John Kirwan smonta il Super Rugby: “Penso che sia finita”
L'ex CT dell'Italia ha analizzato la situazione del principale torneo dell'emisfero sud auspicando un cambio radicale
John Kirwan smonta il Super Rugby: "Penso che sia finita"
Il dibattito sulla qualità complessiva del Super Rugby va avanti da molto tempo. Tante voci autorevoli del rugby mondiale si sono espresse sulla ridotta competitività del torneo australe.
Anche John Kirwan ha parlato del futuro del Super Rugby, descrivendo la situazione con una franchezza quasi brutale: «Il Super Rugby è stato straordinario per noi negli ultimi trent’anni, ma penso che sia finita». Non solo una provocazione, ma il giudizio netto di chi vede una competizione che, dopo aver rappresentato per anni il punto più alto del rugby per club dell’emisfero sud, oggi non riesce più ad accendere davvero l’interesse del pubblico.
Secondo l’ex CT dell’Italia il Super Rugby, per sopravvivere, deve cambiare radicalmente. Il modello attuale, secondo lui, non basta più. Tra pubblico in calo, difficoltà economiche e la perdita di pezzi importanti come le franchigie sudafricane, il torneo ha smesso di essere quel riferimento globale che era stato dopo il passaggio al professionismo nel 1996. Per questo l’ex All Black chiede coraggio ai dirigenti: «Dobbiamo ridefinirlo, dobbiamo capire che cosa sia davvero, e credo che dobbiamo tornare al tribalismo e alla tradizione».
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John Kirwan:”Abbiamo bisogno di una parte dei diritti televisivi destinata alle franchigie”
Kirwan parla senza filtri e spiega che in Nuova Zelanda il rugby continua a vivere soprattutto nelle rivalità locali, in quei legami identitari che una struttura troppo larga o troppo artificiale rischia di annacquare. Non a caso arriva a proporre un allargamento del numero di squadre neozelandesi e invita anche l’Australia a recuperare realtà storiche come Randwick, nel tentativo di restituire al torneo un’anima più riconoscibile.
C’è poi il tema economico, che resta centrale: «Abbiamo bisogno di una parte dei diritti televisivi destinata alle franchigie, in modo che possano iniziare a essere davvero professionistiche e a reggersi economicamente sulle proprie gambe.» È una riflessione che arriva in un momento delicato, in cui il crollo dei Melbourne Rebels nel 2024 e le difficoltà dei Moana Pasifika hanno reso ancora più evidente la fragilità del sistema.
Il confronto con l’Europa è impietoso. Kirwan lo dice apertamente, mentre in Francia e in Inghilterra il rugby di club continua a produrre pubblico e vitalità, nell’emisfero sud gli spalti si svuotano. Un segnale che deve innescare una riflessione definitiva sul Super Rugby, perché così com’è, non basta più.