Irlanda-Italia, a Dublino con una speranza nuova
Una sfida durissima, ma per il XV in maglia verde c'è quel tarlo comparso in una notte parigina di quasi tre anni fa
Irlanda-Italia, a Dublino con una speranza nuova
Le date che segnano un prima e un dopo sono generalmente parecchio arbitrarie: per esempio, nel 476 d.C. l’ultimo imperatore romano d’occidente viene deposto ma non è che dal primo gennaio successivo il mondo fosse poi diverso da quello che lo aveva preceduto. Anzi. E che quello fosse il momento in cui finiva l’Età Antica lo abbiamo deciso a posteriori, un migliaio e passa di anni più tardi. Però quelle date sono un simbolo, spesso molto potente.
Tipo il 14 ottobre 2023. A Parigi si gioca il quarto di finale della RWC 2023 tra Irlanda e All Blacks. Una finale anticipata nelle premesse, una vera e propria finalissima per quello visto in campo. A imporsi, lo sappiamo tutti, furono i neozelandesi per 28-24 al termine di 80 e passa minuti di bellezza rugbistica accecante. Quella data per l’Irlanda è diventata un prima e un dopo.
Il tarlo
Una squadra che sembrava lanciata a conquistare il mondo, costretta a fermarsi a pochi passi dal traguardo. Non è stato subito evidente, ma è come se l’Irlanda quel giorno si fosse resa conto che scrollarsi di dosso l’abito dell’eterna incompiuta sarebbe stato impossibile.
Intendiamoci, quella squadra non si è smarrita in quel momento, non c’è stato nessun crollo e qualche mese dopo il Sei Nazioni 2024 lo ha vinto proprio il XV in maglia verde, ma un freno era stato tirato e un tarlo era entrato nella testa di quella squadra. Un tarlo che con il passare delle partite ha preso sempre più spazio ed è diventato sempre più forte. Qualcosa in quella serata parigina si è incrinato.
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L’Irlanda arriva al Mondiale del 2023 con un filotto di 14 vittorie consecutive e chiude la prima fase del torneo francese con altre 4 affermazioni (tra queste anche quella contro il Sudafrica che dà lì a qualche settimana diventerà campione del mondo) in altrettante partite. Poi il ko con i tuttineri. Dopo quel 14 ottobre 2023 l’Irlanda ha giocato 23 partite perdendone 7. Sono tante? Sono poche? Per arrivare a un totale di 7 ko prima della RWC 2023 bisogna andare indietro fino al Sei Nazioni 2020. Partite giocate? 40, quasi il doppio di quelle post Mondiale.
Certo, in queste ultime 23 gare diversi giocatori hanno lasciato per ragioni anagrafiche e forse non tutti i nuovi hanno le stesse qualità di chi li ha preceduti. Ci sono stati e ci sono acciacchi e infortuni importanti, ma questo è un problema con cui tutti hanno a che fare. O forse è solo una questione di maturità che si risolverà col tempo, chi vivrà vedrà. Quello che è certo è che oggi l’Irlanda ha un problema di identità importante, come scritto poco fa qualcosa si è incrinato e l’impressione è che a Dublino non riescano a venirne a capo già da un po’. La squadra è forte, i giocatori ci sono, ma quel tarlo…
Lo scorso giovedì l’Irlanda ha preso a Parigi una ripassata di quelle che lasciano il segno. Vero che i verdi negli ultimi anni soffrono parecchio la Francia: nelle ultime 7 sfide dal 2020 a oggi i bleus si sono imposti 5 volte, però il 36-14 di una settimana fa alla fine sta stretto ai padroni di casa, che se a un certo punto non si fossero messi allo specchio per ammirarsi avrebbero rifilato agli avversari un passivo ben più pesante e netto, più consono anche a quanto si è visto in campo.
Numeri impietosi
San Valentino lo festeggeremo facendo visita a quella squadra. I nostri numeri a Dublino nel Sei Nazioni sono da mettersi le mani nei capelli: nelle 12 volte che siamo andati per il torneo nella capitale irlandese abbiamo sempre perso, ma questo è il dato meno preoccupante. Perché lassù abbiamo in tutto segnato 140 punti e ne abbiamo incassati 481. Numeri che ci dicono che la nostra partita-media con l’Irlanda a casa loro finisce 40-12 (la media matematica sarebbe 11,6, ma vabbè…). Non basta, che da quando si gioca all’Aviva Stadium e non più a Lansdowne Road è pure peggio: 299 punti subiti in 6 gare, solo 69 segnati per una media di 49,8 a 11,5. L’ultima nostra volta in quello stadio è finita 36 a 0, ma nulla di preoccupante, che una volta siamo usciti con un -51 sul groppone. Ok, momento sarcasmo finito.
Questo per dire che per noi è sempre stata una trasferta da si salvi chi può. Eppure stavolta le premesse sono diverse. Il mood a Dublino non è certo dei migliori, anche se da quelle parti quantità e qualità abbondano. Però l’Italia arriva da una partita che potrebbe davvero rappresentare una svolta, non tanto per la vittoria o il risultato in sé ma per “come” sono arrivati. L’intensità e la tenuta mentale viste contro la Scozia non sono affatto scontate e vanno confermate. Possiamo metterli in difficoltà.
E questo è un qualcosa che dipende solo da noi.
Il Grillotalpa