RWC 2015: l’Australia vince in difesa la battaglia contro il Galles

I Dragoni sul meno sei non concretizzano una doppia superiorità. E ora ad attenderli c’è il Sudafrica

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Non basta la tattica di Gatland, che memore della sconfitta dell’Inghilterra contro i cacciatori Wallabies prepara una partita a ritmo basso e da giocare con poche fasi e vicino al punto d’incontro. La differenza la fa una superba difesa australiana, capace di terminare una doppia inferiorità addirittura a +3 sul tabellino. Per il Galles poca lucidità nei momenti chiave e un paio di scelte di gioco “alla samoana” da parte degli uomini in regia.

 

Tre minuti e il Galles che parte a mille. Palla recuperata da mischia, corsa profonda di Davies e sul calcetto di Anscombe per poco Liam Williams non trova una rocambolesca marcatura. Si resta nei 22 Wallabies che vanno in fuorigioco, e Biggar mette i primi tre del match. La squadra di Gatland mantiene alta l’intensità, e dopo 8 minuti Moore e compagni hanno già fatto 19 placcaggi. L’Australia sistema le cose, ma per alcuni errori la partita rimane spezzata e non vi sono manovre particolarmente pericolose. Il tabellino si muove allora dalla piazzola, e in un paiomdi occasioni per errori soft e non forzati dalla pressione avversaria. Da sottolineare, quando i Wallabies provano a muovere palla, anche una grande difesa del Galles, che sale veloce placcando la palla e di fatto impedendo ricicli e abbassando il ritmo. I primi quaranta si chiudono così sul 9-6 Australia.

 

In avvio di ripresa la musica non cambia, e nemmeno le forzature Wallabies con un paio di offload e passaggi forzati che vanificano altrettanti avanzamenti. I primi punti li mette Foley dalla piazzola su pulizia al collo di Faletau forse eccessivamente punita. La prima azione del Galles si perde in un pessimo passaggio di Roberts, e la furiosa battaglia su ogni singolo breakdown rallenta le azioni, che si risolvono in palle ingiocabili (tra tuffi e giocatori che non rotolano). La squadra di Gatland ha comunque cambiato ritmo, Genia se ne va dieci minuti per dieci metri non rispettati; la maul non avanza ma in pick and go Faletau la perde un attimo prima di schiacciarla. Nuova touche maul e secondo cartellino contro l’Australia (Mumm interviene sul saltatore in aria). In 15 contro 13 il possesso resta al Galles, che sfiora con North tenuto alto. Ma la squadra di Gatland ha poca lucidità, gioca nello stretto e si scontra contro il muro giallo superbo in difesa. L’ennesima touche maul non avanza, Ashley-Cooper da spia guadagna un vitale tenuto, e prima che la parità numerica sia stabilita la squadra di Cheika guadagna addirittura una punizione che vale il +9. Le cose si fanno impossibili con il giallo a Cuthbert per avantk volontario. Finisce 15-6. Ai quarti sarà Australia-Scozia e Sudafrica-Galles.

 

Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Sean McMahon, 6 Scott Fardy, 5 Dean Mumm, 4 Kane Douglas, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore (c) 1 Scott Sio.
Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Greg Holmes, 19 Rob Simmons, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Matt Toomua, 23 Kurtley Beale.

Marcatori Australia
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Foley (24, 30, 36, 50, 72)

 

Galles: 15 Gareth Anscombe, 14 Alex Cuthbert, 13 George North, 12 Jamie Roberts, 11 Liam Williams , 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton (c), 5 Alun Wyn Jones, 4 Luke Charteris, 3 Samson Lee, 2 Scott Baldwin, 1 Paul James.
Riserve: 16 Ken Owens, 17 Aaron Jarvis, 18 Tom Francis, 19 Jake Ball, 20 Ross Moriarty, 21 Lloyd Williams, 22 Rhys Priestland, 23 James Hook.

Marcatori Galles
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Biggar (4, 33)

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