Un’Italia trasformata, un primo tempo da urlo e l’Irlanda alle porte: 5 riflessioni su Georgia-Italia U20
Gli Azzurrini hanno giocato la miglior partita dell'anno, nel momento in cui serviva maggiormente valutare il percorso fatto
Un'Italia trasformata, un primo tempo da urlo e l'Irlanda alle porte: 5 riflessioni su Georgia-Italia U20 (ph. World Rugby)
Georgia battuta 43-19, con un primo tempo clamoroso chiuso sul 43-12: l’Italia under 20 ha giocato la sua miglior partita per concretezza, compattezza e capacità di esecuzione, e lo ha fatto in una sfida storicamente delicatissima, considerando che gli Azzurrini non battevano i Lelos dal 2022. Da lì due sconfitte (2023 e 2024) e un pareggio rocambolesco l’anno scorso.
Questa volta non c’è stata storia, e l’Italia ha ottenuto l’accesso alla finale per il 9° posto del Junior World Championhip contro l’Irlanda: non il traguardo che si sperava all’inizio (l’obiettivo dichiarato era il torneo 5°-8° posto) ma che comunque garantisce la possibilità di ottenere un buon piazzamento, se si pensa che 9° era arrivata nel 2019 anche un’altra bella Italia, quella con Paolo Garbisi, Ange Capuozzo, Federico Mori, Jacopo Trulla e compagnia, con Fabio Roselli in panchina.
Rivedi gli highlights di Georgia-Italia under 20
Insomma, chiudere bene – poi con l’Irlanda – permetterebbe comunque di tornare in Italia con la sensazione di aver fatto un buon Mondiale. Intanto, ecco 5 riflessioni su Georgia-Italia.
World Junior Championship: 5 riflessioni su Georgia-Italia under 20
Miglioramenti – In questo caso non si parla solo del salto da una partita all’altra, anche se comunque contro la Georgia si è vista una squadra molto più precisa rispetto alla fase a gironi. Quando si parla di un’under 20 il miglioramento va valutato a prescindere dai risultati e dalla prima all’ultima partita, e rispetto a quel nefasto esordio con la Scozia del Sei Nazioni di categoria, questa è completamente un’altra squadra: lo è non solo per qualità tecniche, ma per atteggiamento, aggressività, capacità di leggere i momenti delle partite. Andrea Di Giandomenico si è assunto un compito rischioso, proponendo uno stile di gioco difficile da assimilare per una selezione giovanile che peraltro non aveva giocato molto insieme: partita dopo partita però si è vista una squadra totalmente trasformata, tanto che quella vista contro la Georgia è senza dubbio la miglior under 20 dell’anno. Adesso l’ultimo passaggio sarà migliorare ancora contro l’Irlanda: a prescindere dal risultato, se sabato contro i Verdi si vedrà ancora la miglior Italia under 20 dell’anno, il percorso sarà compiuto.
Concretezza – Tre mete in nove minuti: tanto è bastato all’Italia per chiudere la questione, una questione che in teoria si preannunciava alquanto annosa, considerando che a livello under 20 gli Azzurrini non battevano la Georgia dal 2022. E che questa volta si giocava addirittura in casa loro. È questo il principale passo avanti dei ragazzi di Di Giandomenico, che non erano quasi mai riusciti davvero a concretizzare con costanza tutto quello che hanno costruito: nel primo tempo di Kutaisi invece all’Italia è riuscito tutto. Poi, una volta messa a posto la partita, gli Azzurrini hanno viaggiato a vele spiegate per un tempo per poi gestire nella ripresa. Forse con qualche fallo di troppo, ma senza particolari patemi, e chissà che queste energie risparmiate non siano decisive per giocarsela contro l’Irlanda.
Alternative – Le principali preoccupazioni verso il match con la Georgia erano legate soprattutto all’attacco: l’infortunio di Luisato aveva privato l’Italia della sua arma più importante, forse l’unico giocatore che nella fase a gironi era riuscito ad essere davvero pericoloso con costanza. L’Italia ha scongiurato il rischio di una dipendenza da Luisato (come poteva essere anche quella da Faissal, o da Todaro l’anno scorso) con una prestazione collettiva di altissimo livello nella quale – di conseguenza – sono poi venute fuori anche le individualità. Su Casarin abbiamo già detto tutto, ma va sottolineato il lavoro mostruoso di Wilson e la grande crescita di Opoku, che al netto di una disciplina ancora da rivedere sta facendo davvero il salto di qualità che serviva. Molto bene anche la mischia con Mastropasqua e Meroi che hanno sfruttato alla grande l’occasione da titolare concessa da Di Giandomenico. Andretti ha un piede clamoroso ed è una sicurezza in mediana, Celi è stato onnipresente (e anche lui quando si tratta di liberare ha una gran pedata) giocando una partita di altissimo livello, e anche Fasti – che aveva sempre viaggiato tra alti e bassi – è sembrato molto più sicuro. E poi le imbucate di De Novellis, i placcaggi di Falchetto: tutti ad alto livello.
Indisciplina – L’unica cosa che non ha funzionato: 17 calci di punizione concessi e 2 cartellini gialli sono tanti, al di là del dominio generale del match e di una partita indisciplinata in generale (16 i falli georgiani). Molti di questi falli erano abbastanza evitabili, soprattutto nel secondo tempo, dove la Georgia ha avuto la possibilità di ritornare in attacco e alla fine ridurre il passivo (nemmeno tanto, perché alla fine nonostante 20 minuti in 14 l’Italia ha concesso solo 5 punti), e soprattutto ha tolto agli Azzurrini l’opportunità di allungare ancora. Contro l’Irlanda falli gratuiti non se ne potranno concedere.
Rimpianti – Certo, l’under 20 non è fatta solo di risultati e non può essere l’unico termine di paragone, ma vedendo come sono andate le altre semifinali un po’ di rimpianti ci sono: la Scozia (che ha battuto l’Italia per il rotto della cuffia, con gli Azzurrini che hanno sprecato tante opportunità per vincere un match alla portata) ha demolito l’Argentina e andrà a giocarsi la finale per il 5° posto. Chiaro che, col senno di poi, il pensiero che al loro posto potessero esserci i nostri ragazzi un pochino viene.
Francesco Palma