Ospreys, il nuovo accordo con la WRU è vicino ma non è ancora firmato: resta l’ombra del taglio a tre regioni

Mentre il club con base a Swansea potenzia le strutture, dalla federazione non arrivano segnali precisi sul futuro

Pro14: Ospreys vincenti nel recupero contro Connacht ph. Sebastiano Pessina

Ospreys, il nuovo accordo con la WRU è vicino ma non è ancora firmato: resta l’ombra del taglio a tre regioni

Il rugby gallese continua a muoversi in un quadro tutt’altro che chiaro. Gli Ospreys non hanno ancora firmato il nuovo Professional Rugby Agreement, l’intesa che dovrebbe definire il funzionamento del rugby professionistico in Galles nei prossimi anni e che, almeno sulla carta, garantirebbe la sopravvivenza della franchigia almeno fino al 2028.

A confermarlo è stato l’amministratore delegato Lance Bradley, che ha spiegato come il club sia vicino alla firma ma non abbia ancora messo nero su bianco l’accordo. Il nodo, però, va ben oltre i tempi della trattativa. Tutto si inserisce infatti dentro il piano della WRU, che vuole ridurre da quattro a tre le squadre professionistiche maschili gallesi in tempo per la stagione 2028-29.

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Ospreys: la società potenzia le strutture ma rischia di essere tagliata

È questo il punto che rende la situazione ancora una volta delicata. Da una parte gli Ospreys dicono di essere vicini al nuovo PRA e Bradley assicura che non ci sono problemi sostanziali sul testo; dall’altra, però, resta sullo sfondo la prospettiva di un sistema destinato comunque a perdere una regione. Non a caso anche gli Scarlets non hanno ancora aderito al nuovo accordo, mentre Cardiff e Dragons, oggi controllati direttamente dalla WRU, hanno già firmato nel 2025 un’intesa valida fino al 2030.

Bradley, da parte sua, continua a difendere con forza il modello a quattro franchigie. E lo fa anche sul piano simbolico, indicando in Ospreys-Scarlets come “la partita di club più importante del rugby gallese”, una rivalità che secondo lui andrebbe preservata, non solo per una questione affettiva ma anche per ribadire che il rugby professionistico in Galles ha ancora bisogno di radicamento territoriale e identità forti.

Nel frattempo il club prova comunque a dare segnali di solidità. La prossima settimana inizieranno infatti i lavori per la riqualificazione da 5 milioni di sterline di St Helen’s, il nuovo stadio degli Ospreys a Swansea. L’obiettivo è averlo pronto, almeno nella sua parte essenziale, per l’inizio della stagione 2026-27, anche se alcuni interventi proseguiranno in corso d’opera. In questo senso il momento storico è paradossale: gli Ospreys cercano di accreditarsi come una realtà con basi, struttura e ambizione pur rischiando di scomparire dalla mappa delle società professionistiche.


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