Le due facce delle Zebre Rugby: il post Agen con Castello e coach Bradley

Una partita in cui sono emersi limiti e qualità della franchigia bianconera

zebre

ph. Luca Sighinolfi

“Poteva essere più tranquilla, ma potevamo anche buttarla via”. Tommaso Castello, capitano delle Zebre Rugby, riassume in una frase i due volti della franchigia bianconera venuti fuori durante la partita contro Agen, vinta dai ducali 38-30 con non poca sofferenza. “Sono emersi i nostri limiti – spiega il centro in conferenza stampa -, come l’uscita dal campo dopo il calcio di rinvio e tenere il possesso per più fasi senza perderlo provando offload improbabili. Sono emerse anche le nostre qualità, e il bilancio questa volta è stato favorevole a noi. Negli spogliatoi ci siamo detti che i primi dieci minuti del secondo tempo sarebbero stati decisivi, perché eravamo in 14 (il giallo a Bisegni, ndr), e l’atteggiamento della squadra è stato perfetto”.

Il ritmo alto imposto dai bianconeri è un ormai un marchio di fabbrica zebrato, anche se il lavoro da fare è ancora notevole. “Dobbiamo trovare un bilanciamento giusto tra quando provare determinate cose e quando invece optare per un gioco più conservativo”. Le fasi statiche? “Gli avanti sono stati bravi soprattutto nella difesa delle maul, perché sapevamo che Agen era molto forte in quell’area”.

Anche Michael Bradley guarda con soddisfazione alla vittoria, ma senza facili entusiasmi.”Sicuramente la direzione che le Zebre vogliono avere è questa. In una visione più ampia della partita, vincere contro una squadra del campionato francese in casa, con delle belle azioni e con una difesa d’impatto nei momenti decisivi della casa, è sicuramente positivo. Abbiamo meritato di vincere. Ci sono aspetti in cui dobbiamo crescere: l’ultima meta subita è stata folle”.

“Vogliamo che la squadra creda in questo stile di gioco. Per ottanta minuto ho visto dei ragazzi concentrati e coraggiosi, che sono rimasti sempre dentro al gameplan. Le nostre skills stanno migliorando, non siamo ancora perfetti. In settimana analizziamo le aree in cui crescere come le uscite dai 22 e il gioco aereo”.

Quattro mete diverse l’una dall’altra, a testimonianza della diversità offensiva delle Zebre Rugby: “Gli spettatori hanno sicuramente apprezzato – ha detto Bradley – L’unico aspetto negativo è stata la difesa, perché bisogna placcare di più e meglio”.

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