Test Match 2018: l’Italia lotta, ma cede il passo ad un’Australia superiore

I Wallabies mostrano skills offensive notevoli, archiviando un prezioso successo per 26 a 7

ph. Sebastiano Pessina

PADOVA – Italia e Australia si affrontano all’Euganeo di Padova nel secondo Test Match su suolo europeo del loro novembre, reduci da un fine settimana diametralmente opposto, con gli azzurri in grado di sconfiggere la Georgia a Firenze e gli Wallabies sconfitti a Cardiff dal Galles.

L’avvio azzurro è caratterizzato da un lungo possesso, piuttosto sterile, con Castello e Steyn che provano a cambiare il ritmo dell’offensiva italiana con un paio di cariche dritte per dritte ficcanti, senza, però, riuscire a sfondare l’apparato difensivo ospite. I ragazzi di O’Shea prendono confidenza con il match, ed al 7′ piazzano una fiammata notevole grazie alla giocata superba di Hayaward, che appena dentro la metà di campo avversaria trova un buco, fa tanta strada palla in mano e poi piazza un calcio viscido sulla profondità australiana. Sull’ovale che rimbalza pericolosamente dentro i 22, si fionda per primo Steyn, che proprio in extremis viene portato in rimessa laterale, ad un passo dalla marcatura pesante. Poi, a causa di un paio di falli ingenui azzurri, l’Australia risale il campo e guadagna un piazzato sulla linea dei 10 metri, fallito, però, da Foley.

I ragazzi di Cheika sono molto macchinosi nelle esecuzioni e al 16′ pagano dazio, con Gordon che telefona un passaggio lentissimo, intercettato brillantemente da Tebaldi, che si invola in meta, ma viene tutto annullato per un fuorigioco discutibile del mediano di mischia del Benetton Rugby. L’Australia risale il campo e si presenta in zona rossa, con Folau che approfitta di un’uscita di Bellini avventurosa a caccia dell’anticipo, per involarsi in meta, venendo tuttavia fermato da una favolosa difesa collettiva azzurra fantastica.

Poco prima della mezzora di gioco, David Pocock sale in cattedra, regalando un paio giocate stratosferiche, forzando due tenuti azzurri, e mettendo in partita i suoi, che all’improvviso cambiano ritmo e fanno male. Al 30′ la prima segnatura del match: Kerevi, il migliore dei suoi, è elettrico, porta a casa un paio di break a stretto giro di posta, distribuendo in modo delizioso per Ashley Cooper, che fissa l’uomo e manda in meta Koroibete. To’omua trasforma e si va sul 7-0 ospite. L’Italia patisce il colpo, con l’Australia che “raddoppia”: Kerevi fa ancora danni, riportando i suoi a ridosso dei 22 metri. Una volta in zona calda, la squadra ospite imbastisce un multifase corrosivo prima di un improvviso allargamento con tempismo superbo, rifinito da Cooper e Folau, finalizzato da Koroibete.

La ripresa si apre con la marcatura pesante di Tupou al 44′. Tonagn Thor è letteralmente indemoniato: prima carica dritto per dritto, fissando un paio di uomini e realizzando un offload superbo per Dempsey, poi subito dopo raccgoglie e va oltre. To’omua trasforma per il 21-0. La risposta azzurra è immediata. Foley esegue un passaggio pessimo: la palla schizza a terra, finendo nella disponibilità di un  Bellini, che si trova un’autostrada davanti e la percorre a velocità supersonica, siglando la prima meta azzurra. L’Italia, galvanizzata, carica a testa bassa, ed al 59′ arriva un giallo per Scott Sio per avanti volontario in zona rossa. Al 64′ Castello vola verso la linea di meta, incrociando superbamente la corsa, ma non riesce a premiare il sostegno dell’accorrente Pasquali, perdendo l’ovale in avanti e sciupando una grande occasione. Sulla mischia che si genera, l’Itali domina il pacchetto avversario, strappando un calco di punizione. Gli azzurri (tanto dominanti in questa fase di gioco quanto fallosi in touche) optano ancora per la mischia, arando nuovamente gli oceanici e guadagnando un altro calcio. Quando allarga l’ovale, però, l’Italia pecca di superficialità, con un passaggio impreciso di Polledri (superbo sia in attacco che in difesa per 80 minuti), sotto grande pressione avversaria, che vanifica il prolungato sforzo italiano. Questa è l’ultima fiammata degli azzurri, che nel finale concedono anche la meta di Genia, che dopo una serie di pick’n’go ospiti buca la linea italiana per il definitivo 26-7.

Il tabellino

Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Mattia Bellini, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Abraham Steyn, 7 Jake Polledri, 6 Sebastian Negri, 5 Dean Budd, 4 Alessandro Zanni, 3 Simone Ferrari, 2 Leonardo Ghiraldini (c), 1 Andrea Lovotti.
A disposizione: 16 Luca Bigi, 17 Cherif Traorè, 18 Tiziano Pasquali, 19 Marco Fuser, 20 Johan Meyer, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Carlo Canna, 23 Luca Morisi.

Mete: Bellini (45′)
Trasformazioni: Allan (45′)
Punizioni:

Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Samu Kerevi, 12 Bernard Foley, 11 Marika Koroibete, 10 Matt Toomua, 9 Jake Gordon, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper (c), 6 Jack Dempsey, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Taniela Tupou, 2 Folau Fainga’a, 1 Scott Sio.
A disposizione: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Jermaine Ainsley, 18 Sekope Kepu, 19 Rob Simmons, 20 Pete Samu, 21 Will Genia, 22 Kurtley Beale, 23 Dane Haylett-Petty.

Mete: Koroibete (30′, 36′), Tupou (43′), Genia (80′)
Trasformazioni: Toomua (31′, 37′, 44′)
Punizioni:

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