Italia, lo skills coach Doussy: “Basta alti e bassi: questo deve essere lo standard. Da novembre competitivi con tutti”
Il tecnico azzurro in questi anni ha lavorato tantissimo sul gioco al piede e sul gioco aereo, e nella nuova puntata di OnRugby Podcast ha spiegato cosa serve ancora per arrivare al livello delle big del Sei Nazioni
Philippe Doussy - ph. S.Pessina
È stata una puntata ricca di spunti quella di OnRugby Podcast che fa da “ponte” tra le sfide con Irlanda e Francia. Per la prima volta si arriva alla terza giornata del Sei Nazioni senza pausa, e questo può cambiare molto le carte in tavola.
L’Italia però ci arriva con grande fiducia, forte dei 5 punti conquistati nelle prime due partite con la vittoria sulla Scozia e la sconfitta di misura con l’Irlanda, che lascia un po’ il rimpianto per ciò che poteva arrivare e che è sfuggito per pochissimo. Ne hanno parlato i giornalisti di OnRugby Paolo Wilhem, Francesco Giannelli Savastano e Michele Cassano, e soprattutto ne ha parlato lo skills coach dell’Italia Philippe Doussy ai microfoni del direttore di OnRugby Sebastiano Pessina.
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“Quando ho cominciato a lavorare con Gonzalo Quesada ho trovato una squadra che aveva già dei buoni fondamentali: giocava tanto, forse troppo per quello che è il livello internazionale, che richiede molto equilibrio” ha spiegato Doussy: “Quando giochi troppo e non sei efficace perdi un po’ la difesa e tutti gli altri aspetti del gioco. Abbiamo lavorato sui dettagli dell’attacco che adesso funziona molto bene e mette in difficoltà tutte le squadre con cui giochiamo. Abbiamo lavorato molto sull’equilibrio tra gioco alla mano e gioco al piede e sulla qualità del piede del numero 9, del numero 10, fino ad arrivare ai calci di rinvio e tutto ciò che comporta questo fondamentale”.
“Diciamo sempre che il risultato è la conseguenza della prestazione che facciamo. Per cui, il risultato ci dice che non siamo lontani ma che manca ancora qualche piccolo dettaglio per colmare questo gap. La cosa più importante è che da novembre siamo competitivi con ogni squadra che affrontiamo: questo deve essere lo standard, senza alti e bassi. Attacchiamo, placchiamo, mettiamo pressione al piede: ora siamo una squadra difficile da battere”.
Doussy ha affrontato diversi temi: dalla Francia (che ovviamente conosce bene), del miglioramento del gioco al piede – una delle chiavi della crescita dell’Italia – fino a ciò che serve ancora per arrivare davvero al livello delle big del Sei Nazioni. Tutto questo nella nuova puntata di OnRugby Podcast, che potete ascoltare qui e su tutte le piattaforme di streaming online.