Seguici su Facebook Twitter Google+ Pinterest Instagram YouTube Feed Rss
Login        

L’Aquila esce dal silenzio con un lungo comunicato

Parole di apertura verso le società abruzzesi: franchigia e confluenza
serie a rugby l'aquila

ph. Bess Melendez

Prima la partita non disputata contro i Cavalieri Prato, poi la vittoria fuori casa nel derby abruzzese contro la Gran Sasso (con 19 giocatori in lista gara). Sono state settimane difficili in casa L’Aquila, e ora che il peggio sembra essere alle spalle il club neroverde ha parlato tramite un lungo comunicato stampa-

 

“Innanzitutto ci corre l’obbligo di ringraziare i giocatori e lo staff che, nonostante le difficoltà sopportate negli ultimi anni, si sono resi disponibili a proseguire con i nostri colori il progetto pensato dal compianto Presidente Mauro Zaffiri e da altri Soci che, nel momento più importante e drammatico per la vita del rugby cittadino, hanno raccolto il testimone che, possiamo dire con assoluta cognizione di causa e senza tema di smentita, era stato abbandonato alle proprie sorti”, si legge nelle battute iniziali.

Segue un po’ di storia: la promozione della società L’Aquila Rugby 1936 in Eccellenza nel maggio 2014, la scelta di rimettere il titolo in mano alla Federazione perché non sarebbe stata garantita l’iscrizione alla stagione 2014/15, la costituzione della società L’Aquila Rugby Club s. s. d. a r. l. “che garantì la permanenza del titolo a L’Aquila facendo un accordo con la 1936 per la cessione del titolo accollandosi direttamente ed indirettamente i debiti maturati nei confronti dei tesserati ed affiliati alla F.I.R. (circa € 236.000), tramite la rinuncia al contributo federale per le squadre di Eccellenza (€ 160.000), interamente devoluto, per accordo con l’A.I.R., al ripianamento dei debiti verso tesserati ed affiliati alla federazione di cui in realtà si sarebbe dovuto far carico la Società cedente, e accollandosi direttamente la differenza (€ 76.000 circa). Si evince che la neonata Società è partita fin dal primo giorno con un debito di € 236.000, di cui € 160.000 per mancati incassi ed € 76.000 di accollo debito”.

 

Poi due attacchi al territorio per il ridotto numero di spettatori e la mancanza di “apporto di risorse economiche da parte del tessuto imprenditoriale” e un ringraziamento per “sponsorizzazioni e partenariati venuti da fuori città”. Infine un’apertura alle società limitrofe con cui si avanza l’ipotesi di “collaborazioni che possono spingersi anche verso le franchigie territoriali o addirittura una confluenza tra le varie realtà, ma non partendo da presupposti sbagliati che escludano l’una o l’altra Società o che ne decretino la fine a favore di altre”.


onrugby.it © riproduzione riservata

ULTIME NOTIZIE IN QUESTA CATEGORIA



3 risposte a “L’Aquila esce dal silenzio con un lungo comunicato”

  1. roger scrive:

    Penso che se la polisportiva voleva la fine della rugby club non le concedeva i cartellini in prestito…….ma come si può pretendere di partecipare ad un campionato con un decina di tesserati e debiti pregressi…….forse in questo caso bisognerebbe abbassare……le ali

  2. Hullalla scrive:

    Non ho giovanili, non ho sufficienti giocatori per andare in campo, non ho sufficienti sponsor, non ho sufficienti spettatori, ho un sacco di debiti, ho un titolo sportivo come ce lo hanno anche altri anche nella stessa regione.

    Che dite, facciamo una franchigia dove tutti pongono in comune quello che hanno? :)

  3. electrocase scrive:

    no
    ancora una volta non ci siamo
    come previsto nel mio precedente post adesso, piano piano, ogni singolo soggetto di questa intricata vicenda racconta la propria verità.
    Già.
    Il proprio pezzo di verità.
    L’altro giorno la Polisportiva
    Oggi L’Aquila Rugby Club
    A puntate.
    Per chi come me per passione, aggiorna giornalmente il diario del rugby locale, sembra esserci sempre una certa “lacuna, sembra essere mancante quell’ulteriore pezzetto di verità scomoda che porrebbe se stessi o i soggetti dagli stessi rappresenti, in una situazione più difficile rispetto ad una città così piccola come è L’Aquila.
    E anche chi commenta, incolpevolmente, lo fa sulla scorta di questi pezzi di verità.
    A tutti gli amici di questo sport non posso che dare ragione, lo spettacolo comincia ad essere scadente e poco interessante.
    Io ho il sospetto che tutti si agitano, ora, dopo la tragica scomparsa di Mauro, per ricostituire qualcosa che è andato in frantumi molti anni fa.
    Sarà perché la Polisportiva ha visto il suo bacino di giovani ridursi drasticamente dal progetto di Rugby Experience, sarà perché la dirigenza di L’Aquila Rugby Club continua ad avere difficoltà nel poter garantire un futuro ed un progetto concreto e certo alla squadra, sarà perché gli atleti hanno manifestato pubblicamente il proprio disagio marcando una netta frattura con la società, sarà perché la Gran Sasso (che ricordiamo milita nello stesso campionato dell’Aquila Rugby Club) si sente trascurata dalle attenzioni che il primo cittadino ha invece rivolto all’altra compagine cittadina, sarà per tutto questo ma tutti sembrano proiettati (o pilotati) in una dimensione che al momento sembra essere dettata più da una difficoltà a poter gestire le proprie “creature sportive” che da un vero e proprio progetto a medio lungo termine.
    Non sarà, tutto questo agitarsi e dichiararsi, dovuto al fatto che qualcuno e/o qualcosa di diverso (non so se migliore o peggiore) si sia presentato alla porta del rugby cittadino con un cesto di sorprese (belle o brutte per gli attuali attori) che mirano a modificare sostanzialmente una tendenza strategica dell’ultimo decennio?
    Alle prossime puntate

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento