Nations Championship: l’Inghilterra vince in Argentina al termine di una partita complicata

Britannici trascinati da Earl e Feyi-Waboso in un match contraddistinto da tantissimi cartellini

Nations Championship: l'Inghilterra vince in Argentina al termine di una partita complicata

Nations Championship: l'Inghilterra vince in Argentina al termine di una partita complicata (Ph. Sebastiano Pessina)

La terza e ultima giornata di questa prima tornata di incontri del Nations Championship si conclude con l’affermazione dell’Inghilterra in casa dell’Argentina. In una partita tesa e con continue oscillazioni di punteggio e di inerzia, sino all’ultimo secondo disponibile, gli uomini di Steve Borthwick si impongono alla fine con lo score di 24-31.

Nations Championship: Argentina-Inghilterra, la cronaca

La partita inizia con grande tensione. L’Inghilterra però non si fa distrarre dal clima teso dell’Estadio Único Madre de Ciudades e dopo meno di quattro minuti trova un calcio-passaggio vincente sull’asse Fin Smith-Freeman, con l’ala che vince in posizione avanzata la battaglia aerea con il suo rivale, consolida il possesso, pesta sugli appoggi e va in meta alla bandierina: c’è la meta, non la conversione per lo 0-5.

La reazione dei Pumas è veemente, ma la difesa degli uomini di Borthwick – all’interno dei propri cinque metri – è ermetica nel contenere l’avanzamento avversario.

Il match è intenso: l’elevato ritmo porta però anche a tanti errori. Si scollina il 20′, senza che il punteggio cambi. Al 24′ bussa ancora in maniera pesante l’Inghilterra: azione lunga che innesca le gambe di Feyi-Waboso, l’ala elude un paio di avversari e poi trova l’offload centrale per la corsa di Earl, che va oltre in mezzo ai pali. Gli ospiti volano sullo 0-12 potendo sfruttare anche una superiorità numerica che arriva a seguito di una revisione al termine dell’azione da meta che vede Mateo Carreras andare con la testa contro la testa di un avversario: giallo – con revisione bunker – contro i Pumas, che si ritrovano in quattordici.

Alla mezz’ora due buone notizie per i sudamericani: il giallo a Mateo Carreras viene confermato senza ulteriori elementi peggiorativi, e sul campo i primi punti con il piazzato di Albornoz. Lo score trasloca sul 3-12, ma è un riavvicinamento che dura pochissimo perché i britannici tornano a rovesciarsi in attacco sfruttando una mischia con propria introduzione sui cinque metri per entrare di forza nell’area di meta degli argentini: Earl finisce il lavoro griffando i punti del 3-19, con doppietta personale.

Al 36′ l’albiceleste (che veste una maglia che si ispira ai Mondiali di calcio 1986) torna in parità numerica per la volata finale di un primo tempo che però non offre ulteriori spunti per quanto riguarda il punteggio. Si va al riposo di questa gara del Nations Championship: Argentina-Inghilterra 3-19.

La ripresa si apre subito con una scossa: Mateo Carreras trova il modo di incunearsi nella difesa inglese per arrivare sino alla schiacciata dell’ovale nella zona di meta avversaria. L’Estadio Único Madre de Ciudades di Santiago del Estero si rianima, anche grazie alla conversione di Albornoz per il 10-19.

L’Argentina si carica continuando ad attaccare e entrando nuovamente in zona punti: al 50′, dopo una prima girandola di cambi, van Poortvliet intercetta un pallone con un in-avanti volontario. Revisione arbitrale e cartellino giallo: ospiti in quattordici.

Momento durissimo del match. I Pumas rinvigoriti e in superiorità numerica caricano, gli inglesi provano a resistere. Al 55′ Albornoz sfonda venendo placcato sul più bello: il mediano cerca il riciclo per l’accorrente Matera, che però viene schermato da un’interferenza di Alex Coles che commette un in-avanti. Il direttore di gara ferma il gioco, compie una profonda revisione, e decide di dare la meta tecnica e il giallo al seconda linea inglese. Si val sul 17-19, con la Rappresentativa della Rosa in tredici.

Borthwick cerca di dare chili e freschezza: fuori Earl dentro Pollock. Scocca il 60′: l’ora di gioco coincide con una lunga revisione del direttore di gara insieme al TMO. Il verdetto è quello di un cartellino giallo all’indirizzo di Oviedo per un rovesciamento irregolare su Pepper. Si riprende in quattordici contro tredici. Il mutare dello scacchiere e delle posizioni in campo dà vigore all’Inghilterra, che mette in moto i suoi avanti in varie fasi e altezze del campo per arrivare sino ai cinque metri dell’Argentina, che non riesce a resistere alle cariche britanniche, sino all’allargo alla bandierina per Marcus Smith: arriva la meta (del punto di bonus offensivo) e anche la conversione, con anche il giallo a Santiago Carreras per aver cercato di interrompere l’azione avversaria con un intercetto irregolare.

Il punteggio al 65′ dice 17-26 per l’Inghilterra, con i Pumas in tredici e gli ospiti in quattordici in un ribaltarsi continuo di inerzie ed equilibri. Al 67′ i britannici si ritrovano con due uomini in più, mentre l’Argentina cerca di far esaurire gli ultimi giri di lancette in inferiorità per pensare al serrate finale. La tattica però non funziona, perché Feyi-Waboso (Eletto Player of The Match, ndr) al 70′ si impossessa dell’ovale prende spazio e va a mettere in moto le sue gambe in uno slalom elusivo che lo porta fino in fondo per il 17-31 non convertito.

Ultimi seicento secondi. Gli uomini di Contepomi recuperano un pezzo tornando contestualmente ad attaccare. La spinta dei sudamericani è quasi incontenibile per gli inglesi che alla fine sono costretti a fermare gli avversari spendendo un giallo al 73′ con un Pollock finito in offside. Argentina che torna in quindici, Inghilterra in quattordici per gli ultimi sette giri di lancette. Si riparte con una mischia sui cinque metri che la formazione dell’Emisfero Nord cerca in tutti i modi di procrastinare.

La piattaforma dà il via a un’azione furiosa dei padroni di casa che vanno a causare un secondo cartellino giallo per gli inglesi, all’indirizzo del pilone subentrato Iyogun. Tre minuti alla fine, con Cowan-Dickie e soci che si ritrovano in tredici. Altra mischia a cinque metri sotto i pali dei “Bianchi”: l’Inghilterra perde tempo in tutti i modi per evitare che i rivali segnino in fretta e riaprano la gara. Lo stratagemma funziona creando nervosismo negli argentini che dopo aver avuto il pallone a disposizione commettono un in-avanti.

Ultimo minuto. Si riprende dopo una lunga interruzione dovuta a un grave infortunio occorso a Benhard Janse van Rensburg. L’Argentina ci crede ancora e con Justo Piccardo va in meta: immediato drop di trasformazione di Albornoz che vale il 24-31.

C’è un’ultima azione. I Pumas però sono in quindici contro tredici, a caccia di un disperato pareggio. Iniziano a risalire il campo sino ad arrivare ai ventidue avversari. Benítez Cruz e Albornoz organizzano l’avanzata, mentre Matera sigilla tutti i punti d’incontro. All’83’ la palla arriva al largo per la corsa di Delguy che resiste a una carica e arriva a schiacciare alla bandierina, mentre viene nuovamente spostato da un avversario. Prima decisione: meta. Arriva poi l’approfondita revisione al TMO che decreta che il movimento dell’ala dell’Argentina va a sconfinare nell’intersezione delle righe di fatto vanificando il movimento di Delguy stesso. Finisce quindi questa partita del Nations Championship: Argentina-Inghilterra 24-31.

Nations Championship: Argentina-Inghilterra, il tabellino

Argentina: 15 Santiago Carreras, 14 Bautista Delguy, 13 Matías Moroni, 12 Justo Piccardo, 11 Mateo Carreras, 10 Tomás Albornoz, 9 Gonzalo García, 8 Joaquín Oviedo, 7 Marcos Kremer, 6 Santiago Grondona, 5 Matías Alemanno, 4 Guido Petti, 3 Tomás Rapetti, 2 Julián Montoya (c), 1 Mayco Vivas.
A disposizione: 16 Ignacio Ruiz, 17 Boris Wenger, 18 Pedro Delgado, 19 Efraín Elías, 20 Pablo Matera, 21 Joaquín Moro, 22 Simón Benítez Cruz, 23 Lucio Cinti.

Marcatori Argentina
Mete: Mateo Carreras (43′), Meta tecnica (55′), Justo Piccardo (80′)
Conversioni: Tomás Albornoz (44′, 80′)
Punizioni: Tomás Albornoz (30′)

Inghilterra: 15 Marcus Smith, 14 Tommy Freeman, 13 Henry Slade, 12 Seb Atkinson, 11 Immanuel Feyi-Waboso, 10 Fin Smith, 9 Jack van Poortvliet, 8 Ben Earl, 7 Guy Pepper, 6 Ollie Chessum, 5 George Martin, 4 Alex Coles, 3 Joe Heyes, 2 Jamie George (c), 1 Ellis Genge.
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Emmanuel Iyogun, 18 Asher Opoku-Fordjour, 19 Tom Curry, 20 Henry Pollock, 21 Ben Spencer, 22 Benhard Janse van Rensburg, 23 Noah Caluori.

Marcatori Inghilterra
Mete: Tommy Freeman (4′), Ben Earl (24′, 33′), Marcus Smith (62′), Immanuel Feyi-Waboso (70′)
Conversioni: Fin Smith (24′, 34′, 63′)
Punizioni:

Di Michele Cassano

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