L’ovale fa uno strano rimbalzo: La storta e la furba rientra negli spogliatoi

Dopo un’ottantina di storie esemplari, allegre e commoventi, Marco ci saluta e noi lo ringraziamo con tutto il cuore: a presto!

La prima storia era quella di Settimio, professore di Lettere, e delle sue classi, delle scuole medie. Che, fuori programma, giocavano a rugby, così com’erano, in un parco, a Roma. L’ultima storia è stata quella dei Cedroni della Val di Non, una trentina di ragazzi (chi gioca a rugby è un eterno ragazzo) e di sette ragazze (idem), pionieri in quella valle trentina dedita finora allo sci e al ciclismo. La prima storia è stata pubblicata il 17 settembre 2012, l’ultima il 1° maggio 2014. Una storia alla settimana, con rare assenze, in tutto un’ottantina di storie. Roba da farci un libro, e non è detto che. Ma adesso “La storta e la furba” saluta, ringrazia e rientra negli spogliatoi. Come se l’ottantina di storie fossero due tempi da quaranta.

 

“La storta” non è solo una zona di Roma Nord, ma quel lancio in touche che favorisce, esageratamente, la squadra del lanciatore. “La furba” è quel lancio in touche fintato su qualche saltatore e diretto al primo uomo dello schieramento. Ma non c’è storia dove non ci sia un lato storto, e non c’è storia dove non ci sia una trovata furba. Ed è così, fra lati storti e trovate furbe, che ho cercato di raccontare il nostro mondo, ovale, non per caso, non a caso, dunque con un rimbalzo a volte storto e a volte furbo, a meno di non cogliere certi palloni, cioè certe occasioni, al volo.
E’ stato un viaggio commovente, almeno per il mio cuore. Tra i Mastini di Opera e i Black Eagles di Brembate di Sopra, fra i polli milanesi del Chicken e i matematici messinesi del Logaritmo, dal Fiumicino al Valsugana, dalla Stella Rossa alla Mad Mud Star, attraverso il fango del Giuriati e il sintetico del Carlini, sfiorando le Pantere di Modugno e riesumando l’Interforze di Napoli, ritrovando “Nembo” Bonetti e rivelando Cabrio, sconfinando in Francia, emigrando in Australia, tra minatori gallesi e pionieri inglesi, abbracciando eroi rhodensi e rodigini, recensendo i libri di Francesco Volpe e Giorgio Cimbrico, accogliendo i ricordi insuperabili di Rocco Caligiuri e ospitando l’umanità irraggiungibile di Doro Quaglio.

 

Ma è arrivato il momento di lasciare il campo. Complice il Giro d’Italia, che mi porterà a raccontare storie rotonde e non ovali, di pedali e non di pedate, di strade e non di campi. Poi, magari, le strade s’incroceranno ancora, e le strade finiranno in un campo, in fondo che cos’è il ciclocross se non il rugby a due ruote?, e chi è un rugbista se non un corridore rimasto a piedi? Il mio “La storta e la furba” è nato come sostegno, gratuito e libero, a onrugby.it, e lo è sempre stato, gratuito e libero, e di questa libertà – poter scrivere quello che sentivo, potevo e volevo, ma che non dovevo, a meno che il dovere non corrispondesse a una mia libera forma di riconoscimento e gratitudine – ringrazio la banda del sito che oggi, nel rugby italiano, è diventato il punto di riferimento più immediato e importante.
Per spirito – umano, sociale, forse religioso, anche politico, insomma rugbistico – mi è sempre venuto spontaneo, istintivo, naturale occuparmi dei club meno conosciuti, ma forse più valorosi. Dove la passione non prevede la professione. E’ stato facile: il rugby italiano, a parte rare eccezioni, è ancora costruito di volontariato e buona volontà. Ed è una miniera di storie esemplari, allo stesso tempo allegre e commoventi.
Nel frattempo, a quasi due anni di distanza, il professore Settimio – che di cognome fa Cecconi –, ricuciti i legamenti di un ginocchio, è tornato a predicare rugby, fra Dante e Manzoni, fra un genitivo e un ablativo, fra la prima e la seconda guerra d’Indipendenza. Sempre nei parchi di Roma, ma adesso a piedi nudi. Forse per tornare più terra-terra, per guadagnare in sensibilità, per essere uguali almeno alle radici, o per illudersi figiani o samoani anche se si abita a Spinaceto o alla Garbatella. O, più semplicemente, per mancanza di scarpe.

 

di Marco Pastonesi

Tutte le storie di Marco le trovate qui: La storta e la furba

 

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