In Irlanda c’è preoccupazione per il Sei Nazioni 2026
Tifosi e addetti ai lavori vedono un gruppo scarico
In Irlanda c'è preoccupazione per il Sei Nazioni 2026 (Ph. Sebastiano Pessina)
Verso il Sei Nazioni 2026 con l’umore al minimo e forse anche un po’ di tensione, per capire quali potranno essere gli sviluppi di un torneo dove, dopo tanti anni, l’Irlanda non parte in pole position per provare ad aggiudicarsi la competizione. E’ questa la fotografia dei “Verdi” pensando all’esordio del prossimo 5 febbraio, a Parigi nel match di debutto della rassegna, contro la Francia.
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In Irlanda c’è preoccupazione per il Sei Nazioni 2026
Tifosi e addetti ai lavori hanno visto tutt’altro che bene la squadra allenata da Andy Farrell negli ultimi Test Match di novembre, che hanno messo a referto le due vittorie larghe contro Giappone e Australia ma soprattutto le sconfitte contro All Blacks (a Chicago) e Sudafrica (a Dublino).
A parlarne ai media locali è stato l’ex giocatore dell’Irlanda Robert Kearney (95 caps con i “Verdi”, 4 volte campione del Sei Nazioni, 3 caps anche con i Lions), che si è così espresso: “C’è preoccupazione per la nazionale, inutile nasconderlo”.
“Penso che le sensazioni siano giuste, mi trovano d’accordo. Le franchigie stanno faticando a trovare la loro miglior forma e la nazionale due mesi fa non ha incantato, anzi. Per esperienza so che dopo una tournée con i Lions è sempre più difficile degli altri anni essere prestazionale, vedremo come si svilupperà la cosa”.
Poi ha aggiunto: “Non c’è panico, anche perché sappiamo che ora l’obiettivo guarda anche verso la Coppa del Mondo 2027. Tutti però vorrebbero iniziare a vedere qualcosa di diverso, un miglioramento, un cambio di rotta”.
Infine Kearney conclude chiamando a rapporto i leader e i senatori del gruppo: “Per tutto quello che ha fatto vedere in carriera, mi aspetto che Gibson-Park dia la scossa. Non voglio gettargli la croce addosso o dire che la nazionale dipenda da lui: quando è in forma però, l’Irlanda gira bene. Ora bisogna pensare alle prossime partite”.
“Le partite contro All Blacks e Springboks ti devono aver insegnato qualcosa, non va preso solo il risultato, ma anche l’andamento di gioco e l’utilizzo dei giocatori a disposizione. Bisogna guardare avanti”.