Regole del rugby: ANTIGIOCO NEL RUGBY

Il rugby non è una rissa generale: le situazioni fallose sono ben codificate, così come le relative sanzioni e i cartellini

L'arbitro James Doleman (ph. Sebastiano Pessina)

L'arbitro James Doleman estrae un cartellino giallo - ph. Sebastiano Pessina

ANTIGIOCO NEL RUGBY

Il rugby è uno sport duro, sia dal punto di vista fisico sia mentale. Ma se qualcuno pensasse di trovarsi di fronte a una rissa più o meno legalizzata sarebbe sicuramente in errore. La bellezza, e se si vuole l’unicità, è quella di poter esprimere tutta la propria aggressività rimanendo comunque dentro una stretta cornice di regole ben precise. Le situazioni fallose sono ben codificate e totalmente aderenti allo spirito del gioco. Con quelle inevitabili eccezioni che hanno creato comunque l’aura di leggenda riguardo alcune squadre più “cattive” di altre.

Ostruzionismo
Non si può caricare o spingere un giocatore mentre sta cercando di prendere la palla e non si può correre davanti al portatore di palla per impedire agli avversari di placcarlo. Non si deve, poi, impattare volontariamente contro un proprio compagno di squadra quando si ha il pallone in mano. Le ostruzioni volontarie vengono punite con un calcio di punizione.

Gioco sleale
Non si possono commettere falli in maniera intenzionale, né indurre i direttori di gara a ritenere che un avversario abbia commesso un fallo. Pena: punizione.
La perdita di tempo è sanzionata con un calcio libero, un tipo di punizione che può essere battuto riprendendo il gioco dal punto dell’infrazione o calciando la palla. Se finisce fuori, il lancio sarà a favore della squadra avversaria.
Non si può volontariamente gettare il pallone fuori con le mani, pena un calcio di punizione.

Infrazioni ripetute
Non si può infrangere ripetutamente la stessa regola. Quando accade l’arbitro richiama il capitano della squadra, avvertendolo che al successivo fallo è pronto ad estrarre un cartellino giallo. In questo caso il giocatore che si macchia di un nuovo fallo ripetuto è destinato a uscire dal campo, espulso per 10 minuti, anche se dovesse trattarsi del suo primo fallo personale.

Gioco pericoloso e scorrettezze
Ai giocatori in campo viene richiesto di non compiere nessuna azione che possa essere pericolosa per gli altri. Sono vietati ogni tipo di abuso fisico e verbale, come mordere, dare pugni, mettere le dita negli occhi o attorno ai medesimi, calpestare, dare calci.
Non è possibile intervenire su un giocatore senza palla, a meno che non ci si trova in mischia, in ruck o in maul. Non si può placcare un giocatore che ha effettuato un salto (ad esempio per ricevere un calcio), ma non si può neanche saltare per evitare un placcaggio.
Vengono considerati placcaggi pericolosi tutti quei tentativi di placcare un avversario al di sopra della linea delle spalle. Viene considerata un’azione pericolosa e fallosa sollevare un avversario da terra e lasciarlo cadere con la testa, il collo o comunque la parte superiore del torso a contatto con il terreno.
I giocatori, infine, sono obbligati a rispettare l’autorità dell’arbitro: le proteste sono vietate e al fischio dell’arbitro si deve immediatamente interrompere il gioco. Tutti questi falli sono passibili di calcio di punizione.

Regole del rugby: i cartellini

Il cartellino giallo comporta una espulsione temporanea per 10 minuti.
Il cartellino rosso comporta una espulsione definitiva.
Se un giocatore riceve due cartellini gialli, viene espulso definitivamente.
Dal 2025 è in vigore una regola sperimentale per il rugby di alto livello, come gli incontri delle nazionali e i principali campionati professionistici. Secondo questa norma in sperimentazione esistono due tipi di cartellino rosso: l’espulsione definitiva per i falli intenzionali e/o molto pericolosi; l’espulsione da 20 minuti per tutti gli altri casi, con il giocatore espulso che non può rientrare ma può essere sostituito da un compagno al termine della penalità.

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