Sei Nazioni: a Lille con la Francia c’è la “prova del fuoco” per l’Italia. La preview del match
Le chiavi tattiche di una partita ricca d'incognite: i Blues non hanno ancora spinto davvero al 100% per 80 minuti. Saranno gli Azzurri a spingerli al limite?
Sei Nazioni: a Lille con la Francia c'è la "prova del fuoco" per l'Italia. La preview del match (ph. Sebastiano Pessina)
Domenica 22 febbraio, Stade Pierre Mauroy (o Decathlon Arena), ore 16.10: Francia-Italia chiude la terza giornata del Sei Nazioni 2026. In questo Sei Nazioni così imprevedibile, così incredibilmente capace di ribaltare i pronostici in ogni partita, è rimasta soltanto una certezza – per ora: è la Francia, capace di macinare gli avversari dando addirittura l’impressione di non spingere del tutto sull’acceleratore. Con l’Irlanda è bastata una grande mezz’ora tra primo e secondo tempo per portare a casa il bonus, poi i Bleus come sempre hanno iniziato a “specchiarsi”, fino a rendere il distacco meno evidente rispetto alla superiorità mostrata. Con il Galles non c’è mai stata partita, nonostante i tanti errori di una Francia che è andata al risparmio dal primo all’80’ e che – anzi – ha spinto di più nel finale, con i subentrati francesi che avevano tanta voglia di conquistarsi un posto in squadra.
Insomma, finora una Francia davvero al 100% non si è ancora mai vista in questo Sei Nazioni: che sia l’Italia l’avversaria giusta per spingere i Bleus al limite? Chissà. Ovviamente nessuno chiede agli Azzurri di espugnare Lille, ma dalla squadra di Quesada ci si aspetta a questo punto una partita che confermi quanto fatto vedere nelle prime due giornate. Dall’altra parte infatti c’è un’Italia che sta facendo il suo, lo sta facendo molto bene e che forse non era mai arrivata in Francia in queste condizioni: forte anche di testa, consapevole, dominante in mischia e ora con un Capuozzo in più. La vittoria con la Scozia ha sicuramente tolto tanta pressione ai ragazzi di Quesada, che hanno potuto giocare più liberi di testa senza l’ansia di dover per forza inseguire un successo, e a Dublino hanno sfiorato l’impresa in uno dei campi storicamente più difficili per loro.
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È una sorta di prova del fuoco: l’Italia può dimostrare di essere diventata davvero grande in casa dei padroni del torneo. Fabien Galthié alla vigilia si è sperticato in lodi verso gli azzurri: ormai è diventata una tradizione da parte degli allenatori avversari. Sicuramente pensano ciò che dicono, ma è innegabile che ci sia anche un po’ di pretattica e di volontà di spostare un po’ di pressione sugli Azzurri.
Le chiavi tattiche: dove si vince Francia-Italia
Il tetto sarà chiuso e il campo sarà quindi al riparto dalla pioggia e dal vento che stanno imperversando su Lille (come si è visto anche nella sfida di under 20 di ieri sera) ma ciò non cambia l’importanza che la mischia avrà in questa partita. Gli Azzurri hanno arato chiunque si sia posto loro davanti, e Galthié ha abiurato – almeno all’inizio – all’esperimento delle cinque terze linee per schierare due seconde “pure”: Flament e Meafou, per avere maggiore spinta dietro le prime linee e garantirsi anche qualche opzione in più in touche, fondamentale in cui Zambonin si sta dimostrando stellare. Difficile dire se l’Italia riuscirà ad avere lo stesso dominio mostrato contro Scozia e Irlanda, ma una mischia stabile potrebbe bastare e avanzare per rendere efficace un’altra delle principali armi azzurre: le azioni da prima fase, con Fusco, Garbisi e Marin rapidissimi a muovere il pallone e a innescare i compagni. Anche perché i centri francesi (Gailleton e Brau-Boarie) sono sicuramente forti, ma non così esperti a livello internazionale. E di questo l’Italia deve approfittarne.
Poi è chiaro che una partita del genere, ancor di più al riparo dalle intemperie, si giocherà tanto con i trequarti. Del resto, Francia e Italia sono le squadre che hanno calciato di meno nelle prime due giornate: 69 calci tattici francesi, addirittura solo 56 italiani. Stesso discorso vale per i calci dalla base: 26 per la Francia, quinta, e 20 per l’Italia, sesta in questa speciale graduatoria. Va detto che gli Azzurri hanno calciato dalla base solo quando ne sentivano la reale necessità, mandando Ioane e Lynagh a mettere pressione al triangolo allargato avversario grazie a delle buone esecuzioni di Fusco, chiamato oggi a un confronto mastodontico contro il miglior giocatore del mondo, quell’Antoine Dupont che persino nello sport di squadra per eccellenza può vincere le partite da solo.
Dal punto di vista tattico è lecito però aspettarsi qualcosa di diverso, soprattutto per via dell’infortunio al polpaccio di Jalibert che ha costretto Galthié a cambiare le carte in tavola. Ramos si sposta all’apertura, un ruolo che ha ricoperto spesso, ma chiaramente non garantisce la stessa inventiva e imprevedibilità del giocatore di Bordeaux. Piuttosto, Ramos può dare alla Francia un gioco ancora più ordinato e soprattutto – toccando più palloni – potrebbe calciare molto più di quanto fatto nelle prime due partite, e questo significa che anche l’Italia dovrà modificare il suo assetto difensivo, coprendo maggiormente la profondità per non farsi sorprendere. Attissogbe si sposta ad estremo, mentre all’ala arriva un esordio assoluto, e che esordio: Gaël Dréan, 25 anni e una media discretamente spaventosa in questa stagione, con 12 mete segnate in 14 partite, ed è titolarissimo a Tolone da almeno 3 anni. L’anno scorso è arrivato a quota 13 marcature in 19 partite, quest’anno supererà sicuramente il suo record. Ecco: uno così non aveva ancora mai esordito in Nazionale, giusto per rendere l’idea della profondità dei francesi.
Francesco Palma
Sei Nazioni 2026: le formazioni di Francia-Italia
Francia: 15 Théo Attissogbe, 14 Gaël Dréan, 13 Émilien Gailleton, 12 Fabien Brau-Boirie, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Thomas Ramos, 9 Antoine Dupont (C), 8 Anthony Jelonch, 7 Oscar Jegou, 6 François Cros, 5 Emmanuel Meafou, 4 Thibaud Flament, 3 Dorian Aldegheri, 2 Julien Marchand, 1 Jean-Baptiste Gros.
A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Rodrigue Neti, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Charles Ollivon, 20 Mickaël Guillard, 21 Lenni Nouchi, 22 Baptiste Serin, 23 Pierre-Louis Barassi.
Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti.
A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu