Seguici su Facebook Twitter Google+ Pinterest Instagram YouTube Feed Rss
Login        

Da Padova un brevetto per la valutazione dei rischi alle ginocchia, nato per caso

È nato tutto da un caso anomalo durante una ricerca per una tesi di laurea sulla tecnica di placcaggio ideale
ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Davide Pavan è un laureando in Scienze Motorie all’Università di Padova, nonché un pilone del Rubano in Serie C. Quasi inevitabile, dunque, che l’argomento della sua tesi sia coinciso con la sua passione coltivata al di fuori della vita accademica. Per la precisione, nel suo lavoro conclusivo del percorso universitario Pavan voleva approfondire la tecnica di placcaggio e capire quale fosse il movimento più efficace per effettuarlo, attraverso l’analisi di 80 placcaggi osservati durante un allenamento del Cus Padova e con la collaborazione del relatore Giorgio Sbrocco, di Zimi Sawacha – coordinatrice del laboratorio di Bioingegneria del Movimento Dei -, e di Federica Cibin, studentessa di ingegneria. Nessuno di loro probabilmente avrebbe potuto immaginare che, grazie ad un caso anomalo tra quelli da studiare, si sarebbe spalancato un vero e proprio portone nel campo della prevenzione per gli infortuni alle ginocchia.

 

Come racconta Simone Battaggia su La Gazzetta dello Sport, attraverso le telecamere e i sensori inseriti nelle calzature dei rugbisti del Cus Padova per portare avanti lo studio, è stato rilevato un caso limite (il numero 6) in cui il ginocchio era rivolto verso l’interno in maniera non comune. Da quel dato si è arrivati alla conclusione che quell’atleta era stato sottoposto ad un intervento al crociato anteriore. Eureka. Pavan e soci allargano il campo di ricerca al Benetton Treviso e riscontrano un caso con le stesse caratteristiche del numero 6, anch’egli operato al crociato.

 

Le fortuite scoperte portano all’intuizione geniale: elaborare un algoritmo che permetta di stabilire una percentuale di rischio negli esami e nelle valutazioni delle ginocchia degli atleti. Nasce così l’Acl Quick Check, brevetto già adottato da realtà come la Reyer Venezia di basket e il Padova di calcio, ma sulle pagine del quotidiano rosa si legge anche di un interessamento da parte di assicurazioni e medicina.

 

Il progetto, insomma, ha spiccato letteralmente il volo ed è stato presentato da Pavan e da Sawacha anche a Brisbane, mentre a settembre ci sarà il lancio commerciale del modello a Padova. E pensare che volevano studiare soltanto la tecnica di placcaggio ideale. Ma le scoperte migliori, si sa, spesso arrivano per caso.


onrugby.it © riproduzione riservata

ULTIME NOTIZIE IN QUESTA CATEGORIA



6 risposte a “Da Padova un brevetto per la valutazione dei rischi alle ginocchia, nato per caso”

  1. Bigpaci scrive:

    Bella idea! Sarà interessante vederne gli ulteriori sviluppi

  2. Pesso scrive:

    Non è solo caso, è fondamentale è la capacità di notare i dettagli, approfondirli, elaborare una teoria e poi provarla. Bravi!

  3. Camoto scrive:

    Complimenti al cinghiale del Roccia e ovviamente ai suoi amici!

  4. ginomonza scrive:

    siccome non c’è da polemizzare ecco che solo 5 commenti appaiono.
    Forti gli Italiani! :)

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento