Inghilterra, Borthwick: “Italia squadra eccellente, contro squadre così se cali anche solo dell’1% perdi”
Sconsolato anche il capitano Maro Itoje: "La colpa è nostra, solo nostra, non degli allenatori che hanno fatto il massimo"
Inghilterra, Borthwick: "Italia squadra eccellente, contro squadre così se cali anche solo dell'1% perdi" (ph. Sebastiano Pessina)
ROMA – Mentre da una parte l’Italia fa la storia, dall’altra c’è un’Inghilterra che sembra precipitata in una crisi profonda, quasi incredibile se si pensa alle 11 vittorie consecutive con cui la squadra di Borthwick si era presentata al Sei Nazioni. E con il Galles, alla prima giornata, le vittorie erano diventate 12, prima del crollo contro Scozia, Irlanda e ora l’Italia, che per la prima volta nella sua storia ha battuto gli inglesi. In conferenza stampa il capo allenatore Steve Borthwick è sconsolato, così come il capitano Maro Itoje, ma per prima cosa ha riconosciuto i meriti dell’Italia.
“Siamo estremamente delusi, ma penso sia giusto fare i complimenti all’Italia per una prestazione fantastica e per essere una squadra eccellente: tutti possono vederlo e lo vedono ormai da tempo. Per quanto riguarda noi, è evidente che non è la situazione in cui volevamo trovarci: siamo alla terza sconfitta di fila dopo 12 vittorie consecutive. L’unica cosa che possiamo fare è prepararci con una grande settimana di allenamenti per andare a Parigi e giocare contro la Francia sabato prossimo” ha spiegato Borthwick.
Sconsolato anche Maro Itoje, che però ci tiene a prendersi tutte le responsabilità della sconfitta: “La colpa è nostra, solo nostra. I nostri allenatori hanno fatto il massimo per metterci nelle migliori condizioni, ma non abbiamo fatto bene. La chiave del match? La disciplina, soprattutto tra il 60′ e il 75′, e lì abbiamo permesso all’Italia di ribaltare la partita. È stato un match molto duro e logorante: tanti contatti, tanti placcaggi”.
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Il tecnico è stato incalzato dai giornalisti inglesi sulle ragioni di questa crisi improvvisa e inaspettata: “Penso che ci siano diversi fattori e credo che la squadra stia cercando di lavorare su questi aspetti. Oggi è stata chiaramente una partita diversa dalle ultime due. Contro Scozia e Irlanda siamo andati subito sotto nel punteggio e ci siamo ritrovati a inseguire per quasi tutta la partita. Oggi invece, al 60′ eravamo avanti 18-10 e avevamo il controllo del gioco”.
Per Borthwick, la partita dell’Olimpico ha avuto un preciso punto di svolta: “Eravamo in 15 contro 14 e avevamo una mischia a circa 20-25 metri dalla loro linea di meta. Loro tolgono un’ala per mettere un tallonatore e in quel momento pensi: questa è esattamente la situazione in cui vogliamo trovarci. Poi però arriva un calcio di punizione contro, a circa 30 metri dai nostri pali, con un cartellino giallo, seguito poi da un altro giallo. In quei 10-15 minuti loro sono stati molto bravi e sono riusciti a rientrare in partita senza permetterci di allungare nel punteggio. Non abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ma dobbiamo dare anche merito agli avversari: il Sei Nazioni è estremamente competitivo e lo si vede chiaramente: le squadre possono battere chiunque. Se cali anche solo dell’1 o del 2% in un qualsiasi momento della partita, vieni punito perché gli avversari sono molto forti. Oggi nel giro di 15 minuti la partita si è ribaltata, e sono bastati a permettere all’Italia di passare davanti”.
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Borthwick, però, non perde la fiducia nel gruppo e nel progetto: “Questo è l’anno prima del Mondiale e abbiamo già visto situazioni simili con l’Inghilterra. Basta pensare al 2018: la squadra non era in una grande posizione, ma l’anno successivo, quello del Mondiale, si è dimostrata in ottima forma. Adesso è un momento difficile, non c’è dubbio, e non stiamo cercando di nasconderlo. Non siamo dove vorremmo essere in termini di risultati e prestazioni”. Al tecnico è arrivata anche una domanda pesante dai giornalisti inglesi, che gli hanno chiesto se sente di essere ancora l’uomo giusto per l’Inghilterra: “Con la Federazione siamo molto chiari: io, Conor O’Shea e Bill Sweeney parliamo regolarmente e discutiamo della visione futura della squadra. Credo che si possa vedere la crescita della squadra nell’ultimo periodo, soprattutto negli ultimi dodici mesi, ed è stata molto forte. Si può vedere la direzione in cui sta andando la squadra e il tipo di giocatori che sta emergendo”.
“Questo è un momento difficile, ma come in ogni esperienza cercheremo di imparare e di diventare una squadra più forte. Ciò che è particolarmente deludente riguarda l’impatto della disciplina che abbiamo avuto in questo torneo. Se guardiamo i numeri, non è abbastanza.
Siamo stati molto chiari e trasparenti: sette cartellini gialli e uno rosso in quattro partite. Contro avversari di qualità questo pesa tantissimo. In definitiva, quel periodo attorno al 65° minuto è stato il punto di svolta della partita. Fino a quel momento la squadra aveva fatto molte cose molto buone e si era messa in una posizione vincente, controllando bene la gara. Queste non sono le prestazioni e i risultati che volevamo dare ai nostri tifosi” ha proseguito il tecnico.
Francesco Palma