Sei Nazioni 2026: chi sono i 12 “Instancabili” del torneo
Una dozzina di giocatori non ha saltato neanche un minuto delle partite in programma
Giocare tutti e 400 i minuti a disposizione nell’arco del Sei Nazioni 2026. Un’impresa per pochi, che però sono riusciti a portare a termine la “missione” di diventare di fatto instancabili e insostituibili lungo tutto lo sviluppo del torneo, quest’anno con un formato più compatto.
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Sei Nazioni 2026: chi sono i 12 “Instancabili” del torneo
Sono 2 per tutte le nazioni, tranne che per Inghilterra – solo 1 – e Francia, in questo caso 3 per i Blues. Andiamo a vedere chi sono e quale ruolo occupano in mezzo al campo.
Italia
Tommaso Menoncello e Paolo Garbisi: il centro e il mediano d’apertura non hanno mancato un minuto delle partite degli Azzurri risultando sempre molto coinvolti all’interno delle partite, con il centro addirittura riconosciuto come uno dei migliori giocatori del Sei Nazioni 2026.
Francia
L’intero triangolo allargato formato dalle ali Theo Attissogbe, Louis Bielle-Biarrey e Thomas Ramos. Attisogbe è stato in grado di andare a mettere “linfa nuova” in un comparto già molto collaudato e illuminato dalle sgasate di Bielle-Biarrey e dalla precisione al calcio di Thomas Ramos, che di fatto ha deciso il torneo con il suo ultimo piazzato, in un torneo che – per necessità – l’ha visto anche giocare da apertura.
Inghilterra
Tommy Freeman uno inglese presente sempre nel torneo. Capace di giocare in vari ruoli della trequarti, sia per necessità sia per ordine tattico. Uno dei pochi a salvarsi nel nubifragio della Rappresentativa della Rosa
Irlanda
Fra i verdi c’è il centro Stuart McCloskey e il capitano terza linea Caelan Doris: il primo è stato fra i migliori centri del torneo, mentre il secondo oltre ad aver finito il Sei Nazioni 2026 addirittura in crescendo, con la sua imponente mole di lavoro, è l’unico avanti presente nella lista.
Scozia
Sione Tuipulotu e Finn Russell: a proposito di capitani e di giocatori sulla trequarti. I Braveheart di Gregor Townsend hanno avuto sempre due solide ancore a cui appoggiarsi specialmente nel gioco offensivo, fatto sia di concreti avanzamenti sia di invenzioni estemporanee.
Galles
Nei Dragoni, che hanno iniziato la loro marcia di risalita verso la completa competitività sulla scena internazionale, due i punti di riferimento: il “rientrante” Louis Rees Zammit, tornato dopo l’esperienza negativa in NFL, con mansioni principalmente da estremo, e l’altra ala Josh Adams, veterano che non ha mai tradito in termini di consistenza sul suo binario di gioco.