Nations Championship: una sfida da vincere per entrambe, la preview di Giappone-Italia
Quesada più ponderato, Jones più all'azzardo: alle ore 10:40 inizia il torneo degli Azzurri
Nations Championship: una sfida da vincere per entrambe, la preview di Giappone-Italia - ph. Emmanuele Ciancaglini/Federugby via Getty Images
Nella grande primo turno del Nations Championship 2026, che copre tutta la giornata odierna di sabato 4 luglio, non bisognerà aspettare molto per vedere gli Azzurri in azione: la partita Giappone-Italia è la seconda del programma, al via alle ore 10:40 italiane.
Per entrambe le squadre si tratta subito di una sfida cruciale da cercare di vincere, come vedremo nella preview. Sono previste più modalità, sia tramite abbonamento sia in chiaro, per poter seguire in diretta TV e streaming la partita Giappone-Italia dal Chichibunomiya Stadium di Tokyo.
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Nations Championship 2026: una sfida da vincere per entrambe, la preview di Giappone-Italia
Il nuovo torneo del Nations Championship mette di fronte tra loro le 12 migliori squadre di rugby al mondo: da un lato un girone con le 6 dall’Europa (Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia, Scozia) e dall’altro una pool contenente le 4 dal The Rugby Championship (Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica) più 2 invitate (Fiji e Giappone).
La formula, però, prevede che ogni squadre affronti solo quelle dell’altro girone. In poche parole l’Italia (così come tutte le altre europee) sarà impegnata una volta – tra luglio e novembre – contro Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Fiji e Giappone.
Considerando i pronostici e i precedenti, per gli Azzurri ci sono due partite più abbordabili: quella con le Fiji (in casa a novembre) e quella, appunto, di oggi col Giappone. Vero che nelle ultime due partite contro l’Australia la squadra di coach Gonzalo Quesada ha vinto, ma giocare contro i Wallabies in casa loro a Perth sarà un’altra cosa. Anche contro l’Argentina (a novembre in casa) servirà un’impresa, mentre Sudafrica (in Italia) e All Blacks in Nuova Zelanda sono ai limiti dell’impossibile, per quanto l’Italia li abbia fatti sudare entrambi in casi recenti.
Considerando che l’altra sfida definita abbordabile gli Azzurri la giocheranno per ultima, si capisce l’importanza della prima partita per l’Italia. Vincere contro il Giappone vorrebbe dire aver già fatto una buona parte di quanto è naturale chiedere a questa squadra, oltre a permettere di affrontare tutte le sfide successive senza già l’acqua alla gola.
Se però rovesciamo il punto di vista e la vediamo dalla parte nipponica, alla fine la situazione è quasi identica. Anche il Giappone ha due partite sulla carta più abbordabili (Italia in casa loro e Galles in trasferta a novembre), mentre per tutte le altre coach Eddie Jones dovrebbe chiedere delle imprese più o meno storiche alla suoi.
Anche se lo scontro con l’Italia è considerabile più alla portata del Giappone, non bisogna però dimenticare gli ultimi due precedenti (i più recenti), risalenti al 2023 e al 2024. In entrambi i casi gli Azzurri, fossero in casa o in trasferta, ottennero delle vittorie nette: rispettivamente per 42-21 e per 14-42.
Se vogliamo vederci una differenza rispetto a questi due casi, quando Italia e Giappone si affrontarono alla fine dei rispettivi tour, stavolta l’incontro è subito all’inizio.
Non sempre l’Italia è sempre riuscita ad ingranare subito all’inizio di un tour in trasferta (proprio nel 2024 nel Pacifico la prima partita contro Samoa finì con una sconfitta). D’altra parte, però, quell’avvicinamento a Samoa fu decisamente più complicato di quello di quest’anno con direzione Tokyo. Inoltre il gruppo azzurro, nella sua colonna portante, si conosce bene da anni e, ormai, altrettanto bene conosce coach Quesada.
Ecco allora che il tecnico argentino, per la prima partita di questo Nations Championship, ha selezionato una formazione in buona parte consolidata, insieme ad alcuni innesti mirati per testare nuovi giocatori.
Accanto a due nomi di fiducia come Michele Lamaro e Lorenzo Cannone c’è l’esordiente Alessandro Ortombina a completare la terza linea. Pronti a subentrare al loro posto il rientrante Ross Vintcent e, nel caso, il duttile Riccardo Favretto (ma più probabilmente sarà impiegato per dare il cambio alla seconda linea Cannone-Zambonin). Tallonatore titolare è stato scelto Tommaso Di Bartolomeo, con Gianmarco Lucchesi che attende dalla panchina di tornare a indossare la maglia azzurra.
Ritorno in azzurro anche per Stephen Varney, titolare in mediana con Paolo Garbisi come contro il Giappone nel 2023. Tra i trequarti, assieme a tanti volti noti, c’è l’esordiente Malik Faissal e la scelta di Lorenzo Pani come estremo titolare. In panchina Gonzalo Quesada ha scelto tre giocatori per avere cambi adeguati.
Scelte diverse ha fatto Eddie Jones con il suo Giappone: una panchina 6+2, un mediano di mischia di alto livello (Naoto Saito, vice di Dupont a Tolosa) accanto a un mediano di apertura esordiente che gioca in una squadra universitaria (Ryunosuke Ito, che però ha dimostrato di sapere il fatto suo contro i Maori All Blacks).
Se Quesada si è preso pochi rischi calcolati, Jones al contrario ha deciso di azzardare ben di più, confidando nell’imprevedibilità e nella velocità del gioco. Come abbiamo avuto modo di approfondire, il tecnico sta cercando di abituare i Brave Blossoms ad un gioco fatto di accelerazioni, che riduca il più possibile i tempi morti tra un’azione e l’altra, anche a costo di anticipare le giocate.
Anche per questo coach Jones ha deciso di portarsi in panchina più avanti. Con un gioco rapido, di sostegno e pulizia immediato, alla ricerca dell’impatto per guadagnare spazio e non dar tregua alla difesa avversaria, gli avanti vengono presto spremuti. Ed è un gioco che il Giappone deve cercare di fare anche perché, in termini fisici, rischiano di pagare qualcosa contro i loro avversari del Nations Championship.
Nations Championship 2026: le formazioni ufficiali di Giappone-Italia
Giappone: 15 Takuro Matsunaga; 14 Kazuma Ueda, 13 Dylan Riley, 12 Yuya Hirose, 11 Kippei Ishida; 10 Ryunosuke Ito, 9 Naoto Saito; 8 Jack Cornelsen, 7 Kanji Shimokawa, 6 Ben Gunter; 5 Warner Dearns (C), 4 Harry Hockings; 3 Shuhei Takeuchi, 2 Mamoru Harada, 1 Takato Okabe
A disposizione: 16 Hayate Era, 17 Sojiro Otsuka, 18 Keijiro Tamefusa, 19 Michael Stolberg, 20 Michael Leitch, 21 Tiennan Costley, 22 Itsuki Kamimura, 23 Sam Greene
Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Malik Faissal, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Alessandro Ortombina, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Danilo Fischetti
A Disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Riccardo Favretto, 20 Ross Vintcent, 21 Alessandro Fusco, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan