Con l’Italia a 28 anni ma il tempo dalla sua parte: il “segreto” di Nacho Brex
Lanciato verso la semifinale di Champions Cup col Tolone, in Francia hanno dedicato un approfondimento sull'italo-argentino
Con l'Italia a 28 anni ma il tempo dalla sua parte: il "segreto" di Nacho Brex - ph. Sebastiano Pessina
Tutti i tifosi dell’Italia ovale conoscono Juan Ignacio Brex, detto Nacho: un giocatore che in questi anni è stato un pilastro della Nazionale azzurra per la sua solidità difensiva, per la sua capacità di secondo regista e il suo vario repertorio in fase offensiva.
Eppure, per arrivare a questo livello con la Nazionale e non solo, il suo percorso verso il massimo livello è stato ben più lungo e tortuoso di quello di molti altri. Lo hanno notato anche in Francia, dove quest’anno Brex si è confermato un giocatore indispensabile anche col Tolone, squadra con cui si prepara questo weekend ad affrontare le semifinali di Champions Cup.
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La testata ovale RugbyRama ha dedicato un approfondimento alla figura del giocatore italo-argentino che, rispetto a tanti altri suoi colleghi, ha avuto un cammino verso l’alto livello ben diverso.
Con l’Italia a 28 anni ma il tempo dalla sua parte: il “segreto” di Nacho Brex
“In un’epoca in cui il rugby moderno pretende tutto e subito – esordisce il portale francese – con giocatori pronti per il massimo livello fin da giovanissimi, Juan Ignacio Brex, che compirà 34 anni tra poco, si è preso il suo tempo per raggiungerlo”.
Prima di arrivare in Europa, Nacho Brex ha conosciuto il rugby in Argentina e si è formato al San Cirano, la sua squadra di Buenos Aires, tra il 2012 e il 2014. È dal 2015 che si trasferisce in Italia, sponda Viadana con cui disputa due stagioni del massimo campionato italiano e inizia a mettersi in mostra.
Arriva così nel 2017 la chiamata al piano superiore con il Benetton Rugby, e qui si aggiungono i ricordi del tecnico Andrea Masi, oggi al Tolone. “Arrivò a Treviso a venticinque anni, ma fu dopo un anno o due che sbocciò davvero”, ha dichiarato Andrea Masi, che lo vide maturare all’interno dello staff tecnico veneto. “Ricordo che, dopo ogni allenamento, si fermava a lavorare sulla tecnica, sull’atteggiamento. E a poco a poco, è progredito. Non ci sono segreti in questo sport”.
Un lavoro che gli ha permesso di migliorare non solo le sue abilità come placcatore, ma anche nel gioco offensivo: “È diventato un giocatore decisivo, capace di attirare i difensori all’ultimo momento, cambiare la sua corsa per creare spazio per i compagni o effettuare inserimenti cruciali”, come dimostra il video della meta stupenda da lui segnata in Champions Cup contro i Glasgow Warriors.
RugbyRama ne ha parlato anche con Philippe Doussy, skills coach dell’Italia: “Certo, le sue qualità in difesa sono evidenti, ma Nacho è anche, e soprattutto, un cervello. È il nostro scienziato della difesa in Italia. Prepara le sessioni video con l’analista. Si occupa persino del montaggio (ride). Analizza le touche avversarie e le nostre difese in mischia. A volte presenta persino il piano ai compagni di squadra. Quando esce da una riunione e ha spiegato il sistema, non ci sono più ‘sì, ma’. È diretto, è chiaro. Per la sua mentalità è già un allenatore”.
Emerso dopo tante stagioni e tanto lavoro con il Benetton Rugby e l’Italia (con cui ha esordito nel Sei Nazioni 2021, a 28 anni), Nacho Brex si è meritato le attenzioni di uno dei club di Top14 più forti, il Tolone. Arrivato per sostituire l’insostituibile neozelandese Leicester Fainga’anuku, si è adattato con incredibile velocità allo stile di gioco dei rossoneri, ai loro schemi e alla loro identità.
Circondato dai connazionali Paolo Garbisi, Gianmarco Lucchesi, Sergio Parisse e Andrea Masi, si è ambientato subito nel campionato francese. Andra Masi ha spiegato: “Quando arrivi in un nuovo campionato e trovi giocatori con cui hai già giocato, questo ti dà sicuramente una spinta di fiducia”.
Una spinta che si è fatta subito sentire: con 1.327 minuti giocati in 23 partite in questa stagione, è diventando il sesto atleta più utilizzato dall’allenatore Pierre Mignoni. “Vuole vincere qualcosa, è un atleta molto competitivo” – ha concluso Masi – “Penso che meriti di chiudere la stagione con un trofeo”.