Petrarca Padova, Andrea Marcato: “Voglio una squadra ruvida, simile al Munster”

Intervista al tecnico dei veneti che fa il punto della situazione in casa padovana: allenamenti, mercato e futuro

Petrarca Padova

Petrarca Padova: Andrea Marcato – Petrarca (ph. Luigi Mariani)

Il Petrarca Padova ha in Andrea Marcato un condottiero che sembra avere sempre tutto sotto controllo. E’ un leader calmo il tecnico dei veneti, ma deciso e con le idee chiare. Lavora sul domani iniziando a costruirlo dall’oggi, senza dimenticare quello che c’è stato ieri.

In questa intervista, che ci ha rilasciato, ha fotografato il momento dei suoi fra allenamenti, mercato e futuro.

Andrea, buongiorno, a che punto è il “cantiere” del Petrarca Padova?
“La nostra idea attuale è quella di valutare le cose un po’ alla volta. Al momento i ragazzi stanno ancora seguendo un programma personalizzato che viene aggiornato settimanalmente: diciamo che l’obiettivo è quello di cominciare a lavorare a ranghi compatti appena dopo Ferragosto.
La società ci è stata vicina mostrandosi disponibile su tutti i fronti, compreso quello del mercato. La voglia di ricominciare è tanta sia da parte nostra, dello staff tecnico, sia da parte dei giocatori ma dobbiamo avere pazienza e capire il momento: pianificare senza avere una data certa per la ripartenza non è facile, in questo momento ci stiamo concentrando sull’aspetto fisico, anche perché dopo tanti mesi di inattività il tema preponderante sarà quello. Quando poi avremo degli appuntamenti certi inizieremo il classico precampionato”.

Hai parlato della società e del lavoro che ha fatto muovendosi sul mercato. Non possiamo nascondere che il pezzo pregiato di questa campagna di rafforzamento è Tito Tebaldi: ti aspettavi il suo arrivo? Cosa pensi nel complesso dei rinforzi e in quanto tempo pensi possano integrarsi tecnicamente con voi?
“La società, nelle figure in particolare di Vittorio Munari e Corrado Covi, ha lavorato più che bene. Abbiamo avuto, anche in occasione della firma di Victor Jimenez, un confronto costante.
Sicuramente Tebaldi è l’acquisto che spicca, ma in generale sono contento del mix che abbiamo creato. Tito si presenta da solo: ha giocato all’estero, in Pro14, al Mondiale. E’ un ragazzo che conosco, con cui ho già parlato: lo ritengo estremamente intelligente e credo che possa, oltre che dare il suo apporto dal punto di vista del giocatore, essere una figura di riferimento e formazione per gli altri”.

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Qual è il tuo rapporto con Victor Jimenez?
“Mi trovo molto bene con lui. Sono contento del suo approdo. Da una parte l’addio di Roberto Santamaria mi ha dispiaciuto, ma capisco che quando arrivi un’offerta dalla Federazione si debba cogliere l’opportunità, dall’altra però posso dire di aver trovato una figura che è sicuramente un valore aggiunto. Victor è stato head coach nel Pro14 e ha allenato l’Under 20: penso che per me questo sia un qualcosa in più che mi possa far crescere.
Abbiamo un ottimo feeling, anche nel quotidiano: non vedo l’ora di stare ancor di più a stretto contatto con lui”.

Proiettiamoci sul futuro. Qual è la caratteristica che vorresti vedere sempre espressa dalla tua squadra sul campo? 
“La cosa che vorremmo creare sin da subito è un’identità personale. Quello che mi piacerebbe avere adesso è una squadra “ruvida”: difficile da battere. Sappiamo che ci sono stati tanti cambiamenti nel roster, con giocatori andati via e altri arrivati da poco, ma l’obiettivo è quello di rimodellare il team.
Se penso a una squadra di riferimento mi viene in mente il Munster di qualche anno fa: magari non bellissimo da vedere, ma cinico e performante. La formazione di O’Connell, Stringer e O’Gara per intendersi. Una compagine con avanti solidi e un gioco efficace e consolidato”.

Ultima domanda: quale augurio faresti al nostro rugby per la stagione 2020/2021?
“Abbiamo attraversato un momento difficile. Mi auguro che tutto possa ripartire, e non parlo solo di rugby e del Campionato Italiano. Tutti vorremmo “La normalità”, ma sappiamo che ci vorrà ancora un po’ di pazienza. Ecco, spero che nel momento in cui si possa tornare in campo per giocare poi non ci si debba rifermare: tutti stanno cercando di lavorare al meglio per questo facendo i passi giusti”.

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