Jake White: “Dovremo trovare un modo di trattenere i nostri migliori giocatori”

L'ex allenatore del Sudafrica e dei Bulls: "Dobbiamo obbligare gli Springboks a giocare in patria"

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Jake White: "Dovremo trovare un modo di trattenere i nostri migliori giocatori" ph. Ettore Griffoni

Jake White, ex head coach dei Bulls e campione del mondo con il Sudafrica nel 2007, parlando a Netwerk24 ha fatto una richiesta alla SA Rugby: obbligare i giocatori Springbok a militare in patria. Perchè? Le franchigie come Lions, Bulls, Stormers e Sharks sono penalizzate nelle competizioni europee non avendo a disposizione i migliori giocatori e così facendo non avranno mai la possibilità di vincere una Champions Cup.

In passato, all’allenatore degli Springboks era vietato selezionare giocatori che militavano all’estero, un pò come succede attualmente in Nuova Zelanda e in Irlanda ma la stesa restrizione l’applicata anche la Federazione inglese.

Questo contribuisce a mantenere i migliori talenti del paese in patria ma il Sudafrica fatica a trattanere le sue punte di diamante a causa della forza del Rand.

Quando Rassie Erasmus ha assunto la guida della nazionale sudafricana di rugby nel 2018, queste restrizioni furono cancellate e da allora diversi giocatori hanno rappresentato il Sudafrica pur giocando all’estero dove le prospettive di guadagno erano nettamente superiori a quelle percepite in patria.

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Le dichiarazioni di Jake White sui criteri di selezioni del Sudafrica

“Dobbiamo ripensare la situazione. Dobbiamo obbligare gli Springboks a giocare in patria. Questo requisito era in vigore nel nostro rugby in passato e capisco tutte le altre argomentazioni sul fatto che i giocatori possano giocare all’estero, ma le nostre franchigie sono state penalizzate. L’ho già detto spesso e lo ribadisco. Non c’è modo che una squadra sudafricana, visti i budget attualmente a disposizione, possa vincere la Champions Cup” ha detto Jake White.

In effetti i budget delle franchigie sudafricane (circa 97 milioni di rand, poco meno di 4,5 milioni di sterline) sono nettamente inferiori a quelli dei club inglesi o francesi. Il Bath, per esempio, spende circa 8,5 milioni di sterline (186 milioni di rand) mentre il Bordeaux (da poco bi- campione d’Europa) ha un tetto massimo di circa 12 milioni di sterline (261 milioni di rand).

“Stiamo formando giocatori come Cameron Hanekom e Kurt-Lee Arendse, che presto giocheranno all’estero. Cheslin Kolbe torna agli Stormers a 32 anni, il che è fantastico, ma la realtà è che purtroppo ha giocato il suo miglior rugby all’estero. Ecco perché rispetto paesi come l’Irlanda e la Nuova Zelanda. La Nuova Zelanda non ha alcuna intenzione di discostarsi dalla sua politica in materia di giocatori all’estero. È semplice: se vuoi diventare un All Black, devi giocare in Nuova Zelanda” ha concluso Jake White.

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