Massimo Cuttitta: sistema e coordinamento tecnico la chiave del rilancio scozzese
L'ex pilone azzurro parla del lavoro svolto dalla SRU e dei risultati raggiunti. E fa tre nomi per il futuro dell'Italia...
ph. Sebastiano Pessina
La Scozia, l’abbiamo più volte scritto, è uno dei movimenti in maggior crescita e che meglio ha lavorato nelle ultime nelle stagioni. E quanto seminato sta dando i suoi frutti, con una Nazionale che sta capitalizzando al meglio tutto il lavoro fatto dietro le quinte. E dietro questo lavoro c’è anche Massimo Cuttitta, da diversi anni coach della mischia scozzese. In un in’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l’ex pilone azzurro svela gli ingredienti della formula e lancia una sfida: perché non ci copiate?
Il tutto “è il frutto di un lavoro sui giovani che va avanti da dieci anni“, dice Cuttitta. La poca quantità a disposizione in termine di giocatori ha costretto l’intero movimento a “fare sistema”, con obiettivi condivisi e perseguiti da tutti. Un aspetto fondamentale sta anche nel coordinamento tecnico, di cui Cuttitta già ha parlato nell’intervista con OnRugby di inizio 2015: “Si lavora cosi, a cascata. Quello che si fa in Nazionale viene replicato nelle giovanili”. Ma il coordinamento tecnico non deve limitarsi alle nazionali, ma estendersi pure alle franchigie, ed è così che dovremmo fare: “Treviso e Zebre devono avere una linea comune con la Nazionale: stessa difesa, stesso lavoro sulla mischia, stessa idea d’attacco“. Le Accademie? Solo due, il resto lo fa la scuola.
Infine, Mouse fa tre nomi per il futuro azzurro: Zanusso, Appiah e Traoré.