Nations Championship: la preview di una grande mattinata con All Blacks-Irlanda e Giappone-Francia

È attesa battaglia vera all'Eden Park, ma anche il match di Tokyo non è da sottovalutare: lo spettacolo del rugby internazionale inizia dalle 9:10

Nations Championship: la preview di una grande mattinata con All Blacks-Irlanda e Giappone-Francia - ph. Sebastiano Pessina

Ancora una grande giornata di rugby internazionale in arrivo: la terza giornata del Nations Championship 2026 terrà occupati, dalla mattina alla sera, gli appassionati della palla ovale per tutto questo sabato 18 luglio.

E proprio alla mattina, a regalare lo stesso effetto di una ouverture nelle opere liriche, la giornata inizia alle ore 9:10 con uno dei big match più attesi: l’incontro tra All Blacks e Irlanda sul “palco” dell’Eden Park di Auckland.

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Nations Championship: la preview di una grande mattinata con All Blacks-Irlanda e Giappone-Francia

All Blacks-Irlanda sarebbe già uno dei confronti più interessanti nel panorama del rugby internazionale; se a questo si aggiunge la motivazione, in termini di punti e classifica, di competere all’interno di un unico torneo, come è il Nations Championship, ecco presenti tutti gli ingredienti per dare vita a un grandissimo spettacolo ovale.

Tuttoneri e Verdi si sono incontrati 39 volte nella loro storia, e i precedenti non darebbero spazio a dubbi: sono ben 33 le vittorie neozelandesi, contro un pareggio e soli 5 successi irlandesi. Ma la gran parte di questi ultimi sono arrivati negli ultimi anni, rendendo oggi il confronto molto più bilanciato di quello che direbbero i freddi numeri.

All’ultima partita disputata all’Eden Park, nel luglio 2022, si è assistito a una delle ultime larghe vittorie degli All Blacks sull’Irlanda (con un perentorio 42-19). Infatti, da allora, nei successivi cinque match i risultati sono stati ben più equilibrati. Uno dei più combattuti fu il quarto di finale dei Mondiali 2023, giocato a Parigi tra due squadre che diedero di tutto in campo fino all’ultimo (risultato finale 24-28 per la Nuova Zelanda).

Anche se in questi anni di acqua sotto i ponti ne è passata, la rivalità tra le due squadre è viva e, per come si presentano all’appuntamento, vegeta: entrambe sono a punteggio pieno nei loro gironi (con 10 punti), quindi l’incontro è un crocevia fondamentale per restare al comando della propria pool.

Non per caso entrambe le squadre metteranno in campo il meglio che hanno a disposizione. Così fa l’Irlanda che, dopo gli esperimenti col Giappone, torna a schierare titolari giocatori del calibro di Hugo Keenan, Jamison Gibson-Park, Sam Prendergast, Garry Ringrose, Tadhg Furlong, Josh van der Flier e Jack Conan, oltre agli inamovibili James Ryan e Tadhg Beirne.

In casa All Blacks, il nuovo allenatore Dave Rennie sa che questa è la vera partita per valutare il suo inizio sulla panchina tuttonera. Se la Francia era “indebolita” da diverse assenze e l’Italia non è ancora una rivale davvero competitiva (almeno queste le considerazioni da un’ottica neozelandese), un’Irlanda che si presenta con tutti i suoi pezzi più pregiati diventa l’autentico big match di questa fase del torneo.

Ecco allora che coach Rennie dà fiducia a diversi giocatori con cui ha costruito le vittorie precedenti, Cam Roigard e Ruben Love in regia, Damian McKenzie, Will Jordan, Jordie Barrett e ancora capitan Ardie Savea, Luke Jacobson, Ethan de Groot e Codie Taylor. Il tecnico si permette una sola vera novità, Josh Moorby titolare all’ala sinistra. Dopo aver debuttato dalla panchina contro l’Italia, per il metaman degli Hurricanes è questa la vera occasione di portare in nazionale quanto di buono fatto vedere con il club.

All Blacks: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Quinn Tupaea, 12 Jordie Barrett, 11 Josh Moorby, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Tupou Vaa’i, 5 Patrick Tuipulotu, 4 Josh Lord, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot.
A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Xavier Numia, 18 Fletcher Newell, 19 Anton Segner, 20 Peter Lakai, 21 Cortez Ratima, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Caleb Clarke.

Irlanda: 15 Hugo Keenan, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 Jimmy O’Brien, 10 Sam Prendergast, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Tadhg Beirne, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tadhg Furlong, 2 Dan Sheehan (C), 1 Tom O’Toole.
A disposizione: 16 Ronan Kelleher, 17 Jeremy Loughman, 18 Thomas Clarkson, 19 Nick Timoney, 20 Sean Jansen, 21 Craig Casey, 22 Ciaran Frawley, 23 Bundee Aki.

Come detto, la giornata di sabato 18 luglio è satura di partite di rugby. Quando ancora non sarà finito l’incontro tra All Blacks e Irlanda, ecco che ne inizierà subito un altro, quello tra Giappone e Francia a partire dalle ore 10:40 a Tokyo.

Se i precedenti tra queste due squadre parlano chiaro (i nipponici non hanno mai battuto i transalpini, sono riusciti a strappare un solo pareggio nel 2017), non bisogna però dare per scontato questo incontro. Certamente i Bleus partono da una base sicuramente superiore e possono contare su alcune grandissime stelle internazionali, ma questi Brave Blossoms di Eddie Jones non vanno sottovalutati.

Anche se privo di grande esperienza, questo nuovo Giappone è stato costruito per mettere in campo un gioco di ottimo livello che, se eseguito a dovere, può permettere a loro (come visto) di battere l’Italia e dare filo da torcere all’Irlanda. Nel complesso, coach Jones conferma molti elementi chiave della sua squadra, come la mediana Ryunosuke Ito-Naoto Saito, l’estremo Takuro Matsunaga, il seconda linea e capitano Warner Dearns. Decide inoltre di dare un po’ di turnover alla prima linea e sceglie una panchina 6+2, ben consapevole che contro la Francia la partita sarà molto logorante per il pacchetto di mischia.

Alla terza partita di un tour in giro per l’emisfero Sud, anche il tecnico della Francia Fabien Galthié concede un po’ di cambi ad alcuni suoi avanti: turnover in prima linea e spazio a Alexandre Roumat come numero 8. I trequarti titolari restano invece gli stessi che hanno iniziato settimana scorsa contro l’Australia: qui figurano grandi nomi come Romain Ntamack, Maxime Lucu, Matthieu Jalibert e Yoram Moefana. In panchina attende il suo possibile esordio Paul Graou, mediano di mischia del Tolosa (lo stesso club del giapponese Naoto Saito).

Giappone: 15 Takuro Matsunaga, 14 Kazuma Ueda, 13 Dylan Riley, 12 Samisoni Tua, 11 Kippei Ishida, 10 Ryunosuke Ito, 9 Naoto Saito, 8 Jack Cornelsen, 7 Ben Gunter, 6 Esei Haangana, 5 Warner Dearns (C), 4 Harry Hockings, 3 Keijiro Tamefusa, 2 Hayate Era, 1 Sojiro Otsuka.
A disposizione:16 Kenji Sato, 17 Takato Okabe, 18 Izi Sword, 19 Michael Stolberg, 20 Michael Leitch, 21 Tiennan Costley, 22 Taira Main, 23 Shunsuke Uenobo.

Francia: 15 Matthieu Jalibert, 14 Theo Attissogbe, 13 Fabien Brau-Boirie, 12 Yoram Moefana, 11 Aaron Grandidier-Nkanang, 10 Romain Ntamack, 9 Maxime Lucu (C), 8 Alexandre Roumat, 7 Marko Gazzotti, 6 Lenni Nouchi, 5 Emmanuel Meafou, 4 Florian Verhaeghe, 3 Regis Montagne, 2 Maxime Lamothe, 1 Jefferson Poirot.
A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Reda Wardi, 18 Sipili Falatea, 19 Hugo Auradou, 20 Tom Staniforth, 21 Killian Tixeront, 22 Paul Graou, 23 Kalvin Gourgues.

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