Sei Nazioni, Calum MacRae introduce Italia-Scozia: “Menoncello è l’atleta più competitivo con cui abbia mai lavorato”

L’allenatore scozzese, all’ultima stagione a Treviso, legge l’esordio del Sei Nazioni certificando “Brexoncello” e “Huwipulotu” come coppie di livello mondiale

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Sei Nazioni, Calum MacRae introduce Italia-Scozia: "Menoncello è l’atleta più competitivo con cui abbia mai lavorato”

Calum MacRae conosce bene l’Italia e conosce bene la Scozia: quattro anni a Treviso, un ruolo da head coach al Benetton e un passato nello staff di Edimburgo e nei quadri del rugby scozzese. Il suo è un punto di osservazione privilegiato per avvicinarsi alla sifda di domani, che all’Olimpico aprirà il Sei Nazioni degli Azzurri e metterà subito sotto i riflettori un reparto in cui queste due squadre brillano: la coppia dei centri.

MacRae, intervistato da RugbyPass, parte da una constatazione semplice: la partita, come spesso accade, può girare su un dettaglio tecnico, e quel dettaglio passa dalla sfida tra dei giocatori che ormai hanno una loro identità precisa.

Da una parte c’è la Scozia con Sione Tuipulotu e Huw Jones, dall’altra l’Italia con Nacho Brex e Tommaso Menoncello. “Sono di livello mondiale”, dice l’allenatore scozzese. E nel gioco di specchi, la differenza è più di stile che di valore: “Si completano a vicenda in modo molto efficace, e Tommy e Nacho si intendono esattamente allo stesso modo”.

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“Calum MacRae: Quando sono arrivato a Treviso, ho subito capito che tra lui e Nacho c’è un legame insostituibile”

Il focus, inevitabilmente, finisce su Menoncello, probabilmente l’uomo più temuto dell’Italia, nonché il miglior giocatore del Sei Nazioni 2024. MacRae lo descrive come un giocatore totale, non solo per potenza e la capacità di superare agilmente la linea di vantaggio, ma per la continuità con cui riesce a ripetere gli sforzi ad alta intensità: “È senza dubbio l’atleta più competitivo con cui abbia mai lavorato”. E aggiunge un’immagine che rende bene l’idea: “Blair Kinghorn era al top per atletismo, ma Tommy è probabilmente una versione più robusta e veloce di Hamish Watson. Di solito, avendo lavorato con diversi atleti veloci nel Rugby Seven, le caratteristiche di contrazione rapida hanno un costo in termini di ripetibilità. Tommy è a un livello diverso da qualsiasi cosa abbia mai visto, perché ha potenza e velocità, ma è come uno spaniel, può letteralmente resistere per 80 minuti.”

Accanto a lui, nel sistema azzurro, Brex resta il punto di equilibrio. “Quando sono arrivato a Treviso, ho subito capito che tra lui e Nacho c’è un legame insostituibile. Nacho è il fulcro della difesa”, spiega MacRae, sottolineando quanto l’Italia si affidi alla regia ponderata del trequarti centro in forza al Toulon.

Se il duello “Brexoncello vs Huwipulotu” è la sfida più affascinante, MacRae indica poi la variabile che può spostare davvero l’inerzia: “Per me, Finn è un fuoriclasse, la differenza più grande tra le due squadre sarà Finn Russell. Ha la capacità di controllare la partita, di sapere quando trasferire la pressione con il piede e quando innescare i giocatori di talento accanto a lui. È un giocatore davvero completo. Sarà assolutamente fondamentale per la partita.”

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