La Nations Championship, il torneo proposto da World Rugby, non si farà

Lo ha annunciato l’organizzazione internazionale: è mancata l’unanimità nel voler proseguire nel progetto

Bill Beaumont, presidente di World Rugby (ph. Henry Browne/Action Images)

World Rugby ha comunicato che abbandonerà i piani di un torneo mondiale al posto dei Test Match estivi e autunnali, denominato nei mesi scorsi Nations Championship. Nell’ultima riunione di mercoledì tenuta con le principali Federazioni e le altre parti interessate, non c’è stata unanimità nel voler proseguire su questo piano, fino alla creazione del nuovo torneo.

“Nonostante i progressi compiuti in collaborazione con le Federazioni, i board delle competizioni e le associazioni sindacali dei giocatori, la mancanza di unanimità su questioni chiave, in particolare le tempistiche e il format di promozione e retrocessione, ha costretto World Rugby a interrompere il progetto” – si legge sul comunicato ufficiale.

La Nations Championship svelata a marzo, nelle intenzioni di World Rugby, sarebbe dovuta partita nel 2020 e avrebbe dovuto prevedere due divisioni. In quella principale, ci sarebbero state due Conference da sei squadre ciascuna: da una parte le Sei Nazioni (Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia, Scozia) e dall’altra le quattro del Rugby Championship (Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica) più altre due nazioni scelte in base al ranking, che nel caso della simulazione fatta da World Rugby sarebbero state Fiji e Giappone. Ci sarebbe stato un sistema di promozioni e retrocessioni, per cui dopo ogni edizione avrebbe potuto esserci una nazionale diversa per ogni Conference.

Martedì si era parlato di una possibile dead line decisiva per venerdì 19, ma il verdetto definitivo di World Rugby è arrivato in anticipo rispetto alle indiscrezioni circolate. “World Rugby ha portato avanti questo progetto con i migliori interessi per il gioco globale, in linea con la nostra visione di far crescere lo sport come un gioco per tutti – ha dichiarato il presidente di World Rugby, Bill Beaumont – Siamo naturalmente delusi dal fatto che non sia stata raggiunta una posizione unanime, ma rimaniamo impegnati a esplorare modi alternativi per migliorare il rugby internazionale”.

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