Italia: Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione verso gli All Blacks e l’avvicinamento alla partita
Dai cambi alle conferme, fino al possibile esordio di Marini e al modo in cui il gruppo ha vissuto la sconfitta di Tokyo: le parole del capo allenatore degli Azzurri
Italia: Gonzalo Quesada spiega le scelte di formazione verso gli All Blacks e l'avvicinamento alla partita (ph. Sebastiano Pessina)
Dopo la delusione di Tokyo l’Italia riparte dalla sfida più difficile, quella contro gli All Blacks: sabato 11 luglio alle 7.10 italiane gli Azzurri scenderanno in campo a Wellington per una delle partite storicamente più complicate da affrontare. La Nuova Zelanda viene da una bella vittoria con la Francia, mentre l’Italia sta cercando di ritrovarsi dopo la complicata sfida col Giappone, sulla quale Gonzalo Quesada è tornato all’inizio della conferenza stampa di presentazione della formazione: “È stata una performance negativa, ma dovreste dirmi quali sono le squadre internazionali che riescono a fare il 100% di prestazioni positive durante la stagione, a parte il Sudafrica”.
“Non è una questione di alibi ma di realtà. Abbiamo analizzato la partita col Giappone: abbiamo perso tanti palloni, tanti calci sono stati troppo lunghi o troppo corti, o non abbiamo trovato la touche quando dovevamo. Tutte situazioni che in una partita tra due squadre a un livello molto vicino poi pesano: abbiamo avuto 8 situazioni di superiorità netta che non abbiamo sfruttato, e sono tutti punti che non fai e che poi non hai quando ti trovi a difendere. La cosa buona è che non abbiamo mai mollato e mai smesso di difendere anche quando la partita si è messa male” ha proseguito il tecnico.
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Gonzalo Quesada ha poi spiegato il complicato avvicinamento a questo tour estivo: “Non deve essere un alibi, ma il Giappone arrivava già da alcune partite precedenti, noi abbiamo fatto 3 allenamenti insieme dopo essere arrivati in Asia. L’80% dei giocatori non scendeva in campo da metà maggio: non sono alibi, sono fattori che dobbiamo tenere in considerazione, altrimenti non avremo mai un’analisi completa di quella che è la performance ad alto livello. Noi abbiamo le stesse avversarie di Francia e Irlanda: la Francia ha fatto una settimana di raduno con un’amichevole con l’Inghilterra e poi è arrivata in Nuova Zelanda una settimana prima, mentre gli irlandesi sono arrivati 12 giorni prima in Australia per prepararsi, che sono le condizioni minime. Abbiamo provato a organizzare un’amichevole e non è stato possibile, abbiamo provato ad arrivare un po’ prima e non è stato possibile: mi aspettavo una performance migliore, sicuramente, e abbiamo commesso degli errori, ma non dobbiamo perdere la testa e soprattutto dobbiamo rispettare il livello del Giappone”.
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Quesada spiega le scelte di formazione per la sfida con gli All Blacks
Il tecnico si è poi concentrato sulle scelte di formazione operate per il match con gli All Blacks. Sono tre i cambi: Allan al posto dell’infortunato Pani, Lynagh per Ioane e Vintcent per Ortombina. Spiega Quesada: “Le scelte di formazione sono di due tipi. Ci sono quelle strategiche, fatte immaginando come sarà la partita, e poi ci sono i giocatori che si ‘scelgono’ da soli. È stato il caso di Malik Faissal: ha avuto un’opportunità contro il Giappone e la sua performance ci ha portati a decidere di lasciarlo in campo anche con la Nuova Zelanda, meritava una riconferma. Non è una punizione per Ioane né un giudizio sulla sua prestazione: semplicemente abbiamo deciso prima di tutto di confermare Malik, e a quel punto volevamo dare un’opportunità anche a Lynagh che non aveva giocato la prima partita. Poi per l’Australia faremo le nostre valutazioni e sceglieremo chi giocherà tra questi tre”.
Sul possibile esordio di Giulio Marini: “Ha un grande potenziale. Nel ruolo di 4 gioca quasi sempre Niccolò Cannone, ma abbiamo bisogno di avere più profondità in questo slot, e poi pensiamo sia pronto. Quello che ci ha fatto vedere in allenamento ci fa sentire tranquilli: anche se ci sono gli All Blacks davanti è pronto a esordire”.
Nonostante la prestazione negativa contro il Giappone, Quesada ha scelto di riconfermare quasi del tutto la formazione che ha giocato a Tokyo, spiegando così la decisione: “È vero che in Giappone sono pochi quelli che hanno fatto una partita al loro livello. Potevamo cambiare tutta la squadra in modo radicale per cercare una reazione, del tipo ‘non ha funzionato, cambiamo tutto e vediamo come va’ ma secondo noi non sarebbe stata la cosa giusta. Anche perché uno dei nostri problemi è stato la mancanza di ritmo, quindi i ragazzi che hanno giocato in Giappone avevano già un po’ di ritmo in più e anche nell’ottica di una terza partita per noi importantissima come quella con l’Australia volevamo dare continuità ai giocatori, con alcuni piccoli cambi come Ross Vintcent che sta ritrovando la condizione e Tommy Allan che sostituisce l’infortunato Pani, oltre alla già citata scelta di Lynagh”.
In panchina si rivede anche Alessandro Garbisi, scelto la posto di Fusco: “Alessandro Garbisi si è allenato benissimo e meritava un’occasione. Abbiamo deciso di riconfermare Varney per lo stesso concetto espresso prima riguardo al ritmo partita. Contro il Giappone ha avuto delle difficoltà dal punto di vista del ritmo, ma la partita di Tokyo gli è servita per ritrovarlo e viene comunque da una grande stagione a Exeter. Fusco è entrato e ha fatto la sua partita dopo un eccellente Sei Nazioni: non è una bocciatura, ma per quello che abbiamo visto in allenamento però volevamo dare un’opportunità a Garbisi. Tutte le scelte sono fatte nel presente, ma sempre con uno sguardo al futuro, utilizzando ogni opportunità per allargare il gruppo verso il Mondiale: Marini sarà il 19esimo esordiente da quando abbiamo iniziato il nostro ciclo nel 2024. L’Italia deve avere più scelta possibile”.
Ripartire dopo il Giappone
Quesada ha poi spiegato come la squadra ha reagito dopo la sconfitta contro il Giappone: “Perdere fa sempre male, ma nessuno l’ha vissuto come un dramma o una vergogna. Noi sappiamo contro chi abbiamo giocato e sappiamo chi siamo: è stato un duro colpo, non siamo stati all’altezza di quello che volevamo essere, ma la motivazione non manca. Siamo di fronte agli All Blacks, e giocare in Nuova Zelanda è una cosa che capita poche volte nella vita. Abbiamo un gruppo incredibile e noi abbiamo grande fiducia in questi ragazzi, e questa non è mai mancata: affrontiamo le avversità sempre al meglio”.
“Abbiamo un gruppo di giocatori incredibile, per l’atteggiamento e per l’energia che ha saputo mettere in campo in questa settimana: mi fa capire che sono consapevoli della sfida che arriva” ha detto Quesada: “Andiamo con il 6+2 perché gli avanti avranno di fronte un grande lavoro nella fase di conquista, quindi dobbiamo coprire maggiormente quei reparti. E questo richiederà ancora più intensità ai trequarti, potendo fare un cambio in meno. Dobbiamo fare un passo avanti in tutto quello che facciamo, mantenendo la stessa disciplina e voglia di difendere vista col Giappone e migliorando la precisione e il possesso, mettendo maggiormente pressione in attacco. Come detto, dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà ma non siamo contenti di quello che abbiamo fatto e vogliamo rifarci contro una delle migliori squadre del mondo, in casa loro”.
Francesco Palma