Italia, Michele Lamaro: “Contro il Giappone servirà prontezza, anche se non giochiamo insieme da mesi”
Le parole del capitano degli Azzurri nella giornata che precede lo scontro con i Brave Blossoms
Italia, Michele Lamaro: "Contro il Giappone servirà prontezza, anche se non giochiamo insieme da mesi"
Verso Giappone-Italia, in programma domani mattina alle ore 10.40 dal Chichibunomiya Stadium di Tokyo, con le considerazioni del capitano degli Azzurri Michele Lamaro. Una sfida delicata quella contro gli asiatici, che apre la prima tornata di incontri del Nations Championship 2026.
Italia, Michele Lamaro: “Contro il Giappone servirà prontezza, anche se non giochiamo insieme da mesi”
Intervenuto in videoconferenza dal Sol Levante, il terza linea ha risposto alle domande dei giornalisti toccando diversi temi, fra cui quello di un Giappone insieme da diverse settimane e di un’Italia che dovrà necessariamente ritrovare anche il ritmo partita, vista l’inattività dal campo di molti dei suoi elementi dopo il termine della stagione di club.
Per molti elementi della rosa dell’Italia l’ultima partita di rugby è stata giocata qualche mese fa, mentre il Giappone è insieme da giugno e si è già misurato in alcuni match, quanto può pesare: “Il fatto che non giochiamo insieme dal Sei Nazioni, con diversi di noi che non giocano una partita sul campo da diversi mesi, rappresenterà sicuramente una sfida. La condizione fisica è uno dei focus: negli ultimi raduni ci siamo preparati al meglio, con grande attenzione all’allenamento con contatto, proprio per essere pronti a questo match. Siamo sicuri di arrivare pronti alla partita”.
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Il Giappone, come il Galles a marzo, ha messo nel mirino la partita contro l’Italia. Come si gestisce questo tipo di pressione: “Sono partite di livello internazionale. Il Giappone, lo sappiamo, è una squadra pericolosa e lo ha sempre dimostrato: hanno un campionato di assoluto livello, con giocatori di alto standard che ne fanno parte. Sarà una partita difficile: a livello internazionale, non esistono partite nelle quali non si pensa a poter vincere. Dobbiamo scendere in campo e dare il massimo per riuscire a portarla a casa”.
Che problemi può creare il Giappone alla difesa azzurra: “Sanno tenere il pallone per molte fasi e ha grande imprevedibilità. Vogliono giocare in velocità e vanno a esplorare zone di campo dove spesso le squadre dell’Emisfero Nord non vanno: ci sono vari aspetti a cui dobbiamo stare attenti. Serve essere svegli: quando giocano la touche, ma in generale. Loro vogliono coglierti sempre impreparato: la prontezza sarà determinante, se saremo attenti potremo metterli noi in difficoltà col nostro attacco e con la nostra difesa che dovrà arginare le loro iniziative”.
Nella prima giornata del Nations Championship vi saranno le sfide contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia, come andare a trarre un bilancio: “Sono tre avversarie molto diverse fra loro. La prima partita, contro il Giappone, sarà la più insidiosa: prima di tutto perché sono un paio di mesi che non giochiamo e in secondo luogo perché ci saranno delle avversità a cui far fronte. Sappiamo però che abbiamo gli elementi per scendere in campo e portare a casa un buon risultato. In generale, saranno quasi tre partite “individuali”: ogni settimana saremo messi a dura prova, sono sicuro che come squadra risponderemo al meglio di quello che potremo”.