Sei Nazioni 2018: la sperimentazione è finita. I punti di bonus diventano subito una regola
Il CEO del torneo spiega le motivazioni che hanno portato in breve tempo a questa scelta
ph. Sebastiano Pessina
Una macchina del tempo così veloce e intrigante da compiere un balzo in avanti di 125 anni, in pochissimo tempo. I punti di bonus al Sei Nazioni diventano regola.
Secondo quanto riporta il Telegraph infatti, il board del torneo – con John Feehan a capo, nei panni del CEO – ha ufficialmente deciso di terminare l’iniziale periodo di sperimentazione fissato in tre anni, per ratificare il provvedimento. Dunque segnare 4 o più mete (bonus offensivo) o perdere con 7 o meno punti di scarto (bonus difensivo) da oggi in poi concorrerà per sempre alla costituzione della classifica di una squadra nella kermesse: “Conserveremo prevedibilmente i punti di bonus per il futuro. Abbiamo esaminato la cosa e dopo un anno possiamo dire di esserne già soddisfatti.
A conti fatti, questo provvedimento ha funzionato da subito abbastanza bene. Non è stato fondamentale per gli equilibri del torneo, ma se non altro ha portato un cambio di mentalità positivo per la competizione”.