Italia, Ostuni Minuzzi verso il Sudafrica: “L’amaro in bocca per il Mondiale resta, ma abbiamo tenuto alto l’entusiasmo”
La capitana azzurra: "La difesa è il nostro punto di forza ma non possiamo passare 80 minuti a difendere contro le sudafricane, quindi sarà fondamentale il breakdown per avere possessi di qualità"
Italia, Ostuni Minuzzi verso il Sudafrica: "L'amaro in bocca per il Mondiale resta, ma abbiamo tenuto alto l'entusiasmo" (ph. Federugby)
Seconda partita delle WXV Global Series dell’Italia femminile, e seconda partita da capitana per Vittoria Ostuni Minuzzi, presente nella conferenza stampa successiva al captain’s run di Fontanafredda verso la sfida contro il Sudafrica. Una partita particolare, considerando che è ancora viva nella memoria di tutti la bruciante sconfitta dello scorso anno che costò la qualificazione ai quarti di finale del Mondiale.
In questo senso, però, Ostuni Minuzzi ha spiegato come il gruppo ha mantenuto alto il morale: “Abbiamo cercato di concentrarci solo su questa partita tenendo fuori la parte emotiva, anche perché è passato un anno e sia noi che il Sudafrica abbiamo cambiato delle cose. Non tutte hanno vissuto la sconfitta al Mondiale perché ci sono molte ragazze nuove che non hanno quell’amaro in bocca e non volevamo quindi influenzare troppo il morale del gruppo. Abbiamo fatto un’ottima settimana di allenamenti. Magari in privato, in camera con le altre, è capitato di parlare di quella partita e di vivere delle emozioni contrastanti, ma in gruppo abbiamo sempre mantenuto l’entusiasmo perché servirà tanta forza per affrontare il Sudafrica”.
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Il Sudafrica ha cambiato tantissimo rispetto alla sconfitta contro il Galles (9 giocatrici su 15) e schiera una formazione meno sperimentale e molto più vicina a quella dello scorso anno. Questo però cambia fino a un certo punto la preparazione delle Azzurre: “Proprio perché scopriamo sempre la formazione due giorni prima cerchiamo di concentrarci sempre su noi stesse, analizzando le avversarie più dal punto di vista collettivo che individuale. Poi chiaramente, una volta saputa la formazione, facciamo delle piccole riunioni per aggiustare dei dettagli in base alla formazione: ad esempio la difesa in touche, il posizionamento difensivo, ma a livello di gioco complessivo il focus principale è sempre su noi stesse” spiega Ostuni Minuzzi.
“Rispetto alla partita del Mondiale mi è sembrato di vedere un Sudafrica che sta cercando un’evoluzione nel gioco” prosegue la capitana azzurra: “Muovono di più il pallone, cercano anche la larghezza del campo, è qualcosa di diverso rispetto a quando si basavano soltanto sulla fisicità, che chiaramente resta il loro punto di forza principale e sappiamo che dovremo fare attenzione soprattutto a questo aspetto”.
Un anno fa contro il Sudafrica mancò soprattutto il possesso, e questo consentì alle Springbok Women di sfruttare al massimo la loro fisicità martellando la linea difensiva italiana: “Credo che da un paio d’anni a questa parte la difesa sia uno dei nostri punti di forza, anche grazie all’aiuto di Francesco Iannucci (l’allenatore della difesa, ndr) ma è chiaro che non possiamo fare 80 minuti di difesa contro il Sudafrica, sarebbe troppo complicato. Per questo avremo bisogno di tanto possesso e in questo senso sarà fondamentale il punto d’incontro: più saremo veloci e più avremo palloni di qualità per giocare e portare la partita sui binari a noi più congeniali”.
Infine, Ostuni Minuzzi ha raccontato la sua prima giornata da capitana contro il Giappone, spiegando come ha ovviato alla “difficoltà” di dover gestire il rapporto con gli arbitri giocando spesso molto lontana da loro, essendo un estremo: “Sabato ci siamo divise bene i compiti con Silvia Turani, che è vice-capitana e si è occupata soprattutto della mischia. Quando mi chiedevano di far notare qualcosa cercavo sempre di trovare i momenti migliori per parlare con gli arbitri. Anche domani ci sarà bisogno di maggiore comunicazione per la mischia, che sarà una fase di gioco abbastanza difficile considerando l’avversaria”.
Francesco Palma