Sei Nazioni: il tabù inglese di Murrayfield e la pressione su Townsend. La preview di Scozia-Inghilterra
La Calcutta Cup è il match clou di giornata e, visti i precedenti, resta una partita dal pronostico incerto
Sei Nazioni: il tabù inglese di Murrayfield e la pressione su Townsend. La preview di Scozia-Inghilterra
Il secondo turno del Sei Nazioni mette sul tavolo una delle sfide più cariche di storia e significato: Scozia-Inghilterra, 144ª edizione della Calcutta Cup, con Gregor Townsend che festeggia la partita numero 100 da capo allenatore del XV del Cardo (match in diretta Sky Sport Uno e NOW alle 17.45).
Un traguardo importante, ma che arriva nel momento più delicato possibile. La sconfitta 18-15 contro l’Italia ha riaperto interrogativi mai del tutto sopiti sul ciclo del tecnico scozzese, mentre Murrayfield si prepara a diventare il sedicesimo uomo in campo e a spingere una squadra chiamata a reagire.
L’avversario però non è di quelli da prendere a cuor leggero, perché l’Inghilterra di Steve Borthwick ha rimarcato il suo ruolo di favorita alla vittoria finale e, grazie ad una decisa maturazione degli interpreti in campo, attraversa un momento di forma straordinario.
In ogni caso Edimburgo resta un luogo tabù. La Scozia durante la gestione di Townsend ha vinto tre delle quattro partite casalinghe contro gli inglesi, comprese le ultime due consecutive. L’Inghilterra invece non vince in Scozia dal 2020, quando sotto una pioggia incessante riuscì a piegare i Dark Blues con il punteggio di 6 a 13.
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I temi tecnici di Scozia-Inghilterra
I numeri raccontano una Scozia non proprio in crisi irreversibile: nel primo turno ha registrato il miglior successo sulle proprie ruck (97,8%) e la miglior velocità media di uscita della palla dai raggruppamenti (3,12 secondi), segnali di una squadra che sa cosa fare con l’ovale in mano. Rispetto alla debacle dell’Olimpico però servirà però maggiore concretezza.
Townsend ha scelto la via della continuità nei trequarti, confermando Finn Russell in regia e la coppia Tuipulotu-Jones in mezzo al campo, vero motore creativo del sistema scozzese. Davanti, invece, quattro cambi nel pack per dare più peso e presenza fisica, con Nathan McBeth promosso titolare in prima linea al posto di Pierre Schoeman. Restano fuori ancora una volta nomi pesanti come Van der Merwe, Graham e Kinghorn: scelte forti, che raccontano la volontà di premiare lo stato di forma più che lo status.
Dall’altra parte arriva un’Inghilterra lanciatissima dopo il 48-7 rifilato al Galles a Twickenham. George Ford ha invitato i compagni ad abbracciare la fiducia generata dall’ultima prestazione, mentre Maro Itoje torna capitano e sarà schierato dal primo minuto.
Sul piano fisico la bilancia pende dalla parte inglese: ball carrier come Ben Earl, Ollie Chessum, Ellis Genge possono far male in varie zone del campo. La linea dei trequarti fa della versatilità il suo punto forte, mentre una panchina di alto profilo è pronta a svoltare la gara dopo i primi 50 minuti, grazie a giocatori molto concreti come Jamie George, Fin Smith, Henry Pollock.
Il vero nodo resta la tenuta lontano da Twickenham: sotto la gestione di Steve Borthwick le vittorie in trasferta sono state poche. Ma un successo a Murrayfield cambierebbe definitivamente la percezione del XV della Rosa. Arundell contro la difesa scozzese e la sfida Ford-Russell saranno i duelli da copertina di una partita che, come sempre, va oltre la classifica.
Le formazioni di Scozia-Inghilterra
Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu, 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Jamie Ritchie, 5 Scott Cummings, 4 Gregor Brown, 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Nathan McBeth.
Sostituzioni: 16 Dave Cherry, 17 Pierre Schoeman, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Matt Fagerson, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham.
Inghilterra: 15 Freddie Steward, 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Fraser Dingwall, 11 Henry Arundell, 10 George Ford, 9 Alex Mitchell, 8 Ben Earl, 7 Sam Underhill, 6 Guy Pepper, 5 Ollie Chessum, 4 Maro Itoje (captain), 3 Joe Heyes, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ellis Genge
Sostituzioni: 16 Jamie George, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Alex Coles, 20 Tom Curry, 21 Henry Pollock, 22 Ben Spencer, 23 Fin Smith