Nations Championship: l’Italia stecca la prima, il Giappone domina e vince all’esordio

Gli Azzurri non riescono mai realmente ad entrare in partita e devono cedere di fronte ad una squadra più vivace e concreta

Nations Championship: l'Italia stecca la prima, il Giappone domina e vince all'esordio

Debutto stonato per l’Italia di Gonzalo Quesada, che nel primo turno del Nations Championship esce sconfitta dal Chichibunomiya Rugby Stadium: davanti al pubblico di casa, il Giappone si impone 27-10.

La sfida con i Brave Blossoms si trasforma in una sorta di incubo per gli Azzurri. Dopo il vantaggio iniziale firmato da Nacho Brex, il Giappone alza il ritmo e prende progressivamente il controllo della partita, contro un’Italia apparsa scarica, poco brillante e troppo imprecisa.

La squadra nipponica, al contrario, mostra una condizione fisica superiore, detta legge sugli impatti e costruisce la vittoria anche sulla solidità delle fasi statiche. Nel secondo tempo, proprio quando l’Italia avrebbe dovuto cambiare passo e provare a ribaltare la partita, non arriva nemmeno un punto.

Ora Michele Lamaro e compagni dovranno recuperare energie fisiche e mentali per preparare nel modo giusto una sfida da urlo, quella della prossima settimana contro gli All Blacks.

Primo tempo: Italia parte forte, Giappone reagisce e chiude in vantaggio

La partita si apre con il primo squillo del Giappone, che mette subito pressione alla difesa italiana con un pallone allargato fino all’ala Ueda. Il trequarti giapponese trova spazio lungo la corsia esterna, calcia per sé stesso, ma spedisce l’ovale oltre la linea di fondo.

L’Italia risponde prontamente con una bella combinazione in mezzo al campo tra Garbisi e Brex: il centro del Toulon sceglie l’angolo giusto, buca la difesa giapponese e va a schiacciare quasi in mezzo ai pali. Garbisi trasforma e al 6’ gli Azzurri sono avanti 0-7.

La reazione dei Brave Blossoms arriva puntuale al 10’, quando i padroni di casa costruiscono un attacco molto concreto nei ventidue metri italiani. Le percussioni degli avanti sono efficaci e, complice una difesa azzurra poco incisiva, Warner Dearns trova lo spiraglio giusto per segnare la meta del 5-7. Matsunaga trasforma e riporta il punteggio in parità: 7-7.

Pochi minuti dopo Gonzalo Quesada è costretto a spendere un cambio pesante: fuori Lorenzo Pani per un problema al ginocchio, dentro Tommaso Allan. Il Giappone, però, continua a macinare gioco e al 16’ trova la seconda meta con Takuro Matsunaga, bravo a finalizzare un bel movimento collettivo dei trequarti, propiziato dall’iniziativa del centro Yuya Hirose. Lo stesso Matsunaga trasforma: Giappone avanti 14-7.

Gli Azzurri faticano a imporsi sugli avversari, sia sul piano fisico sia su quello tattico. I giapponesi gestiscono meglio ritmo e possesso e al 24’ conquistano un calcio di punizione, trasformato da Matsunaga per il 17-7.

Sul finire del primo tempo l’Italia costruisce una buona occasione per riaprire la partita e prova a sorprendere la difesa giapponese con un calcetto insidioso dentro i ventidue avversari. Menoncello si lancia sull’ovale e prova a schiacciare, ma la difesa nipponica fa buona guardia.

Al 40’ gli Azzurri hanno un’ultima possibilità per accorciare lo svantaggio. Da un calcio di punizione giocato rapidamente nasce un multifase sviluppato con generosità, ma senza grande efficacia. La nuova penalità assegnata dall’arbitro viene allora convertito da Paolo Garbisi, che manda le squadre al riposo sul 17-10.

Secondo tempo: Italia niente di fatto, Giappone in controllo fino alla vittoria

La seconda frazione si apre con un Giappone subito intraprendente. La maul dei Brave Blossoms funziona bene e gli uomini di Eddie Jones costruiscono rapidamente i presupposti per una nuova marcatura.

Al 46’ gli avanti giapponesi lavorano ai fianchi la difesa italiana fino a quando il pallone arriva al flanker Ben Gunter, che chiude l’assedio nei cinque metri avversari con la meta del 22-10. Matsunaga trasforma e allarga ulteriormente il divario: 24-10.

L’Italia fatica a rialzarsi, soprattutto per una evidente mancanza di reattività. Il Giappone difende in modo aggressivo e concede pochissimo spazio a Lamaro e compagni. Nonostante il momento complicato, gli Azzurri provano a rientrare in partita cercando di pungere nelle fasi statiche, ma non riescono a capitalizzare nemmeno quando, al 59’, si avvicinano sensibilmente alla linea di meta.

Per gli uomini di Quesada le cose continuano a non girare nel verso giusto e il Giappone ne approfitta. Al 66’ Matsunaga, preciso e infallibile dalla piazzola, aggiunge altri tre punti al tabellino. A meno di un quarto d’ora dalla fine, i nipponici sono avanti 27-10.

L’ultima parte di gara conferma la giornata no dell’Italia. I palloni a disposizione sono pochi, la lucidità per gestirli con ordine ancora meno. Il Giappone amministra il vantaggio e chiude in avanti, andando a caccia della quarta segnatura. Il bonus mete non arriva, ma il verdetto è netto e indiscutibile: Giappone-Italia 27-10.

Valerio Bardi

Nations Championship 2026: il tabellino di Giappone-Italia

Giappone: 15 Takuro Matsunaga; 14 Kazuma Ueda, 13 Dylan Riley, 12 Yuya Hirose, 11 Kippei Ishida; 10 Ryunosuke Ito, 9 Naoto Saito; 8 Jack Cornelsen, 7 Kanji Shimokawa, 6 Ben Gunter; 5 Warner Dearns (C), 4 Harry Hockings; 3 Shuhei Takeuchi, 2 Mamoru Harada, 1 Takato Okabe
A disposizione: 16 Hayate Era, 17 Sojiro Otsuka, 18 Keijiro Tamefusa, 19 Michael Stolberg, 20 Michael Leitch, 21 Tiennan Costley, 22 Itsuki Kamimura, 23 Sam Greene

Mete: 10′ Dearns, 16′ Matsunaga, 46′ Gunter
Trasformazioni: 11′, 17′, 47′ Matsunaga
Punizioni: 24′, 66′ Matsunaga

Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Malik Faissal, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Alessandro Ortombina, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Danilo Fischetti
A Disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Riccardo Favretto, 20 Ross Vintcent, 21 Alessandro Fusco, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan

Mete: 5′ Brex
Trasformazioni: 6′ Garbisi
Punizioni: 40′ Garbisi


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