Steve Tandy dopo la vittoria con l’Italia: “Il legame con la nostra nazione è qualcosa di molto forte e i ragazzi hanno risposto al meglio”
L'allenatore del Galles plaude alla risposta emotiva del gruppo, anche quando gli Azzurri hanno provato a tornare in partita
Steve Tandy dopo la vittoria con l'Italia: "Il legame con la nostra nazione è qualcosa di molto forte e i ragazzi hanno risposto al meglio"
Il Galles torna a vincere nel Sei Nazioni e lo fa nel modo più emozionante possibile: spinto dal Principality Stadium e da una prestazione costruita su intensità, disciplina e convinzione. Di fronte c’era un’Italia che arrivava alla partita con le aspettative di una squadra capace di battere Scozia e Inghilterra, oltre che giocare per lunghi tratti alla pari con Francia e Irlanda.
Nel post partita Steve Tandy non nasconde l’emozione per un successo atteso a lungo, ma soprattutto insiste su un concetto che per lui è diventato il marchio di fabbrica della sua gestione: prima viene la prestazione, poi, inevitabilmente, arriva il risultato.
«Credo ci sia un orgoglio enorme dentro il gruppo. Il pubblico è stato incredibile. Quel legame con la nostra nazione è qualcosa di molto forte e i ragazzi hanno risposto al meglio. Per noi è una giornata emotivamente gigantesca». Il punto cruciale è che la squadra si è presentata con un piano chiaro e lo ha eseguito: «Avevamo chiesto una prestazione e sentivamo che, se avessimo fatto bene da quel punto di vista, sarebbe arrivato anche il risultato. Oggi i ragazzi lo hanno fatto davvero».
Tandy collega il successo sull’Italia alle lezioni accumulate nel torneo, soprattutto dopo i momenti più difficili. Cita la Francia e l’Inghilterra come partite formative, in cui il Galles ha capito quanto sia sottile il confine tra restare in partita e finire schiacciati nel punteggio. Ma la svolta, secondo lui, è arrivata nella gestione della disciplina: «Ci siamo fatti prendere dal panico, concedendo calci di punizione in uno stato emotivo troppo acceso. Da allora i ragazzi sono cresciuti settimana dopo settimana, migliorando la fiducia e la coesione di squadra».
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Steve Tandy: “In questo gruppo non è mai mancata la voglia, la fisicità o l’etica del lavoro”
Tra i simboli del match c’è Aaron Wainwright, elogiato non solo per l’impatto e le due mete ma per il carisma. Tandy racconta di averlo visto concentratissimo anche dopo un infortunio in settimana e insiste su un principio semplice: « I grandi leader giocano bene. Lui lo fa. Non salta un minuto di allenamento. Vuole continuare a migliorare.”
Sul piano tecnico, il coach gallese rivendica soprattutto il coraggio in attacco. Dopo la sconfitta di misura con la Scozia gli era stato chiesto se sarebbe servito approcciare la partita in modo più conservativo, ma la risposta del campo è stata opposta: «Quando abbiamo segnato, abbiamo continuato ad avanzare. Non abbiamo pensato a prendere tre punti, siamo stati coraggiosi». Un atteggiamento che, per lui, nasce dalla convinzione di poter segnare quando si entra nei 22, come dimostrano anche le scelte prima dell’intervallo.
Infine la difesa, soprattutto nei minuti finali, quando l’Italia ha continuato a cercare punti e azioni pericolose nonostante il divario:«Nel rugby di oggi non basta mai. Penso allo sforzo di Ellis Mee per evitare una meta. Parliamo sempre di margini, e quelli sono margini sottilissimi: l’inerzia di una partita può cambiare in ogni momento. In questo gruppo non è mai mancata la voglia, la fisicità o l’etica del lavoro. Il punto è capire fin dove i giocatori possono arrivare con questa etica del lavoro, e fin dove possono spingersi fisicamente. È stato davvero molto positivo. Gli ultimi dieci minuti sono sembrati lunghi, si sono trascinati. Ma lo sforzo dei ragazzi è stato importante: stanno migliorando, però dobbiamo andare oltre. Dobbiamo essere più forti.»