Tormentoni che ritornano. Chris Ashton: “Al Galles farebbe bene giocare un anno con le Tier 2”
Quello che alcuni esperti consigliavano qualche tempo fa per l'Italia, dovrebbe essere la soluzione ai problemi dei Dragoni
Tormentoni che ritornano. Chris Ashton: "Al Galles farebbe bene giocare un anno con le Tier 2"
A volte ritornano. Non si tratta di un giocatore, anche se il protagonista di fatto lo è, cioè Chris Ashton, bensì di un tormentone che qualche anno fa aveva investito l’Italia e oggi tocca il Galles.
Per anni la Nazionale italiana ha letto e sentito critiche da ogni parte del mondo ovale che volevano gli Azzurri fuori dal Sei Nazioni, “colpevoli” di non essere competitivi in un torneo così rappresentativo, in cui raccoglievano solo sconfitte, cucchiai di legno e brutte prestazioni che non apportavano alcun miglioramento al movimento generale.
Oggi invece le cose si sono ribaltate: l’Italia è cresciuta, ha dimostrato di poter calcare determinati palcoscenici e con alcune vittorie importanti (vedi sabato quella con la Scozia), può addirittura sognare in grande, e perché no, prendersi lo scalpo di qualche altra contendente.
E qui torniamo a Chris Ashton, che intervenuto nel podcast di Ugo Monye Rugby Union Weekly, hai detto la sua sulla situazione drammatica del Galles: “Se avessimo un sistema di competizioni a due livelli, con una nazionale di prima fascia e una di seconda fascia, il Galles starebbe molto meglio se giocasse un anno in un torneo di seconda fascia”.
La soluzione per il Galles secondo Chris Ashton
L’ex ala dell’Inghilterra consiglierebbe alla squadra di Steve Tandy di fare un passo indietro giocando con le Nazionale del Tier 2: “Possono accumulare esperienza e tornare tra un anno meglio preparati e con una squadra migliore. Al momento, non stanno competendo per niente, non stanno costruendo nulla”.
Il trequarti ex Saracens fra gli altri, con 44 caps con la maglia della Nazionale britannica, ha aggiunto poi: “Se potessero giocare contro Figi, Giappone, Samoa, Tonga e Georgia in questo momento e batterle tutte, batterle bene, potrebbe affermare ‘OK, ora siamo in una posizione in cui possiamo tornare a competere’. Il Galles deve sicuramente fare meglio di quello che sta facendo adesso ma non cambierà tanto presto”.
Se da una parte la soluzione di Ashton potrebbe sembrare valida a livello sportivo per i Dragoni i quali, se dovessero competere con squadre del loro stesso livello, avrebbero maggiori possibilità di vincere partite e far acquisire esperienza a un gruppo giovane privo di giocatori Senior chioccia, da un’altra parte invece risulterebbe controproducente.
I problemi della federazione gallese non sono soltanto tecnici ma anche economici, pertanto un’eventuale retrocessione nei tornei del Tier 2 sarebbe negativa per le casse della Welsh Rugby Union: meno sponsorizzazioni, meno visibilità a livello televisivo quindi meno introiti provenienti dai diritti tv.
Come il tormentone sull’Italia fuori dal Sei Nazioni sembrava, e così si è rivelato successivamente, fallimentare, allo stesso modo lo è per il Galles che a onor del vero ha faticato anche con squadre vicine nel World Rugby Ranking (vedi il test match autunnale con il Giappone vinto 24-23 allo scadere con un calcio piazzato di Jarrod Evans).