Inghilterra, la fiducia per Borthwick non è illimitata: la RFU apre la review e frena su Farrell

Dopo quattro ko, la federazione avvia la revisione del torneo e guarda al Nations Championship come banco di prova sulle prestazioni

Steve Borthwick ha studiato l'Italia: come i cambi inglesi possono mettere in difficoltà gli Azzurri (ph. Sebastiano Pessina)

Inghilterra, la fiducia per Borthwick non è illimitata: la RFU apre la review e frena su Farrell

Il peggior Sei Nazioni dell’Inghilterra annovera quattro sconfitte e una nazionale finita sotto pressione dopo il ko storico con l’Italia e la successiva caduta a Parigi.

Il post torneo apre una fase delicata dalle parti di Twickenham, dove le prestazioni del XV della Rosa hanno generato molti interrogativi. Bill Sweeney, amministratore delegato della RFU, non ha voluto blindare pubblicamente Steve Borthwick, pur parlando di fiducia nel gruppo e di un percorso di analisi già avviato. La revisione federale del torneo, attesa entro la fine di aprile, dovrà chiarire cause e correttivi, ma intanto un punto è stato ribadito con forza: non c’è nessun dialogo in corso con Andy Farrell.

Sweeney ha spiegato che la priorità è individuare cosa non ha funzionato e costruire i supporti necessari per rimettere l’Inghilterra sulla rotta. Il messaggio, più che sul futuro immediato di Borthwick, è sulla direzione del lavoro, che non prevede un processo punitivo, ma un controllo generale per capire perché una squadra che arrivava da una finestra autunnale brillante abbia improvvisamente perso solidità.

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L’ipotesi Farrell e le incertezze sul futuro

Il tema del successore, però, è inevitabile. Farrell, reduce dalla Triple Crown con l’Irlanda, viene considerato il profilo più appetibile sul mercato, ma la RFU insiste sul fatto che non ci sia stato alcun contatto e che l’allenatore sia legato all’IRFU fino al Mondiale 2027. Allo stesso tempo, Sweeney rivendica l’esistenza di un piano di successione interno, gestito dal performance director Nigel Redman, sottolineando che una pianificazione del genere è normale per ogni ruolo apicale, indipendentemente dall’esito di un singolo torneo.

La review, come in passato, verrà condotta da un panel anonimo che includerà anche figure sportive esterne al rugby. Secondo la RFU, l’anonimato serve a garantire riscontri “diretti e franchi” e non ci sarebbe un esito predeterminato. Il lavoro, inoltre, sarà diviso in due fasi per questioni di disponibilità dei partecipanti.

“Nessuno è stato più deluso di noi”, ha detto Sweeney a proposito del Sei Nazioni. “C’erano molte aspettative, dopo una serie di risultati davvero positivi. Non è andata così, quindi siamo rimasti molto delusi. Abbiamo ancora piena fiducia nella squadra e nel talento che abbiamo a disposizione, e ora si tratta di individuare tutti i problemi e trovare le soluzioni per andare avanti e tornare sulla giusta strada. Dobbiamo quindi capire a fondo cosa ha causato la situazione e trovare le risposte”.

Un’estate per riscattare i momenti bui

A complicare la situazione c’è anche l’esordio degli inglesi nel Nations Championship, che si annuncia pesantissimo per logistica e livello degli avversari. L’Inghilterra dovrà affrontare una campagna su tre continenti in tre settimane consecutive (Sudafrica, Fiji, Argemtina) e, con un limite di 36 convocabili, non potrà permettersi un numero infinito di esperimenti. Secondo le indicazioni che filtrano dal Telegraph, alcuni giocatori chiave potrebbero essere gestiti o fatti riposare, e questo potrebbe anche alleggerire la valutazione sui risultati, purché emergano segnali chiari di crescita nella qualità delle prestazioni.

Ed è proprio qui che Sweeney prova a spostare l’asticella, l’obiettivo non sarebbe un numero fisso di vittorie, ma “rivedere progressi, prestazioni più consistenti e migliori”. Tradotto: tornare a un’Inghilterra riconoscibile, capace di non subire l’ iniziativa e di mantenere standard elevati per 80 minuti, senza farsi risucchiare dai momenti negativi.

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