Il nuovo percorso per la formazione degli allenatori italiani

Lo ha annunciato la FIR: basato su quattro livelli e con la possibilità (per tre di questi) di scegliere il corso di riferimento

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

La Federugby ha annunciato alcune riforme nel progetto didattico volto alla formazione degli allenatori italiani. “Mirato ad adattarsi dinamicamente alle modificazioni del gioco e alle necessità degli atleti, il cui sviluppo rimane inevitabilmente al centro del percorso tecnico federale, il nuovo piano strategico della formazione degli allenatori è volto a garantire un’offerta formativa mirata, coerente e in continua evoluzione in base ai singoli corsi” – si legge sul comunicato diramato dalla FIR.

 

L’organizzazione della struttura resta su quattro livelli, divisi nel seguente modo:

primo livello: tecnici specifici per i bambini (6-12 anni)

secondo livello: allenatori di atleti in età adolescenziale (13-18 anni)

– terzo livello: allenatori di squadre seniores Maschili e Femminili dalla Serie C sino all’Eccellenza

quarto livello: gestione delle Squadre Nazionali FIR o delle Franchigie di PRO14

 

Con questa riforma, tuttavia, si avrà libertà di scegliere il proprio corso di riferimento tra i primi tre livelli, in base agli obiettivi individuali del tecnico. Per accedere al quarto livello, invece, sarà necessario l’invito della FIR stessa.

 

“L’evoluzione costante del nostro sport ha portato la Federazione, su indicazione della Commissione Tecnica Federale, a garantire una maggiore dinamicità del processo formativo degli allenatori – ha spiegato Pasquale Presutti, allenatore de I Medicei e consigliere federale in quota tecnici – Allenatori più specializzati, con una formazione ancor più mirata a quelle che sono le categorie di loro interesse e competenza, non potrà che riflettersi positivamente sullo sviluppo degli atleti, che potranno essere formati in modo specifico in relazione alla propria età e alle competenze del momento”.

 

 

Al centro di tutto, del resto, c’è sempre lo sviluppo del giocatore. “L’offerta didattica non può che svilupparsi nel lungo termine e deve essere centrata sui giocatori, tenendo presente in ogni momento che il nostro sport cambia radicalmente in base al livello, all’esperienza, all’età di chi lo pratica – ha dichiarato Stephen Aboud, Responsabile della Formazione dei giocatori di alto livello giovanile e degli allenatori – Pertanto, dobbiamo assicurarci di formare allenatori che sappiano interagire efficacemente con gli atleti, con il giusto approccio e l’appropriata prospettiva, in base alle specificità dettate dal livello di gioco”.

 

“Abbiamo la possibilità di innalzare la qualità degli allenatori migliorando il processo che usiamo nella loro formazione, rivedendo i processi d’interazione tanto tra formatori e allenatori che tra allenatori e atleti – ha continuato Aboud – Ogni livello di gioco è specifico, e nessun livello di gioco che mantiene l’interesse degli atleti al centro è più importante di quello che lo precede o lo segue”.

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