Andrea Duodo: “Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta”
Il presidente della FIR inquadra le difficoltà economiche del rugby a livello italiano e internazionale
Andrea Duodo: "Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta" - ph. OnRugby
Galles, Inghilterra, Australia, il Super Rugby, fino ai casi a noi più vicini come quelli di Colorno e Verona: il rugby sta vivendo una difficoltà finanziaria non limitata a qualche realtà, ma comune ad entrambi gli emisferi e che colpisce anche i territori storicamente più forti.
Difficoltà di cui è consapevole il presidente della FIR Andrea Duodo e che sin dalla sua elezione si è posto l’obiettivo di fare i conti con la realtà e mettere il bilancio federale in acque sicure.
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Il presidente Andrea Duodo ne ha parlato in un’intervista a Il Mattino di Padova, tanto degli allarmi a livello locale quanto internazionale. E secondo lui c’è un solo modo per superare le difficoltà finanziarie.
Andrea Duodo: “Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta”
Di fronte alle difficoltà emerse anche nei territori veneti, come nel caso di Verona ma anche a difficoltà nel budget che rischia di accusare una squadra strutturata come Petrarca, Andrea Duodo ha risposto: “Importante è che i club adesso facciano tesoro di una parola: sostenibilità”.
“Anzi, di due: l’altra è continuità. Meglio un passo indietro per garantire futuro alle giovanili, ai ragazzi, al movimento e al radicamento sul territorio, che passi avventati che rischierebbero di far saltare tutto domani. In questo senso apprezzo i club che stanno seguendo questa strada, magari dolorosa ma necessaria per avere futuro”.
“Sul piano generale, di fronte a società che fanno il passo secondo la gamba, tanto di cappello. Sostenibilità assoluta. In questa fase è necessaria. Anche noi come Federazione abbiamo intrapreso la razionalizzazione delle spese per coprire i passivi”.
“Ma nessuno è perfetto – ha proseguito Andrea Duodo – si consideri anche la realtà del rugby di oggi. Nel mondo c’è un solo movimento rugbistico che ha risorse impensabili per ogni altra realtà, la Francia, grazie ai diritti televisivi”.
“In Galles invece si pensa a tagliare una franchigia in URC, in Inghilterra diversi club sono saltati, in Nuova Zelanda il Super Rugby è messo in discussione. E altre federazioni, come la nostra, non hanno canali televisivi che paghino il prodotto rugby, e devono a loro volta investire”.
“Soluzioni magiche non ce ne sono. Certo, bisogna uscire dai campanili, fare rete, massimizzare le risorse a disposizione razionalizzando i costi, creare sinergie”, ha dichiarato il presidente della FIR Andrea Duodo.