Nations Championship: la Nuova Zelanda domina l’Irlanda e chiude la fase estiva a punteggio pieno

Gli All Blacks indirizzano il match già nel primo tempo, respingono ogni tentativo di rimonta dei Verdi e conquistano un successo convincente all’Eden Park, campo imbattuto da 53 match

Nations Championship: 5 cambi nella (fortissima) formazione degli All Blacks per la partita con l'Italia

Nations Championship: la Nuova Zelanda domina l’Irlanda e chiude la fase estiva a punteggio pieno - ph. S. Pessina

Già dalla haka, sembrava che non ci fossero possibilità concrete per gli irlandesi di espugnare uno l’Eden Park di Auckland nella sfida di apertura dell’ultima giornata estiva del Nations Championship: Nuova Zelanda-Irlanda termina 40-21. Gli All Blacks completano la prima fase del Nations Championship con tre vittorie, anche quest’ultima ottenuta con bonus contro un’Irlanda mai realmente capace di imporre il proprio gioco e colpevole di troppi errori, dovuti spesso a una mediana non perfettamente registrata nei tempi e nei movimenti. Prova di carattere e di tecnica da parte dei padroni di casa, che mantengono l’imbattibilità dell’Eden Park che dura da 53 partite giocate in casa degli Auckland Blues.

Nuova Zelanda-Irlanda: la cronaca del primo tempo

Si inizia col “benvenuto” agli irlandesi con la Kapa OPango delle grandi occasioni, interpretata con un’intensità che lascia subito intendere a pubblico e soprattutto avversari quale sarà il tono della prestazione – quantomeno attitudinale – degli All Blacks. La palla, però, è subito nelle mani degli irlandesi e, dopo un paio di mischie di assestamento, i verdi riescono a dispiegare una buona azione sui 10m neozelandesi.

L’attacco viene fermato dalla difesa tuttanera – per onor del vero sempre vicino, se non oltre, al limite del fuorigioco – e le prime scaramucce dovute all’alta tensione in campo hanno luogo con de Groot e McCarthy protagonisti. Ne consegue una mischia, che fa da piattaforma per il primo attacco All Blacks: un break profondo di McKenzie si addentra nei 22m irlandesi, ma viene poi fermato, con l’insolita ma efficace liberazione al piede di Sheehan. Comincia una fase di cambi di possesso, up&under e tentativi di break tutti concentrati proprio a centrocampo, senza che nessuna delle due compagini trovi l’abbrivio giusto per garantirsi un avanzamento consistente.

Finalmente l’insistenza All Blacks trova spazio tra la linea verde e si porta in meta con il tuffo di Tuipulotu, dopo una costruzione multifase ad allargare e poi a verticalizzare che hanno fatto cedere la difesa irlandese. Al 14esimo si muove il tabellino: 7-o dopo la trasformazione di Ruben Love.

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Guidati dall’equiparato neozelandese Gibson-Park, gli irlandesi non fanno attendere la loro risposta e si portano subito nei 22m dei padroni di casa. La tensione, esacerbata dalla meta neozelandese, porta a un’altra fase di prese per la maglia e spintoni. Mette ordine il fischietto australiano di Nic Berry. Gli All Blacks riescono a liberare la propria area risalendo il campo, anche grazie ai continui e consistenti minibreak di Tupou Vaa’i. Una mischia a 5m garantisce ai neozelandesi la piattaforma giusta per provare ad affondare il secondo colpo. La difesa irlandese per un primo momento tiene, anche grazie a un paio di fuorigioco fischiati da Berry. Poco dopo, però, capitola con la percussione dell’eterno Savea. Trasforma Love: 14-0 al 22esimo.

L’Irlanda non riesce a trovare continuità di possesso e l’intercetto di Jordan a metà campo taglia le gambe alle velleità di risalita dei verdi e in poco tempo siamo di nuovo sulla linea di meta irlandese, la cui difesa stavolta resiste. Il fallo per pulizia pericolosa in ruck di Jacobson salva gli ospiti dalla probabile terza meta, e frutta all’autore del il primo sin bin della partita.

L’ennesima salita offensiva degli All Blacks viene fermata solo dallo spettacolare jackal del maestro della specialità Josh van der Flier, che innesca un bel break di Hugo Keenan. Gli irlandesi, però, sprecano e perdono l’ovale in touche. Dopo la liberazione neozelandese, si torna a giocare nei 22m dei padroni di casa a causa di un fallo in ruck dei tuttineri. Multifase con percussioni verticali e passaggi perfetti di Gibson-Park portano alla 16esima meta in verde di Jack Conan alla prima vera occasione da meta dei verdi. Trasforma Prendergast. Accorciano gli ospiti e si portano 14-7 al 34esimo.

Un clamoroso errore in ricezione di un passaggio degli irlandesi, però, regala a Will Jordan l’ennesima meta personale, siamo a quota 54 su 56 presenze in nazionale. I padroni di casa allungano subito e si riportano sul +14. Al 35esimo il tabellino dice 21-7 dopo la trasformazione di Love.

Sullo splendido 50-22 realizzato da un ispirato Ruben Love, rientra anche Jacobson dopo essere stato valutato solo non meritevole di upgrade a cartellino rosso. Gli All Blacks impostano subito un drive da touche e con due percussioni si portano a meta in mezzo ai pali con Asafo Aumua vicino alla fine del primo tempo. I padroni di casa chiudono il primo periodo con il punto di bonus in tasca: 28-7 dopo la quarta trasformazione di Love.

Gli irlandesi non si arrendono ad andare a riposo con questo risultato e si portano in touche in prossimità dei 5m neozelandesi. McCarthy organizza il drive che, però, non avanza. Il jackal di Jacobson, poi, chiude la porta ai tentativi irlandese di andare a meta.

Nuova Zelanda-Irlanda: la cronaca del secondo tempo

Il break negli spogliatoi è servito agli uomini di Farrell, che scendono in campo con un altro piglio e decisamente meglio organizzati. In pochi minuti trovano un avanzamento consistente e si portano sulla linea di meta dei neri. Dopo diversi pick&go da ruck, a trovare la meta è il sempre più convincente McCarthy, che al 44esimo segna la seconda meta irlandese. Trasforma Prendergast per il 28-14.

Gli All Blacks tornano subito a mettere le cose in chiaro e scelgono un multifase infinito, garantito da un avanzamento costante nonostante i tanti fuorigioco degli irlandesi. Grazie a uno di questi, i padroni di casa trovano una touche a 5 metri e organizzano un altro drive maul. Questo, però, non fa strada, quindi i tuttineri allargano il gioco da una parte all’altra del campo. Ruben Love quasi arriva a meta dopo una veronica con due irlandesi addosso. Ci arriva, invece, McKenzie alla fase immediatamente successiva con un pick&go fulmineo. Dopo la trasformazione di Love siamo sul 35-14.

L’Irlanda non è una squadra che si arrenda facilmente, anzi, non è una squadra che si arrenda in assoluto. Grazie a un fallo neozelandese, si riportano velocemente in zona pericolosa e, dopo un passaggio splendido all’altezza di Prendergast, Keenan può depositare l’ovale in meta. L’apertura irlandese trova anche la trasformazione, per nulla scontata data distanza e angolazione. 35-21 al 63esimo.

Gli All Blacks tornano subito a fare gli All Blacks e mettono in piedi una struttura offensiva solida e convincente, inanellando 32 fasi consecutive con continui break e percussioni verticali. Dopo gli avanzamenti profondi di Clarke, Jansen e Moorby, però, Barrett commette un in avanti e concede la liberazione senza pressione al piede agli irlandesi. Degna di nota anche la difesa irlandese, che non ha mai commesso falli nell’infinito multifase neozelandese, gestendo arretramenti necessari e avanzamenti arrembanti della linea difensiva.

Nuova Zelanda-Irlanda finisce un po’ com’era cominciata: gli All Blacks in costante attacco, nonostante la presenza sia offensiva sia difensiva irlandese. Un altro incessante e avanzante multifase regala ai padroni di casa la sesta meta tuttanera con Liner Brown che si tuffa oltre la linea. Manca la trasformazione McKenzie. Il match dell’Eden Park si chiude sul 40-21 per gli All Blacks, che chiudono il loro Nations Championship a punteggio pieno in questa prima fase estiva e si candidano a pieno titolo alla conquista del torneo nella fase autunnale. I tuttineri sono tornati.

Simone Zivillica

Nations Championship: il tabellino di Nuova Zelanda-Irlanda

All Blacks: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Quinn Tupaea, 12 Jordie Barrett, 11 Josh Moorby, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Tupou Vaa’i, 5 Patrick Tuipulotu, 4 Josh Lord, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot.
A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Xavier Numia, 18 Fletcher Newell, 19 Anton Segner, 20 Peter Lakai, 21 Cortez Ratima, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Caleb Clarke.

Marcatori Nuova Zelanda

Mete: Tuipulotu (14′); Savea (21′); Jordan (34′); Aumua (38′); McKenzie (55′); Lienert-Brown (78′)
Trasformazioni: Love (15′); Love (22′); Love (35′); Love (39′); Love (56′); McKenzie (79′)
Calci di punizione: –

Cartellini gialli: Jacobson (27′)

 

Irlanda: 15 Hugo Keenan, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 Jimmy O’Brien, 10 Sam Prendergast, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Jack Conan, 7 Josh van der Flier, 6 Tadhg Beirne, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tadhg Furlong, 2 Dan Sheehan (C), 1 Tom O’Toole.
A disposizione: 16 Ronan Kelleher, 17 Jeremy Loughman, 18 Thomas Clarkson, 19 Nick Timoney, 20 Sean Jansen, 21 Craig Casey, 22 Ciaran Frawley, 23 Bundee Aki.

Marcatori Irlanda

Mete: Conan (32′); McCarthy (44′); Keenan (62′)
Trasformazioni: Prendergast (33′); Prendergast (45′); Prendergast (63′)
Calci di punizione: –

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