La prima intervista di Johan Goosen dopo l’addio al Racing 92

Il sudafricano ha iniziato la preparazione con il Montpellier, ed è tornato sull’incredibile vicenda di cui è stato protagonista

ph. Reuters

La storia di Johan Goosen è una delle più bizzarre degli ultimi anni nel rugby, ma forse anche nello sport in generale. Riepiloghiamo gli eventi: il 16 dicembre 2016, il miglior giocatore del Top 14 2015/2016 annuncia l’addio al Racing 92 e il suo ritiro dall’attività agonistica, a soli 24 anni e con una carriera in evidente ascesa, per intraprendere la carriera di direttore commerciale in un’azienda agricola in Sudafrica, suo Paese natale.

A Jacky Lorenzetti, patron del club parigino, la versione non convince pienamente fin dall’inizio. E in effetti, qualche giorno dopo emergono le prime indiscrezioni su un possibile trasferimento di Goosen a Gloucester, club inglese su cui aveva messo gli occhi il proprietario del Montpellier, Mohed Altrad (trattativa poi sfumata per il volere contrario della Premiership); il Racing fa sapere di essere intenzionato a passare per vie legali. Era il 4 gennaio 2017: sulla vicenda di fatto cala il silenzio.

Il trequarti classe 1992, con 13 cap negli Springboks, torna a far parlare di sé lo scorso aprile, ovvero sedici mesi dopo l’inizio della storia. Goosen torna a giocare con i Cheetahs nel Pro14, ma la franchigia del Free State è solo una sistemazione temporanea: sia L’Equipe sia Rugbyrama, riportano la notizia di un accordo tra Lorenzetti e Altrad per il pagamento di una clausola di 1,5 milioni che liberi immediatamente il giocatore dal suo contratto con il Racing, senza attendere la naturale scadenza prevista nel 2020.

Johan Goosen, oggi

Con i Cheetahs Goosen ha giocato tre partite, ma il suo destino come detto è alla corte di Altrad, che riesce ad averlo con sé con un anno e mezzo di ritardo al Montpellier. Arriviamo a oggi, lunedì 9 luglio 2018: il sudafricano ha iniziato la preparazione con il club del Sud della Francia agli ordini di Vern Cotter ma, cosa più rilevante, ha interrotto il lungo silenzio dietro al quale si è trincerato dal dicembre 2016. Lo ha fatto con un’intervista rilasciata a Midi Olympique.

“Per essere chiari, a Parigi non stavo bene. Sono sudafricano, ho bisogno di spazio e nei sobborghi di Parigi gli edifici sono così vicini tra loro che mi sembrava di star soffocando – ha detto Goosen – Ho avuto la spiacevole sensazione di vivere in una scatola. La cosa peggiore è che anche mio figlio era molto infelice. […] Ha pianto tutto il tempo. E noi non dormivamo più”.

Quando l’intervistatore gli fa presente che solo pochi mesi prima aveva rinnovato fino al 2020 con il Racing, per guadagnare circa 400mila euro, Goosen dice di “non sapere” perché avesse prolungato, e di “non avere nulla contro il club e la squadra”. Incalzato sulla questione, il giocatore spiega di aver fatto “forse un errore in quel momento della mia vita. Perché ero molto infelice fuori dal campo. Non avrei potuto restare altri cinque anni”.

Il rapporto con Laurent Labit (coach del Racing) si incrina invece dopo che Goosen smette di seguire le lezioni di francese, come ammette lui stesso. ll sudafricano smentisce le voci che volevano il giocatore interessato ad aumento del proprio stipendio in quel periodo: “Il denaro non c’entrava niente. Volevo solo un’altra vita, il sole, lo spazio e la natura. Avrò tutto questo a Montpellier. Rispetto a Parigi, è un po’ una campagna qui”. I suoi compagni di squadra hanno cercato di dissuaderlo all’epoca ma senza successo (Goosen cita tra gli altri Ben Tameifuna, Joe Rokocoko, Dan Carter e Dimitri Szarzewski). Nell’intervista Goosen precisa, inolre, di aver incontrato Mohed Altrad per la prima volta solo lunedì scorso.

Tirando le somme, comunque, Goosen giudica folle la sua scelta. “Ho fatto un errore, ma è la vita. Paradossalmente, sono cresciuto molto anche negli ultimi due anni. Ho svuotato la testa e ho permesso al mio corpo di rigenerarsi. Mi sento più fresco di quanto non lo fossi a dicembre 2016”.

E nel frattempo, in Sudafrica, cosa ha fatto Johan Goosen? Ha lavorato per una ditta di selle a Murraysburg (Western Province), in cui “trasportava cavalli e vendeva selle […] Possono testimoniarlo tutti gli agricoltori della mia regione. […] Dico la verità. Dopo la mia partenza da Parigi, questa storia ha assunto proporzioni prive di senso. E io ero come intrappolato. Il giorno in cui ho saputo che un fotografo francese mi aveva seguito nel piccolo campo in cui mi allenavo a volte ero spaventato. Non ho capito cosa volessero queste persone. Volevo solo stare in pace”.

Una data molto attesa nel Top 14 sarà inevitabilmente il 3 novembre, giorno di Montpellier-Racing. “Farò un passo verso Jacky Lorenzetti per stringergli la mano, ma non so se accetterà”. L’intervista si chiude con una riflessione di Goosen: “So che tutti pensano che io sia un cattivo ragazzo e non merito la seconda possibilità che ho oggi. Spero di essere perdonato un giorno, e che a Montpellier il mio rugby renda felici le persone”.

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