È una Scozia folle: domina la Francia, poi si spegne e ora rischia di perdere il Sei Nazioni nel modo più assurdo
A Edimburgo la Nazionale del Cardo ha giocato 60 minuti mostruosi, poi il solito black out ha permesso ai Bleus di rimettere le mani sul trofeo: si deciderà tutto all'ultima giornata
È una Scozia folle: domina la Francia, poi si spegne e ora rischia di perdere il Sei Nazioni nel modo più assurdo
Al 64′ il risultato di Scozia-Francia era 47-14. All’80’ è finita 50-40. Solo la Scozia può fare una cosa del genere, rischiando di buttare via tutto dopo oltre un’ora di rugby meraviglioso. Già, perché la rimonta francese – seppur non completa – stravolge completamente il finale del Sei Nazioni.
Fino al 74′, quando è arrivata la meta del bonus francese, la Scozia aveva almeno una mano sul trofeo: era prima in classifica in solitaria con 16 punti, con la Francia a 15 e l’Irlanda a 14 (anche se da affrontare a Dublino). Non sarebbe di certo finita qui, ma gli scozzesi avrebbero potuto andare in Irlanda con la consapevolezza di essere totalmente padroni del loro destino e di potersi giocare qualcosa di storico: il loro primo Sei Nazioni. L’ultima vittoria, infatti, risale al 1999, quando il torneo era ancora a 5 squadre.
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Il problema è che quel black-out finale, con 4 mete concesse in poco più di un quarto d’ora, ha stravolto tutto: la Francia ha fatto il bonus offensivo ed è salita a quota 16, e come se non bastasse ha pure limitato i danni con la differenza punti, che rimane nettamente superiore alla concorrenza. I Bleus, infatti, sono a +79 contro il +21 della Scozia. Questo significa che in caso di arrivo a pari punti il torneo lo vincerebbe la Francia. Pesa soprattutto la batosta rifilata al Galles (54-12) mentre invece la Scozia ha rischiato di perderci. E per fortuna Russell al 77′ ha pensato bene di piazzare, perché senza quei 3 punti la Francia avrebbe fatto addirittura il doppio bonus, difensivo e offensivo, e sarebbe salita a quota 17.
È incredibile come la Scozia riesca sempre nell’impresa di farsi del male da sola, anche nella giornata più bella, quella che avrebbe potuto cambiare la storia recente del rugby scozzese. Del resto, è tutto il Sei Nazioni scozzese ad essere stato un’altalena continua: la Scozia ha iniziato perdendo in Italia, sotto il diluvio di Roma, poi a Murrayfield ha demolito l’Inghilterra 31-20 dopo un parziale di 17-0 nei primi 13 minuti. Sembrava il definitivo segnale di ripresa, ma gli scozzesi hanno rischiato il disastro contro il Galles, rimontando solo nel finale, vincendo 26-23 ed evitando una figuraccia.
Poi, contro la Francia, prima un’ora capolavoro, un dominio quasi surreale, poi l’incredibile black-out che ha riaperto i giochi. E una vittoria che avrebbe potuto fare la storia si è trasformata in un successo a metà, perché potrebbe non bastare a vincere il Sei Nazioni.
La Francia, infatti, giocherà a Parigi contro l’Inghilterra nell’ultima giornata (e nell’ultima partita) del torneo. Il super-Saturday, invece, inizierà proprio con Irlanda-Scozia. A questo punto la squadra di Townsend non è più padrona del proprio destino: deve vincere – possibilmente col bonus – e sperare che la Francia non vinca, o che quantomeno non lo faccia con il bonus offensivo. A parità di punteggio, infatti, vincerà la Francia grazie alla netta superiorità della sua differenza punti. E la Scozia, ancora una volta, chiuderà il torneo col rimpianto di essere andata vicino a vincerlo, ma senza riuscirci.
Francesco Palma