Sei Nazioni: Inghilterra e Irlanda vogliono dimostrare che non tutto è perduto. La preview del match di Twickenham

Maro Itoje taglia il traguardo delle 100 presenze in un match delicato per entrambe le squadre

Maro Itoje

Sei Nazioni: Inghilterra e Irlanda vogliono dimostrare che non tutto è perduto. La preview del match di Twickenham

Il celebre stadio di Twickenham è al centro dei riflettori del sabato di rugby, con una partita che mette di fronte due squadre piene di punti interrogativi: Inghilterra-Irlanda, diretta dal fischietto italiano Andrea Piardi (ore 15.10, diretta TV su Sky Sport Arena e diretta streaming su NOW e SkyGo).

Il XV della Rosa arriva con il morale da ricostruire dopo la sconfitta a Murrayfield, dove la Scozia ha evidenziato crepe evidenti, soprattutto nella gestione dei momenti chiave e nella capacità di rientrare emotivamente in carreggiata quando la partita prende una piega storta.

Steve Borthwick è chiamato a una risposta immediata, perché l’esigente pubblico inglese non perdona né la prestazione né la sensazione di fragilità, soprattutto quando la squadra gioca in casa.

Dall’altra parte, l’Irlanda ha fatto ciò che doveva contro l’Italia, tuttavia vincendo senza convincere: risultato al sicuro nel secondo tempo, ma con una prestazione meno fluida del solito e con alcune fasi di gioco in cui il controllo è stato in mano agli Azzurri di Gonzalo Quesada.

Andy Farrell sa che a questo punto non basterà una prova coraggiosa, servirà imporre il proprio gioco e tornare a fare punti pesanti per la classifica, anche lontano dall’Aviva Stadium.

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I temi tecnici: breakdown, territorio e gestione della pressione

Il punto nevralgico di questa sfida può essere il breakdown. L’Irlanda è ancora in grado di far valere il suo proverbiale multifase, ma ha bisogno di tanto possesso e di una precisione quasi automatica nelle pulizie dei punti d’incontro. Se Gibson-Park può giocare velocemente, tutto il sistema prende ossigeno. Lo si è visto nel secondo tempo contro l’Italia, quando la manovra è diventata difficile da difendere grazie all’ingresso in campo dei sostituti, tra cui il mediano di origine neozelandese.

L’Inghilterra, al contrario, deve trasformare la frustrazione di Edimburgo in voglia di rivincita, con una terza linea capace di sporcare possessi e spezzare le sequenze avversarie senza regalare punizioni. In questo senso l’inserimento di Henry Pollock dal primo minuto è un segnale chiaro: Steve Borthwick vuole personalità e tanto work rate per impedire agli irlandesi di giocare in confidenza.

E poi ci sono le statistiche su territorio e disciplina. Una settimana fa, nonostante abbia effettuato più ingressi nei 22 minuti rispetto agli avversari e abbia registrato il 56% di territorio e il 52% di possesso palla, l’Inghilterra ha segnato solo due mete, rispetto alle quattro della Scozia.

Irlanda e Inghilterra notoriamente usano il piede come strumento per avanzare, ma a Twickenham la pressione può giocare brutti scherzi. George Ford è reduce dal primo passaggio a vuoto degli ultimi mesi, mentre l’Irlanda si affida a Jack Crowley dopo le prestazioni opache di Sam Prendergast. Entrambi i registi avranno il compito di impostare senza sbavature una partita che si preannuncia equilibrata.

Infine, la gestione delle fasi statiche. L’Inghilterra schiera una prima linea capace di mettere subito alle corde i diretti avversari, ma le scelte di Farrell fanno presagire che anche l’Irlanda non è intenzionata a cedere facilmente: Furlong dal primo minuto e Bealham in panchina danno molte garanzie in più. La terza linea irlandese composta da Doris, Van der Flier e Beirne aumenta le opzioni in rimessa laterale, un’area del gioco da cui l’Inghilterra potrebbe trovare nuova linfa nel corso del secondo tempo, grazie ad una panchina 6+2 ricca di opzioni per il pacchetto di mischia.

Le formazioni di Inghilterra-Irlanda

Inghilterra: 15 Freddie Steward, 14 Tommy Freeman, 13 Ollie Lawrence, 12 Fraser Dingwall, 11 Henry Arundell, 10 George Ford, 9 Alex Mitchell, 8 Henry Pollock, 7 Ben Earl, 6 Tom Curry, 5 Ollie Chessum, 4 Maro Itoje (c), 3 Joe Heyes, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ellis Genge
Sostituzioni: 16 Jamie George, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Alex Coles, 20 Guy Pepper, 21 Sam Underhill, 22 Jack van Poortvliet, 23 Marcus Smith

Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Rob Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Jack Crowley, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Caelan Doris (c), 7 Josh van der Flier, 6 Tadhg Beirne, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tadhg Furlong, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman
Sostituzioni: 16 Ronan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Finlay Bealham, 19 Nick Timoney, 20 Jack Conan, 21 Craig Casey, 22 Ciaran Frawley, 23 Tommy O’Brien

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