 30 giugno 2026.

    Il Consiglio Federale, riunito venerdì 3 luglio in video-conferenza, ha affidato su proposta della Direzione Tecnica all’assistente allenatore Plinio Sciamanna la responsabilità ad interim della Nazionale in vista del raduno del 6-11 luglio a Parma.

    Nell’anno e mezzo trascorso alla guida delle Azzurre, Roselli ha guidato l’Italia a due quarti posti nel Guinness Sei Nazioni e nel corso della Rugby Word Cup 2025, per un totale di quindici test match sulla panchina della Nazionale, con sette vittorie e otto sconfitte.

    Il Presidente Duodo ed il Consiglio desiderano rivolgere a Fabio Roselli un sentito ringraziamento per la professionalità e l’impegno profusi nel corso del proprio mandato e gli augurano i migliori successi per il prosieguo della propria carriera.

    La Direzione Tecnica FIR è incaricata dal Consiglio di proporre al Presidente federale, con il supporto di una Commissione dedicata, il nuovo Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Femminile in vista degli impegni internazionali di autunno 2026.

  • Giacomo Falchetto – rugby – Nazionale Under 20 – Italia

    Giacomo Falchetto – rugby – Nazionale Under 20 – Italia

    Il profilo completo di Giacomo Falchetto

    Nome: Giacomo
    Cognome: Falchetto
    Data di nascita: 13/06/2008
    Luogo di nascita: Treviso
    Peso: 94
    Altezza: 1.85
    Soprannome: jack
    Ruolo: centro
    Carriera: Benetton Rugby
    Honours: nessuno
    Punto di forza tecnico in campo: offload/1v1
    Allenamento preferito: attacco
    Idolo ovale: nessuno in particolare
    Il momento ovale che più hai nel cuore: 6 nazioni under 18
    Le cose del rugby che ti hanno attratto: amicizie e divertimento
    Passioni extra campo: stare con le persone a cui voglio bene
    La canzone che ti descrive: nessuna in particolare
    
  • Rovigo, il Presidente Francesco Zambelli indica la strategia: “cercare di vincere senza fare pazzie”

    Rovigo, il Presidente Francesco Zambelli indica la strategia: “cercare di vincere senza fare pazzie”

    Restare competitivi, cercare di vincere “ma senza fare pazzie”. Le parole sono del Presidente della FemiCZ Rovigo Francesco Zambelli che indica la strategia del club per la prossima stagione.

    Parlando al Gazzettino il patron del club rodigino afferma che si procederà con la linea impostata nelle ultimi anni contenendo gli ingaggi dei giocatori e facendo acquisti non troppo dispendiosi: “Già oggi si dice che Rovigo sia la squadra che paga i giocatori meno di tutte fra le big, ma sono soldi sicuri, con scadenze rispettate, a cui aggiungere auto e case a carico del club. E a Rovigo chi fa rugby sa di trovare un ambiente unico, una realtà che vuole vincere e fa crescere. Puntiamo su questo e sulla nostra tradizione per essere attrattivi”.

    Leggi anche: Serie A Elite: Rovigo, occhi su un pilone argentino

    L’obbiettivo per la stagione 2026/27 è di risparmiare tra i cento e i duecento mila euro puntando su un gruppo di una quarantina di elementi che comprenderà anche cinque aggregati dall’U18 con l’obbiettivo di crescere e farsi notare: “Ho detto al ds Polla Roux che deve farlo sapere subito agli Under 18 scelti, devono entrare in rosa con questo approccio” ha dichiarato il Presidente Zambelli aggiungendo che: “Se poi durante la stagione servirà qualcosa per raggiungere gli obiettivi, o compensare gli infortuni, faremo qualche innesto di mercato, come sempre fatto finora”.

    Anche sul fronte staff sembra ci sarà qualche modifica. Joe Van Nikerk rimarrà come unico assistente del confermatissimo Davide Giazzon con Stefan Basson – attuale coach dell’attacco – che il Gazzettino da per prossimo l’head coach del Vicenza.

    Altra priorità della società è il completamento della sistemazione dello stadio Battaglini, con la partenza dei lavori alla tribuna Quaglio dopo il recente consolidamento della “Lanzoni” .

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  • OnRugby Podcast: Francia sul tetto d’Europa. E poi la stagione di Benetton e Zebre

    OnRugby Podcast: Francia sul tetto d’Europa. E poi la stagione di Benetton e Zebre

    Al termine delle Coppe europee di Champions e Challenge Cup e con la fine della stagione 2025/26 di Benetton e Zebre torna il nostro OnRugby Podcast, per parlare di tutto questo.

    Il primo argomento nel podcast riguarda il dominio dimostrato dalle squadre francesi nelle finali di Coppa: partite storicamente punto a punto che quest’anno hanno invece visto una netta imposizione del Montpellier in Challenge e del Bordeaux in Champions.

    Leggi anche: Da Tolosa a Bordeaux passando per La Rochelle: il dominio della Francia in Champions Cup

    Coi nostri Francesco Giannelli Savastano e Francesco Palma, condotti dall’ottimo Paolo Wilhelm, in OnRugby Podcast abbiamo approfondito i tanti punti di forza (ma anche qualche difficoltà) del movimento rugbistico francese.

    Ma non della sola Francia si è discusso. L’altro grande tema è stato la stagione 2025/26, tra campionato e coppe, del Benetton Rugby e delle Zebre Parma, conclusa per entrambi ai quarti di finale della Challenge Cup e con la fine della regular season di URC. Più aspetti positivi o negativi? E ci sono differenti valutazioni da fare per le due franchigie italiane? Ecco il nostro commento, buon ascolto!

    OnRugby Podcast: Francia sul tetto d’Europa. E poi la stagione di Benetton e Zebre

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  • European OnRugby Ranking: la classifica dopo la finale di Investec Champions Cup e Challenge Cup

    European OnRugby Ranking: la classifica dopo la finale di Investec Champions Cup e Challenge Cup

    L’European OnRugby Ranking non cambia la squadra capolista dopo le finali di Investec Champions Cup e della EPCR Challenge Cup ma dice molto dello stato del rugby continentale: tre club francesi occupano i primi cinque posti (quattro nella Top 10).

    La vittoria dell’Union Bordeaux-Bègles e del Montpellier nelle due competizioni internazionali, rispettivamente in finale con Leinster e Ulster, conferma lo strapotere del rugby transalpino e conferma anche i girondini e la squadra occitana al primo e secondo posto della classifica europea per club.

    Sul gradino più basso del podio salgono i Northampton Saints che precedono un’altra inglese, i Leicester Tigers. Al quinto posto c’è lo Stade Toulousain che si trova a soli 0,24 punti dai britannici.

    Leggi anche: Una storia da raccontare: in campo a 48 anni… e non sentirli!

    Nella Top 10 una sola squadra sudafricana, i Bulls di Pretoria che guadagnano una posizione e salgono in sesta piazza.

    Seguono Saracens, Connacht e La Rochelle (anche loro salgono di un posto) mentre il Leinster, uscito sconfitto dalla finale di Champions Cup di Bilbao con il Bordeaux perde 8 posizioni (-2,94 punti) e si assesta al decimo posto.

    European OnRugby ranking: la classifica dopo la finale di Investec Champions Cup e Chgallenge Cup

    1	Bordeaux	60,87	+3,94	0
    2	Montpellier	58,09	+1,47	+1
    3	Northampton Saints	55,70	0,00	+1
    4	Leicester Tigers	54,80	0,00	+1
    5	Toulouse	54,56	0,00	+1
    6	Bulls	54,38	0,00	+1
    7	Saracens	54,36	0,00	+1
    8	Connacht	54,32	0,00	+1
    9	La Rochelle	54,32	0,00	+1
    10	Leinster	53,79	-2,94	-8
    11	Bath	53,74	0,00	0
    12	Glasgow Warriors	52,84	0,00	0
    13	Stade Français	51,62	0,00	0
    14	Lions	51,14	0,00	0
    15	Munster	50,81	0,00	0
    16	Bristol	50,75	0,00	0
    17	Racing 92	50,74	0,00	0
    18	Pau	50,43	0,00	0
    19	Cardiff Blues	50,42	0,00	0
    20	Exeter Chiefs	50,39	0,00	0
    21	Clermont Auvergne	50,24	0,00	0
    22	Harlequins	49,94	0,00	0
    23	Sharks	49,93	0,00	0
    24	Toulon	49,90	0,00	0
    25	Stormers	49,89	0,00	0
    26	Ulster	49,29	-0,47	0
    27	Sale Sharks	48,62	0,00	0
    28	Ospreys	48,41	0,00	0
    29	Benetton Treviso	47,76	0,00	0
    30	Edinburgh	47,61	0,00	0
    31	Gloucester	47,55	0,00	0
    32	Lyon	47,28	0,00	0
    33	Dragons	46,41	0,00	0
    34	Castres	45,85	0,00	0
    35	Perpignan	45,78	0,00	0
    36	Scarlets	44,05	0,00	0
    37	Bayonne	43,63	0,00	0
    38	Zebre	41,90	0,00	0
    39	Newcastle	41,33	0,00	0
    40	Montauban	38,57	0,00	0
    
  • Gaia Dosi – rugby – Nazionale femminile – Italia

    Gaia Dosi – rugby – Nazionale femminile – Italia

    Il profilo completo di Gaia Dosi

    Nome: Gaia
    Cognome: Dosi
    Data di nascita: 13/08/2004
    Luogo di nascita: Parma
    Peso: 99
    Altezza: 1.68
    Soprannome: Ga
    Ruolo: Pilone destro, all’occorrenza pilone sinistro
    Carriera: Rugby Colorno con inizio nell’under14 nel 2017
    Honours: ho fatto tutte le annate dell’under 18 e under 20 nazionale dal 2021 al 2025
    Partita e data di esordio in Nazionale: -
    Punto di forza tecnico in campo: portatrice avanzante
    Allenamento preferito: riscaldamento, esercizi di skills, reparto, lanci del gioco con shoulder touch
    Idolo ovale: Maud  Muir
    L’avversaria più forte che hai incontrato: Annabel Meta nell’u20 6N Summer Series 2025.
    La tua migliore amica nel mondo del rugby: non ho una migliore amica mi piace stare bene con tutte, forse quelle con cui sono più legata sono Francesca Andreoli, Mascia Jelic, Chiara Cheli e Sara  Mannini
    Il momento ovale che più hai nel cuore: il primo 6N del primo anno di under 18 nazionale. Era venuto a mancare da poco mio nonno, io sono sempre stata molto affezionata a lui e esattamente 5 giorni dopo la sua scomparsa, è arrivata la prima convocazione della mia vita
    Le cose del rugby che ti hanno attratto: contatto, vedere il mio fisico come una “risorsa” e non come un difetto, l’armonia che si crea nel sacrificio collettivo di ognuna
    Passioni extra campo: amo le moto da quando sono piccola e ad oggi ho la mia, mi piace visitare posti nuovi su due ruote
    La canzone che ti descrive: ” G.O.A.T.- il cuore” di Marracash.
    

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  • European OnRugby Ranking: Bath scavalca Glasgow e sale al primo posto

    European OnRugby Ranking: Bath scavalca Glasgow e sale al primo posto

    L’European OnRugby Ranking cambia padrone: il Bath, con il successo esterno sui Sale Sharks per 26-31 nella dodicesima giornata della Premiership, supera i Glasgow Warriors (vincitori sul Benetton in URC) e sale in vetta alla classifica generale conquistando + 0,50 punti.

    Mantiene la terza piazza l’Union Bordeaux-Beglès (vittoria esterna sul campo del Lione nel Top14) mentre i Northampton Saints (+ 0,90 punti), complice il 17-21 sul campo dei Saracens, scavalcano lo Stade Toulousain (che comunque salgono di tre gradini, + 1,21 punti) e si prendono la quarta posizione.

    Guadagnano qualcosa anche il Leinster, sesto, e i Leicester Tigers che conquistano tre posti (+ 0,81 punti). Chiudono la Top 10 il Montpellier, lo Stade Francais e i Bulls, prima delle squadre sudafricane.

    Leggi anche: Investec Champions Cup e Challenge Cup: tutte le fasi finali in diretta su EPCR TV. Ecco come seguirle

    Fra la decima e la ventesima posizione guadagnano punti anche gli Exeter Chiefs di Varney, Zambonin e Vintcent, gli Harlequins (+ 1,69 punti), Stormers, Ulster e Section Paloise.

    Per quanto riguarda le franchigie italiane, il Benetton Rugby rimane al 21esimo posto della classifica generale nonostante la sconfitta allo Scotstoun con i Glasgow Warriors per 31-10.

    Stesso discorso per le Zebre Parma (- 0,67 punti), penultime in graduatorie, uscite perdenti dalla sfida casalinga con l’Ulster per 12-28.

    European OnRugby Ranking: la classifica aggiornata al 31 marzo

    1	Bath	57,29	+0,50	+1
    2	Glasgow Warriors	56,98	0,00	-1
    3	Bordeaux	56,73	+0,48	0
    4	Northampton Saints	56,04	+0,91	+1
    5	Toulouse	55,38	+1,21	+3
    6	Leinster	54,71	0,00	+1
    7	Leicester Tigers	54,29	+0,81	+3
    8	Montpellier	54,02	-1,21	-4
    9	Stade Français	53,87	+0,18	0
    10	Bulls	53,32	+0,10	+1
    11	Bristol	53,10	-1,69	-5
    12	Exeter Chiefs	52,83	+0,96	+1
    13	Harlequins	52,54	+1,69	+5
    14	Stormers	52,33	+0,19	-2
    15	Sharks	52,05	+0,60	-1
    16	Ulster	51,75	+0,67	+1
    17	Connacht	51,59	+0,41	-1
    18	Pau	50,54	+0,78	+5
    19	Saracens	50,35	-0,91	-4
    20	Lions	50,16	+0,38	+2
    21	Benetton Treviso	49,93	0,00	0
    22	Cardiff Blues	49,86	-0,60	-2
    23	Racing 92	49,82	-0,78	-4
    24	Sale Sharks	48,29	-0,50	0
    25	Castres	48,18	0,00	+3
    26	Ospreys	47,91	-0,41	-1
    27	Clermont Auvergne	47,70	-0,18	+3
    28	Lyon	47,59	-0,48	+1
    29	La Rochelle	47,23	-1,08	-3
    30	Munster	47,15	-0,10	+1
    31	Perpignan	47,11	+1,43	+4
    32	Toulon	46,81	-1,43	-5
    33	Edinburgh	46,23	-0,19	-1
    34	Scarlets	45,83	0,00	0
    35	Bayonne	45,63	+1,08	+3
    36	Gloucester	45,06	-0,81	-3
    37	Dragons	44,94	-0,38	-1
    38	Newcastle	44,30	-0,96	-1
    39	Zebre	41,89	-0,67	0
    40	Montauban	38,64	0,00	0
    
  • Gonzalo Quesada e FIR danno il via al processo di selezione del nuovo assistant coach

    Gonzalo Quesada e FIR danno il via al processo di selezione del nuovo assistant coach

    Con un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito la Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato che, in seguito alla decisione di Andrea Moretti di lasciare il proprio ruolo di coach degli avanti al termine dell’attuale accordo, FIR con il CT Gonzalo Quesada hanno dato il via al processo di ricerca di un nuovo assistente allenatore per la Squadra Nazionale Maschile.

    Andrea Moretti che si è occupato della gestione del reparto degli avanti dal 2021 prima come assistente di Kieran Crowley poi di Gonzalo Quesada si accaserà infatti al Bayonne per le prossime due stagioni, come comunicato dal club di Top14 nella giornata di venerdì.

    Per quanto riguarda l’Italia il nome del nuovo assistente allenatore che entrerà a far parte dello staff di Gonzalo Quesada verrà comunicato non appena il coach azzurro avrà terminato il processo di selezione.

    Leggi anche: Sei Nazioni 2026: Tommaso Menoncello candidato miglior giocatore del Torneo

    Questo il testo completo del comunicato della Federazione Italiana Rugby:

    La Federazione Italiana Rugby conferma che Andrea Moretti ha deciso di non proseguire nel rapporto di collaborazione come allenatore assistente della Squadra Nazionale Maschile al termine dell’accordo attualmente in essere.
    FIR ha già avviato, con il proprio Commissario Tecnico Gonzalo Quesada, le consultazioni per l’avvio del processo di selezione di un nuovo assistente, che verrà ufficializzato non appena il CT avrà completato il percorso di reclutamento.
    Il Presidente Duodo, il Consiglio Federale e tutta l’Area Tecnica FIR augurano ad Andrea Moretti i migliori successi nella sua nuova avventura professionale.

  • Sei Nazioni 2026: è stato il miglior torneo di sempre?

    Sei Nazioni 2026: è stato il miglior torneo di sempre?

    Onrugby podcast saluta la chiusura del Sei Nazioni 2026. In questa nuova puntata, con Paolo Wilhelm, Francesco Palma e Francesco Giannelli Savastano l’analisi del torneo: è stato il migliore di sempre?

    La competitività generale, i valori delle squadre in campo e lo sviluppo di un’edizione che ha davvero lasciato tutti col fiato sospeso sino all’ultimo minuto dell’ultima partita.

    Leggi anche, Sei Nazioni: è stata l’Italia più bella di sempre, ma ha mancato ancora l’esame di maturità

    Il cammino dell’Italia: dalla vittoria con la Scozia alla sconfitta con il Galles, passando per i rimpianti di Dublino, la prova di Lille contro la Francia e la storica affermazione contro l’Inghilterra.

    E infine una Francia che vince ma non convince, un’Irlanda capace di sfiorare la vittoria finale e di ritrovare le sue certezze, di un’Inghilterra deludente, di una Scozia “incompiuta” e di un Galles capace di vincere una partita e di ritrovare una buona competitività generale, al netto di una situazione interna molto complicata. Tutto nell’ultima puntata di Onrugby Podcast.

    OnRugby Podcast: “Sei Nazioni 2026: il miglior torneo di sempre?”

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  • Federico Ruzza: “Arrivare appagati alla sfida col Galles? Il rischio è zero”

    Federico Ruzza: “Arrivare appagati alla sfida col Galles? Il rischio è zero”

    Dopo la storica vittoria sull’Inghilterra l’Italia chiuderà il Sei Nazioni 2026 a Cardiff con il Galles e Federico Ruzza, seconda linea degli Azzurri, intervenuto ai microfoni di Onrugby Podcast, ha alzato l’asticella dell’attenzione per il match del Principality Stadium.

    “Il Galles ci terrà a fare bene, se analizziamo la prestazione di venerdì con l’Irlanda è stata una prestazione di livello e dobbiamo rispettarli”.

    L’Italia parte da favorita con due vittorie su quattro, un percorso di crescita evidente e sotto gli occhi di tutti ma il Galles di questo fine torneo non è lo stesso che un mese fa perdeva a Twickenham 48-7.

    Leggi anche: Italia, Manuel Zuliani: “So dove devo e posso migliorare. Col Galles? Guardia alta, loro sono in crescita”

    Federico Ruzza: “Non sono assolutamente preoccupato sul fatto che ci rilasseremo”

    Un torneo così positivo, ricco di soddisfazioni, può portare a un calo di concentrazione? Federico Ruzza è sicuro di no: “Sono convinto che nella preparazione della partita non ci saranno cali”.

    Ruzza ha poi continuato: “Il gruppo è competitivo e ambizioso, non siamo nella posizione di dire ‘possiamo fermarci qua’, quindi dobbiamo essere consapevoli di aver fatto qualcosa di importante ma rimane ancora una partita, da oggi dobbiamo guardare alla prossima”.

    Il Galles vorrà concludere il torneo salvando la faccia, non vince nel Sei Nazioni dal 2023 e non vuole finire ultimo per l’ennesima volta. I Dragoni sono cresciuti molto rispetto all’inizio della competizione e giocare in casa sarà l’arma in più per la squadra di Steve Tandy che ha dato del filo da torcere all’Irlanda.

    Dal canto loro gli Azzurri devono dimostrare, una volta per tutte, che possono vincere anche le partite in cui partono da favoriti, partite che tendenzialmente l’Italia soffre.

    Oltre alla parole di Ruzza, Paolo Wilhelm, Francesco Palma e Sebastiano Pessina analizzano la partita con l’Inghilterra, il momento dell’Italia e l’importanza della partita col Galles.

    Buon Ascolto!

    OnRugby Podcast: Federico Ruzza: “Arrivare appagati alla sfida col Galles? Il rischio è zero”

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  • FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026

    FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026

    Lo scorso venerdì alla vigilia della storica vittoria dell’Italia sull’Inghilterra si è svolto a Roma il Consiglio Federale FIR.

    Tra le voci all’ordine del giorno, c’era anche la ratifica del Bilancio Preventivo 2026 che evidenzia una riduzione delle perdite a -3.358.303,55 euro, con un miglioramento superiore al milione di euro rispetto alla previsione aggiornata dell’esercizio 2025.

    I ricavi totali, pari a 47,8 milioni di euro, registrano una crescita di 1,1 milioni di euro con le manifestazioni internazionali che generano ben il 61% (ovvero oltre 29,5 milioni di euro) delle entrate complessive della Federazione.

    Sul fronte delle uscite, il costo di produzione previsto per il 2026 è di 51,1 milioni di euro, circa tre milioni meno di quanto stimano nel bilancio preventivo aggiornato 2025.

    Leggi anche: Sei Nazioni: un altro grande ritorno nei convocati dell’Italia per l’ultima partita contro il Galles

    FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026

    Di seguito il testo completo del comunicato pubblicato sul sito della Federazione Italia Rugby e le dichiarazioni del Presidente Federale Andrea Duodo:

    Il Consiglio Federale della FIR, riunito a Roma venerdì 6 marzo, ha approvato il Bilancio Preventivo 2026.

    Il documento previsionale conferma il percorso di progressivo riequilibrio economico della Federazione intrapreso dalla governance federale, orientato a una gestione sempre più sostenibile e improntato ad un’evoluzione manageriale dell’organo di governo del rugby italiano.

    Il Preventivo 2026 evidenzia un risultato economico pari a -3.358.303,55 euro, con un miglioramento superiore al milione di euro rispetto alla previsione aggiornata dell’esercizio 2025 che testimonia, pur in presenza di una complessa situazione economica-finanziaria attribuibile alla precedente gestione, l’efficacia delle azioni avviate per rafforzare la struttura economico-finanziaria della Federazione.

    Il valore della produzione previsto per il 2026 si attesta a 47,8 milioni di euro, con una crescita dei ricavi su base omogenea: depurando infatti il preventivo 2025 dalle componenti straordinarie legate al World Rugby Under 20 Championship “Italia 2025” e a specifici contributi di Sport e Salute, il valore della produzione registra un incremento di circa 1,1 milioni di euro, confermando un trend di consolidamento delle entrate federali.
    Le manifestazioni internazionali continuano a costituire la principale fonte di ricavo della Federazione, con oltre 29,5 milioni di euro, pari a circa il 61% delle entrate complessive, mentre l’ingresso di nuovi partner e il consolidamento pluriennale dei principali accordi commerciali fanno registrare un lieve incremento (+200.000 €) delle entrate da sponsorizzazioni.

    Il costo della produzione previsto per l’esercizio 2026 è di 51,1 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 54,1 milioni del preventivo aggiornato 2025, con una riduzione di circa tre milioni di euro dovuta tanto al venir meno di eventi straordinari organizzati nell’esercizio precedente quanto ad una progressiva razionalizzazione e ottimizzazione delle spese federali, pur in presenza di significativi aggravi di costi per circa un milione di euro, in massima parte riconducibili all’affitto della sede centrale e degli uffici periferici e al rinnovo del CCNL “Sport&Salute” dei dipendenti federali.

    Il Bilancio Preventivo 2026 garantisce la piena copertura dei programmi sportivi e degli impegni internazionali delle Nazionali, confermando al contempo gli investimenti nelle attività di sviluppo, nella formazione dell’alto livello giovanile e nei programmi territoriali destinati alla crescita del movimento rugbistico italiano, incluse azioni di salvaguardia ed evoluzione della base quali il Progetto Sud, l’adeguamento dei contributi chilometrici per la partecipazione all’attività domestica e la conferma delle premialità dedicate all’attività femminile e giovanile.

    Il Presidente della FIR, Andrea Duodo, ha dichiarato: “Il Preventivo 2026 conferma il percorso di progressivo miglioramento dei conti federali avviato sin dal giorno dell’insediamento del Consiglio Federale. Pur in presenza di un disavanzo ancora previsto, i dati evidenziano una crescita strutturale dei ricavi e una riduzione dei costi che rappresentano segnali concreti di consolidamento della gestione. Il nostro obiettivo resta quello di proseguire nel percorso di razionalizzazione e valorizzazione dei più importanti asset federali, così da avvicinarci progressivamente al raggiungimento di un sostanziale equilibrio di bilancio, garantendo al tempo stesso la piena realizzazione dei programmi sportivi di base e di alta prestazione e, più in generale, lo sviluppo dell’intero movimento rugbistico italiano”.

    Il Bilancio Preventivo 2026 verrà pubblicato sul sito internet istituzionale successivamente all’approvazione degli organi di controllo preposti.

  • European OnRugby Ranking: Bath scavalca Glasgow e sale in vetta, scendono Zebre e Benetton

    European OnRugby Ranking: Bath scavalca Glasgow e sale in vetta, scendono Zebre e Benetton

    Nel bel mezzo dello svolgimento del Sei Nazioni 2026 la classifica dello European OnRugby Ranking cambia pelle e ha una nuova capolista: il Bath Rugby sale di tre posizioni, supera i Glasgow Warriors e guarda tutti dall’alto del primo posto.

    I risultati che hanno aggiornato la graduatoria internazionale riguardano tutte le partite di URC e Top14 (la Prem non ha giocato) giocatesi nel mese di febbraio e disputate dall’ultimo aggiornamento del nostro ranking“.

    Da notare che la prima delle squadre francesi è lo Stade Toulousain, quinto posto, che segue Bristol (sale di due piazze) e il Leinster. Allargandoci alla Top 10 invece i club transalpini sono “solo” tre con il Bordeaux sesto e il Montpellier ottavo; per il resto troviamo i Northampton Saints che occupano la settima posizione, i sudafricani dei Bulls che guadagnano ben 7 posti (+ 2,51 pt) e gli Harlequins.

    Per quanto concerne le franchigie italiane, la classifica dello European OnRugby Ranking le vede scivolare di qualche posizione rispetto a quella del 28 gennaio. Il Benetton Rugby, dalla 21esima piazza scende in 23esima con una perdita di 0,91 pt mentre le Zebre Parma si trovano in 38esima posizione (-2,33 pt).

    Leggi anche: Trofeo del Sei Nazioni danneggiato in un incidente e ritirato dalle cerimonie

    European OnRugby Ranking: la classifica aggiornata al 3 marzo

    1	Bath	56,47	0	+3
    2	Glasgow Warriors	55,96	-1,74	-1
    3	Bristol	55,84	0	+2
    4	Leinster	55,73	-1,42	-1
    5	Toulouse	55,22	1,18	+4
    6	Bordeaux	55,2	-2,35	-4
    7	Northampton Saints	55,13	0	-1
    8	Montpellier	54,53	2,34	+5
    9	Bulls	53,96	2,51	+7
    10	Harlequins	52,85	0	0
    11	Leicester Tigers	52,45	0	0
    12	Stade Francais	52,07	-2,12	-4
    13	Saracens	51,58	0	+2
    14	Exeter Chiefs	51,38	0	+3
    15	Cardiff Blues	51,37	0,83	+5
    16	Ulster	51,08	-0,54	-2
    17	Sharks	50,85	0,02	+2
    18	Pau	50,82	2,83	+9
    19	Stormers	50,46	-1,91	-7
    20	Toulon	49,86	-5,11	-13
    21	Racing 92	49,62	0,76	+3
    22	Sale Sharks	49,28	0	+1
    23	Benetton Treviso	49,26	-0,91	-2
    24	Castres	49,17	-1,8	-6
    25	Connacht	49,03	3,76	+9
    26	Lions	49	-0,62	-4
    27	Ospreys	48,99	1,68	+2
    28	Edinburgh	48,82	0,47	-2
    29	Clermont Auvergne	48,59	3,16	+4
    30	Munster	47,85	0,31	-2
    31	La Rochelle	47,25	-1,31	-6
    32	Perpignan	47,01	0,86	-2
    33	Lyon	46,75	2,74	+5
    34	Scarlets	45,56	0,32	+2
    35	Dragons	45,34	-0,43	-4
    36	Newcastle	45,25	0	-1
    37	Gloucester	43,86	0	+2
    38	Zebre	43,37	-2,33	-6
    39	Bayonne	43,03	-1,09	-2
    40	Montauban	40,16	-0,09	0
    
  • Finale Coppa Italia 2025/26: in vendita i biglietti per la sfida tra Petrarca e Valorugby

    Finale Coppa Italia 2025/26: in vendita i biglietti per la sfida tra Petrarca e Valorugby

    Le semifinali Coppa Italia 2025/26 disputatesi sabato hanno visto il Petrarca prevalere su Viadana per 33 a 29 e il Valorugby sulle Fiamme Oro grazie a un 27 a 18 con la formazione veneta e quella emiliana che si sono così qualificate per la finale in programma sabato 28 febbraio allo Stadio “Mirabello” di Reggio Emilia con calcio d’inizio alle ore 15:00.

    Leggi anche: Coppa Italia: Petrarca e Valorugby conquistano la finale, i risultati delle semifinali

    Al Memo Geremia il Petrarca Rugby, sotto di 9 punti dopo la prima frazione che si chiusa sul 23-14 a favore degli ospiti, ha ribaltato le sorti della partita nei secondi quaranta minuti di gioco.

    A Reggio Emilia invece il Valorugby ha condotto per l’intera durata del match con un margine che oscillava tra sopra e sotto break fino al 52esimo quando la meta di Cuminetti e la relativa trasformazione di Hugo hanno portato il gap a 13 punti (24-11). Gap che la meta di Giammarioli a quindici minuti dal fischio finale non è bastata a colmare e alle Fiamme Oro per rimettere in discussione il risultato.

    La finale di Coppa Italia, in programma sabato 28 febbraio, con calcio d’inizio alle ore 15.00, non è che il primo dei tre eventi del 2026 di cui la FIR ha affidato la gestione alla Lega Italiana Rugby : i successivi saranno la Finale Scudetto di Serie A Elite, già calendarizzata per il 2 giugno prossimo, e la Supercoppa con data ancora da definire.

    I biglietti per  la Finale di Coppa Italia 2025/26 sono acquistabili a questo link con le modalità e i prezzi indicati qui in calce.

    I prezzi dei biglietti per la Finale di Coppa Italia 2025/26 tra Petrarca Rugby e Valorugby Emilia

    Sabato 28 febbraio 2026 ore 15:00,  Stadio “Mirabello” di Reggio Emilia

    Tribuna Centrale
    Intero € 20
    Ridotto (dai 13 ai 17 anni) € 5
    0-12 anni Gratis

    Tribuna Laterale
    Intero € 14
    Ridotto (dai 13 ai 17 anni) € 5
    0-12 anni Gratis

    (Al costo del biglietto andrà aggiunto quello dei diritti di prevendita)

  • Marketing, comunicazione e strumenti operativi per i club di base: al via il corso organizzato da FIR

    Marketing, comunicazione e strumenti operativi per i club di base: al via il corso organizzato da FIR

    “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby” è questo il titolo del corso online ideato e promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche.

    Un percorso formativo che penderà il via giovedì 12 marzo prossimo con l’obiettivo di fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio.

    Un’iniziativa quanto mai utile che fornirà alle società risorse sia pratiche sia teoriche per costruire un percorso di crescita sotto diversi aspetti, nonché per la produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club.

    Leggi anche: Il cambio di mentalità, le accademie e i giovani, il nuovo modo di giocare: l’intervista di Quesada al Midi Olympique

    Il corso  articolato in quattro appuntamenti online è in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile).

    Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni.

    Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono. Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.

    Infine il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza.

    Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo.

    A questo link è possibile compilare il modulo di iscrizione al corso “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”.

  • Italia, lo skills coach Doussy: “Basta alti e bassi: questo deve essere lo standard. Da novembre competitivi con tutti”

    Italia, lo skills coach Doussy: “Basta alti e bassi: questo deve essere lo standard. Da novembre competitivi con tutti”

    È stata una puntata ricca di spunti quella di OnRugby Podcast che fa da “ponte” tra le sfide con Irlanda e Francia. Per la prima volta si arriva alla terza giornata del Sei Nazioni senza pausa, e questo può cambiare molto le carte in tavola.

    L’Italia però ci arriva con grande fiducia, forte dei 5 punti conquistati nelle prime due partite con la vittoria sulla Scozia e la sconfitta di misura con l’Irlanda, che lascia un po’ il rimpianto per ciò che poteva arrivare e che è sfuggito per pochissimo. Ne hanno parlato i giornalisti di OnRugby Paolo Wilhem, Francesco Giannelli Savastano e Michele Cassano, e soprattutto ne ha parlato lo skills coach dell’Italia Philippe Doussy ai microfoni del direttore di OnRugby Sebastiano Pessina.

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    “Quando ho cominciato a lavorare con Gonzalo Quesada ho trovato una squadra che aveva già dei buoni fondamentali: giocava tanto, forse troppo per quello che è il livello internazionale, che richiede molto equilibrio” ha spiegato Doussy: “Quando giochi troppo e non sei efficace perdi un po’ la difesa e tutti gli altri aspetti del gioco. Abbiamo lavorato sui dettagli dell’attacco che adesso funziona molto bene e mette in difficoltà tutte le squadre con cui giochiamo. Abbiamo lavorato molto sull’equilibrio tra gioco alla mano e gioco al piede e sulla qualità del piede del numero 9, del numero 10, fino ad arrivare ai calci di rinvio e tutto ciò che comporta questo fondamentale”.

    “Diciamo sempre che il risultato è la conseguenza della prestazione che facciamo. Per cui, il risultato ci dice che non siamo lontani ma che manca ancora qualche piccolo dettaglio per colmare questo gap. La cosa più importante è che da novembre siamo competitivi con ogni squadra che affrontiamo: questo deve essere lo standard, senza alti e bassi. Attacchiamo, placchiamo, mettiamo pressione al piede: ora siamo una squadra difficile da battere”.

    Doussy ha affrontato diversi temi: dalla Francia (che ovviamente conosce bene), del miglioramento del gioco al piede – una delle chiavi della crescita dell’Italia – fino a ciò che serve ancora per arrivare davvero al livello delle big del Sei Nazioni. Tutto questo nella nuova puntata di OnRugby Podcast, che potete ascoltare qui e su tutte le piattaforme di streaming online.

    OnRugby Podcast – Sei Nazioni 2026: tra Irlanda e Francia, con Philippe Doussy

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  • Sei Nazioni 2026: gli ascolti TV di Irlanda-Italia su Tv8 e Sky Sport Uno

    Sei Nazioni 2026: gli ascolti TV di Irlanda-Italia su Tv8 e Sky Sport Uno

    Crescono le prestazioni della Nazionale Italiana Rugby e parallelamente, rispetto alla scorsa settimana, crescono anche gli ascolti TV, nonostante la fortissima concorrenza dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 dove la compagine azzurra ci sta rendendo quanto mai fieri avendo già conquistato il maggior numero di medaglie mai registrato in 25 edizioni.

    Sull’onda della vittoria ottenuta sulla Scozia la scorsa settimana allo stadio Olimpico, per la seconda giornata del Sei Nazioni 2026 Irlanda-Italia ha fatto sintonizzare 452.000 spettatori Tv8. Uno share del 3.7% per la sola trasmissione in diretta in chiaro della partita degli Azzurri di Quesada.

    A questo dato si aggiunge quello dei 190.000 spettatori che hanno seguito la partita in abbonamento su Sky Sport Uno per un totale di oltre 642.000 spettatori.

    Leggi anche: Sei Nazioni in tv e streaming: la programmazione e le dirette della terza giornata

    Numeri che in sostanza ricalcano quelli fatti segnare dalla sfida tra Italia e Irlanda nel super saturday che ha chiuso il Sei Nazioni 2025 quando il simulcast era affidato al duo Rai 2, Sky Sport Uno ma senza la concorrenza olimpica che sta monopolizzando l’attenzione con share del 27% solo sui sui canali della TV di Stato.

    Per quanto riguarda invece la Calcutta Cup, ovvero il match tra Scozia-inghliterra, trasmesso sempre sabato dopo la partita dell’Italia gli spettatori sono stati  quasi 65.000. Infine, Irlanda-Italia del Sei Nazioni U20, giocata venerdì sera e trasmessa in diretta su Sky Sport Arena, ha fatto segnare quasi 14.000 spettatori.

    Per restare sempre informati sulla programmazione del rugby in TV e avere tutte le informazioni sulle dirette Tv e streaming vi invitiamo a consultare sempre la nostra sezione rugby in tv.

  • La Nazionale di rugby potrebbe finalmente tornare a giocare al Sud

    La Nazionale di rugby potrebbe finalmente tornare a giocare al Sud

    Dopo anni di assenza la Nazionale Italiana Rugby potrebbe finalmente tornare a giocare una partita al sud.
    L’ultima volta fu infatti nel novembre 2017 quando gli Azzurri superarono le Fiji per 19-10 allo, Stadio “Angelo Massimino” di Catania nel primo dei tre test match novembrini.

    La città candidata ad ospitare la partita sarebbe Bari con lo stadio San Nicola e i suoi circa 58.000 posti a sedere. A riportare la notizia è l’edizione di Bari de La Repubblica che rivela che lo scorso fine settimana il sindaco di Bari Vito Leccese e l’assessore allo sviluppo locale e alla blue economy Pietro Petruzzelli hanno incontrato i vertici della Federazione in occasione di Italia-Scozia per verificare la fattibilità della cosa magari già per questo novembre.

    La partita in predicato di essere giocata al San Nicola sarebbe quella con l’Argentina o con le Fiji, sfide valide per il neonato Nations Championship.

    Leggi anche: Nations Championship 2026: date, calendario e format del nuovo torneo internazionale

    Il percorso non è semplice e ancora non c’è la certezza che si riesca a completarlo in tempo per questo novembre, ma sindaco e assessore, che avrebbero raccolto un lista di tutte le implementazioni tecniche e logistiche per organizzare l’evento, sarebbero entusiasti e fortemente intenzionati a far sì che Bari possa ospitare l’evento.

    “C’è tutta l’intenzione di portare a termine il progetto anche nell’ottica di una forte ricaduta sul turismo fuori stagione” ha dichiarato l’assessore Pietro Petruzzelli , chiosando “L’incontro con i vertici federali è stato estremamente proficuo. Siamo tornati da Roma con una straordinaria energia, anche perché abbiamo visto la nazionale vincere una partita storica come quella con la Scozia. È stata gioia allo stato puro, Bari vivrebbe nel migliore dei modi e eventi di questo tipo.”

    Con Bari c’è tra l’atro un precedente da sottolineare e che la governance federale tiene in grande considerazione: nel 2018 il capoluogo pugliese ha ospitato un match della Nazionale U20 facendo registrare 5.700 spettatori sugli spalti, -record di presenze per l’Itala Under 20 – testimonianza della passione e dell’interesse per il rugby nel Sud del paese.