Quando Irlanda-Italia è un bicchiere mezzo vuoto: l’amarezza di Favaro e Gori

Al Mondiale contro il XV in maglia verde buona prova degli azzurri, ma per i due giocatori a dominare è l’amaro in bocca

 

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Iniziamo dalle novità che arrivano dall’infermeria. Per Garcia e Michele Rizzo il Mondiale è finito: il centro delle Zebre si è procurato uno stiramento durante Irlanda-Italia di domenica pomeriggio mentre il pilone ha una distorsione al ginoccho sinistro. Attesa in giornata anche la notizia della partenza dal gruppo di un altro infortunato che non può recuperare, ovvero Martin Castrogiovanni. Nelle prossime ore lo staff azzurro deciderà se sostituirli o meno in vista dell’ultima gara di Exeter contro la Romania.
Poi ci sono le reazioni dei giocatori nella mixed zone nella pancia dello Stadio Olimpico dopo una Irlanda-Italia che lascia l’amaro in bocca. E quest’ultima espressione è ricorrente nel gruppo italiano. Chi va oltre sono i due che Sergio Parisse in conferenza stampa ha indicato come le leadership emergenti nel gruppo. Ugo Gori e Simone Favaro. Quest’ultimo è sicuramente l’azzurro più scuro in volto: “Non c’è molto da dire, sono deluso. Deluso. Il Mondiale si gioca solo ogni 4 anni, bisogna viverlo più intensamente. Con la Francia abbiamo perso per un motivo, con il Canada abbiamo vinto giocando male, oggi abbiamo perso. Abbiamo giocato abbastanza bene ma abbiamo perso. Sono davvero amareggiato, eravamo venuti qui per passare il turno e non ce l’abbiamo fatta. Finiremo nel dimenticatoio”..
Gli riferiamo delle parole che ha avuto per lui Sergio Parisse: “Io mi auguro di essere un esempio, mi piace la competizione e cerco di spostarmi sempre un po’ più in là ma non credo proprio di potermi prendere a carico la responsabilità di diventare il leader del gruppo. Gori in questo è meglio di me”.

 

Già, Gori. Il ragazzo sta crescendo, parecchio anche. Anche lui inizia dalla formula di cui abbiamo parlato all’inizio: “C’è tanto amaro in bocca. La cosa che mi rende contento è che oggi abbiamo visto una squadra di 23 persone, abbiamo giocato come una squadra vera, dandoci una mano, tutti pronti a sacrificarsi. Però abbiamo perso e fa male perché potevamo portare a casa una vittoria importante contro una Irlanda davvero molto forte, una delle migliori compagini al mondo”.
Gli facciamo notare della differenza di rendimento di questo gruppo, a seconda della presenza o meno di Sergio Parisse: “Quando c’è lui miglioramo un po’ tutti, la sua presenza ci stimola a dare il massimo. E’ uno strano Mondiale: con la Francia non siamo riusciti a giocare come oggi e abbiamo perso, col Canada abbiamo vinto ma abbiamo giocato male, oggi abbiamo giocato bene e perso…”.
Poi arriva la stoccata: “Mi arrabbio moltissimo quando non vedo in tutto il gruppo la bava alla bocca, è una cosa che mi fa impazzire. Oggi c’era ma non sempre è così. Mi rendo conto che non è facile: ognuno è fatto a modo suo, tutti abbiamo delle giornate storte, o qualche preoccupazione che ci passa per la testa… Forse è una questione di aspettative: diventa tutto più facile quando non hai nulla da perdere, è difficile dare spiegazioni”.
Infine la questione leadership? “Io leader? Non so ma sono convinto che per esserlo non serve essere i migliori ma dare sempre il massimo e io ci provo”.

 

Incrociamo infine Giampiero De Carli, tecnico degli avanti, che ci concede qualche battuta. Gli chiediamo delle difficoltà in touche: “E’ davvero dura da mandare giù. Sotto questo aspetto del gioco nelle ultime 4-5 uscite non avevamo avuto problemi, oggi invece ce ne sono stati tanti.Le rimesse laterali ci sono costate davvero troppo, soprattutto 2-3 palloni, erano davvero importanti. Ora analizzeremo i video e cercheremo di trovare una soluzione”.

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