Irlanda, Andy Farrell: “È la miglior Italia mai arrivata a Dublino. I cambi? Nessun turnover, è il XV giusto”
Il tecnico: "Saremmo dei pazzi a non rispettare gli Azzurri. Abbiamo tante scelte a disposizione e c'erano dei ragazzi che meritavano un'occasione da titolari"
Irlanda, Andy Farrell: "È la miglior Italia mai arrivata a Dublino. I cambi? Nessun turnover, è il XV giusto"
Sette cambi, una squadra rivoluzionata rispetto alla sconfitta di Parigi e la consapevolezza di non poter sbagliare: l’Irlanda non arriva nelle migliori condizioni alla sfida con l’Italia, ma scenderà in campo con la cattiveria di chi deve assolutamente vincere. Andy Farrell non sottovaluta l’impegno, anzi, sottolinea la forza degli Azzurri e spiega in questi termini le scelte di formazione.
“Non c’è nessun turnover” ha spiegato Farrell: “Questa è la squadra che serve per affrontare un’ottima Italia, la migliore mai arrivata a Dublino. Saremmo dei pazzi a non rispettarla”.
Sull’esclusione di Van der Flier dopo la prestazione negativa di Parigi, Farrell viene pungolato dai giornalisti. Gli viene chiesto se si trattasse di un modo di ricordare a tutti che nessuno è intoccabile: “No, anche perché penso che lo sappiano già tutti. Inoltre sappiamo quello che Josh può dare e darà in futuro. Questa settimana non avrà l’opportunità, ma la prossima? Vedremo. C’è spazio per una terza linea diversa, per una seconda linea diversa, rientrano Furlong, O’Toole, ci sono cambi un po’ ovunque”.
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“Il nostro capitano, Caelan Doris, giocherà in un ruolo diverso (flanker, e non numero 8) e lo ha già fatto molto bene per noi. Abbiam preso questa decisione anche perché Jack Conan merita al 100% una maglia da titolare. Penso che lui e James Ryan siano stati eccellenti la scorsa settimana” ha proseguito il tecnico.
Farrell ha poi spiegato cosa serve all’Irlanda per riprendersi dopo la sconfitta con la Francia: “Dobbiamo liberare la testa e andare fino in fondo, essere la migliore versione di noi stessi, far succedere le cose senza pensarci troppo, semplicemente giocando un rugby di qualità, duro e veloce”.
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“Sappiamo di aver perso molta esperienza. Abbiamo tanti giocatori con meno di 10 presenze, ma devono affrontare questo percorso e passare anche da partite come quella di Parigi per crescere e imparare” ha proseguito Farrell:” Insieme a quelli che non abbiamo, perché infortunati, c’è anche il potenziale dei giocatori a cui stiamo cercando di dare questa esperienza. Sono entusiasta di quello che ci aspetta e il traguardo non è così lontano. Devi sempre passare attraverso un po’ di sofferenza per arrivarci. È qualcosa che ogni generazione ha sempre affrontato”.
Al raduno dell’Irlanda è arrivata anche una vecchia gloria del rugby irlandese, l’ala Keith Earls: “È stato importantissimo averlo con noi. Ha trascorso due giorni qui e vedevo tutti i trequarti che andavano a chiedergli consigli. Questo tipo di rapporto è fondamentale per crescere. James Lowe ha raccontato una bella storia su quanto abbia imparato da lui, su quanto fosse professionale”.