Scozia, dalla sconfitta con l’Italia al sogno Sei Nazioni. Tuipulotu: “Scesi all’inferno e poi risaliti”

Il capitano scozzese ci crede: "La pressione è tutta sull'Irlanda, e noi vogliamo essere i primi a fare la storia". Gli scozzesi infatti non hanno mai vinto il torneo nella versione a sei squadre

Scozia, dalla sconfitta con l'Italia al sogno Sei Nazioni. Tuipulotu:

Scozia, dalla sconfitta con l'Italia al sogno Sei Nazioni. Tuipulotu: "Scesi all'inferno e poi risaliti" (ph. Sebastiano Pessina)

Dopo la sconfitta di Roma con l’Italia, nessuno pensava che la Scozia potesse lottare per vincere il Sei Nazioni. A domanda diretta, nella sala stampa dell’Olimpico l’allenatore scozzese Townsend rispose piccatissimo “non è una cosa di cui voglio parlare adesso”. Poi la Scozia si è trasformata, nel suo costante incedere di alti e bassi: ha demolito l’Inghilterra, ha rischiato la frittata con il Galles vincendo comunque in rimonta e poi ha dato un’ora di lezione di rugby alla Francia, prima di addormentarsi nel finale e concedere comunque il bonus nella vittoria per 50-40 contro i Bleus.

La Scozia ha sempre abituato tutti a questi tornei in altalena, quest’anno però arriva all’ultima giornata con concrete possibilità di giocarsi il Sei Nazioni: deve battere l’Irlanda e poi sperare che l’Inghilterra batta la Francia. “Siamo passati attraverso l’inferno e siamo risaliti insieme. Vogliamo essere i primi a vincere il Sei Nazioni, e la nostra forza come squadra deriva dal modo in cui abbiamo attraversato le difficoltà, scendendo anche all’inferno. Essere resilienti in quei momenti è ciò che mi dà più fiducia nel fatto che a Dublino saremo la migliore versione di noi stessi” ha detto il capitano scozzese Sione Tuipulotu nella conferenza stampa di presentazione del match, dopo il captain’s run a Dublino.

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Come detto, la Scozia è obbligata a vincere per tentare l’assalto al Sei Nazioni. E in ogni caso, una vittoria varrebbe automaticamente la Triple Crown (la vince una britannica quando batte le altre tre) e sarebbe la prima volta per la Scozia da quando il torneo è a sei squadre: “In passato, quando venivamo all’Aviva Stadium, vincere era più una speranza che una vera aspettativa. E questo è anche per merito della grande squadra che è l’Irlanda. Ora abbiamo costruito questa fiducia, ma poi bisogna anche agire: non serve a nulla limitarsi a crederci e poi andare in campo senza tradurre quella fiducia in azioni. Ed è questo ciò che vogliamo fare” ha detto Tuipulotu.

Il centro della Scozia ha poi proseguito: “Noi ci crediamo. Abbiamo costruito questa fiducia all’interno del gruppo, ma ora bisogna metterla in pratica. Ne abbiamo parlato per tutta la settimana e adesso è il momento di farlo”.

L’ultima vittoria scozzese risale al 2017. Oggi in campo ci saranno tre reduci da quella partita: Zander Fagerson, Finn Russell e Huw Jones. “Ovviamente è un dato che esiste e non ha senso dire che non ci abbiamo pensato” ha detto Tuipulotu: “Ma penso anche che questo metta più pressione su di loro che su di noi. Non vogliono essere la squadra che interrompe la propria serie di vittorie e non vogliono essere la squadra che perde all’Aviva davanti a 45.000 persone, o quante ne possa contenere questo stadio. Meritano la pressione di essere i favoriti in questa partita per quello che hanno fatto in passato” ha concluso il capitano scozzese.

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